Una recensione di Rogue One 19.12.16

La Morte Nera esce dall'iperspazio in Rogue One

Sir, a massive signature just exited hyperspace.

Rogue One è il contenuto speciale della Trilogia Originale che ci riconcilia con il futuro decrepito, sporco e imperfetto dell'universo di Guerre Stellari.
Rogue One è un film che mette in scena la cruda drammaticità della guerra senza filtri, raccontandola con poesia attraverso le epiche gesta di singoli mossi da un disegno che li trascende.
Rogue One è il capitolo che torna a rimare con le due Vecchie Trilogie, senza plagiarle, ma perpetrandone l'epicità della narrazione che ha segnato i fan di ogni generazione con un linguaggio conosciuto, ma capace di esplorare una strada nuova nonostante un finale già scritto.

I am with the Force and the Force is with me.

Le relazioni e i legami che si intrecciano nella trama hanno una maturità che li rende credibili senza essere stucchevoli tanto da coinvolgerci emotivamente con la semplicità di un gesto o di un'affermazione.
Gareth Edwards ha tratteggiato la fine degli eroi come una conseguenza inevitabile delle loro azioni, perché non è la morte ad averli resi tali, ma il modo in cui hanno vissuto.

Make ten men feel like a hundred.

Rogue One ci regala, sulle note di Giacchino, uno dei finali più intensi, drammatici e commoventi dell'intera saga. Lo fa con una fotografia che passa dal campo che ci mostra la terrificante immensità dell'arma definitiva con la sua illimitata potenza eclissata da un ultimo gesto di compassione, al piano di un claustrofobico massacro dove anche una singola scintilla di coraggio può accendere il fuoco della speranza.

P.S.: un qualche grazie a The Clone Wars.

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