tizianocavigliablog
Nella tana del Sarlacc.

Categoria Multimedia

Un film in una scena 17.01.19

Si può riassumere un intero film in una scena?
Jon Lefkovitz ci ha provato ritagliando una scena da ogni film scelto. Senza dialoghi, ma solo una colonna sonora unica per tutti i corti.
Uno studio minimale, quasi atomico, sulla fotografia, il movimento e lo storytelling presentati sul grande schermo. One Film / One Shot.

2019: Los Angeles 01.01.19

Los Angeles nel 2019 in una scena tratta da Blade Runner
Los Angeles nel 2019 in una scena tratta da Blade Runner

Agli inizi del XXI Secolo, la Tyrrell Corporation portò l'avanzamento della progettazione dei robot alla Fase Nexus - esseri virtualmente identici agli umani - conosciuti come Replicanti.
I Replicanti della serie NEXUS 6 erano superiori per forza ed agilità, e pressoché uguali per intelligenza, agli ingegneri genetici che li avevano creati.
I Replicanti erano utilizzati nelle Colonie Extra-mondo come lavoratori, e nella rischiosa opera di esplorazione e colonizzazione degli altri pianeti.
Dopo un sanguinoso ammutinamento da parte di un'unità da combattimento di NEXUS 6 in una Colonia Extra-mondo, i Replicanti furono dichiarati illegali sulla terra - sotto pena di morte.
Speciali squadre di polizia - le BLADE RUNNER UNITS - avevano ordine di uccidere, dopo averli scoperti, i Replicanti.

Questa operazione non era chiamata esecuzione.
Era detta ritiro.

Blade Runner.

2019: (Neo) Tokyo 01.01.19

Immagine satellitare di Neo Tokyo nel 2019 in una scena tratta da Akira
Immagine satellitare di Neo Tokyo nel 2019 in una scena tratta da Akira

31 anni dopo la III Guerra Mondiale
AD 2019 Neo Tokyo

Akira.

Il rapporto con il cibo nella cinematografia di Hayao Miyazaki 26.12.18

La cucina del Castello errante di Howl
La cucina del Castello errante di Howl

L'importanza del cibo come trait d'union tra i rapporti interpersonali nella cinematografia di Hayao Miyazaki e in particolare nel suo splendido Castello errante di Howl.
Un aspetto affascinante per comprendere meglio la poetica dello Studio Ghibli, accennato da Sarah Welch-Larson.

Nei film dei Studio Ghibli, il cibo è una festa per gli occhi. Quasi tutti i film di Hayao Miyazaki includono un memorabile rapporto con il cibo. Un monaco che mescola una pentola di zuppa in una fredda notte nella Principessa Mononoke. Una torta di aringhe, dorata e fumante, appena sfornata, in Kiki consegne a domicilio servizio. Il ramen in Ponyo. Mucchi di carne arrostita e gnocchi che si rovesciano sul bancone di un ristorante incantato nella Città incantata. Persino i film di Miyazaki che non si concentrano così tanto sul cibo permettono comunque ai loro personaggi di fare una pausa e mangiare. Nausicaä si ferma per un momento a mangiare un piccolo sacchetto di frutta secca mentre il mondo crolla intorno a lei. Porco Rosso mangia spaghetti alla bolognese mentre si nasconde dalle autorità italiane. Stravaganti o semplici, veloci o languidi, le scene con il cibo nei film di Miyazaki tentano tutti i sensi.

[...] Nel castello mobile di Howl, il cibo è più di una necessità. Sostiene la vita in tutti i sensi: aiuta un corpo a tenere insieme carne e tendini e agisce come espressione di amore e cura. Abbiamo la sensazione che Howl sia una brava persona dal modo in cui prepara la colazione. Ha una mano sicura e un tocco leggero. Potrebbe essere agitato, ma gli importa abbastanza da mettere insieme una colazione ben cotta abbastanza grande per tutti nella stanza, inclusa Sophie l'intrusa.

Il cibo è anche un'espressione di identità. La cucina di Howl è semplice ed elegante, ma sembra una festa. La pancetta è spessa e scoppiettante, e le uova sono perfette, cotte al tegamino con un solo tuorlo rotto. Le scelte culinarie di Sophie sono semplici e pratiche, come lei, ma ciò non le rende meno preziose degli esempi più stravaganti di piatti che vediamo in altri film Miyazaki. Il suo pane e il suo formaggio sono altrettanto gustosi della pancetta e delle uova di Howl, e probabilmente sono altrettanto soddisfacenti. Anche Calcifer ha bisogno di mangiare, nonostante sia una creatura soprannaturale. Si infila i ceppi in bocca, uno per uno, ogni volta che ha bisogno di spostare il castello. Quando non è attivo, consuma continuamente il legno, anche se a un ritmo più lento; il fuoco è una creatura affamata e uscirà se non viene nutrito.

La fame in Howl è duplice: può essere il desiderio di essere sostenuto, e può essere il desiderio di possedere. Questo secondo desiderio assume la forma della gola, ed è una forza distruttiva.

