tizianocavigliablog
Sensei.

La copertina di Time realizzata coi droni 04.06.18

Per il numero della rivista TIME dedicato alla diffusione di massa dei droni è stata riprodotta l'iconica copertina della rivista utilizzando 958 droni illuminati nel cielo di Folsom in California.
L'installazione luminosa alta 100 metri, neanche a dirlo, è stata fotografata con un drone.

130 anni di copertine del National Geographic in 2 minuti 18.01.18

Dal 1888 l'aspetto del National Geographic è cambiato notevolmente, ma non è mai cambiato l'impegno della rivista scientifica nell'esplorare il mondo e tutto ciò che contiene.
Per festeggiare il traguardo dei 130 anni, il National Geographic ha preparato un time lapse di tutte le sue iconiche copertine.

Abbiamo paura di una sola cosa: che il cielo ci cada sulla testa 11.11.13

GOCE si è disintegrato senza provocare danni, come normalmente avvenuto ad ogni rientro nell'atmosfera di satelliti artificiali negli ultimi 56 anni, meritandosi articoli su siti specializzati per gli straordinari risultati ottenuti dalla missione dell'ESA più che per la natura della sua fine.
Al contrario la stampa locale ne ha fatto notizia da prima pagina per un paio di giorni puntando tutto sulla carta dell'allarmismo per sfruttare le paure irrazionali di un pubblico scientificamente impreparato, tralasciando una corretta informazione.

Esempio per un case study sulla crisi del giornalismo.

Bezos compra il Washington Post 05.08.13

Jeff Bezos, fondatore di Amazon, ha comprato il Washington Post per 250 milioni di dollari. Un quarto del valore di Instagram o di Waze e meno del 25% di Tumblr.

Il tablet quotidiano 27.04.13

Nel 1994 c'era chi profetizzava un'editoria e un giornalismo crossmediale capace di adattarsi a nuove e futuribili tecnologie per restare al passo coi tempi. Come i tablet.

The Daily chiuderà 03.12.12

The Daily, l'avventura nel settore dell'editoria digitale di Rupert Murdoch, chiuderà il 15 dicembre.
Il motivo non è la rivoluzione mancata dei tablet come suggerisce il Corriere, anzi tutti i dati dicono l'opposto, ma piuttosto i contenuti e la loro qualità. Una realtà che vale per i bit, come per l'inchiostro.

Il nuovo brand di USA Today 18.09.12

Il secondo quotidiano più venduto in America re-immagina brand e grafica. Splendido lavoro.

I debiti di The Daily 13.07.12

L'avventura di The Daily, il quotidiano pensato per iPad di Rupert Murdoch, sembra essere un buco nell'acqua.
I debiti crescono di 30 milioni di dollari l'anno e ora circolano voci di una sua prossima chiusura.

Pensare prima al formato e solo dopo ai contenuti di qualità sembra non essere stata una scelta vincente.

Il paywall del Los Angeles Times 26.02.12

Il Los Angeles Times ha deciso di rendere la sua versione online a pagamento dal 5 marzo. Ai lettori costerà circa il doppio dell'edizione cartacea.

The Los Angeles Times will begin charging readers for access to its online news, joining a growing roster of major news organizations looking for a way to offset declines in revenue.

Starting March 5, online readers will be asked to buy a digital subscription at an initial rate of 99 cents for four weeks. Readers who do not subscribe will be able to read 15 stories in a 30-day period for free. There will be no digital access charge for subscribers of the printed newspaper.

L'istruzione secondo Apple 19.01.12

L'evento Apple di New York nel quale sono stati annunciati iBooks 2, l'applicazione di iTunes U e iBooks Author si può riassumere in: libri di testo (interattivi) in tasca a prezzi popolari.
A Cupertino pensano di poter scardinare anche il settore dell'editoria scolastica. Negli Stati Uniti sarà un successo.

Ai critici va segnalato che il problema dei formati proprietari nel 2012 è argomento anacronistico.

La morte della Padania 30.11.11

Quella verde, di carta. Quell'altra si chiama Pianura padana, proprio come il formaggio.

Il quotidiano della Lega, travolto dai debiti, cerca la transizione verso un foglio di quattro pagine, sul modello Ferrara, e il trasloco online.

Le copertine dei numeri 1 28.11.11

Le prime copertine dei magazine americani

Flavorwire pubblica le prime copertine dei più famosi magazine americani, dall'Atlantic Monthly a Wired.

