tizianocavigliablog
Nerdvana.

La riforma sanitaria di Obama è costituzionale 28.06.12

Il fotomontaggio alla Truman di Obama e la riforma sanitaria

Con cinque voti a favore contro quattro contrari la Corte Suprema americana ha deciso a favore della riforma sanitaria voluta dal presidente Obama.
Una vittoria netta nella corsa per la rielezione a novembre.

La riforma sanitaria gode di ottima salute 25.03.10

Oggi Repubblica scriveva:

Usa, la riforma sanitaria tornerà alla Camera
Rinviata per "irregolarità procedurale"

Ovviamente non è così. Bastava il buon senso per capirlo o, sapendo un minimo d'inglese, bastava leggere la stampa statunitense per verificare la notizia.
Francesco Costa spiega in dettaglio cos'è accaduto e perché la riforma sanitaria non è in pericolo.

No, la riforma della sanità non "va rivotata", non è stata "rinviata", tantomeno è stata affondata. Non è stata "bloccata" da nessun "colpo di scena", non ha subito alcuno stop. La riforma della sanità è legge. Legge. E' stata approvata dal senato, è stata approvata dalla camera, è stata firmata dal presidente. Fine. L'unica ragione per cui la riforma può essere "affondata" è che venga abrogata, e per far questo serve un altro voto del senato, un altro voto della camera, la firma di un presidente. Servono, insomma, un altro congresso e soprattutto un altro presidente. Non se ne parla.

Quello di cui si parla oggi, invece, è l'emendamento migliorativo, il cosiddetto reconciliation bill approvato dalla camera durante la stessa seduta che ha portato all'approvazione finale della riforma. E' di fatto un'altra legge che contiene alcune misure migliorative della riforma, frutto di un accordo tra camera e senato, e che dopo l'approvazione alla camera sarebbe dovuta passare al senato con una pratica – chiamata appunto reconciliation – che può essere adottata solo per le misure relative al bilancio e che al senato permette di aggirare l'ostruzionismo attraverso un semplice voto di maggioranza (altrimenti, serve la famosa supermaggioranza di 60 senatori).

[19:07] Non è da meno il Corriere: "Due 'cavilli' fermano Obama. 'Va rivotata la riforma sulla sanità'".
Ogni discorso sulla crisi della carta stampata e il futuro del giornalismo è superfluo.

Calligrafia riformista 24.03.10

La firma di Barack Obama sulla legge di riforma sanitaria

Barack Obama ha usato ventidue penne per firmare la legge sulla riforma sanitaria, distribuite poi a chi maggiormente ha contribuito a questo successo.

Big F 23.03.10

"Mr. President, this is a big ... deal," he said, adding an adjective between big and deal, that begins with "f."

Così Joe Biden all'orecchio di Barack Obama, durante la firma della riforma sanitaria.
E no, non è una gaffe.

Obamacare 22.03.10

Erano necessari 216 voti, i democratici ne hanno raccolto 219 e hanno fatto la storia.
Dopo decenni di battaglie, Obama è riuscito nel compito di far approvare il più significativo e ambizioso progetto di miglioramento dello stato americano. La riforma sanitaria è legge.

32 milioni di persone possono oggi guardare al futuro con rinnovata speranza.

Conto alla rovescia per la riforma sanitaria 21.03.10

Il giorno della riforma sanitaria americana è giunto.
Aggiornamenti in diretta su TPM, Huffington Post e Politico.

E in live dalla House qui sul TLUC BLog.

La riforma sanitaria in diretta 21.03.10

Accordo 21.03.10

L'accordo con Stupak e il suo gruppo antiabortista dovrebbe consentire ai democratici i voti necessari per far passare la riforma sanitaria alla Camera.
L'intesa si fonda su un executive order che restringe le possibilità di finanziamento pubblico alle pratiche abortive, ma che non tocca la legge in discussione. Niente più di una copertura politica per i pro-life.

La riforma sanitaria in vista del traguardo 20.03.10

Nancy Pelosi avrebbe trovato i 216 voti necessari per far passare la riforma sanitaria alla Camera.

After voting for the House bill in November, the feeling of betrayal will be that much deeper. Our members support elected leaders who understand what it means to work hard to support a family in these tough times. Our members look for elected officials who have the courage to stand up to lies, distortions and political scare tactics. Your vote this Sunday will tell them what kind of elected official you are. Please do not disappoint them or us.

