Toti di Libia 23.06.15

L'UE e l'ONU non stanno rispondendo alle richieste avanzate dall'Italia, fa male dirlo perché avremmo voluto più solidarietà da Bruxelles e una maggiore attività sui territori africani da parte delle Nazioni Unite. Tuttavia è bene ricordare che l'Italia è uno Stato sovrano e il suo comportamento deve essere coerente con quello degli altri Paesi, senza arrivare all'ipotesi di innalzare muri.
Personalmente sono favorevole a un intervento in Libia, anche da soli nel senso dell'Italia, perché qualcuno gli scarponi sulla sabbia deve pur metterli. Sulle problematiche aperte dagli arrivi dei migranti c'è molto da fare basti pensare alla distruzione dei barconi e al rimpatrio dei migranti privi dei presupposti per stare sul territorio europeo, cosa che del resto fa anche la civilissima Australia.

Toti, neo governatore della Liguria, è pronto a un intervento militare in Libia anche senza un quadro di legittimità internazionale, perché qualcuno gli scarponi sulla sabbia deve pur metterli.

Ve lo riscrivo.

Toti, neo governatore della Liguria, è pronto a un intervento militare in Libia anche senza un quadro di legittimità internazionale, perché qualcuno gli scarponi sulla sabbia deve pur metterli.

Ai liguri l'onere di un lustro di vuoto pneumatico.

La lezione di civiltà di Gianni Morandi 23.04.15

L'encomiabile pazienza di Gianni Morandi nel rispondere nel merito a tutti i commenti violenti seguiti al suo post, pubblicato su Facebook, sulla tragedia delle migrazioni nel bacino del Mediterraneo.
Un messaggio di civiltà ad arginare un mare di coscienze annegate nell'egoismo e nell'irrazionalità di quella fetta di società incapace nel comprendere, e dunque impotente nell'affrontare, l'evoluzione e il cambiamento.

Le violenze xenofobe in Sud Africa 22.04.15

Quartz fa il punto sui disordini scoppiati in Sud Africa. La caccia allo straniero.
Una guerra tra poveri, frutto di un mix di nazionalismo, scarsa istruzione, ambiguità dell'African National Congress e assenza delle istituzioni.

On Saturday late afternoon, after canceling his scheduled state visit to Indonesia, Zuma appeared at the temporary relocation camp for foreign nationals in Chatsworth, KwaZulu Natal.

Although he tried to assure the disheartened and agitated crowd that the South African government condemned the events of the past two weeks – he lacked the earnestness he once displayed those many years ago. Many in the crowd along with many in and outside the country why it had taken Zuma this long to step up and address both the victims and the attackers.

Even his speech failed to be unequivocal.

Summed up, his overriding message to the more than 1000 foreign nationals stationed at the temporary relocation camp in Chatsworth was: "We do not want you to leave, but if you want to go, we will help you leave."

Articolo interessante anche per noi europei. Analogie inquietanti.

Annegare la coscienza 19.04.15

Scorrendo commenti e dichiarazioni sull'ultima tragedia avvenuta nel Mediterraneo, un lettore distratto potrebbe essere portato a pensare che la discussione possa vertere più sull'ipocrita difesa di interessi particolari che non sullo sgomento di fronte alla perdita di centinaia di vite umane.
Al lettore acuto non sarà invece sfuggita l'occasione per concordare con le soluzioni concrete e di rapida attuazione esposte con competenza e lucidità dall'improvvisato statista da salotto di turno.

I migranti scomparsi 14.02.15

I migranti scomparsi in infografica

Un'infografica, realizzata dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, racconta la tragedia della strage continua di migranti.
I dati si riferiscono al periodo compreso tra gennaio e settembre 2014 e naturalmente alle sole morti accertate, una goccia nel mare.

Le violenze contro gli immigrati ad Atene in una mappa 28.09.13

Le violenze contro gli immigrati ad Atene in una mappa

The City at a time of crisis è il progetto dell'organizzazione no profit Ushahidi che raccoglie in una mappa tutte le violenze perpetrate ai danni di immigrati nella città di Atene. Crimini sempre più violenti legati spesso al movimento Alba Dorata e culminati con l'uccisione del rapper di sinistra Pavlos Fyssas.

Le gang dei latinos che terrorizzano il nord 25.11.11

L'inchiesta di Repubblica sulle pandillas di baby criminali sudamericani che imperversano a Genova e Milano.

Si chiamano Latin Kings, Los Diamantes, Mara Salvatrucha, inquadrano teenager ecuadoriani, colombiani, peruviani, argentini, sono dedite alle rapine, alle risse per il controllo del territorio, anche se non sono mancati gli omicidi. Quello delle bande latino-americane è un fenomeno nuovo che, soprattutto a Genova e Milano, ma un po' ovunque nei centri storici e nelle periferie delle invecchiate città italiane sta seminando la paura.