Torte in faccia a Murdoch 19.07.11

Rupert Murdoch aggredito all'audizione

Rupert Murdoch aggredito durante il mea culpa all'audizione della commissione d'inchiesta parlamentare sullo scandalo intercettazioni che ha portato alla chiusura del tabloid News of the World e che ora potrebbe travolgere anche la posizione del primo ministro Cameron.

L'aggressore appartenente all'UK Uncut, associazione che si batte contro i tagli del governo conservatore, è finito sotto gli artigli della moglie del magnate australiano.

Addio al News of the World 07.07.11

Travolto dallo scandalo legato ai mezzi utilizzati dai giornalisti per raccogliere informazioni su personaggi dello spettacolo, politici, famiglie di vittime di guerra, di attentai, calamità e rapimenti, attraverso la corruzione di agenti di polizia, pressioni e indebite intercettazioni telefoniche, chiude domenica il più venduto tabloid britannico.
Fondato il primo ottobre del 1843 è di proprietà del magnate dell'editoria Murdoch dal 1969.

Cavallo che vince si cambia 19.06.11

L'addio di Concita De Gregorio, dal primo di luglio, a L'Unità dell'editore Soru.

il giornale è stato in questi anni al centro di un intenso dibattito che ha dato voce - molto spesso anticipandole - alle principali istanze della società, che ha mobilitato sui temi cruciali migliaia di persone, che ha allargato il ventaglio delle sue voci e che attraverso la crescita del sito Internet ha aperto un dialogo fitto e continuo coi lettori. Che ha contribuito infine a sollecitare la nuova volontà di partecipazione dei cittadini alla vita del Paese.

Leggere i giornali gratis 31.05.11

Paolo Attivissimo segnala i metodi per aggirare i paywall delle edizioni per iPad dei giornali italiani e non.

L'enciclopedia sul futuro del giornalismo 18.05.11

Encyclo è il progetto enciclopedico del Nieman Journalism Lab per capire come il giornalismo di qualità possa sopravvivere e prosperare nell'era di internet.

Il cinegiornale in HD 05.05.11

Si chiama Times in Cinema. La nuova idea editoriale del New York Times.

I contenuti di The Daily 15.02.11

Il vero punto debole dell'iniziativa di Murdoch.
Qui lo si era indovinato già in tempi non sospetti.

La ragione principale della mia delusione è che non si costruisce un giornale partendo dalla base teorica che la tecnica sia più importante del contenuto. E qui invece lo si è fatto: si è creduto che più che i giornalisti, più che i contenuti, ad essere importante del Daily fosse il formato, l'iPad, la tecnica, il mezzo attraverso cui arriva. La qualità delle notizie è un po' simile alla qualità delle notizie di USA Today, un giornale la cui popolarità è dovuta soprattutto all'aver dato immagini a colore ai lettori.

Leggere The Daily gratis sul web 04.02.11

E' quello che promette The Daily Indexed, un tumblr che indicizza i link degli articoli della nuova creatura di Murdoch.

The Daily pubblica infatti tutti i suoi articoli gratuitamente sul web, ma il sito non ha una homepage rendendo di fatto molto complicato ritrovare la notizia che ci interessa.
Il tumblr di Andy Baio si propone proprio questo, fornendo un'interfaccia di semplice utilizzo.

Si perde il magnifico contenitore della versione a pagamento per iPad, ma resta il contenuto.

Si è aperto un mondo, solo immaginato qualche settimana fa.
Altri seguiranno, almeno sino a quando gli avvocati del magnate della News Corp non provvederanno a fare piazza pulita.

Buona Epifania! 06.01.05

La Befana al bimbo buono porterà di certo un dono!

The Daily nuovo formato, vecchie notizie 02.02.11

Nota positiva della nuova creatura iPad centrica di Murdoch, finalmente contenuti disegnati per sfruttare appieno la potenza e l'interfaccia del tablet di Cupertino.
Nota negativa. Si tratta di notizie News Corp. Fox News vi dice niente?

Rimandata la presentazione di The Daily 14.01.11

The Daily, diversamente da quanto annunciato, non verrà più presentato il 19 gennaio. Per il lancio ufficiale bisognerà attendere ancora qualche settimana.

