25 anni di web 23.08.16

25 cose da sapere sul web nel 25° anniversario della sua apertura al mondo.

1 The importance of "permissionless innovation"
The thing that is most extraordinary about the internet is the way it enables permissionless innovation. This stems from two epoch-making design decisions made by its creators in the early 1970s: that there would be no central ownership or control; and that the network would not be optimised for any particular application: all it would do is take in data-packets from an application at one end, and do its best to deliver those packets to their destination.

It was entirely agnostic about the contents of those packets. If you had an idea for an application that could be realised using data-packets (and were smart enough to write the necessary software) then the network would do it for you with no questions asked. This had the effect of dramatically lowering the bar for innovation, and it resulted in an explosion of creativity.

What the designers of the internet created, in effect, was a global machine for springing surprises. The web was the first really big surprise and it came from an individual – Tim Berners-Lee – who, with a small group of helpers, wrote the necessary software and designed the protocols needed to implement the idea. And then he launched it on the world by putting it on the Cern internet server in 1991, without having to ask anybody's permission.

Portare internet su un Macintosh Plus 22.03.15

Jeff Keacher è riuscito ad aggiornare un Macintosh Plus del 1986 per navigare sul web. Un'esperienza lenta ed emozionante.

Reviving an old computer is like restoring a classic car: There's a thrill from bringing the ancient into the modern world. So it was with my first "real" computer, my Mac Plus, when I decided to bring it forward three decades and introduce it to the modern Web.

It's a lowly machine, my Mac. The specs pale in comparison to even my Kindle: 8 MHz CPU, 4 MB RAM, 50 MB hard drive, and 512 x 384 pixel black-and-white screen. My current desktop PC is on the order of 200,000 times faster--not even including the GPU. Still, that Mac Plus was where I cut my computing teeth as a child. It introduced me to C, hard drives, modems, and the Internet.

Yes, in a certain sense, my Mac has already been on the Internet, first via BBSes and later via Lynx through a dial-up shell sessions. (There's nothing quite like erotic literature at 2400 bps when you're 13 years old.) What it never did was run a TCP/IP stack of its own. It was always just a dumb terminal on the 'net, never a full-fledged member.

30 anni di .com 16.03.15

Il dominio di primo livello che forse più di ogni altro è stato sinonimo stesso di internet ha compiuto 30 anni.

Un web più veloce 18.02.15

L'Internet Engineering Task Force sta per finalizzare la definizione di HTTP/2. Si tratta del più importante passo avanti da 16 anni di HTTP, il protocollo usato come principale sistema per la trasmissione d'informazioni sul web.

HTTP/2 is a very overdue upgrade to Hypertext Transfer Protocol, the basic protocol that handles connections between a web server and your browser. The original development of HTTP happened way back when Tim Berners Lee first imagined his World Wide Web project in the late 1980s. However the version of the protocol we currently use, HTTP/1.1, was officially introduced in 1999. Needless to say, the web has changed quite a bit in the past 15 years.

HTTP/2, like any good upgrade, will address some issues with the previous version, and as a result, your web browser will load pages more quickly.

VeryBello, VeryBeta 24.01.15

Il nome non è il problema, tutt'altro.
Il punto è che verybello.it, la piattaforma digitale che raccoglie gli oltre mille eventi culturali in tutta Italia paralleli a Expo Milano 2015, è un sito in beta. Lanciare con una conferenza stampa un sito istituzionale in versione beta, con tutto ciò che ne consegue in termini di difetti e problemi tecnici evidenti, è da strambi.

I siti più popolari dal 1996 a oggi 17.12.14

Il Washington post ha pubblicato le classifiche anno per anno dei 20 siti web più popolari dal 1996 al 2013. C'è chi è invecchiato bene, chi è diventato padrone del mondo e chi si è trasformato in materia per archeologi digitali.

Non mi aspettavo i gattini 12.03.14

L'intervista degli utenti di Reddit a Tim Berners-Lee nel 25esimo anniversario della nascita del World Wide Web.

Tim, What other names did you consider other than the world wide web?

Mine of Information, The Information Mine, The Mesh None had quite the right ring. I liked WWW partly because I could start global variable names with a W and not have them clash with other peoples' (in a C world) ...in fact I used HT for them)

La seconda versione mobile de Il Secolo XIX 12.07.13

Il Secolo XIX ci riprova.
Dopo un primo, disastroso, approccio nella realizzazione di una versione mobile il secondo tentativo è quello giusto. Accessibile, usabile e quanto più vicino alla qualità e alla perfezione che ci si possa attendere dal principale quotidiano ligure.

20 anni di web per il resto di noi 30.04.13

In occasione del ventennale della nascita del world wide web libero, geniale intuizione di Tim Berners-Lee, il CERN ha restaurato la sua originale homepage.

I problemi con la versione mobile del Secolo XIX 04.12.12

La nuova versione mobile del principale quotidiano ligure presenta qualche criticità di troppo.

Da oggi accedendo al Secolo XIX da un iPhone si viene automaticamente reindirizzati alla nuova versione mobile e qui iniziano i problemi.
Chi ha progettato il tutto ha deliberatamente evitato il responsive webdesign per preferirgli una versione dedicata. Il risultato configura una serie di errori imbarazzanti per il principale giornale ligure: ricerche non funzionanti, l'archivio andato perduto, l'impossibilità di leggere e lasciare commenti, una navigazione non coerente tra le pagine del sito, i link provenienti da terze parti (come i tweet dello stesso Secolo XIX) non dinamicamente reindirizzati ai corrispettivi URL della versione mobile e quindi non funzionanti.
Si salva solo la grafica. Piacevole.