[...] Si dice che la cucina sia il cuore di una casa, e la cucina di Howl era vuota finché Sophie non vi è entrata per pulirla. Il cibo e l'amore sono entrambi forze che sostengono la vita, ma solo se vengono vissuti senza pensare al possesso o al controllo.

L'influenza di Tolkien sul classic rock 16.12.18

Polyphonic analizza come i Led Zeppelin e le successive band progressive rock degli anni '70, come i Rush e i Genesis, hanno metabolizzato la mitologia di Arda, tratta dai romanzi di J.R.R. Tolkien dedicati alla Terra di Mezzo, nei testi delle loro canzoni.

Secondo Polyphonic esiste una particolare affinità tra chi è in viaggio o alla ricerca di qualcosa e ciò accade più spesso di quanto si pensi, tanto alle band quanto a chi ascolta la loro musica.
In questo i racconti senza tempo tolkeniani ci uniscono tutti e ci fanno sentire parte di un insieme più grande.

Il mashup dei film usciti nel 2018 08.12.18

Il punto sui blockbuster del 2018 nel mashup montato da Clark Zhu. Sei minuti per circa 200 film.

Quando Bertolucci parlava di Bertolucci 27.11.18

Il cinema, l'estetica e la visione di Bernardo Bertolucci, intervistato da Nowness nel 2011 dopo il conferimento della Palma d'oro onoraria al 64º Festival di Cannes.

The Beatles White Album 20.11.18

The Beatles il White Album
The Beatles il White Album

Un'opera corale di solisti. Quattro ego separati in lotta per la preminenza che seppero dar vita a 30 brani che ritmavano all'unisono.
Una maturità compositiva e una perfezione musicale che segnarono la storia della musica e la società, grazie all'esplosiva raffinatezza dei pezzi e agli attriti tra i membri della band che diedero vita a una sorprendente combinazione di talento e innovazione.
Il White Album dei Beatles, con la sua iconica copertina minimale immaginata da Richard Hamilton, raccontato a 50 anni dalla sua genesi.

Cinquant'anni fa, poco prima delle vacanze del 1968, i Beatles pubblicarono non solo un nuovo album, ma un doppio album, qualcosa di relativamente inedito all'epoca. La copertina dell'album era una copertina rigida, bianca, lucida con lettere sollevate e inclinate che diceva semplicemente "The Beatles". Questo album omonimo, con le sue 30 canzoni che spaziano dai generi country country americani al collage su nastro d'avanguardia, è diventato noto come "The White Album". E per celebrare la sua nascita 50 anni fa, l'etichetta The Beatles, Apple Records, ha riaperto gli archivi per una nuova edizione deluxe dell'album che, per la prima volta, include registrazioni inedite, demo, registrazioni in studio e straordinari remix in stereo e 5.1 surround sound.

La grana della pellicola e la fisicità del cinema digitale 07.11.18

La grana della pellicola è sempre in movimento, sta nuotando, il che significa che anche in una natura morta, diciamo un fiore su un tavolo, quel fiore prende vita anche se non si muove.

Nell'era del cinema digitale un certa nostalgia della materia si insinua tra i cineasti, come si evince dalle parole di Steven Spielberg, allo stesso modo di quanto avviene tra i fotografi con la passione per la post produzione che utilizzi filtri in grado di simulare vecchie pellicole.

Oggi l'uso della grana, in origine derivata dalla grandezza dei cristalli di alogenuro di argento sospesi nell'emulsione fotosensibile della pellicola, può essere simulata a piacere per creare un rapporto emozionale e materico, diventando una scelta stilistica consapevole e funzionale al racconto stesso del film.

Leggere un romanzo su Facebook Messenger 01.11.18

Il libro di James Patterson, The Chef, su Facebook Messenger
Il libro di James Patterson, The Chef, su Facebook Messenger

Un esperienza interattiva e multimediale che coinvolga il lettore con una riduzione di un romanzo alla velocità di una chat. È l'esperimento che James Patterson ci propone in vista dell'uscita (a febbraio 2019) del suo nuovo libro, The Chef, come anticipazione su Facebook Messenger.
Per iniziare basterà digitare "The Chef by James Patterson" nella barra di ricerca di Messenger, la porta per addentrarsi nella vicenda ambientata a New Orleans e fare la conoscenza del nostro protagonista, uno chef detective impegnato a sventare un attacco terroristico.

Una nuova forma di lettura per venire incontro a nuove abitudini, ritmi più frenetici e soglie di attenzione più basse, sfruttando l'interazione tra opera e lettore. La gamification della letteratura.

[...] i social media e le aziende di app per smartphone pensano di poter avere la soluzione alla nostra avversione alla lettura. Dai pesi massimi della Silicon Valley alle startup gestite dai topi di biblioteca, gli sforzi per portare la letteratura sui nostri smartphone stanno proliferando. Sebbene leggere un libro su Facebook Messenger o una "chat fiction" su Snapchat possa sembrare strano, sciocco o noioso, ogni nuova iniziativa che viene realizzata ci spinge sempre di più oltre i confini della copertina del libro.