tizianocavigliablog
Europeista d'antan.

Se McDonald's fosse un'anime 18.03.16

La campagna di assunzioni Join the crew di McDonald's in Giappone.

Now I really want a McDonald's anime with some of the art form's more traditional elements. Picture it: Sumire, burger flipper by day, supernatural demon fighter by night.

L'ultimo hamburger di McDonald's in Islanda 07.02.15

Una webcam riprende l'ultimo hamburger di McDonald's ancora esistente in Islanda, dopo la chiusura del fast food a Reykjavik nel 2009.

The day before it closed down, October 30th 2009, Hjörtur Smárason went to McDonalds and bought a burger. Not to eat, but to keep and it was put in the original emballage on a garage shelf. Three years later he opened it again to find it looking exactly like it was when he left it. So he donated it to the national museum in Iceland where it was in storage for a year.

Now it is on display at Bus Hostel Reykjavik in Iceland, not only for those who drop in, but also with a live video stream where you watch the hamburger rot - or not - on live camera. You might have to be patient though to see any changes. Chances are that this is the most boring, uneventful web cam on the planet.

Come si preparano le patatine fritte di McDonald's 22.01.15

Le patatine fritte sono l'ingrediente irrinunciabile di ogni fast food. McDonald's ci guida durante la preparazione del suo contorno più stuzzicante.

La tavola periodica di McDonald's 04.07.13

La tavola periodica di McDonald's

BloombergBusinessweek ha realizzato questa tavola periodica di tutti i panini di McDonald's suddivisi per le loro componenti nutrizionali.

Il primo menu di McDonald's 18.03.13

Il primo menu del McDonald's Bar-B-Q a San Bernardino, in Californida, nel 1940.

Le patatine fritte di McDonald's 22.10.12

McDonald's Canada, dopo averci raccontato come si fotografa un panino, ci svela il segreto alla base del successo nella preparazione delle sue patatine fritte.

Come fotografare panini 22.06.12

Il direttore del marketing di McDonald's per il Canada Hope Bagozzi spiega perché gli hamburger nelle pubblicità della catena di fastfood sono alla vista diversi da quelli acquistati. I primi sono ottimizzati per mostrare al meglio tutti gli ingredienti, i secondi per essere mangiati.

Il Big Mac nel 1969 10.03.12

La pubblicità del Big Mac nel 1968

La splendida pubblicità minimal per il lancio del panino più apprezzato di McDonald's.

Fast food design 21.11.11

Bicchieri Coca-Cola trasparenti

Cartellone pubblicitario McDonald's

Dai bicchieri Coca-Cola che giocano sulle trasparenze ai cartelloni pubblicitari di McDonald's che simulano confezioni di patatine con giochi di luce.

La meridiana di McDonald's 07.11.11

La meridiana di McDonald's

Via Jay Mug.

Un Big Mac di alta cucina 23.05.11

Il Big Mac rivisto come piatto di alta cucina

Quattro ricette per trasformare il menu più iconico di McDonald's in un piatto di alta cucina.

Da McDonald's si pagherà sul touch screen 17.05.11

McDonald's sarebbe pronto a sostituire gradualmente i commessi dei suoi fast food in Europa con casse automatiche.

Sto con McDonald's, ma anche con la panissa 28.04.10

Si sa il rapporto tra junk food e slow food è da sempre complicato dalle peggiori chiusure ideologiche al limite della guerra di religione. Negli ultimi decenni la battaglia si è spostata anche nel campo della politica.
Chiarirsi sul concetto di "sostenibilità", "territorio", "tradizioni culinarie", "biodiversità" ed "ecosistemi agricoli" diventa fondamentale se vogliamo coniugare salute e piaceri della tavola.
Abbandonare le ristrette visioni ideologiche forse aiuterà ad impugnare meno torce e forconi contro i fast food e a difendere la proverbiale qualità alimentare del made in Italy con meno paraocchi.
La qualità non stà da una parte sola. Metanolo, formaggi avariati riciclati e mozzarelle di bufala contaminate doc vi fanno suonare dei campanelli?
Sul tema si interroga Antonio Pascale, commentando il saggio di Luca Simonetti "L'ideologia di Slow Food".

