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Qui si elabora la sconfitta.

L'Unità d'Italia non vista da sporadici blogger 13.03.11

L'Unità ha organizzato un diretta per discutere di Unità d'Italia con alcuni blogger. Come siamo cambiati, cosa c'è ancora da cambiare nel paese e su internet.

Le premesse erano interessanti, ma le conclusioni fanno cadere le braccia.
Ne esce un'autoreferenzialità trita.
Un giornalismo che ancora oggi non ha capito nulla di comunicazione in rete. Nativi digitali che cianciano di digital divide. Quel non contare una ceppa portato con orgoglio sul bavero. La lobby degli sfigati. Quel menare il torrone fatto di follower e amici. L'identità dei nickname. Nel 2011.
Emerge una visione di ragazzetti brufolosi e incazzati nascosti dietro uno schermo contrapposta a un'internet rivoluzionaria meritevole del Nobel per la pace.

Un discorso sui massimi sistemi che non approda mai a nulla, se non a sporadici prolungamenti virtuali del pene. Se questa diretta fosse davvero rappresentativa della realtà, la rete italiana sarebbe già condannata.
Per fortuna fuori da quelle quattro mura c'è un'Italia silenziosa che usa internet per quello che è. Un semplice strumento.
Un elettrodomestico dai mille usi.
Un ambiente cognitivo fruito da un'eterogenea massa di individui.

Suggerimento per la prossima volta. Mettete su uno streaming serio. Non si può fare la rivoluzione digitale quando non funzionano neppure i microfoni.

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1 commento

ArMyZ ha scritto:

Concordo su tutta la linea, specialmente sulle premesse che, per restare in tema, in certi momenti sono sembrate addirittura off topic.
Ho twittato più volte il concetto dello strumento spesso confuso con il messaggio che con esso viene veicolato.

Un buon tentativo di condivisione: forse con uno streaming serio (perennemente in desynch) e con meno autoreferenzialità avrebbe sortito altri effetti.

In ogni caso, plauso all'iniziativa: da rifare e migliorare.

postato il 13/03/2011 alle 14:14:45