Ora però rimetteteci le mani.

Come funziona internet nello spazio 11.11.12

La NASA e l'ESA hanno testato con successo un nuovo tipo di protocollo internet, spina dorsale di un futuro web interplanetario, telecomando dalla Stazione Spaziale Internazionale un robot Lego sulla Terra. Ecco come funziona:

In a nutshell -- we'll get down and dirty with the tech lower in the piece -- DTN allows a standard method of communication over long distances and through time delays, agency officials said. Its centering tech is similar to the IP protocol (that is the TCP/IP protocol) that is the building block of the Internet we use on Earth. That's called the Bundle Protocol (BP).

The big difference between BP and IP is that, while IP assumes a more or less smooth pathway for packets going from start to end point, BP allows for disconnections, glitches and other problems you see commonly in deep space, Younes said. Basically, a BP network -- the one that will the Interplanetary Internet possible -- moves data packets in bursts from node to node, so that it can check when the next node is available or up.

Lo stato del web 06.09.12

Lo stato del web

Web Index è l'indice, realizzato dalla World Wide Web Foundation, per misurare l'impatto economico, politico, sociale e di internet in tutto il mondo. Il sito valuta anche la qualità delle infrastrutture di rete e combina questi dati con altri indicatori per classificare lo stato del web in ogni paese.

The Web Index compiles country-level data pertaining to three general spheres: web usage, readiness, and human impact. Usage is measured by the percentage of web users within a given country, as well as the content available to them. Web readiness is determined according to a country's communications infrastructure, regulatory climate, and censorship policies. Human impact, meanwhile, is gauged according to a variety of economic, political, and social indicators, including the penetration of social networks and business web usage.

La mappa navigabile di internet 31.07.12

The Internet Map

Ruslan Enikeev ha creato una mappa navigabile che mostra i 350.000 maggiori siti web del mondo in base al loro traffico e alla link popularity.

Il World IPv6 Day 05.06.12

Vint Cerf racconta la prossima rivoluzione di internet.
Facebook, Google, Bing, Yahoo!, i principali Internet Service Provider, a partire da mezzanotte del 6 giugno eseguiranno la migrazione permanente al protocollo IPv6, assicurando 340 trilioni di trilioni di trilioni di indirizzi IP e consentendo di connettere permanentemente miliardi di persone e dispositivi online negli anni a venire.

La grande migrazione verso IPv6 18.01.12

Facebook, Google, Bing e Yahoo!, tra gli altri, prevedono di completare la migrazione a IPv6, la nuova generazione del protocollo internet, entro il 6 giugno 2012.

Internet nel 1995 24.08.11

Il servizio su MTV è illuminante.

Il primo sito web della storia 06.08.11

Screenshot di World Wide Web

Venti anni fa Tim Berners-Lee pubblicava il primo sito web accessibile attraverso il protocollo HTTP e con indirizzo www.
Una rivoluzione che ha radicalmente cambiato il rapporto con l'informazione.

Il giorno di IPv6 08.06.11

Come annunciato a inizio anno oggi i principali protagonisti del web al mondo - tra i quali Google, Microsoft, Facebook, Cisco e Yahoo - testeranno il grado di preparazione delle infrastrutture al graduale passaggio dall'attuale protocollo internet IPv4 a IPv6.

Il nuovo protocollo semplifica la configurazione e la gestione delle reti IP e amplia lo spazio di indirizzamento da 32 a 128 bit, il che consentirà a device di ogni genere di avere il loro indirizzo IP permanente mettendo a disposizione 3,4x10ˆ38 indirizzi anziché i soli 4 miliardi attuali ormai agli sgoccioli.

La censura su misura 16.05.11

L'autorità turca per le telecomunicazioni ha messo a punto un sistema per filtrare contenuti e ricerche su internet basato su quattro livelli. Si va dalla censura più bieca a sfumature meno repressive. Il tutto scelto a pagamento dall'utente al momento della stipula del contratto.
Il provvedimento entrerà in vigore il 22 agosto.

Centinaia di migliaia di cittadini turchi si stanno mobilitando per preservare la neutralità della rete.

Esportare internet 26.03.11

Un decennio a discutere su come e se fosse giusto o meno esportare la democrazia per poi scoprire che bastava un blog, 140 caratteri e Facebook per sovvertire la stabilità di decenni di regimi impermeabili ad ogni riforma.

Intanto nel mondo là fuori i ribelli libici, grazie all'intervento delle Nazioni Unite e della NATO, avanzano riconquistando città e posizioni alle truppe lealiste del colonnello Gheddafi.
In Siria la protesta divampa, minacciando ora direttamente il regime baatista e portando con se la folle e feroce repressione di un terrorizzato Bashar al-Assad.

Il New York Times dietro il paywall 17.03.11

A partire dal 28 marzo, con qualche novità su quanto annunciato, la versione digitale del New York Times diventerà a pagamento (in Canada si inizia domani). Abbonamenti a partire da 15 dollari, per arrivare sino a 35.

I primi 20 articoli al mese saranno gratuiti, 25 per chi raggiungerà il sito da Google. Accesso illimitato per quegli articoli raggiunti tramite link pubblicati su blog e social network.

Leggere The Daily gratis sul web 04.02.11

E' quello che promette The Daily Indexed, un tumblr che indicizza i link degli articoli della nuova creatura di Murdoch.

The Daily pubblica infatti tutti i suoi articoli gratuitamente sul web, ma il sito non ha una homepage rendendo di fatto molto complicato ritrovare la notizia che ci interessa.
Il tumblr di Andy Baio si propone proprio questo, fornendo un'interfaccia di semplice utilizzo.

