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Il blog di Tiziano Caviglia

Lezioni di calligrafia

Geek   22.05.22  

Steve Jobs all'inizio degli anni '70 frequentò per qualche tempo il Reed College, prima di abbandonare gli studi. In quel breve periodo frequentò alcune lezioni sulla calligrafia, insegnate dal monaco e calligrafo trappista Robert Palladino.
Più di trent'anni dopo, in un passaggio del suo famoso discorso alla cerimonia di conferimento delle lauree all'Università di Stanford, Jobs ricordò il periodo trascorso nel corso di calligrafia.

[...] il Reed College all'epoca offriva quello che era probabilmente il miglior corso di calligrafia del paese. In tutto il campus, ogni manifesto, ogni etichetta su ogni cassetto, era meravigliosamente scritto a mano. Decisi di prendere lezioni di calligrafia.

Appresi la differenza tra i tipi di caratteri con grazie e senza grazie. Imparai l'importanza della variazione dello spazio tra combinazioni diverse di caratteri. Mi insegnarono quali elementi fanno della tipografia una grande tipografia. Era bellezza, storia ed arte, in una dimensione sottile che la scienza non può catturare.

Niente di tutto ciò aveva la benché minima speranza di una qualunque applicazione nella mia vita. Ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Macintosh, tutto mi tornò utile. E lo mettemo interamente nel Mac. Era il primo computer che curasse la tipografia.

Se non avessi mai scelto quel corso, al college, il Mac non avrebbe mai avuto font proporzionali e font a larghezza fissa. E siccome Windows ha copiato il Mac, è probabile che nessun computer li avrebbe avuti. Se non avessi scelto di interrompere il piano degli studi obbligatorio non avrei scelto quel corso di calligrafia ed i personal computer avrebbero potuto non avere la stupenda tipografia che hanno.

Era ovviamente impossibile unire i puntini guardando al futuro mentre ero al college e capire in cosa si sarebbe concretizzato tutto ciò. Ma la realizzazione era estremamente chiara, guardardando alle spalle, dieci anni dopo. Ve lo ripeto, non puoi unire i puntini guardando al futuro, puoi connetterli in un disegno, solo se guardi al passato.

Nel 1968, Lloyd Reynolds registrò un programma in 20 puntate di mezz'ora, per la serie Men Who Teach dell'Oregon Education Television Service, dedicate alla calligrafia. Otto anni dopo, all'incirca nel periodo in cui Jobs e Wozniak fondavano Apple, Reynolds ha girato di nuovo la serie a colori che è disponibile integralmente sul canale Reedalumni: Lloyd Reynolds' Italic Calligraphy and Handwriting.

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L'uomo che ha rivoluzionato il modo in cui i computer comunicano tra loro

Geek   19.05.22  

Leslie Lamport, vincitore del premio Turing per i contributi nello studio dell'affidabilità e della consistenza dei sistemi di calcolo, è stato pioniere nel campo teorico e pratico dei sistemi distribuiti e concorrenti in cui più componenti su reti diverse si coordinano per raggiungere un obiettivo comune. Da internet al cloud computing, dal machine learning all'intelligenza artificiale.

All'inizio degli anni '80, Lamport creò anche LaTeX (da leggere come latek, la X è infatti la lettera greca chi), un linguaggio di markup per la preparazione di testi che fornisce modi sofisticati per comporre formule complesse e formattare documenti scientifici.
Nel 1989, Lamport ha inventato Paxos, un "algoritmo di consenso" che consente a più computer di eseguire compiti complessi; senza di esso, l'informatica moderna non potrebbe esistere. Ha anche portato maggiore attenzione su una serie di problemi matematici, dando loro nomi distintivi come l'algoritmo della panetteria e il problema dei generali bizantini.

Il lavoro di Lamport dagli anni '90 si è concentrato sulla verifica formale, l'uso di prove matematiche per verificare la correttezza dei sistemi software e hardware. In particolare, ha creato un linguaggio di specifica chiamato TLA+ (per la logica temporale delle azioni), che utilizza il linguaggio preciso della matematica per prevenire bug ed evitare difetti di progettazione.

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Un corallo al microscopio

Geek   16.05.22  

James Weiss ha avuto l'opportunità di esaminare al microscopio campioni di corallo esplorando la vita simbiotica delle zooxantelle, microrganismi fotosintetici unicellulari che coesistono con numerosi organismi marini all'interno della zona eufotica.

Le zooxantelle vivono le loro vite di alghe all'interno del corallo, assorbendo la luce e fotosintetizzandola in nutrienti. Ma quei nutrienti non sono tutti per loro, anzi. Circa il 90% di questi nutrienti verrà usato dal corallo per formare il tipico scheletro calcareo. In cambio, le zooxantelle ottengono la protezione del loro ospite. Inoltre, l'effetto complessivo risulta bellissimo, con le zooxantelle che forniscono gran parte del colore che associamo normalmente ai coralli.

