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Colpo di stato in Ecuador 01.10.10

Il presidente Correa protetto contro il lancio di lacrimogeni

Frange della polizia e dell'esercito sono in rivolta in Ecuador, da ieri, contro la legge di riforma, approvata dal Parlamento, che li equipara agli altri dipendenti pubblici, diminuendone benefici fiscali, incentivi economici e alzando gli intervelli per le promozioni.

Il presidente Correa è stato attaccato con lanci di fumogeni durante un confronto con i rivoltosi ed è rimasto sequestrato per ore all'interno dell'ospedale in cui era stati ricoverato, prima di essere liberato dai soldati. Si contano almeno due morti nel blitz e decine di feriti.

La capitale Quito e il paese sono paralizzati dall'assenza di polizia per le strade. Molti uffici e negozi sono rimasti chiusi e le agenzie parlano di saccheggi in atto.
Circa 150 fra agenti e militari golpisti hanno occupato l'aeroporto della capitale, mentre un altro gruppo ha preso il controllo dell'Asamblea Nacional.

I vertici militari hanno confermato il loro sostegno a Correa.
Unanime la condanna del golpe e il sostegno al paese da parte degli stati americani.

L'Ecuador ha dichiarato lo stato di emergenza per una settimana. Anche se la situazione dovrebbe tornare a normalizzarsi già nelle prossime ore.