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La fotografia sul grande schermo

Multimedia   07.12.21  

In Depth Cine analizza i tre aspetti fondamentali della fotografia cinematografica: l'esposizione, l'illuminazione, e la composizione attraverso il movimento di macchina.
Uno breve sguardo sulla centralità del direttore della fotografia nella realizzazione tecnica e artistica di un film.

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Il successore del green screen

Multimedia   30.11.21  

Vox ha intervistato Charmaine Chan, della Industrial Light and Magic, sulla tecnologia a LED che potrebbe presto soppiantare definitivamente l'era del chroma key.

È stato un enorme miglioramento, perché i green screen in realtà hanno molti inconvenienti. Rimuovere il green screen non è mai così veloce come sperano gli artisti degli effetti visivi. Inoltre getta anche riflessi verdi sul set e sugli attori. Anche i sostituti del green screen, come ad esempio proiettare un'immagine su uno schermo dietro all'attore, non riescono a rispondere dinamicamente ai movimenti della telecamera come succederebbe nella realtà.

La soluzione di ILM risolve molti di questi problemi e ha anche portato a nuove epifanie creative e modificato le dinamiche di collaborazione sui set.

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Vertigo AI

Multimedia   30.11.21  

Il regista Chris Peters ha fatto vedere a un'intelligenza artificiale Vertigo, per poi farle produrre una propria opera d'arte basata sul capolavoro del 1958 diretto da Alfred Hitchcock. Un'inquitante sceneggiature tra il noir e un montaggio onirico; un esperimento sulle capacità creative e sui limiti attuali della tecnologia.

Entro il 2050 potrai accendere la tua TV e ordinare a una macchina di scrivere e riprodurre un nuovo film solo per te, il tutto in pochi secondi. Questa futura realtà potrebbe non riuscire a produrre capolavori artistici, ma probabilmente la troverai divertente e potresti persino apprezzarne il risultato.

Questo film è un primo passo verso questo risultato.

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100 film per amare il noir

Multimedia   22.11.21  

Paste ha raccolto in una classifica il meglio della produzione cinematografica noir di tutti i tempi. 100 pellicole di atmosfere, sogni alienanti e crisi esistenziali.

Il noir non era altro che una reazione, un riflesso di una nazione che si stava riprendendo dal male più spregevole arrivato da oltre confine e dagli sconvolgimenti rivoluzionari sul fronte interno. Inizio così. Gli uomini, compresi gli sceneggiatori, erano andati a combattere, e mentre le donne si facevano avanti, nel settore pubblico e nella ritrovata indipendenza, i capi degli studios si erano rivolti ai misteri pulp veloci ed economici di Raymond Chandler, Dashiell Hammett e James M. Cain per le loro produzioni. Registi internazionali come Fritz Lang, Michael Curtiz e Robert Siodmak, che avevano affinato le immagini drammatiche dell'espressionismo tedesco, erano fuggiti dalle loro case devastate dalla guerra per le abbondanti opportunità a Tinseltown, il mondo dorato e superficiale di Hollywood.

Ma qui le cose si complicano, e in fretta. Vedi, il noir non ha rispettato nessuna regola, o quasi. Pensiamo ai noir come a storie urbane, ma non è sempre così: per ogni saga ambientata a Los Angeles e New York, c'è una piccola tragedia nel cuore. Pensiamo a una notte senza fine, bagnata dalla pioggia - la luce del sole è stata sostituita da neon e riflessi notturni, l'inganno ottico di specchi e ombre - ma al contrario, i giorni del noir hanno saputo ardere i personaggi. Ammiriamo il suo approccio fortemente stilizzato - gli angoli di ripresa esagerati, la messa in scena che crea tensione, i flashback, la profondità di campo e le immancabili ombre - ma anche i suoi esperimenti neorealisti e documentaristici. Parliamo di trame noir e tropi, ma in realtà il genere ha attinto liberamente dalle immagini di gangster dell'era della depressione e del proibizionismo, dai polizieschi, dai film di rapine, dai film horror (di nuovo, l'influenza dell'espressionismo tedesco), dal melodramma romantico, dai thriller gotici, dai pacchiani film di serie B, e da quell'altro genere tipicamente americano, i western. Sebbene i suoi semi fossero già stati piantati ovenque, il noir è riuscito a forgiare il suo linguaggio, il suo stile di gioco, il suo universo.

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Lo stile dei film diretti da Wes Anderson

Multimedia   19.11.21  

Thomas Flight approfondisce la cifra stilistica che contraddistingue le pellicole dirette da Wes Anderson, non solo concentrandosi sugli elementi che la compongono, ma provando ad analizzare il motivo per cui Anderson ne viene così attratto per scoprire il ruolo che questi elementi stilistici svolgono nella narrazione del regista.

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