tizianocavigliablog
Habemus blogger.

Uno sguardo sino al centro della nostra galassia 09.09.18

Con i dati raccolti dai telescopi dello European Southern Observatory in 26 anni, è stato realizzato questo video che ci porta attraverso circa 7,6 kpc sino al centro della nostra galassia per osservare gli effetti gravitazionali che il buco nero supermassiccio della Via Lattea produce sulle stelle che gli orbitano intorno.

Le 79 lune di Giove 18.07.18

Sono stati scoperti dodici nuovi satelliti naturali di Giove, portando a 79 le lune orbitanti attorno al gigante gassoso.
Le 12 lune erano state rilevate inizialmente nella primavera del 2017 e oggi sono state tutte confermate.

Due di questi piccoli satelliti naturali fanno parte di un gruppo di lune interno che orbitano nella stessa direzione di rotazione del pianeta. Queste lune prograde hanno anche distanze orbitali e angoli di inclinazione analoghi e gli astronomi ipotizzano che siano frammenti di una luna più grande che si è frantumata.
Il loro periodo di rivoluzione è di poco meno di un anno.

Le altre dieci lune appartengono a uno gruppo di lune esterne, tra queste nove orbitano in direzione retrograda e tutte sono raggruppate in almeno tre distinti gruppi orbitali. Questi nove satelliti naturali impiegano circa due anni per orbitare attorno a Giove.
Gli astronomi pensano che siano anch'esse i resti di tre corpi più grandi che si sono separati durante le collisioni con asteroidi, comete o con altre lune.
Il decimo di questi satelliti ha un'orbita prograda che lo pone in una situazione di potenziale collisione con le altre lune retrograde.
Questa particolare luna è la più distante e la più inclinata del gruppo di lune con orbita prograda e impiega circa un anno e mezzo per compiere la sua rivoluzione attorno a Giove.

La foto della nascita di un gigante gassoso 07.07.18

La nascita del gigante gassoso PDS 70b
La nascita del gigante gassoso PDS 70b

Il Very Large Telescope (VLT) dell'ESO ha catturato l'immagine della formazione di un pianeta, denominato PDS 70b, che ruota attraverso il disco protoplanetario attorno alla giovane stella PDS 70.
Il gigante gassoso in formazione orbita a circa tre miliardi di chilometri dalla stella centrale, approssimativamente alla stessa distanza che separa Urano dal Sole.
L'analisi degli astronomi del Max Planck Institute for Astronomy ha rivelato che la massa di PDS 70b è di alcune volte superiore a quella di Giove. La superficie planetaria ha una temperatura di circa 1.000 °C, rendendola molto più calda di qualsiasi pianeta del nostro Sistema Solare.

Nel 2014 i radiotelescopi dell'ESO avevano scoperto e fotografato un sistema planetario in formazione attorno alla stella HL Tau.

Svelato il mistero della stella più curiosa della galassia 03.01.18

Nel 2015 gli astronomi scoprirono una particolare stella nella costellazione del Cigno a circa 1.600 anni luce dalla Terra.
KIC 8462852 subiva anomale variazioni della sua luminosità apparente. La quantità della luce emessa dalla stella e fotografata dal telescopio spaziale Keple diminuiva anche del 22% in alcuni momenti.
Questa particolarità aveva suscitato la nascita di ipotesi extraterrestri; una Sfera di Dyson attorno alla stella poteva infatti spiegare un'anomalia unica nel suo genere.

Tuttavia nuove rilevazioni suggeriscono ipotesi meno fantascientifiche e che non richiedono megastrutture.
La particolarità della stella KIC 8462852 (o Stella di Tabby) sarebbe da ricercarsi esclusivamente in una enorme concentrazione di polveri che ne schermerebbero la luce.

The mysterious flickering around the star in the swan constellation is likely caused by ordinary dust, according to an analysis of new data published Wednesday in The Astrophysical Journal Letters. Astronomers have found that the mystery dimming is much deeper at blue wavelengths than at red wavelengths, which means the object responsible for it is not opaque. The data suggest that the dimming is likely caused by a cloud of very small particles of cosmic dust, which measure less than one micron each, smaller than the size of a human red blood cell.