Il ritardo, confermato da NewsCorp, sembra dovuto ad aggiustamenti necessari al sistema di sottoscrizione di Apple.

Gli ultimi rumor su The Daily 11.01.11

La creatura di Murdoch è pronta a sbarcare su iPad.
Gli ultimi boatos sulla applicazione all news disegnata per il tablet di Apple confermano il lancio per il 19 gennaio a San Francisco.

Fimoculous ha raccolto invece il rumor più pazzesco.

I can't explain why I'm so stupidly obsessed with Murdoch's tablet thingy. I almost want to do an entire post on all the crazy rumors I've heard about it. Instead, I’ll tell you just one thing that I've heard, simply because it’s so bonkers that it can't possibly be true, and you should hear it before it launches and is disproven, because somebody should do it!

Okay, so there was some chatter a while ago that The Daily would not have a website; that it would only be available as an app. That's modestly nuts, but not outrageous, given the walled content conversation going on right now.

However, the rumor I've heard is even crazier: there will be a website, but there will be no homepage, and everything will be blocked from search engines. That means: articles are there, but you can only find them if someone links to it.

Il web che si compra la carta stampata 12.11.10

Prima o poi doveva succedere.
L'aggregatore The Daily Beast di Tina Brown, uno dei più famosi siti di notizie e opinioni, si è fuso con Newsweek - da tempo in crisi - fondando una nuova società la Daily Best Newsweek Company.

Il Washington Post su iPad 08.11.10

Il Washington Post arriva su iPad con una app pensata per il tablet di Apple.
Sarà completamente gratuito sino al 15 febbraio, dopodiché si potrà leggere gratis solo un articolo al giorno.

Introducing The Washington Post app for iPad™.

When it comes to immersing yourself in a news story, look no further than the source you trust: The Washington Post. Experience our award-winning journalism on a wide range of subjects including national news, politics, opinion, business, sports, entertainment and food. Read stories from your favorite reporters, columnists and bloggers like Chris Cillizza, Eugene Robinson, Kathleen Parker, Michael Wilbon, Ezra Klein and Carolyn Hax.

closer to the story with our Live Topics feature. It combines the best coverage of the most talked-about news of the day with social media conversations from Twitter and Facebook. Enjoy rich photo galleries with work from our renowned photojournalists and extensive video content so you can go deeper into every angle of every story. Download stories to read later, even when you are offline.

Once you download the app, in order to explore our content, simply log in with an existing washingtonpost.com account or register within the app.

A complimentary full-access subscription to The Washington Post app for iPad is provided until Feb.15, 2011, after which time there will be a fee for full access. This app is ad-supported.

L'Independent presenta I 26.10.10

I è il nuovo quotidiano edito dall'Independent.
Un modo nuovo di affrontare la crisi dei giornali attraverso uno strumento di facile consultazione, ma senza rinunciare alla serietà e all'autorevolezza, ad un prezzo contenuto.
Una scommessa che potrebbe essere vincente.

Welcome to i, the first quality newspaper to be launched in Britain for almost 25 years.

Brought to you by the award-winning team at the Independent, it's not only a new paper, but a new kind of paper. Colourful and accessible, concise and intelligent, it's your essential daily briefing. Packed with news, views, entertainment, business and sport, it's the perfect way to start your day. And at a much more affordable price than a cappuccino.

I luddisti della carta stampata 01.10.10

In questi mesi abbiamo compiuto significativi passi avanti nell'arricchire la nostra informazione, non solo sulla carta, ma anche e in particolar modo sul web. Sono state lanciate nuove iniziative. Edizioni del giornale sono disponibili, per la prima volta anche a pagamento, su iPhone e smartphone. A due mesi dal lancio degli abbonamenti al giornale su iPad, abbiamo già toccato la soglia delle settemila adesioni, la metà delle quali per un periodo di sei mesi o un anno. Gli streaming di Corriere tv sono ormai largamente superiori a molti, e importanti, canali televisivi. L'industria alla quale apparteniamo e la nostra professione stanno cambiando con velocità impressionante. In profondità. Di fronte a rivolgimenti epocali di questa natura, l'insieme degli accordi aziendali e delle prassi che hanno fin qui regolato i nostri rapporti sindacali non ha più senso. Questo ormai anacronistico impianto di regole, pensato nell'era del piombo e nella preistoria della prima repubblica, prima o poi cadrà. Con fragore e conseguenze imprevedibili sulle nostre ignare teste.