Si perde il magnifico contenitore della versione a pagamento per iPad, ma resta il contenuto.

Si è aperto un mondo, solo immaginato qualche settimana fa.
Altri seguiranno, almeno sino a quando gli avvocati del magnate della News Corp non provvederanno a fare piazza pulita.

Le mani su internet 31.01.11

L'AGCOM con la delibera 668/2010, in consultazione pubblica, si ergerebbe a paladina della difesa del copyright su internet.
La norma prevede di impedire arbitrariamente l'accesso a qualunque sito straniero che secondo l'Autorità Garante per le Comunicazioni violerebbe le norme sul copyright, scavalcando magistratura e Parlamento.

Per informare i cittadini su tale rischio è nata l'iniziativa Sito non raggiungibile di Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confcommercio.

Immaginate che un giorno intere sezioni della vostra biblioteca vengano rese inaccessibili. Non vi verrà mai detto quali specifici libri, e per quale ragione sono stati rimossi, ma troverete solo un cartello che vi informa che qualcuno, da qualche parte, per qualche ragione, ha segnalato che i libri di quella sezione violano i diritti di qualcun altro. Immaginate che anche dagli scaffali accessibili della biblioteca qualcuno rimuova costantemente libri senza che voi, o gli altri altri utenti della biblioteca, possiate sapere quali volumi sono stati rimossi, e senza che vi sia data la possibilità di valutare se la rimozione di tali libri viola alcuni dei vostri diritti fondamentali.

Credete che questo non possa accadere in una democrazia?

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni con la Delibera 668/2010 del dicembre 2010 ha posto in consultazione un testo che mira ad introdurre un meccanismo che le consentirà di inibire completamente l'accessibilità ai siti posti fuori dal territorio italiano e di rimuovere contenuti sospettati di violare il diritto d’autore in modo automatico e prescindendo da qualsiasi requisito di colpevolezza accertato dell’Autorità giudiziaria.

Ricontrollare le fonti 31.01.11

Screenshot di Linkiesta

Parte oggi l'avventura di Linkiesta, il quotidiano senza carta.
Ottima iniziativa per un panorama informativo online sempre più ricco in Italia.

Poi l'occhio cade sul riquadro che elenca le letture della redazione e mi si alza più di un sopracciglio.

Il paywall del New York Times 25.01.11

Ad un anno di distanza dall'annuncio l'edizione online del New York Times si appresta a passare a pagamento.

Dopo aver letto i primi articoli gratis sarà necessario registrare un abbonamento da 19 dollari e 99 cent per godere di tutte le altre notizie su ogni dispositivo.
Prevista anche la possibilità di abbonamenti a prezzi scontati per la sola versione web o per l'edizione dedicata agli ebook reader, come Kindle.
Infine un occhio di riguardo per chi raggiungerà le pagine del prestigioso quotidiano dai motori di ricerca. In questo caso la lettura degli articoli dovrebbe rimanere gratuita per non perdere una fetta consistente di lettori, un po' come avviene per il Financial Times.

Il paywall dovrebbe vedere la luce nel mese di febbraio.

Auguri.

In nomine social network 24.01.11

Stupisce come l'analisi sulle reti sociali di Benedetto XVI, da tanti considerato alla guida di un'istituzione fondamentalista e antistorica, sia molto più attenta, precisa e attuale di quelle proposte dalla maggioranza degli esponenti politici e dalla gran parte degli editorialisti della carta stampata.

Come la rivoluzione industriale produsse un profondo cambiamento nella società attraverso le novità introdotte nel ciclo produttivo e nella vita dei lavoratori, così oggi la profonda trasformazione in atto nel campo delle comunicazioni guida il flusso di grandi mutamenti culturali e sociali. Le nuove tecnologie non stanno cambiando solo il modo di comunicare, ma la comunicazione in se stessa, per cui si può affermare che si è di fronte ad una vasta trasformazione culturale. Con tale modo di diffondere informazioni e conoscenze, sta nascendo un nuovo modo di apprendere e di pensare, con inedite opportunità di stabilire relazioni e di costruire comunione.

[...] Nel mondo digitale, trasmettere informazioni significa sempre più spesso immetterle in una rete sociale, dove la conoscenza viene condivisa nell'ambito di scambi personali. La chiara distinzione tra il produttore e il consumatore dell’informazione viene relativizzata e la comunicazione vorrebbe essere non solo uno scambio di dati, ma sempre più anche condivisione.

[...] Vorrei invitare, comunque, i cristiani ad unirsi con fiducia e con consapevole e responsabile creatività nella rete di rapporti che l'era digitale ha reso possibile. Non semplicemente per soddisfare il desiderio di essere presenti, ma perché questa rete è parte integrante della vita umana. II web sta contribuendo allo sviluppo di nuove e più complesse forme di coscienza intellettuale e spirituale, di consapevolezza condivisa.

Internet si prepara a testare IPv6 12.01.11

Google e i principali siti web del mondo l'8 giugno testeranno per 24 la nuova generazione del protocollo internet, IPv6.
La giornata è già stata definita World IPv6 Day.

The story begins in 1977, when Vint Cerf, the program manager for the ARPA Internet research project (and now one of the driving forces behind Google's IPv6 efforts), chose a 32-bit address format for an experiment in packet network interconnection. Who would have thought that the experiment would evolve into today's Internet: a global network connecting billions of people, some using handheld devices faster than the mainframes of the 1970s?

For more than 30 years, 32-bit addresses have served us well, but now the Internet is running out of space. IPv6 is the only long-term solution, but as the chart below shows, it has not yet been widely deployed. With IPv4 addresses expected to run out in 2011, only 0.2% of Internet users have native IPv6 connectivity. [...]