"If you imagine you have some light source and a planet—which is an opaque object—goes in front of it, it will block blue light just as much as it would the red light," said Tabetha Boyajian, an astronomer at Louisiana State University who led the analysis. "What we're seeing for this star is that the drop in the star's brightness is much greater in the blue than it is in the red."

If the dimming had occurred in all colors equally, megastructures would still be on the table. "The fact that the data came in the other way means that we now have no reason to think alien megastructures have anything to do with the dips of Tabby's Star," wrote Jason Wright, the Pennsylvania State University astronomer who first suggested the alien megastructure theory, in a blog post Wednesday. (Astronomers have nicknamed the star Tabby’s Star, after Boyajian.)

La più dettagliata foto di una stella mai scattata 27.08.17

Il lancio della Voyager 2
La stella Antares

La supergigante rossa Antares fotografata dagli astonomi dell'ESO.
La stella, distante circa 600 anni luce dal sistema Solare, è la più luminosa della costellazione dello Scorpione e ha un raggio di quasi 850 volte maggiore del Sole. Con la sua magnitudine apparente di 1,07 è la 16ª stella più brillante del cielo.

L'astronomo da giardino 17.03.16

La passione di Gary Hug per l'astronomia lo ha spinto a realizzare un piccolo osservatorio nel giardino di casa.
Con il suo telescopio il signor Hug ha scoperto oltre 300 asteroidi.

Global 30.03.09

La nuova edizione internazionale del New York Times.

La rappresentazione dell'eliocentrismo e del geocentrismo 12.01.16

Rotazione dei pianeti nel Sistema eliocentrico e geocentrico

I modelli dei sistemi eliocentrico e geocentrico, che per secoli hanno infiammato accanite dispute teologiche e scientifiche, rappresentati con una GIF.

Oggi sappiamo che il Sole non solo non è il centro dell'universo o della Via Lattea, ma non è neppure il centro geometrico del sistema Solare. Allo stesso modo la Via Lattea non è al "centro" di niente e neppure l'intero universo (nonostante sulla sua forma coesistano differenti teorie) ha un centro geometrico identificabile attorno al quale avviene una rotazione; inoltre nessuno dei corpi celesti è immobile.

La stella più curiosa della galassia 17.10.15

Si chiama KIC 8462852 è una stella che si trova a 1.600 anni luce di distanza dalla Terra tra la costellazione del Cigno e la Lira.
La sua particolorità risiede nelle anomale variazioni della sua luminosità apparente, in alcuni casi la luce emessa dalla stella, catturata dagli strumenti del telescopio spaziale Kepler, è diminuita anche del 22%.
La spiegazione di questi dati andrebbe ricercata in un'immensa massa di materia che circonderebbe la stella. Il problema è che la stella non è di nuova formazione e una presenza così massiccia di polveri è piuttosto insolita. Inoltre non si sono registrati aumenti nell'emissione di infrarossi e questo escluderebbe catastrofici impatti tra pianeti e asteroidi.

Volendo avventurarsi nel campo della fantascienza si potrebbe ipotizzare che KIC 8462852 sia parzialmente avvolta da una megastruttura costruita da una civiltà extraterrestre. Qualcosa come una Sfera di Dyson.
Se fosse questo il caso, potrebbe essere la scoperta più rilevante della storia dell'umanità.
Tuttavia la probabilità che una tale evento si verifichi è estremamente bassa. L'ultima volta che abbiamo pensato di aver trovato una civiltà aliena in realtà avevamo appena scoperto le pulsar.

Jason Wright, an astronomer from Penn State University, is set to publish an alternative interpretation of the light pattern. SETI researchers have long suggested that we might be able to detect distant extraterrestrial civilizations, by looking for enormous technological artifacts orbiting other stars. Wright and his co-authors say the unusual star's light pattern is consistent with a "swarm of megastructures," perhaps stellar-light collectors, technology designed to catch energy from the star.

"When [Boyajian] showed me the data, I was fascinated by how crazy it looked," Wright told me. "Aliens should always be the very last hypothesis you consider, but this looked like something you would expect an alien civilization to build."