Non è più accettabile che parte della redazione non lavori per il web o che si pretenda per questo una speciale remunerazione. Non è più accettabile che perduri la norma che prevede il consenso dell'interessato a ogni spostamento, a parità di mansione. Prima vengono le esigenze del giornale poi le pur legittime aspirazioni dei giornalisti. Non è più accettabile che i colleghi delle testate locali non possano scrivere per l'edizione nazionale, mentre lo possono tranquillamente fare professionisti con contratti magari per giornali concorrenti. Non è più accettabile l’atteggiamento, di sufficienza e sospetto, con cui parte della redazione ha accolto l'affermazione e il successo della web tv. Non è più accettabile, e nemmeno possibile, che l'edizione Ipad non preveda il contributo di alcun giornalista professionista dell’edizione cartacea del Corriere della Sera. Non è più accettabile la riluttanza con la quale si accolgono programmi di formazione alle nuove tecnologie. Non è più accettabile, anzi è preoccupante, il muro che è stato eretto nei confronti del coinvolgimento di giovani colleghi. Non è più accettabile una visione così gretta e corporativa di una professione che ogni giorno fa le pulci, e giustamente, alle inefficienze e alle inadeguatezze di tutto il resto del mondo dell’impresa e del lavoro.

De Bortoli sulla vertenza che sta paralizzando il Corriere della Sera.

Le notizie a pagamento non pagano 20.07.10

Secondo uno studio del Guardian il rivale The Times avrebbe perso il 90% dei suoi lettori online da quando ha iniziato a fornire le sue notizie online a pagamento.

Se su internet si è disposti a pagare per servizi premium di alta qualità non fruibili altrove gratuitamente, non lo si è ancora per leggere notizie di attualità che è possibile ritrovare gratis su altre migliaia di fonti simili.

L'edicola di Google 17.06.10

L'editoria è pronta ad abbracciare Newspass, la piattaforma sviluppata da Google per monetizzare la vendita di news su internet.
Il via entro fine anno.

Elogio alla noia reloaded (era: anche il Corriere scopre iPad) 25.05.10

Se lo spot per lo sbarco della Stampa su iPad era soporifero quello del Corriere di De Bortoli è semplicemente imbarazzante.

Elogio della noia (era: La Stampa sbarca su iPad) 21.05.10

Lo spot de La Stampa, in occasione dell'uscita della versione ottimizzata per iPad, è talmente noioso e scontato da rendere irritante persino lo stesso tablet di Apple.

Se la ciambella di salvataggio dell'editoria da sola non regge il peso 18.05.10

Se iPad è una rivoluzione e lo sarà sempre di più per gli e-book e le copie digitali (o meglio i contenuti ottimizzati) di riviste e quotidiani grazie alle potenzialità che mettere in campo, è impensabile concepirlo come deus ex machina che risollevi il disastrato settore dell'editoria senza prima ripensare il modello di business che ha portato la carta stampata verso il baratro.

Lo sta dolorosamente comprendendo Condé Nast dopo aver venduto soltanto 365 copie di GQ dal dicembre scorso.
Lo sconto di due dollari, da 4,99$ a 2,99$, non è bastato per attirare lettori su un edizione identica all'originale cartaceo ed evidentenente giudicata troppo onerosa dai possessori di iPad.
Se gli utenti di iPad sono oggi disposti a pagare per ricevere contenuti di qualità non lo sono - o almeno non lo sono a questi prezzi - verso pubblicazioni che non sanno sfruttare quel valore aggiunto che la piattaforma di Apple è in grado di offrire.

Editoria in crisi di nervi 28.03.10

Jeff Jarvis racconta come la decisione di Murdoch di far pagare l'accesso ai contenuti, dell'edizione online del Times, dimostra la volontà di rinunciare al futuro e mette in evidenza l'assenza di una strategia sul lungo periodo per mancanza di idee.

Il prezzo dell'informazione 25.03.10

L'accesso ai contenuti della versione mobile del Corriere diventa a pagamento, ma questo nel medio periodo difficilmente cambierà di una virgola il deficit di RCS e di certo non risolverà la crisi del sistema editoriale.