On World IPv6 Day, we'll be taking the next big step. Together with major web companies such as Facebook and Yahoo!, we will enable IPv6 on our main websites for 24 hours. This is a crucial phase in the transition, because while IPv6 is widely deployed in many networks, it's never been used at such a large scale before. We hope that by working together with a common focus, we can help the industry prepare for the new protocol, find and resolve any unexpected issues, and pave the way for global deployment.

The good news is that Internet users don't need to do anything special to prepare for World IPv6 Day. Our current measurements suggest that the vast majority (99.95%) of users will be unaffected. However, in rare cases, users may experience connectivity problems, often due to misconfigured or misbehaving home network devices. Over the coming months we will be working with application developers, operating system vendors and network device manufacturers to further minimize the impact and provide testing tools and advice for users.

L'alfabeto secondo Google Instant 09.09.10

La nuova ricerca in tempo reale di Google apre scenari interessanti.
La battaglia sulle keyword tronche è già iniziata.
Sarà una rivoluzione per i SEO.

A come Alice ADSL.
B come BNL-BNP Paribas.
C come Corriere della Sera.
D come Dizionario italiano.
E come eBay.
F come Facebook.
G come Gioco.it.
H come Hotmail.
I come INPS.
L come Libero (non il giornale).
M come Meteo.it.
N come Nokia.
O come Oroscopi.
P come Pagine Bianche.
Q come Quattroruote.
R come Rai.
S come Subito.it.
T come Trenitalia.
U come Unicredit.
V come Virgilio.
Z come Zara.

Ho letto sul web che il web è morto 17.08.10

Il grafico sullo stato del web

L'articolo provocatorio di Chris Anderson e Michael Wolff sulla morte del web ha raggiunto il suo scopo, far parlare di Wired più di quanto già non si facesse.

Su BoingBoing si cerca di fare chiarezza sulle sorti del web e soprattuto si cerca di osservare con occhio più analitico i dati raccolti.
E il risultato appare alquanto differente. A fronte di una crescita vertiginosa dei contenuti video, il web non se la passa affatto male.

Il grafico sullo stato del web

Il PD è un modem a 56k 18.06.10

Oggi pomeriggio a Roma il Pd ha fatto un bel convegno su Internet al quale è intervenuto anche il segretario Bersani, che è riuscito a parlare per oltre un'ora senza mai nominare Internet, il che – in un incontro sul web – è davvero notevole.

Via Piovono rane.

Gli standard web visti da Apple 04.06.10

Apple propone uno showcase per dimostrare le potenzialità dei futuri standard web, HTML5 e CSS3.

Every new Apple mobile device and every new Mac - along with the latest version of Apple's Safari web browser - supports web standards including HTML5, CSS3, and JavaScript. These web standards are open, reliable, highly secure, and efficient. They allow web designers and developers to create advanced graphics, typography, animations, and transitions. Standards aren't add-ons to the web. They are the web. And you can start using them today.

Inspiegabilmente è richiesto Safari per visualizzare le dimostrazioni.

La rete delle identità 06.05.10

Ne aveva accennato Sofri, ne sta discutendo il giornalista sudafricano Michael Skapinker in questi giorni.
La rete ha bisogno di identità.
Ha bisogno di scrollarsi di dosso i nickname, l'anonimato dietro cui spesso ci si nasconde, per investire sulla reputazione personale. A partire dai commenti sui siti che vivono di recensioni.

L'idea è quella di responsabilizzare gli utenti per far crescere l'internet delle persone, rendendola quanto più simile ed indistinguibile dalla vita di tutti i giorni.

Allo stesso tempo, anche se per motivi diversi in Cina si sta riflettendo sullo stesso tema.
Eliminare definitivamente (in molti casi già avviene) la possibilità di registrarsi su internet con pseudonimi.
Limitando, se non a questo punto impedendo del tutto, la possibilità dei cittadini cinesi di scambiarsi informazioni e idee anonimamente aggirando la repressione del regime.

Italia contro The Pirate Bay 08.02.10

L'Italia si prepara nuovamente a bloccare The Pirate Bay.

So, once again, it is going to get The Pirate Bay a lot more attention by getting a court to require the site be blocked again. Basically, the original ruling saying that Italy couldn't ban foreign sites was overturned by the Italian Supreme Court, and thus, the lower court went back and decided, again, that the site should be blocked.

Microsoft non è una web company 01.02.10

Nel caso non si fosse capito.

After 15 years, the evidence is pretty clear. The web is just not a part of Microsoft's DNA. The quarterly results it released this week showed that Microsoft is still surprisingly good at what it does best: selling operating systems and software programs for PCs. There is a long-lived if diminishing market for that business. What Microsoft is not and may well never be is a web company. Mabye it's time the company sold off its online division to a company that is just that - like Yahoo.

Notizie a pagamento 20.01.10

Come previsto dal 2011 la versione online del New York Times non sarà più completamente gratuita.
La sfida per non perdere gli introiti pubblicitari, difficilmente sostituibili con i ricavi degli abbonamenti, è iniziata.

This announcement allows us to begin the thought process that’s going to answer so many of the questions that we all care about. We can't get this halfway right or three-quarters of the way right. We have to get this really, really right.

Il New York Times al giro di boa 17.01.10

La decisione di far pagare per i contenuti dell'edizione online pare imminente.

New York Times Chairman Arthur Sulzberger Jr. appears close to announcing that the paper will begin charging for access to its website, according to people familiar with internal deliberations. After a year of sometimes fraught debate inside the paper, the choice for some time has been between a Wall Street Journal-type pay wall and the metered system adopted by the Financial Times, in which readers can sample a certain number of free articles before being asked to subscribe. The Times seems to have settled on the metered system.