La fortezza indiana 20.06.11

E' la più lunga recinzione del mondo. Un confine di più di 2.800 chilometri per cui sono stati spesi un miliardo e duecento milioni di dollari. Un muro che ha un'unico scopo, tenere l'India protetta dall'immigrazione proveniente dal Bangladesh.
Dal 2000 i soldati di Nuova Delhi hanno ucciso più di mille persone che tentavano invano di attraversarlo, rendendolo di fatto uno dei più sanguinosi confini esistenti.

Tre punti per riscrivere il trattato di Schengen 26.04.11

Uno: chiedere all'Ue di fare di più per aiutare i paesi del Nord africa per il contenimento dell'emigrazione, dunque con aiuti e strategie per fermare l'esodo e bloccare i trafficanti di uomini. Due: invocare piena solidarietà in seno all'Unione per chi è in prima linea, anche nella distribuzione dei rifugiati. Tre: stringere la sorveglianza alle frontiere e rivedere le regole per la libera circolazione senza incrinarla.

Già che ci siamo aggiungerei un quarto punto. Impedire la libera circolazione agli imbecilli. L'Europa ne gioverebbe grandemente.

L'accordo tra Italia e Tunisia in quattro punti 06.04.11

L'emergenza costruita ad arte e protratta a tavolino - l'Italia aveva tutti gli strumenti legislativi, nazionali e comunitari, per risolvere la situazione incresciosa a Lampedusa già dai primi giorni - per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dai temi giudiziari e passaggi politici cari al premier, segna un punto di svolta con la firma dell'accordo tra Roma e Tunisi.

I clandestini arrivati entro ieri otterranno un permesso di soggiorno temporaneo della durata di tre mesi per l'area Schengen.
Gli immigrati sbarcati dopo la firma saranno rimpatriati.
L'Italia fornirà un centinaio di fuoristrada, sei motovedette, quattro pattugliatori per il controllo delle coste. Nessun pattugliamento congiunto.
L'Italia si impegna a dialogare con la UE per far ottenere alla Tunisia aperture di credito per almeno quattro miliardi e mezzo di euro.

Silvio Berlusconi da Lampedusa 30.03.11

Chiederemo per l'isola il Nobel per la pace.

[...] Concederemo una moratoria fiscale, previdenziale e bancaria perché Lampedusa diventi zona franca.

[...] Anche io diventerò lampedusano. Sono andato su Internet e ho comprato una casa a Cala Francese, si chiama "Le Due Palme".

Un premier che non riesce ad esimersi dal conflitto di interessi neppure durante un'emergenza non ha le carte in regola per governare alcunché.

Grillo e l'immigrazione 29.03.11

Mirabile sintonia tra l'affidabile interlocutore del PD e della sinistra, fondatore del Movimento 5 Selle,

Io non sono affatto per il "politically correct" e secondo me questa gente va educatamente, ma con decisione rispedita a casa. Possibilmente con i nostri ministri e tutti i leghisti a seguito. Non hanno alcun motivo per venire da noi. Primo per la situazione che vive l'ITALIA a livello economico, secondo perché già abbiamo una densità di popolazione più alta della CINA, terzo perché NON SONO RIFUGIATI POLITICI né PROFUGHI di guerra. I tunisini vanno soccorsi, eventualmente curati e alla bisogna ospedalizzati, nutriti e rimandati a casa loro.

E Umberto Bossi, che sull'immigrazione commenta così:

Foeura di ball.

Extracomunitari era troppo lungo 09.01.10

La prima pagina de Il Giornale

Un tentativo di apertura liberal del Giornale sulla rivolta di Rosarno, ma con un occhio al proprio target di riferimento.

La rivolta degli schiavi 08.01.10

Qualche volta anche gli schiavi si rivoltano.
Succede a Rosarno. Era nell'aria. Nulla è stato fatto per evitarlo. Nulla verrà fatto in futuro.

Per il ministro Maroni le responsabilità sono chiare. Colpa degli schiavi. Neanche un accenno agli sfruttatori.

in questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, l'immigrazione clandestina che ha alimentato la criminalità e ha generato situazioni di forte degrado come quella di Rosarno.

Pacioso e pacifico 06.01.10

Sartori che salta lo squalo non è più una notizia.
Tuttavia merita una nota la confusione e la mancanza di lucidità nelle grossolane imprecisioni del suo recente articolo riguardo Islam, integrazione e India.
Reiterate nella successiva piccata risposta al critico Tito Boeri.

Il caso esemplare è l'India, dove le armate di Allah si affacciarono agli ini zi del 1500, insediarono l’impero dei Moghul, e per due secoli dominarono l’intero Paese. Si avverta: gli indiani «indigeni» sono buddisti e quindi paciosi, pacifici; e la maggioranza è indù, e cioè politeista capace di accogliere nel suo pantheon di divinità persino un Maometto.

