tizianocavigliablog
Ministro ombra della narrazione.

Di ambizione si può anche morire 12.02.14

L'avversario più insidioso per Matteo Renzi è sempre stato la sua irreprimibile ambizione. Quell'ambizione che oggi lo ammalia con la prospettiva di una staffetta che, con il superamento di Letta, gli permetta di sedere a Palazzo Chigi senza passare per un'investitura popolare raggiunta attraverso il consenso elettorale.
Un'avventura che presenta solo incognite e che rischia di minare quanto di buono fatto finora nel percorso verso le riforme a un passo dalla meta e capace di disorientare un elettorato favorevole al Partito Democratico a pochi mesi dall'appuntamento con le elezioni europee.
L'ennesimo governo di larghe intese sostenuto da un'improbabile maggioranza che andrebbe da NCD alla pattuglia in crisi di identità proveniente da SEL, passando per una manciata di grillini epurati. E con la Lega alla finestra.

Un'inconfessabile fiducia vorrebbe vederlo come il macchiavellico colpo di genio che rimetterà in moto il motore riformista. La storia politica del centro sinistra tuttavia ci ha sempre raccontato un finale diverso. Fino a oggi.
Matteo pensaci bene.