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Europeista d'antan.

Tiziano Caviglia Blog. Tiziano Caviglia. Blog. Condividi.

Il Crossushi 15.01.18

Il California Croissant o Crossushi
Il California Croissant o Crossushi

Si chiama California Croissant, o Crossushi come è già stato ribattezzato, è l'incrocio creato dalla Mr Holmes Bakehouse tra sushi e croissant.
Il croissant salato nasconde al proprio interno una varietà di temaki con salmone affumicato, wasabi e zenzero avvolti da alga nori, servito con l'immancabile salsa di soia.

Proteggere le foreste del Guatemala in mountain bike 09.01.18

Una riserva naturale privata di 2.500 acri di lussureggianti foreste pluviali attorno al Volcan de Agua, in Guatemala, e un mountain bike park per proteggere l'ambiente in modo sostenibile attraverso il turismo e lo sport.
Questo è El Zur, un paradiso incontaminato di sentieri lussureggianti, ponti sospesi e cascate da sogno da vivere in sella a una bici.

La candid street photography alla fine del '800 06.01.18

Un uomo fotografato da Carl Størmer per le strade di Oslo alla fine del '800
Un uomo fotografato da Carl Størmer per le strade di Oslo alla fine del '800
Una ragazza fotografata da Carl Størmer a Oslo alla fine del '800
Una ragazza fotografata da Carl Størmer a Oslo alla fine del '800
La spycam da taschino C.P. Stirn
La spycam da taschino C.P. Stirn

Nel 1890 un giovane studente di matematica di nome Carl Størmer acquistò una fotocamera da giacca prodotta da C.P. Stirn, per fotografare le strade di Oslo senza essere visto, attivando l'otturatore dalla tasca dei pantaloni.
I sorrisi e la naturalezza delle espressioni dei passanti, catturate da Størmer, segnano un netto contrasto con un'epoca in cui ritratti austeri erano la norma, anche a causa dei lunghi tempi di posa che costringevano i soggetti a rimanere immobili e irrigiditi.

La Disney negli anni '70 e '80 04.01.18

Den of Geek esplora la produzione cinematografica della Disney tra i primi anni '70 e gli anni '80.
Un periodo di grande confusione creative seguita alla morte di Walt e Roy Disney, ma che lasciò un segno indelebile nella produzione degli studios e del cinema di genere. L'horror Gli occhi del parco, il fantasy Il drago del lago di fuoco e i fantascientifici Tron e The Black Hole - Il buco nero.

To this end, Disney began work on the most expensive movie in its history: The Black Hole. Work on the sci-fi adventure had begun in the mid-70s, where it began as an unpublished story called Space Station-One. For years, the project floated around Disney's offices, with writers coming and going and the name changing first to Probe One and then finally to The Black Hole. It wasn't until January 1978 that pre-production began in earnest, and by this point, Star Wars had punched a planet-sized hole through public consciousness, and sci-fi was suddenly the hot genre.

The Black Hole's then-huge $20 million budget wasn't the only precedent the movie would set: it was to be the first Disney production to carry a PG rating. This might not sound like a big deal today, but at the time, it was quite a departure; traditionally, Disney had a policy of only releasing G-rated movies, which it stuck to rigidly - when the company's 1950 film Treasure Island was reissued in 1975, a brief shot of a bullet wound was snipped out to avoid a PG rating from the MPAA.

L'indaco dei samurai 03.01.18

A Tokushima, in Giappone, alcuni artigiani praticano ancora la tradizione di tingere a mano i tessuti con l'indaco.
A causa delle sue proprietà antibatteriche la tintura veniva usata sui tessuti che i samurai indossavano sotto l'armatura; un uso simile alla tagelmust dei tuareg.

L'indaco storicamente si ricavava dalla fermentazione delle foglie di indigofera tinctoria in grandi vasche o tini contenenti soluzioni riducenti alcaline come l'ammoniaca o l'idrossido di calcio.
Il liquido giallo-verde che si ottiene da questa prima fase viene fatto ossidare all'aria in ampie vasche, nelle quali viene costantemente agitato. L'ossidazione della soluzione ne farà poi virare gradualmente il colore sino a ottenere il caratteristico il color indaco.
Il deposito melmoso che si è formato viene quindi raccolto e riscaldato per bloccarne la fermentazione. Una volta asciugato, viene messo in commercio in forma di pani.

Svelato il mistero della stella più curiosa della galassia 03.01.18

Nel 2015 gli astronomi scoprirono una particolare stella nella costellazione del Cigno a circa 1.600 anni luce dalla Terra.
KIC 8462852 subiva anomale variazioni della sua luminosità apparente. La quantità della luce emessa dalla stella e fotografata dal telescopio spaziale Keple diminuiva anche del 22% in alcuni momenti.
Questa particolarità aveva suscitato la nascita di ipotesi extraterrestri; una Sfera di Dyson attorno alla stella poteva infatti spiegare un'anomalia unica nel suo genere.

Tuttavia nuove rilevazioni suggeriscono ipotesi meno fantascientifiche e che non richiedono megastrutture.
La particolarità della stella KIC 8462852 (o Stella di Tabby) sarebbe da ricercarsi esclusivamente in una enorme concentrazione di polveri che ne schermerebbero la luce.

The mysterious flickering around the star in the swan constellation is likely caused by ordinary dust, according to an analysis of new data published Wednesday in The Astrophysical Journal Letters. Astronomers have found that the mystery dimming is much deeper at blue wavelengths than at red wavelengths, which means the object responsible for it is not opaque. The data suggest that the dimming is likely caused by a cloud of very small particles of cosmic dust, which measure less than one micron each, smaller than the size of a human red blood cell.

"If you imagine you have some light source and a planet—which is an opaque object—goes in front of it, it will block blue light just as much as it would the red light," said Tabetha Boyajian, an astronomer at Louisiana State University who led the analysis. "What we're seeing for this star is that the drop in the star's brightness is much greater in the blue than it is in the red."

If the dimming had occurred in all colors equally, megastructures would still be on the table. "The fact that the data came in the other way means that we now have no reason to think alien megastructures have anything to do with the dips of Tabby's Star," wrote Jason Wright, the Pennsylvania State University astronomer who first suggested the alien megastructure theory, in a blog post Wednesday. (Astronomers have nicknamed the star Tabby’s Star, after Boyajian.)