Ad essere ottimisti non più del 3% degli utenti sceglierà di pagare le flat proposte. Vuoi per la qualità dei contenuti, vuoi per la facilità di trovare una pluralità di fonti gratuite, vuoi per l'incapacità di offrire un servizio mobile premium convincente.
RCS dichiara circa 450.000 utenti unici in mobilità ogni mese. Con le tariffe attualmente in vigore significherà raccogliere briciole e al contempo vedere concretizzarsi il rischio reale di perdere un numero importante di lettori pronti a spostarsi su altri quotidiani nazionali con la semplicità di un tap.

Giornalismo e business nell'era digitale 12.02.10

There is an irreversible trend in society today which rather wonderfully continues what we as an industry started – here, in newspapers, in the UK. It's not a "digital trend" – that's just shorthand. It's a trend about how people are expressing themselves, about how societies will choose to organise themselves, about a new democracy of ideas and information, about changing notions of authority, about the releasing of individual creativity, about an ability to hear previously unheard voices; about respecting, including and harnessing the views of others. About resisting the people who want to close down free speech.

As Scott said 90 years ago: "What a chance for the newspaper!" If we turn our back on all this and at the same time conclude that there is nothing to learn from it because what 'they' do is different – 'we are journalists, they aren't: we do journalism; they don't' – then, never mind business models, we will be sleep walking into oblivion.

Quella di Alan Rusbridger, direttore del Guardian, è una delle analisi più lucide, spietate e lungimiranti mai pubblicate sul futuro del giornalismo nell'era digitale.

Quelli lungimiranti 29.01.10

Le mosse dell'editoria verso la rivoluzione digitale.
Dalla guerra santa contro Google Books alle aperture - Mondadori per l'Italia - all'iBook store di Apple.

L'ancora di salvezza per gli editori, attaccati con i denti e con le unghie ad un modello di business ormai morto, potrebbe essere lanciata ancora una volta da quel genio del marketing che passa sotto il nome di Steve Jobs.

Giornalismo riempitivo 10.01.10

Bene, io spero che Burchia sia morto anni fa lasciando la sua firma libera e oggi purtroppo la usino per le minchiate, ma a parte il facile umorismo sarebbe bello che davvero questi signori facessero una bella riflessione su come e cosa scrivono perché poi ti guardi attorno e dice che c'è sempre il popolo ignorante: vero. Però qualcuno si industria per metterci quel moltiplicatore che basterebbe cercare di evitare.

E alla fine torniamo sempre al solito punto, un Paese non è fatto di alieni che danno da mangiare ai trogloditi. E' che alcuni trogloditi occupano posti che non gli spettano; facile puntare sempre su Calderoli, i 97 miliardi di minuti arrivano dalla stessa percezione della realtà, responsabilità, deontologia.

Via Sasaki Fujika.

Il libro nel 2010 30.12.09

Le previsioni di Mike Shatzkin sull'editoria nel prossimo anno, alla luce dell'avvento degli ebook.

Le sedicenti tasse su internet 12.12.09

Tra i vecchi media - quelli fatti male e con una visione distorta del giornalismo - cresce la sindrome da accerchiamento da internet. Sindrome che porta a cercare di screditare il web usando qualsiasi mezzo.
Anche con notizie distorte e non verificate, come la fantomatica tassa su internet in Germania pubblicata con grande clamore da Repubblica.

Carletto Darwin svela la bufala.

Magari vi sarà capitato di leggere la notizia bomba di una tassa su Internet di 18 Euro al mese. Notizia passata praticamente per certa, anche se non ha ancora causato la reazione di Calderoli o di Schifani. Allora, si tratta innanzitutto di una proposta, non di una cosa decisa. E riguarda l'innalzamento della tassa GEZ, che è la tassa sull'uso dell'etere in Germania. La paga chiunque abbia dispositivi tipo radio e tv: sono 18 Euro al mese. Per chi dichiara di non averli ma ha Internet c'è una versione ridotta da quasi 6 Euro, sempre al mese. La proposta sarebbe quella di innalzarla da 6 a 18 per tutti, anche per quelli che hanno solo la web stick o solo uno smart-phone.

Esquire aumentato 10.11.09

Esquire ha lanciato il suo modello di realtà aumentata. Serve una webcam, un piccolo software da scaricare e naturalmente possedere una coppia del magazine.

Barbarossa sconfitto again 06.10.09

Riponete i forconi e le torce, il colpo di stato è stato sventato. Sono bastate una manciata di perline e un paio di specchietti.