Un giorno da New York Times 23.12.09

I due video mostrano il traffico verso il sito del New York Times dagli Stati Uniti e dal mondo il 25 giugno 2009. Il giorno in cui morì Michael Jackson.
I lettori che hanno effettuato l'accesso da desktop e laptop sono rappresentati dai cerchi gialli, quelli da dispositivi mobili dai cerchi rossi. La dimensione dei cerchi rappresenta il numero di accessi.


Internet da telecomando 02.11.09

Fino a quando non decideremo di fare un downshifting del web, portarlo dalla ricchezza alla semplicità francescana, non so quanti non user riusciremo ancora a portare dentro. E non è una questione di usabilità, almeno non come la intendiamo correntemente. I criteri che adottiamo forse sono ancora troppo complicati per le persone (e sono tante) che non mettono i numeri in memoria del cellulare perché è un processo troppo complesso. E per un pubblico che, lo vediamo benissimo, ha pochissimo interesse per il web e al quale dobbiamo spiegarlo semplice semplice. Esagero: serve un web fatto a telecomando, quattro bottoni e basta, pochissime funzioni ma sostanziali. Un web più stupido che non richieda esperienza né "intelligenza" da parte dell'utente.

Non possiamo comunicare a queste persone basandoci sulla fascinazione delle illimitate potenzialità, della potenza, in fondo della complessità. Mi immagino la costruzione e la comunicazione di siti che facciano una cosa sola, fatta bene e detta in modo semplice. Al limite del banale: banale per noi, ma per loro potenzialmente rivoluzionario. Insomma, quelli che potevamo prendere con un approccio di intelligenza e di rivoluzione mi sa che li abbiamo presi. Non è che per prendere gli altri dobbiamo essere un po' più stupidi?

Via Apogeonline.

La fine della net neutrality per immagini 28.10.09

Un0ipotetica offerta di un provider dopo la fine della net neutrality

The Internet is different 14.09.09

It produces different public spheres, different terms of trade and different cultural skills. The media must adapt their work methods to today's technological reality instead of ignoring or challenging it. It is their duty to develop the best possible form of journalism based on the available technology. This includes new journalistic products and methods.

Via Internet Manifesto.

I super amici di HTML5 02.09.09

We, the undersigned, wish to declare our support for the direction in which the HTML5 specification is heading. Its introduction of a limited set of additional semantic elements, its instructions on how to handle failure, and its integration of application development tools hold the promise of richer and more consistent user experiences, faster prototyping, and increased human and machine semantics.

HTML5 is not perfect in our estimation, not that any markup language could be. In particular, we have significant concerns about some aspects of the specification. But we are optimistic that the official channels provided by the working group will offer a sufficient and fair hearing of our concerns.

Via HTML5 Super Friends.

Identità nella rete 29.08.09

Sofri ieri sera ha aperto un'interessante discussione sulla necessità di rivelare la propria vera identità nelle conversazioni sul web.

Ok, vi metto a parte di questa riflessione personale per raccogliere pareri. Laicamente. Non montiamo polemiche, ok? Io penso, senza farci su campagne, che sarebbe meglio se invece di tutti 'sti pseudonimi usassimo nome e cognome. Penso sarebbe più adulto, più responsabile, e assomiglierebbe di più alla vita normale, che è quello che dovrebbe essere internet. E penso toglierebbe un alibi ai censori e una chance ai violenti e vili. Detto questo, non voglio costringere nessuno. Però nel mio piccolo lo penso, e sono tentato di cancellare l'account di FF e di riaprirlo accettando solo nomi e cognomi (anche perché è diventato un posto incasinato e illegibile, dal gruppetto che era all'inizio). Senza fare il fiscale, non è che chiedo documenti. Ma è per cominciare ad abituarsi, e crescere. Oppure lo faccio non retroattivamente, e d'ora in poi accetto solo nomi e cognomi. Ma ascolto volentieri pareri ragionevoli.

Se è vero che internet dovrebbe assomigliare di più alla vita normale, che le idee e i contenuti non valgono indipendentemente da chi le esprime e che il metterci la faccia è spesso un modo per assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
E' altrettanto vero che chi immagina internet come un covo di bulli, nerd, pedofili e cattive compagnie non smetterà di farlo vedendo post firmati da Mario Rossi. Lasciamo che internet sia libera e che chiunque sia libero di loggarsi come meglio crede.

Credo che nel prossimo futuro vedremo sempre di più l'uso del proprio nome e cognome sul web e non certo per dare maggiore incisività alle nostre affermazioni, quanto piuttosto perché incentivati a farlo dai social network che usiamo e attratti dalle possibilità offerte dalla visibilità che sapremo dare alla nostra vera identità.

Apple.com nel 1983 01.08.09

Il sito della Apple nel 1983

Se nel 1983 fosse esistita internet, così come la conosciamo oggi, il sito della Apple sarebbe apparso così.

Aspettando la prossima 29.04.09

Non passa la criticata norma D'Alia su internet, abrogata da un emendamento dell'onorevole Roberto Cassinelli.
Sospiri di sollievo con la consapevolezza che non poteva non finire così.

E la qualità dei contenuti? 26.04.09

Il suggerimento di Luca Conti su come migliorare la propria visibilità sul web.

