Il tablet quotidiano
Nel 1994 c'era chi profetizzava un'editoria e un giornalismo crossmediale capace di adattarsi a nuove e futuribili tecnologie per restare al passo coi tempi. Come i tablet.
Nel 1994 c'era chi profetizzava un'editoria e un giornalismo crossmediale capace di adattarsi a nuove e futuribili tecnologie per restare al passo coi tempi. Come i tablet.

Dopo quasi 50 anni i birmani hanno oggi potuto leggere 16 giornali indipendenti, pubblicati grazie ad un accordo con il governo che ne ha autorizzato l'uscita per la prima volta dopo la messa al bando della stampa non legata al regime del 1964.
Internazionale racconta la nuova direttrice del principale quotidiano francese, Natalie Nougayrède.
La nuova direttrice di Le Monde non aveva mai avuto un ruolo direttivo nel giornale. "Se io, da semplice giornalista, oso tentare questa avventura, è per dare un messaggio forte, per dimostrare che ciò che è inaspettato è possibile".
Su pressione degli editori le rassegne stampa di Camera e Senato chiuderanno al pubblico entro fine anno.
Gli editori temono che la libera diffusione in rete degli articoli possa danneggiare le vendite dei quotidiani in edicola.
Ovviamente il trend non si invertirà, mentre gli italiani avranno perso un servizio che garantiva un'apprezzata risorsa informativa plurale.
La nuova versione mobile del principale quotidiano ligure presenta qualche criticità di troppo.
Da oggi accedendo al Secolo XIX da un iPhone si viene automaticamente reindirizzati alla nuova versione mobile e qui iniziano i problemi.
Chi ha progettato il tutto ha deliberatamente evitato il responsive webdesign per preferirgli una versione dedicata. Il risultato configura una serie di errori imbarazzanti per il principale giornale ligure: ricerche non funzionanti, l'archivio andato perduto, l'impossibilità di leggere e lasciare commenti, una navigazione non coerente tra le pagine del sito, i link provenienti da terze parti (come i tweet dello stesso Secolo XIX) non dinamicamente reindirizzati ai corrispettivi URL della versione mobile e quindi non funzionanti.
Si salva solo la grafica. Piacevole.
Ora però rimetteteci le mani.
The Daily, l'avventura nel settore dell'editoria digitale di Rupert Murdoch, chiuderà il 15 dicembre.
Il motivo non è la rivoluzione mancata dei tablet come suggerisce il Corriere, anzi tutti i dati dicono l'opposto, ma piuttosto i contenuti e la loro qualità. Una realtà che vale per i bit, come per l'inchiostro.
Il secondo quotidiano più venduto in America re-immagina brand e grafica. Splendido lavoro.
L'avventura di The Daily, il quotidiano pensato per iPad di Rupert Murdoch, sembra essere un buco nell'acqua.
I debiti crescono di 30 milioni di dollari l'anno e ora circolano voci di una sua prossima chiusura.
Pensare prima al formato e solo dopo ai contenuti di qualità sembra non essere stata una scelta vincente.
Il Los Angeles Times ha deciso di rendere la sua versione online a pagamento dal 5 marzo. Ai lettori costerà circa il doppio dell'edizione cartacea.
The Los Angeles Times will begin charging readers for access to its online news, joining a growing roster of major news organizations looking for a way to offset declines in revenue.
Starting March 5, online readers will be asked to buy a digital subscription at an initial rate of 99 cents for four weeks. Readers who do not subscribe will be able to read 15 stories in a 30-day period for free. There will be no digital access charge for subscribers of the printed newspaper.
Molti giornali credono che sfruttare l'immediatezza dei blog possa fornire ai lettori un buon servizio e certamente è vero, ma la tendenza si sta trasformando in un abuso del mezzo e spesso la quantità non è indice di qualità.
Here are some numbers based on my analysis of publications I read on a regular basis:
- New York Times: 68 blogs. Its Blogs Directory shows the best possible arrangement. Those guys clearly believe in the blog medium and their news staff of 1,200 provides great quality and a good mix between serious and more entertaining fare. Some are more than mere blogs: the excellent Dealbook, manned by a staff of 16, is more like a business site than a blog. Or Lens is my favorite spot for photojournalism as it rises above the level of an ordinary blog.
- The same goes for The Guardian (61 blogs). Its baseline says it all: "The sharpest writing, the liveliest debate". (Plus, OK, The Guardian hosts a small set of independent blogs such as The Monday Note...)
- High on the score (quantitatively speaking) is the Washington Post (102 blogs), with a weird focus on religion thanks to an ecumenical catalog of 13 blogs.
- WSJ.com has 54 blogs, officially. Plus what looks like a cemetery of 45 more. On the WSJ.com blogs home page, click on the Most Popular or Commented and the Latest; you'll see which ones are the most active (Washington Wire on politics and the entertainment blog Speakeasy). This should make business pundits even more modest...
A random sample shows that a large number of blogs doesn't equate with great quality. Too many blogs hosted by large media brands seem loose or rarely updated. That's why a few specialised outlets prefer to focus on a small number of blogs: the FT.com (only 14 blogs) or the Economist (23 blogs) have opted for a selective approach which more often ensures a better execution overall.

Il Corriere nei minuti successivi al sisma si presentava con una versione light - per sopperire al traffico eccessivo - decisamente migliore rispetto al design tradizionale.

Flavorwire pubblica le prime copertine dei più famosi magazine americani, dall'Atlantic Monthly a Wired.