Lo stato del colpo 05.10.09

Al Giornale sono sicuri che sia in atto un colpo di stato.
Non sono mai sul pezzo. Di Pietro lo dice da anni.

Produttori riservati 05.10.09

Nel mondo all'esterno della realtà può accadere di leggere "Rielaborazione da Wikipedia" e "Riproduzione riservata", nel medesimo articolo.

Nel mondo reale l'agricoltura ha forza lavoro in abbondanza.

Gobba? Quale gobba? 22.09.09

Sulla miopia della stampa su come affrontare e uscire dalla crisi in cui versa si è già ampiamente dibattuto.

Oggi La Stampa prende a prestito le parole di un'intervista, rilasciata da Obama, per rielaborarle e dimostrare che in realtà "Barack lovva i giornali e schifa i blog".
Tentativo maldestro di legittimare la carta stampata al cospetto di quell'indistinta novità che passa sotto il nome di internet.
Dimostrazione inconsapevole del fallimento di un certo tipo di giornalismo che vede nei blog un nemico da abbattere, salvo poi utilizzarne impropriamente i contenuti quando sorge il bisongo di far cassa col boxino-morboso.

C'è da giurare che il risveglio sarà traumatico.

Far pagare le notizie online non vi salverà 16.08.09

Uscire dalla crisi 10.08.09

A quanto pare il buon giornalismo paga.
Informazione locale e inchieste hanno risollevato le sorti del Seattle Times.

Niente più Big Picture? 04.05.09

Il Boston Globe è messo male.

Sulla qualità dell'informazione 10.04.09

Il 'Corriere della Sera.it' nonostante la difesa d'ufficio di Massimo Mantellini è il quotidiano che da mesi sta collezionando le peggiori figure in rete, sdoganando bufale ai suoi lettori - hotelelicopter non è un caso isolato - mandando allo sbaraglio i gregari della sua redazione - Elmar Burchia, Simona Marchetti, giusto per citare quelli che da tempo figurano nel libro nero dei blogger, due che razziano dai blog italiani e dai siti stranieri in barba alle più elementari regole di netiquette. Se le agenzie arrivano zeppe di refusi, al 'Corriere.it' nessuno si prende la briga di correggerle. I coccodrilli del 'Corriere.it' e altri pezzi - soprattutto di divulgazione scientifica - non sono altro che articoli dell'Ansa o di altre agenzie lievemente modificati e firmati dall'impercettibile modificatore. Con l'alibi della fretta, quello che era uno degli aghi della nostra bussola è diventato un serbatoio di improvvisazione, dilettantismo, sciatteria e di giornalismo saprofita e disonesto.
[...]
Il 'Corriere.it' e Marco Pratellesi invece di scusarsi in modo monco e di scrivere cretinate del tipo: 'Nella nostra professione l'errore è comunque sempre in agguato. Non c'è bisogno di dargli una spinta' quando tutti sanno che da mesi la sua redazione non fa che spingere dal trampolino del giornalismo più scorretto i suoi giovani kamikaze della bufala, dovrebbero ricordarsi di quell’episodio e cominciare a usare la rete in modo più civile e meno maldestro.

Via Un posto dove appendere il cappello.

Aspetta che ti linko 07.04.09

Il copione è già visto, ma con la crisi dell'editoria, ora si ripropone con toni più drammatici e perentori: le agenzie e i quotidiani tradizionali (che investono molte risorse per la produzione di notizie originali) intendono mettere ordine nell'attuale anarchia, iniziando a punire i tanti «parassiti» (gli aggregatori e i motori di ricerca) che riprendono e distribuiscono le notizie senza offrire nulla in cambio.

AP CONTRO GLI AGGREGATORI - «Non possiamo più permetterci di stare fermi a guardare chi ci sta togliendo il lavoro senza fare nulla» ha spiegato ieri Dean Singleton, presidente di AP, una delle più grandi agenzie globali, finanziata dal New York Times e migliaia di altri quotidiani statunitensi. Singleton ha annunciato la messa a punto di strumenti più efficaci: un software che permetterà di tracciare chi utilizza illegalmente i contenuti e un motore di ricerca in grado di premiare le fonti che producono news originali. In tutto ciò si annunciano battaglie legali anche nei confronti di chi pubblica brevi estratti delle notizie e poi rimanda alla fonte originale con un link (come fa Google News). A cominciare dai tanti aggregatori che vanno alla grande negli Stati Uniti, come l'Huffington Post, The Daily Beast e Drudge Report: testate che ormai, per numero di visitatori, rivaleggiano con i grandi dell'informazione, pur limitandosi soltanto a segnalare notizie interessanti pescate qua e là in rete. Ma in questa battaglia, c'è anche un altro imputato eccellente: Google e la corazzata di aggregatori automatici, che generano guadagni pubblicitari sulle notizie senza disporre nemmeno di una redazione.