Qual è il segreto per farsi «notare» in rete?
«Innanzitutto bisogna assicurarsi che il blog sia ben indicizzato, in modo che il contenuto venga segnalato dai motori di ricerca. E poi usare con consapevolezza i tag, un altro strumento fondamentale per la ricerca dei contenuti. Quindi un po' di sane pubbliche relazioni: stabilire relazioni con blogger che trattano lo stesso argomento è indispensabile per scambiarsi opinioni e link. Un altro strumento fondamentale sono i social network (Facebook e Twitter in testa). E poi magari conoscere qualche giornalista».

Legiferare l'internet 23.04.09

Come impressione a caldo sull'incontro che c'è stato oggi alla Camera sulla legislazione per la Rete posso solo dire che la Carlucci non sta affatto bene.

No, dico davvero: aggredisce, urla, s'incazza con chiunque, a un certo punto mi ha augurato che mio figlio venga adescato dai pedofili su Facebook (giuro). Poi ha raccontato che lei passa le sue giornate alla polizia postale cercando di rintracciare chi la insulta on line. Mamma mia, mi dispiace.

Lo so che bisogna ridurre i costi della politica, ma una distribuzione mirata di benzodiazepine alla Camera sarebbe molto opportuna. Io non ho capito com’è che la mandano in giro. No davvero, non è questione di destra o di sinistra, è questione di Tso. Va beh.

Quanto agli altri, giudicate voi, se avete voglia di sciropparvi il video. A me pare che Palmieri, Cassinelli e Melandri abbiano detto cose più o meno condivisibili, ma comunque sono ragionanti, e quindi in confronto a Carlucci hanno giganteggiato. Il radicale Perduca parlava d'altro. D'Alia è semplicemente uno che non sa una mazza di ciò su cui ha legiferato, ora si sta rendendo vagamente conto di aver fatto una cazzata mostruosa e cerca di uscirne limitando i danni.

Comunque il problema vero, in termini politici, è capire che cosa uscirà dalle cogitazioni in corso nel Pdl per sostituire l'emendamento D'Alia con un'altra legge. Palmieri non si è voluto sbottonare in merito, peccato.

Ecco, insomma, la vera legge su Internet - aldilà di D'Alia e Carlucci - la stanno ancora decidendo. Incrociamo le dita.

Via Piovono rane.

It's better to be a pirate than to join the Navy 17.04.09

Così Zambardino sulla sentenza svedese che ha condannato i gestori di The Pirate Bay a un anno di carcere e milioni di euro di risarcimento alle major.

E' una sentenza molto "mainstream", quella che oggi condanna i gestori di The Pirate Bay a varie pene detentive e a un forte risarcimento verso quelle Major dell'intrattenimento che avevano fatto richieste anche più ingenti. E' una brutta sentenza: che si "incastra" bene con le intenzioni punitive del governo francese, di quello inglese, e di quello italiano. Ed è un errore.

[...]

Un piccolo passo grave - No non siamo noi che facciamo confusione fra argomenti: è proprio così, passare dal blocco del "pirata" ai controlli di massa e alla repressione della libertà di espressione, è un passo nella direzione più catastrofica. Un piccolo passo grave.

E' il potere - che da noi è particolarmente intrecciato e confuso tra industria e politica - che fa volutamente confusione.

La ricerca creativa del nuovo - Allora via libera al "pirata"? Sono molte le cose che si potrebbero fare. Una rilfessione sui modelli di business ha portato Steve Jobs a creare con iTunes un meccanismo virtuoso di distribuzione della musica. Miliardi di brani venduti. Venduti.

Se non si fa il passo e non si riesce a capire che il "pirata" siamo moi, i nostri figli e che pirateria è il nuovo mercato, la nuova società, si rimane fermi al palo del delirio reazionario e repressivo. Bisogna inventare nuovi business, nuovi modi di vendere, nuove professioni. Perfino la repressione va ripensata per distinguere tra repressione del contrabbando e consumi personali...

Tanto non guarirete un'industria malata. Riuscirete solo a produrre una solida, diffusa, cultura autoritaria.

L'accesso ad internet è un diritto fondamentale 27.03.09

Ennesima importante dichiarazione sull'importanza dell'accesso ad internet come diritto fondamentale del cittadino digitale. La raccomandazione presentata al Parlamento europeo dal socialista Stavros Lambrinidis (Grecia) sul "rafforzamento della sicurezza e delle libertà fondamentali su Internet" è stata approvata con una schiacciante maggioranza di 481 contro 25 (21 gli astenuti). Nel testo viene indicato chiaramente che:
1) Internet "dà pieno significato alla definizione di libertà di espressione";
2) "può rappresentare una straordinaria possibilità per rafforzare la cittadinanza attiva";
3) il monitoraggio del traffico web "non può essere giustificato dalla lotta al crimine";
4) l'accesso a internet "non dovrebbe essere rifiutato come sanzione dai governi o dalle società private" e
5) le ricerche in remoto, dove previste dalla legislazione nazionale, devono essere condotte "sulla base di un valido mandato delle autorità giudiziarie competenti" e devono sempre preferirsi le ricerche in diretta a quelle in remoto visto che queste ultime "violano il principio di legalità e il diritto alla riservatezza".

Via Corriere della Sera.

Neutralità della rete in Italia 26.03.09

E' stato depositato in Senato il progetto di legge del PD su "neutralità delle reti, free software e società dell'informazione" a cura dei senatori Vita e Vimercati. Punti fondamentali della proposta sono: garantire un accesso neutrale alle reti di comunicazione elettronica, promuovere i diritti di cittadinanza attiva al fine di rafforzare la partecipazione e il processo decisionale democratico, sostenere lo sviluppo e la valorizzazione dei sistemi informativi pubblici garantendo il pluralismo informatico anche con l'uso del software libero, diffondere l'uso delle nuove tecnologie della comunicazioni presso il sistema delle imprese, rimuovere gli ostacoli che impediscono la parità di accesso alle reti di comunicazione dei cittadini che versano in condizioni di disabilita, disagio economico e sociale e di diversità culturale.