Aggiungerei solo una chiosa: il mondo muta, per fortuna. E non esistono prodotti e tradizioni immutabili. A noi piace credere nei prodotti tipici, come risultati di antichissime tradizioni. Ma sono mitologie. Di stampo creazioniste. E fatte proprie dalla Lega. Che ha inventato, lo sappiamo, un territorio che mai è esistito solo per ragioni di marketing politico. La tristezza è che su molti aspetti la sinistra ha preparato questa tendenza, inventando una tradizione alimentare – e i mores conseguenti – che non esisteva. Andando sul pratico, il pomodoro Pachino è un prodotto tipico, da tempo immemorabile coltivato sulla costa siciliana da bravi contadini arcaici e incorrotti, oppure è un'ottima cultivar ottenuta da un incrocio ottenuto in Israele e arrivato in Sicilia negli anni '80?
La seconda che ho detto. E il pomodoro Pachino ha sconvolto le tradizioni locali, i mores, ecc, o ha creato nuove opportunità e dunque dobbiamo ringraziare anche i genetisti che in laboratorio hanno realizzato quella cultivar? Non è che questo discorso sulle tradizioni alle fine riguarda pure i nostri migranti? Loro, arrivando in Italia, sconvolgono o non sconvolgono i mores? Tra l'altro sono i principali consumatori di fast food o di kebab. E ci credo, costano poco. Che si fa in questi casi? Si mettono barriere? Si grida al barbaro consumista e omologato? Insomma, l'ideologia di Slow Food non sembra diversa dalle tante che ci circondano, e che si basano tutte su un trucco: contestare la modernità e i prodotti da questa ottenuti e nello stesso tempo sfruttarne i vantaggi.

Scrive Luca Simonetti:

Nel "sistema" di Slow Food hanno grande importanza la critica dell'agricoltura industriale e l'elogio di quella "tradizionale". Innanzitutto, la storia dell'agricoltura occidentale viene vista dal movimento come un graduale ma continuo, e da ultimo rapidissimo e inarrestabile, passaggio dalla "naturalità" all'"innaturalità". Purtroppo però il concetto di "naturalità", applicato all’agricoltura, risulta quanto mai problematico. Se, infatti, la "storia dell’agricoltura è stata la storia dell’umanità fino al diciannovesimo secolo", è inevitabile concluderne che l'agricoltura è – come molte altre attività umane – un intervento artificiale sulla natura, una modifica di questa, magari anche una violenza. Qualcosa di profondamente innaturale, dunque; e la consapevolezza dell’intrinseca artificialità dell’agricoltura è costante nella cultura occidentale. [...]
Questo non vuol dire, naturalmente, che siccome ogni attività agricola è "innaturale" ognuna è lecita: significa però che la "naturalità" non può rappresentare il discrimine tra ciò che in agricoltura si può e non si può fare, proprio perché la naturalità, in agricoltura, non esiste. Viceversa, per Slow Food l'agricoltura sarebbe divenuta "innaturale" sono in tempi assai recenti: precisamente con la green revolution, cioè col trionfo della chimica (fertilizzanti, pesticidi) e degli "input estranei agli ecosistemi millenari", e con la rinuncia a coltivare e allevare solo le "varietà e le razze autoctone", che, in quanto "inserite nell'ecosistema che le ha viste nascere ed evolvere, sono la garanzia di mantenimento di quell’ecosistema". La verità è che non esistono prodotti agricoli "ben inseriti negli ecosistemi originali", per la semplice ragione che non esistono "ecosistemi agricoli originali".

Entrando a gamba tesa annuncio che questo blog appoggia la petizione per l'apertura di un McDonald's nella Vecchia Darsena a Savona.
Appoggia altresì la diffusione dei panini con le fette (di panissa, n.d.r.).

McDonald's: Happy Meal 18.09.09

La nuova campagna pubblicitaria di McDonald's firmata da TBWA\Paris.

Il McDonald's olimpico 26.06.12

Il McDonald's olimpico a Londra

Sarà il più grande e il più trafficato McDonald's del mondo. La catena di fast food ha presentato il suo ristorante eco-sostenibile realizzato all'Olympic Park di Londra 2012.

Fonte: Guardian