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Sul lato radical chic dell'Atlantico.

La città anseatica che si ribellò alla CDU 21.02.11

La vittoria a valanga della SPD ad Amburgo causerà più di un grattacapo alla cancelliere Merkel, ma sino ad un certo punto.
La CDU dimezza i voti nella seconda città tedesca non per colpa dei contraccolpi della crisi economica e neppure per i grandi temi politici nazionali. Amburgo volta le spalle a centro destra per la decisione, tutta locale, di introdurre una riforma scolastica - poi bocciata con un referendum - che prevedeva l'introduzione della scuola media sul modello italiano. La conseguente sollevazione popolare del ceto medio e la scelta poco felice del candidato borgomastro non ha lasciato scampo al partito cristiano-democratico, che registra la peggiore sconfitta dal 1982.

La CDU perde tre seggi al Bundesrat, la Camera alta. Compromette la sua maggioranza, ma è tutt'altro che finita. Il feudo rosso torna alla SPD dopo dieci anni di trionfi cristiano-democratici.
Se la CDU riuscirà ad abbandonare ogni tentennamento, puntando su pragmatismo e un maggior coinvolgimento della cancelliere, riuscirà a tamponare la fisiologica emorragia preservando il consenso nel Superwahljahr, l'annata elettorale di metà mandato. Si riparte il 20 marzo con la Sassonia-Anhalt.

I verdi rimasti al palo, nonostante i sondaggi favorevoli poi dimezzati nel voto reale, pagano lo scotto di essere stati alleati in città con la CDU sino a qualche mese fa.

La SPD si gode il momento di gloria, trovando nel nuovo borgomastro Olaf Scholz un possibile sfidante della Merkel per le elezioni del 2013.

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