Via Una legge per la rete.

20 anni di web 13.03.09

CERN

Un qualche grazie al CERN di Ginevra.

BlogMagazine 23.02.09

Un magazine su tecnologia, web e blogosfera. Gratuito. Da sfogliare online o da scaricare in formato PDF.

BlogMagazine.

Il linguaggio è un virus 21.01.09

Avere il web a portata di mano, scoprire le migliori fonti mainstream e della coda lunga, portarsi dietro il tutto in completa mobilità, leggere le parole chiave del momento, seguire i memi più caldi e condividere le fonti più interessanti.

Il progetto si chiama Socialdust e raccoglie l'esperienza della versione precedente, dedicata all'aggregazione della blogosfera italiana, e di Xirr.eu, un memetracker per media mainstream.
Socialdust raccoglie quasi 22000 fonti ed è disponibile in cinque lingue. Oltre l'italiano, in inglese, francese, tedesco e spagnolo.

Rivoluzioni mancate 24.11.08

Che fine hanno fatto Codice Internet e Second Life?

L'evoluzione della scrittura su internet 13.11.08

Il web visto da Obama 07.11.08

Internet deve il suo successo al fatto di essere il network più aperto della storia. Deve continuare a essere tale. Barack Obama sostiene fermamente il principio della neutralità della rete per difendere i benefici della libera concorrenza su Internet.

Via Apogeonline.

Avrei detto 2.5 18.10.08

E invece siamo già al web 3.0. Che poi non è nient'altro che il caro buon vecchio web semantico.

Il nuovo rosso per gli sviluppatori; diventati ormai più volubili di una fashion victim.

Il pelo nell'ombelico dell'ombelico 17.10.08

I dubbi su Codice Internet aumentano.
A tal proposito Stefano Mainardi scrive:

La formula per far arrivare internet alle persone? Semplice: organizzare eventi con personaggi noti della rete (quindi sconosciuti ai passanti), una piazza di lusso con delle seggioline ed un palco, far mettere dei cartelli con scritte infantili tipo "I love internet" e farsi fotografare . Giusto?

Quando il web era tutta campagna 15.10.08

12 anni fa nasceva Clarence.
Altri tempi. Altre bolle.

Non c'è niente di meglio di una bella conferenza 09.10.08

Portare internet alla gente è un progetto ambizioso.

Il come viene dibattuto da tempo.
Codice Internet ci sta provando; gliene va dato atto.

Il problema, se c'è un problema, è che la direzione intrapresa assomiglia più alla "Milano da bere" che non a un'iniziativa rivolta ad un pubblico di neofiti.

Ritmo ritmo ritmo 29.09.08

Cosa mi ha regalato Human Network Live Effects?
Noia a palate inframezzata dall'idea geniale di rinchiudere Pandemia in un casa con una gnocca.

A lui comunicare 13.09.08

Alcuni interessanti resoconti emersi dall'incontro tra i blogger e l'Amministratore Delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè.

Si finisce col prendere una posizione 22.08.08

Mantellini ritorna sulla vicenda The Pirate Bay e Pro-Music.org segnalando alcuni sviluppi interessanti.

Il trend 19.08.08

Massimo Russo sul consumo e sulla credibilità dell'informazione USA.

1. Cresce la percentuale di americani che si informa online, ma non compensa il calo di quanti abbandonano tv e carta stampata;
2. oltre un terzo delle persone utilizza la rete per informarsi, e si tratta della fetta più evoluta dei consumatori, sia in termini di reddito che di istruzione;
3. il 46% dei cittadini continua a utilizzare la tv come fonte principale di informazione;
4. il 10% del totale legge regolarmente blog
5. due americani su dieci (percentuale in aumento del 5% rispetto a due anni fa) hanno perso ogni interesse nelle notizie;
6. l'informazione online è ritenuta meno attendibile di quella cartacea o televisiva.

Guarda che no, non funziona così 17.08.08

Caro Luca, hai una concezione davvero distorta di internet.
Non hai idea di cosa sia l'informazione in rete o la net neutrality.

Ti limiti a vendere fuffa millantandola per studi usciti su quotidiani inglesi pur di avvalorare le tue tesi, vagamente luddiste.

E' preoccupante la tua concezione di condivisione dei contenuti attraverso internet ed è antiquato il tuo ragionamento sul diritto d'autore nell'era digitale.

Credo che, nella tua veste di vice presidente della commissione parlamentare sulle telecomunicazioni, dovresti sempre concederti una lunga riflessione prima di rilasciare interviste.
Affidandosi un po' meno all'istinto.


Via Marco Camisani Calzolari.

E poi spuntano le major 16.08.08

Tocca riparlare di The Pirate Bay.

Matteo Flora ha scoperto che provando ad accedere al sito si viene automaticamente reindirizzati ad un IP di Pro-Music.org che li registra.
E' bene sapere che Pro-Music.org è un'organizzazione che si occupa di tutelare i marchi per le grandi major discografiche.

Lo sconcerto deriva dal fatto che Pro-Music.org fa tutto questo con la collaborazione della magistratura italiana.

Se ne parla anche qui e qui.

Si incomincia con mettere un lucchetto 10.08.08

Stai sorseggiando un margarita davanti ad un'assolata spiaggia sotto fronde di palma ed ecco che, mentre hai la testa altrove, a qualcuno viene la brillante idea creare un paio di paletti e limitazioni al libero accesso alla rete.
La scusa è sempre la stessa, violazione del copyright.