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L'Ucraina, Stefania e la Kalush Orchestra

Multimedia   15.05.22  

Raccogliendo il più alto numero di punti dal televoto della storia, i Kalush Orchestra con Stefania vincono una delle edizioni più emozionanti dell'Eurovision Song Contest.
Un'ottima canzone, fresca, etnica, originale e con una grande interpretazione.

Una pioggia di punti da ogni angolo d'Europa che scalda i cuori, lasciando le social-truppe putiniane come castori in un bosco di betulle. Un primo, dolce, assaggio di vittoria.

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Il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea

Geek   12.05.22  

Il team di ricerca dell'Event Horizon Telescope, dopo averci mostrato l'orizzonte degli eventi del buco nero supermassiccio M87 nella galassia Virgo A, ha concentrato gli sforzi sula nostra galassia per svelare la prima immagine del buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, Sagittario A*, come raccontato da New Scientist.
L'INAF spiega come questo risultato fornisca la prima prova visiva diretta che l'oggetto sia davvero un buco nero e permetta di ampliare la nostra conoscenza su questi fenomeni celesti che risiedono al centro della maggior parte delle galassie.

Ottenere il nuovo risultato è stato molto più difficile rispetto al precedente, anche se Sgr A* è molto più vicino a noi. Il team ha dovuto sviluppare nuovi sofisticati strumenti di analisi dati per tener conto del moto del gas intorno a Sgr A*, che impiega pochi minuti a completare un'orbita attorno a questo buco nero. Il buco nero al centro della galassia M87 è molto più grande e il gas, che si muove alla stessa velocità (prossima a quella della luce) attorno a entrambi i buchi neri, impiega giorni o addirittura settimane per orbitare intorno ad esso: era dunque un target più stabile e quasi tutte le immagini avevano lo stesso aspetto. Non è accaduto lo stesso per Sgr A*. L'immagine del buco nero al centro della nostra galassia è una media delle diverse immagini estratte dal team, svelando finalmente questo oggetto per la prima volta.

Sagittarius A* si trova a oltre 26.600 anni luce dalla Terra e ha una massa stimata in circa 4,1 milioni di masse solari. Questa regione del Centro Galattico è popolata dall'omonimo un ammasso stellare che comprende decine di stelle conosciute.

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Come sono nati i paparazzi

Wow   09.05.22  

Evan Puschak racconta la storia di come sono stati creati i paparazzi.
Questi famosi fotografi hanno sconvolto l'immagine patinata che le star del cinema avevano goduto nell'età d'oro di Hollywood, riportando sulla terra queste moderne divinità della vanità.
È interessante notare come vedere esposti i difetti e i dolori delle celebrità non abbia minimamente intaccato l'ossessione dei fan per la fama. Al contrario, tutto questo ha intensificato la fissazione del pubblico per le star.

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Il Canale di Suez ha rimodellato il commercio marittimo

Geek   07.05.22  

Realizzato da Ferdinand de Lesseps e inaugurato nel 1869, il Canale di Suez ha da subito rappresentato una svolta nel commercio mondiale.
In origine misurava 164 km di lunghezza, 53 metri di larghezza e 8 di profondità, sufficienti a garantire il transito di navi con pescaggio massimo di 6,7 metri. Oggi, dopo l'ampliamento completato nel 2010, il canale presenta una lunghezza di 193,30 km, grazie ai due nuovi accessi a nord e a sud, una larghezza che varia tra i 205 e 225 m e soprattutto una profondità di 24 metri, capace di permettere il passaggio di navi con pescaggio superiori ai 20 metri. Ciò ha migliorato l'accesso e ampliato il traffico, ma al contempo rischia di aggravare alcuni rischi ambientali come la migrazione lessepsiana, il passaggio di specie dall'areale del mar Rosso al mar Mediterraneo e viceversa, e moltiplicare i rischi di incidenti, come dimostranto dal recente incagliamento della Ever Given.

Quasi il 30% di tutto il traffico navale mondiale passa attraverso il Canale di Suez. Parliamo di oltre 20.000 navi nel solo 2021.
Nel suo intervento a TED-Ed, Lucia Carminati, racconta le ipotesi per aprire una via tra Mediterraneo e mar Rosso a partire del secondo millennio a.C., sino ad arrivare al successo nel XIX secolo, attraverso problemi logistici, economici, politici, geologici e militari per realizzare un'opera che ha riplasmato il commercio marittimo transcontinentale.

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