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Guardia di porta.

Ripensare laicamente l'articolo 18 23.12.11

Modificare l'articolo 18 per estenderne le tutele a quei milioni di lavoratori che oggi se li vedono negati.
Ripensare laicamente il mercato del lavoro per creare opportunità e formare nuovi diritti, in un universo occupazionale radicalmente cambiato che chiede risposte non veti ideologici.

In questo momento, nella maggior parte dei casi la prima esperienza lavorativa ha le sembianze di uno stage, di un contratto a progetto, di una (falsa) consulenza per ottenere la quale è necessario aprire una partita Iva.
Questo comporta che chi entra nel mercato del lavoro, oggi, spesso non ha diritti elementari (ferie, indennità di malattia, congedo per maternità), nessuna protezione (se sei antipatico al capo, bastano due minuti per troncare una consulenza), nessuna prospettiva di sviluppo professionale (perché formare un lavoratore che per definizione è in azienda di passaggio?). Non si tratta quindi di togliere diritti ad alcuno, si tratta di darne - e di essenziali, in un paese civile - a qualcuno che oggi non ne ha.