tizianocavigliablog
Sensei.

Bibi, ancora tu 18.03.15

In politica l'incertezza è perdente. Un segno di debolezza. E in politica, come in natura, sopravvive solo il più adatto, mentre l'anello debole viene selezionato per l'estinzione.
Nella recente campagna elettorale israeliana nessuno si è mostrato più incerto del ticket Herzog-Livni. Dunque perché stupirsi della vittoria di Netanyahu?

Se siete preoccupati, rassicuratevi. Oggi la pace non è più a rischio di ieri. Sono i grandi paesi con governi deboli a rappresentare una minaccia alla stabilità, non le leadership inossidabili alla guida di democrazie avanzate.
Oggi a essere a rischio sono soltanto i nemici di Israele.

Children of men 21.05.07

E' stata probabilmente una delle migliori pellicole del 2006.
Sto parlando di Children of men, diretto da Alfonso Cuaron e tratto dall'omonimo romanzo della scrittrice britannica Phyllis Dorothy James.

Su una Terra, dove da 18 anni non nasce un bambino, l'umanità in via di estinzione è allo sbando.
Guerre e terorsimo sono all'ordine del giorno.
Solo il Regno Unito ancora resiste, ma ad un prezzo altissimo. La nazione è militarizzata, il controllo sugli immigrati ferreo e quelli già residenti sul suolo britannico vengono incarcerati in campi di concentramento.

La speranza per il genere umano però arriverà proprio da una ragazza nera diciottenne.
Aiutata e ostacolata da personaggi ambigui e spesso inconsapevoli dovrà fuggire continuamente per salvare la sua vita e quella della bambina che porta in grembo. Raggiungere la nave "Tomorrow" e dunque il Progetto Umano.

Children of men è un film crudo, pieno di simbolismi.
E' una critica al mondo moderno e alla paura del diverso che spesso ci spinge a compiere atti terribili e spesso controproducenti.
Cuaron ci regala atmosfere cupe e tristi. Ci descrive un uomo in trappola, braccato e che nonostante la minaccia dell'estinzione non può fare a meno di odiare e uccidere il suo prossimo.
Ma ci dona anche la speranza e un bambino come sua metafora.

Netanyahu per un soffio 22.01.13

Un militare israeliano al seggio

Netanyahu conquista la maggioranza relativa alle elezioni israeliane. Un margine ristretto che ha stupito molti; i sondaggi della vigilia parlavano di cifre ben diverse. La sorpresa più grande tuttavia arriva da Yesh Atid, partito di centro guidato da l'ex giornalista tv Yair Lapid, che ora si candida ad essere ago della bilancia per la formazione del nuovo esecutivo.

Fonte: Haaretz