Via Corriere della Sera.

On air 25.03.09

National Public Radio

The most successful hybrid of old and new media comes from the last place you'd expect. How NPR's digital smarts, nonprofit structure, and good old-fashioned shoe leather just might save the news.

Via Fast Company.

Giornalismo diffuso 17.03.09

[...] la scomparsa dei giornali as we know them fa paura. Ma questo non basta a rendere meno plausibile quella scomparsa.

[...] il casino nel mondo dei giornali di questi ultimi mesi sia stato scatenato dalla crisi più che dalla rivoluzione online.

[...] esiste uno scenario in cui si potrebbe fare a meno del giornalismo? Per esempio, se tutti gli atti del tuo comune fossero su internet, se ogni consigliere avesse un suo blog su internet, se le sedute fossero diponibili live su internet, e se ogni cittadino potesse accedervi via internet, sentiresti ancora bisogno del reporter che segue i consigli comunali?

Se la tua risposta è anche solo "forse no", capisci allora che la battaglia per la diffusione di internet e della banda larga, la sua difesa dal bavaglio che la politica cerca di metterle, sono battaglie di civiltà e di democrazia su cui ci si gioca il futuro.

[...] a fare informazione saranno le fonti delle notizie da una parte e i blogger o i cittadini stessi dall'altra.

Cattive notizie 13.03.09

La situazione della carta stampata negli Stati Uniti.

Il grafico sulla situazione dei giornali negli USA

Ripensare la notizia al tempo della crisi 10.03.09

Cosa succederebbe se domattina il New York Times non uscisse in edicola per mancanza di soldi?

La crisi della carta stampata e il futuro dei giornali e del giornalismo nell'era di internet è tornato di attualità, con lo scoppio della bolla finanziaria.
I modelli di business non sono più adeguati alla realtà odierna, l'informazione online e l'orientamento dei lettori hanno scardinato i pilastri dell'informazione.

Nonostante l'aumento degli utenti delle edizioni online, i giornali hanno subito perdite con percentuali a due cifre nei loro ricavi pubblicitari nel 2008. Questo è dovuto al fatto che il peso dei lettori sul web, per gli inserzionisti, è più basso rispetto ai lettori tradizionali che in America, ma anche nel resto del mondo, sono in continuo calo.

Michael Hirschorn, nel suo editoriale sull'Atlantic, analizza la profonda crisi che sta attraversando il New York Times.
Steven Waldman, co-fondatore dell'Huffington Post, fa presente che la strada verso la salvezza del NYT (e degli altri giornali in crisi) non passa dal copiare il modello della sua creatura, perché non è di questo che l'informazione ha bisogno.

Sembra che la soluzione sia quella di salvare le notizie piuttosto dei giornali.
La qualità potrebbe tornare a pagare.

Andare avanti senza voltarsi indietro 19.11.08

PC Magazine, la storica rivista di informatica, abbandonerà la carta per uscire solo in versione digitale.

Ziff Davis, the tech/gaming media company that recently exited Chapter 11 bankruptcy, is now taking the brave but inevitable step of closing down the print version of PCMag to focus its energy on its growing PCMag online network of sites, led by flagship PCmag.com. The magazine, which was started in 1982, has a storied history, but its print base eroded over the years as its core brand of journalism - news you can use while shopping for computers - moved online. It cut back from bi-weekly to monthly earlier this year. PCMag, which literally invented the idea of comparative hardware and software reviews, at one time during the '80s averaged about 400 pages an issue, with some issues breaking the 500 - and even the 600 - page marks, according to this Wikipedia history.

Arriva The Daily 02.02.11

La presentazione di The Daily

Il nuovo giornale pensato e progettato per iPad dal magnate di News Corp Murdoch fa la sua comparsa su iTunes.

Fonte: TechCrunch