Boyajian is now working with Wright and Andrew Siemion, the Director of the SETI Research Center at the University of California, Berkeley. The three of them are writing up a proposal. They want to point a massive radio dish at the unusual star, to see if it emits radio waves at frequencies associated with technological activity.

Un'aureola solare e lunare nello stesso luogo 06.04.15

Un'aureola solare e lunare in Svezia

Il fotografo Goran Strand è riuscito a catturare nello stesso luogo un'aureola solare e una lunare a dieci ore di distanza. L'unione delle due immagini regalano un'affascinante vista su Ostersund, in Svezia.

Il fenomeno è dovuto all'effetto della rifrazione della luce riflessa da cristalli di ghiaccio sospesi nell'atmosfera.

Le stagioni della blogosfera 29.08.08

In accordo con le statistiche sui feed del mio Google Reader, ho potuto stabilire che quest'anno l'estate è finita il 25 Agosto.

Le dimensioni del cosmo 02.11.14

Stella a neutroni rapportata al Regno Unito

A volte può essere difficile comprendere le reali dimensioni di un oggetto astronomico. Astronomy Central cerca di spiegarlo graficamente mettendo a confronto alcuni corpi celesti con la Terra.

Nell'immagine di esempio una stella a neutroni con una massa pari a 1,5 quella del Sole, ma con un diametro che copre appena la distanza tra Liverpool e Warrington nel nord ovest dell'Inghilterra.

La sfida dei telescopi giganteschi 09.08.14

La prossima generazione di telescopi potrebbe vedere la luce nel 2022 e saranno giganteschi. Il Giant Magellan Telescope (GMT), il Thirty Meter Telescope (TMT) e l'European Extremely Large Telescope (E-ELT) si stanno contendendo la palma del più grande osservatorio astronomico mai realizzato.

Three new observatories are on the drawing boards, all with diameters, or apertures, between 25 and 40 meters, and all with estimated first light being collected in 2022: the Giant Magellan Telescope (GMT, headquartered in Pasadena, Calif.), the Thirty Meter Telescope (TMT, also in Pasadena) and the European Extremely Large Telescope (E-ELT, headquartered in Garching, Germany). At stake are the mapping of asteroids, dwarf planets, and planetary moons in our solar system; imaging whole planetary systems; observing close-in the Goliathan black hole at the Milky Way's core; discovering the detailed laws governing star and galaxy formation; and taking baby pictures of the farthest objects in the early universe.

Thanks to these telescopes, astronomy is poised to reinvent itself over the next few decades. Renown and glory, headlines and prestige, and perhaps a few Nobel Prizes too, will go to those astronomers that first reveal a bit of new cosmic machinery. Surprisingly, the story of this race will be written, not just in the technical specifications and design breakthroughs of the instruments themselves, but also in the organizational approaches that each team has taken. The horse race is a unique window both into technology, and into the process of science itself.

Una nuova equazione per stimare la probabilità di trovare vita intelligente 24.06.13

Dopo oltre 50 anni l'astronoma Sara Seager ha ripensato l'equazione di Drake, che stima la probabilità di trovare vita intelligente nella nostra galassia.

The new equation looks like this:

N = N*FQFHZFOFLFS

Where:

N is the number of planets with detectable biosignature gases
N* is the number of stars within the sample
FQ is the fraction of quiet stars
FHZ is the fraction with rocky planets in the habitable zone
FO is the fraction of observable systems
FL is the fraction with life
FS is the fraction with detectable spectroscopic signatures

Now, it's important to note that this equation is not an update to the Drake Equation per se -- it's more like a parallel equation that can work in tandem with the original version. Rather than come up with a formula to predict the predominance of intelligent life, Seager is interested in predicting our chances of detecting any kind of life within the next ten years.

Orbite strette 25.10.12

Gli astronomi della NASA, grazie ai dati ricevuti dalla sonda Keplero, hanno individuato nel sistema solare della stella KOI 500 cinque pianeti le cui orbite potrebbero essere contenute complessivamente in una regione che è solo un quarto dell'orbita di Mercurio.
Questa rara particolarità fa si che i loro periodi di rivoluzione intorno alla stella abbiano una durata compresa tra 1 e appena 9,5 giorni terrestri.