Lo Stato che decide cosa far vedere e cosa no.
E non si parla di Cina, ma del nostro Bel Paese.

Per fare pratica hanno iniziato con l'impedire l'accesso a The Pirate Bay.
Non in maniera così efficace, perché c'è già il modo per aggirare l'ostacolo. Siamo in Italia d'altronde, ma intanto...

Qui l'annuncio di The Pirate Bay:

Fascist state censors Pirate Bay

We're quite used to fascist countries not allowing freedom of speech. A lot of smaller nations that have dictators decide to block our site since we can help spread information that could be harmful to the dictators.

This time it's Italy. They suffer from a really bad background as one of the IFPIs was formed in Italy during the fascist years and now they have a fascist leader in the country, Silvio Berlusconi. Berlusconi is also the most powerful person in Italian media owning a lot of companies that compete with The Pirate Bay and he would like to stay that way - so one of his lackeys, Giancarlo Mancusi, ordered a shutdown of our domain name and IP in Italy to make it hard to not support Berlusconis empire.

We have had fights previously in Italy, recently with our successful art installation where we had to storm Fortezza in order to get our art done. And as usual, we won. We will also win this time.

We have already changed IP for the website - that makes it work for half the ISPs again. And we want you all to inform your italian friends to switch their DNS to OpenDNS so they can bypass their ISPs filters. This will also let them bypass the other filters installed by the Italian government, as a bonus. And for the meanwhile - http://labaia.org works (La Baia means The Bay in Italian).

Neutralità della rete e atti concreti 03.08.08

La Federal Comunications Commission (FCC per gl amici) ha stabilito che l'ISP Comcast dovrà mantenere la sua rete neutrale.
Comcast infatti aveva iniziato a filtrare il p2p dei propri utenti.
La decisione è stata presa grazie ai commissari democratici. I repubblicani hanno deciso di votare contro.

Codice Internet 17.07.08

Divulghiamo la Rete in Italia.

TizianoCavigliaPuntoBlog 24.06.08

Nomi a dominio in libertà. Presto, grazie all'ICANN.

L'Ipv6 è vicino.

Xirr iPhone in tutte le lingue del mondo 09.02.08

Magari proprio in tutte no, ma da oggi Xirr presenta una versione per iPhone multilingue in:

Un aggregatore per iPhone 29.01.08

Xirr logoXirr, l'aggregatore web di cui si è già parlato, presenta la versione per iPhone.

Qui la pagina di presentazione su Apple Web apps.

Non ci facciamo mancare niente 03.01.08

Immancabile, come lo spumante, la fregnaccia sensazionalistica d'inizio anno.
Questa volta i ringraziamenti vanno a Jaime D'Alessandro per La Repubblica.

Xirr l'aggregatore di figate 28.11.07

Xirr logoGiocando con i feed è venuto alla luce Xirr.
Si tratta di un aggregatore dei siti più noti e visitati della rete. Si spazia dai video, ai podcast, dalla blogosfera, alla tecnologia, dalle macchine al cinema. In poche parole un aggregatore di figate.
La novità è che, oltre ai siti in lingua inglese, c'è anche una sezione dedicata alle fonti in italiano e presto a quelle in lingua tedesca, francese, spagnola e portoghese.

Possiamo dire che è una pre-alpha; quindi da prendere con le molle e lungi dall'essere completo, ma già pronto per giocarci un po'.

24 Ore di confusione 28.11.07

Grazie al Premio WWW, organizzato da Il Sole 24 Ore, scopro che Google.it è un blog di auto e motori.
A volte le cose che non sai...

Romance 09.11.07

Patrick Moberg incontra la donna della sua vita in metropolitana e apre un sito per ritrovarla.
Grazie alle segnalazioni riesce a scoprirne l'identità e...

Lo so sembra la trama di un film con Meg Ryan e invece è successo veramente.
Magari poi si scopre che lui sa anche cucinare e adora i bambini.

Legiferare ad minchiam 19.10.07

Come di solito accade, ogni volta che un governo cerca di regolamentare internet combina un disastro.

Una prece, ma anche no 18.10.07

La fine ingloriosa di un progetto nato male e sviluppato peggio.

O tempora, o mores! 04.09.07

Hai passato ore a spiegare ai tuoi amici e conoscenti che avere un blog non è contagioso.
Hai perso la salivazione nel tentativo di far comprendere cosa sia SocialDust.
Con pazienza infinita hai cercato di far capire cosa è il web 2.0.
Ti sei prodigato nell'elencare i vantaggi nell'utilizzo di applicazioni quali Twitter, Skype o un feed reader.

Proprio quando pensi di avercela finalmente fatta, incontri una tua ex.
Le ti ascolta distrattamente per un po', poi ti fissa, quindi esclama: "Sai, ieri ho imparato ad usare l'e-mail".

Crosspost su PiùBlog, BlogFriends.

Web developer 12.07.07

Una traccia nella rete 23.12.00

Eccoci qui.
Credo sia venuto il momento di lasciare una traccia in rete.
Un sito personale evoluto, che nelle intenzioni si aggiornerà con pensieri, link e articoli senza date stabilite, ma possibilmente con una certa regolarità.

Sarà anche una palestra di sviluppo web e una finestra che mi aiuti a capire cosa c'è la fuori sulla rete e al di là nel mondo fisico.

Inizia un'avventura, o meglio inizierà dopo le vacanze natalizie. Per ora poso la prima pietra.

Ah giusto, il nome. Serve sempre. Un nome, dico.
Per ora potrebbe rimanere Nemesis come questo sito o Rhadamanth o magari TLUC, perché no. Vedremo.

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