Quando sicurezza è sinonimo di integrazione 04.01.10

New York

L'integrazione di una città di immigrati passa anche attraverso la sua polizia.
Questa è la storia di come la città di New York ha saputo sfruttare la sua forte componente multietnica per offrire un servizio migliore ai cittadini e ai turisti, formando una polizia "arcobaleno" in grado di superare le barriere linguistiche e di costume.

Theo mood: :D

Pragmatismo pan-africano 28.08.09

Berlusconi a Tunisi il 18 agosto, risponde ad una domanda sull'immigrazione a Nessma Tv (controllata da Mediaset al 50%).

La politica del governo italiano è tesa ad "aumentare i canali di ingresso legali" e a garantire, ai migranti, "casa, lavoro, istruzione" e "l'apertura di tutti i nostri ospedali alle loro necessità", perché "pure gli italiani sono stati emigranti, e quindi devono aprire il loro cuore a chi oggi viene in Italia".

Ora diventano forse più chiari i rapporti via via sempre più amichevoli con Gheddafi e la Libia.
Resta da capire come tutto questo si concili con le parole d'ordine della Lega, il "pacchetto sicurezza" e con affermazioni di ben altro tono adottate da esponenti del suo Governo.

Per aver messo piede 03.07.09

Si gioca troppo con le parole, mentre i fatti corrono. Le razze non esistono, i razzisti sì. Questa legge prende a pretesto i matrimoni di convenienza per ostacolare fino alla persecuzione i matrimoni misti, ostacola maniacalmente l'unità delle famiglie, fissa per gli stranieri senza permesso di soggiorno una pena pecuniaria grottesca per la sua irrealtà - da 5 a 10 mila euro, e giù risate - e in capo al paradosso si affaccia, come sempre, il carcere. Carcere fino a tre anni per chi affitti una stanza a un irregolare: bè, dovremo vedere grandiose retate. Galera ripristinata - bazzecole, tre anni - a chi oltraggi un pubblico ufficiale: la più tipicamente fascista e arbitraria delle imputazioni. Quanto alle galere per chi non abbia commesso alcun reato, salvo metter piede sul suolo italiano, ora che si chiamano deliziosamente Centri di identificazione e di espulsione, ci si può restare sei mesi! Sei mesi, per aver messo piede.

Via Sofri (quello anziono).

Morire migrando 03.10.13

Strage di Lampedusa

Centinaia di corpi nel mare davanti di Lampedusa vittime di trafficanti di uomini e di politiche scellerate. L'ennesima strage di un barcone della speranza.

Rohingya, il popolo senza patria 19.05.15

Un bambino rohingya schedato in Bangladesh

Anwar Sah, un bambino rohingya, schedato dalla polizia dopo il suo sbarco sulle coste indonesiane. Sono ancora migliaia i boat people di etnia rohingya al largo nel Golfo del Bengala e nel Mare delle Andamane respinti dai paesi del sudest asiatico. In fuga dal Myanmar i rohingya, un gruppo etnico minoritario di religione islamica, sono diventati in una settimana paria del mare. Una crisi umanitaria che coinvolge direttamente Thailandia, Indonesia e Malesia. In attesa del vertice straordinario di Kuala Lumpur, in seguito alla pressione diplomatica delle Nazioni Unite, l'unico paese che ha promesso accoglienza per i profughi sono state le Filippine.

Fonte: AGI

Benvenuti profughi 31.08.15

Manifestazione a favore dei rifugiati a Vienna

La polizia ha sfilato assieme a oltre 20 mila persone per le strade di Vienna durante la manifestazione di solidarietà a migranti e rifugiati in seguito al ritrovamento di 71 cadaveri di immigrati trovati in un camion abbandonato la settimana scorsa. I manifestanti hanno sollecitato una risposta europea più solidale sulla questione immigrazione che metta al centro l'essere umano e i diritti civili.

Fonte: RTE

Il cuore generoso dell'Europa 05.09.15

Un piccolo profugo siriano sventola la bandiera dell'Unione Europea

È un'accoglienza calorosa quella riservata ai profughi siriani arrivati in Germania e Austria. Una gara di solidarietà all'arrivo di autobus e treni. Una svolta dopo settimane di tragedie e difficoltà. La speranza di una nuova vita, in pace, comincia oggi. Il sogno europeo come motore per il futuro del continente.

I miserabili di Banksy nella giungla di Calais 25.01.16

L'opera di Banksy sugli sgomberi dei migranti a Calais

La nuova opera dell'artista Banksy comparsa davanti all'ambasciata francese a Londra è ispirata alla Cosette, il disegno di Émile Bayard comparso nella seconda edizione del romanzo Les Misérables di Victor Hugo. L'ultima creazione punta il dito sulla gestione del campo profughi di Calais da parte delle autorità francesi. Il codice QR che accompagna il disegno contiene il link a un video di un'operazione di sgombero del campo con lacrimogeni e proiettili di gomma.

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