La Via Lattea a nove gigapixel 24.10.12

La foto della Via Lattea a nove gigapixel

Grazie alle immagini del telescopio a infrarossi VISTA dell'ESO Paranal Observatory gli astronomi hanno realizzato una foto di nove gigapixel che raccoglie oltre 84 milioni di stelle della Via Lattea, rendendola la singola immagine più grande mai realizzata della nostra galassia.

Sistemi binari multipli ed esopianeti 17.10.12

Un gigante gassoso che ruota in un sistema stellare composto da due coppie binarie di stelle e il primo pianeta, di massa simile alla Terra, in orbita intorno ad Alpha Centauri sono le più recenti scoperte astronomiche, la prima frutto della ricerca di due volontari - Kian Jek e Robert Gagliano - di Planethunters, mentre la seconda merito degli europei che lavorano all'European Southern Observatory.

Lo spazio non smette di stupire e affascinare.

Le immagini della Superluna 06.05.12

La Superluna ad Atene

La Superluna a Rio de Janeiro

Le foto della Luna piena al perigeo.

Luna gigante 21.03.11

Luna al perigeo sopra al lago St. Clair

Luna al perigeo sopra Albuquerque

Lo spettacolo, andato in scena sabato notte, della Luna al perigeo nelle foto di Flickr.

Quanto è grande il nostro sistema solare? 15.02.11

Fino al 2000 nessuno al mondo aveva dei dubbi sul numero dei pianeti del nostro sistema solare. Nove: Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone.
Nell'ultimo decennio, nuove scoperte scientifiche hanno portato l'Unione Astronomica Internazionale a riconsiderare la dimensione del nostro giardinetto di casa, ingrandendolo e ridefinendo i suoi oggetti celesti, portando la conta a otto pianeti - con Nettuno ora come il più esterno - e a quattro pianeti nani: Cerere all'interno della fascia degli asteroidi, Plutone con il suo gemello Caronte e le loro lune Notte e Idra, Haumea con le lune Hi'iaka e Namaka, Makemake e infine Eris con il suo satellite Disnomia.

Ora nel giro di pochi anni potrebbe cambiare nuovamente tutto, riportando il numero di pianeti a nove.
Gli astronomi dell'Università della Louisiana sono infatti sicuri di aver scoperto un nono pianeta oltre Nettuno, gassoso e quattro volte più grande di Giove con tanto di anelli e il suo carico di lune, nei pressi della Nube di Oort.
Il nono pianeta, probabilmente catturato dal nostro sistema solare è stato ribatezzato Tyche, come la dea greca della fortuna.

La cometa verde si avvicina alla Terra 21.10.10

La cometa Hartley 2 fotografata da Gregg L. Ruppel

La cometa Hartley 2, scoperta nel 1986 dall'omonimo astronomo australiano, si avvicina alla Terra.
Visibile a occhio nudo è osservabile a notte inoltrata in direzione nord est, nei pressi di Capella nella costellazione Auriga.

La galassia di casa 24.02.16

La Via Lattea vista dall'osservatorio APEX dell'ESO

L'intero piano galattico della Via Lattea visibile dall'emisfero sud della Terra messo a fuoco dalle osservazioni del telescopio dell'European Southern Observatory APEX, nella regione di Atacama in Cile.

Fotografare la nascita di un sistema planetario 07.11.14

Un disco protoplanetario

Il radiointerferometro ALMA ha raccolto la foto più dettagliata mai catturata della nascita di un sistema planetario. Il disco protoplanetario di gas e polveri in formazione circonda HL Tau, una stella simile al Sole a circa 450 anni luce dalla Terra nella costellazione del Toro. L'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) è un progetto astronomico sviluppato in collaborazione tra l'Europa, il Nord America, il Giappone, Taiwan e la Corea del Sud che comprende uno schieramento di 66 radiotelescopi da 12 e 7 metri che osservano alle lunghezze d'onda millimetriche e sub-millimetriche. Le antenne sono state installate sul plateau di Chajnantor a 5.000 metri di altitudine nel deserto di Atacama, in Cile.