tizianocavigliablog
Diamo perle ai porci.

Un modo per salvare l'Europa 05.06.12

Sembra essersi fatta strada l'idea che per risolvere il deficit democratico dell'Unione, rimettere in moto un circolo virtuoso di crescita sostenibile e salvare l'euro sia ormai necessaria un'unione fiscale e bancaria.
Equivale a dire che abbiamo bisogno di un'unione politica e degli eurobond, o in qualunque modo li si voglia chiamare. In parole povere i contribuenti tedeschi dovranno garantire, per amore di solidarietà, i debiti e i fallimenti di chi fino a ora non solo ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità, ma ha per decenni eletto politici corrotti che hanno regolarmente ingannato le istituzioni continentali e truccato i conti.

Quest'idea di federazione leggera, che dovrà inevitabilmente venire a crearsi attraverso la negoziazione di un nuovo trattato, comporterà la perdita della sovranità nazionale nelle politiche di bilancio, in quelle fiscali, sociali, delle pensioni e naturalmente del mercato del lavoro.
Ve lo ripeto, la perdita di sovranità nelle politiche di bilancio, in quelle fiscali, sociali, delle pensioni e del mercato del lavoro. Chiaro?

Beninteso, io ci metterei la firma oggi stesso perché queste materie venissero delegate a Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo.
Al contrario non sono così sicuro della reazione dei fautori della crescita contro l'austerity qualunque-cosa-sia, dei teorici degli eurobond, dello scravattato Tsipras e dello statilista Hollande.

Si ha l'impressione che la salvezza dell'Europa attraverso questa strada creerà più di un mal di pancia a chi oggi la propone non come una ragionata e ambiziosa visione di lungo periodo, ma come soluzione dettata dalla demagogia.