tizianocavigliablog
Un uomo impossibile.

La stella più curiosa della galassia 17.10.15

Si chiama KIC 8462852 è una stella che si trova a 1.600 anni luce di distanza dalla Terra tra la costellazione del Cigno e la Lira.
La sua particolorità risiede nelle anomale variazioni della sua luminosità apparente, in alcuni casi la luce emessa dalla stella, catturata dagli strumenti del telescopio spaziale Kepler, è diminuita anche del 22%.
La spiegazione di questi dati andrebbe ricercata in un'immensa massa di materia che circonderebbe la stella. Il problema è che la stella non è di nuova formazione e una presenza così massiccia di polveri è piuttosto insolita. Inoltre non si sono registrati aumenti nell'emissione di infrarossi e questo escluderebbe catastrofici impatti tra pianeti e asteroidi.

Volendo avventurarsi nel campo della fantascienza si potrebbe ipotizzare che KIC 8462852 sia parzialmente avvolta da una megastruttura costruita da una civiltà extraterrestre. Qualcosa come una Sfera di Dyson.
Se fosse questo il caso, potrebbe essere la scoperta più rilevante della storia dell'umanità.
Tuttavia la probabilità che una tale evento si verifichi è estremamente bassa. L'ultima volta che abbiamo pensato di aver trovato una civiltà aliena in realtà avevamo appena scoperto le pulsar.

Jason Wright, an astronomer from Penn State University, is set to publish an alternative interpretation of the light pattern. SETI researchers have long suggested that we might be able to detect distant extraterrestrial civilizations, by looking for enormous technological artifacts orbiting other stars. Wright and his co-authors say the unusual star's light pattern is consistent with a "swarm of megastructures," perhaps stellar-light collectors, technology designed to catch energy from the star.

"When [Boyajian] showed me the data, I was fascinated by how crazy it looked," Wright told me. "Aliens should always be the very last hypothesis you consider, but this looked like something you would expect an alien civilization to build."

Boyajian is now working with Wright and Andrew Siemion, the Director of the SETI Research Center at the University of California, Berkeley. The three of them are writing up a proposal. They want to point a massive radio dish at the unusual star, to see if it emits radio waves at frequencies associated with technological activity.