La riforma sanitaria per finanziamenti 19.03.10

Il Washington Post ha lanciato un efficace sezione per seguire la battaglia all'ultimo voto sulla riforma sanitaria alla Camera e capire in che modo le lobby influenzino il voto, finanziando le campagne elettorali dei parlamentari.

Riformometri 15.03.10

TPM segue da vicino il conto alla rovescia per il voto alla Camera dei Rappresentanti sulla riforma sanitaria, tra venerdì e sabato.

Slate attiva Whipometer, termometro sull'orientamento al voto dei membri della Camera.

La riforma sanitaria sul filo del bisturi 12.03.10

Entro 10 giorni ci sarà il voto della Camera dei Rappresenanti sulla riforma sanitaria, una scadenza confermata anche dal ritardo del viaggio asiatico di Obama. La House dovrà approvare il testo licenziato a Natale dal Senato, e i voti al momento non ci sono, anche se Pelosi sostiene il contrario. I Rappresentanti hanno grande diffidenza del Senato, dove però ci sarebbero già i 50 voti necessari per approvare il testo migliorativo della riforma sanitaria, condizione indispensabile perchè la House approvi un testo senza maggioranza. Alla Camera Pelosi, Hoyer e Clyburn devono trovare circa 30 sì, da scovare sia tra chi si era opposto che tra chi aveva votato a favore del testo approvato a novembre, un progetto di legge più progressista rispetto alla riforma sanitaria del Senato. Tutto il capitale politico della Casa Bianca è stato speso, e ora è aperta l'ora delle trattative coi singoli Rappresentanti. E' arrivato il passaggio decisivo della presidenza Obama.

Via Andrea Mollica.

La stretta di Obama sulla riforma sanitaria 22.02.10

Il presidente Obama ha presentato il suo piano per far uscire la riforma sanitaria dallo stallo delle ultime settimane.

Il compromesso prevede di far approvare dalla Camera il testo uscito dal Senato, smussando i punti più controversi.
Strada spalancata per la reconciliation, così da evitare l'ostruzionismo repubblicano al Senato e approvare la riforma con una maggioranza di soli 50 voti.

Gradita novità, rispunta l'assicurazione pubblica.

Il punto sull'Unione 27.01.10

Riforme, economia, global warming, guerra al terrorismo e spazio all'autocritica, è ciò di cui parlerà Obama nel suo discorso sullo stato dell'Unione di questa notte.
Sulla riforma sanitaria si tenterà l'approccio morbido dell'approvazione da parte della Camera del testo già uscito dal Senato, stringendo sulle future modifiche da apportare in sede di reconciliation.

This is for my friend Ted Kennedy 24.12.09

Il Senato vota la sua riforma sanitaria.
Il testo dovrà ora essere armonizzato con quello uscito dalla Camera.

Siamo a metà dell'opera, ma è già un successo.

The Senate voted Thursday to reinvent the nation’s health care system, passing a bill to guarantee access to health insurance for tens of millions of Americans and to rein in health costs as proposed by President Obama.

The 60-to-39 party-line vote, on the 25th straight day of debate on the legislation, brings Democrats a step closer to a goal they have pursued for decades. It clears the way for negotiations with the House, which passed a broadly similar bill last month by a vote of 220 to 215.

Un diritto, non un privilegio 21.12.09

60 a 40 per la mozione procedurale. Ultimo voto nella serata della vigilia di Natale.

After a long day of acid, partisan debate, Senate Democrats held ranks early Monday in a dead-of-night procedural vote that proved they had locked in the decisive margin needed to pass a far-reaching overhaul of the nation's health care system.

Sessanta volte più vicini all'obiettivo 20.12.09

I Democratici hanno trovati i 60 voti necessari al Senato per procedere con l'iter della riforma sanitaria.

Thirty million people without health insurance stand to gain coverage under a deal announced on Saturday by Senate Democrats.

To get the 60 votes needed to pass their bill, Democrats scrapped the idea of a government-run public insurance plan, cherished by liberals, and replaced it with a proposal for nationwide health plans, which would be offered by private insurers under contract with the government.

Più Medicare per l'America 09.12.09

La riforma sanitaria americana va avanti.
Ieri notte è stato raggiunto un compromesso tra i senatori democratici, scompare la public option, ma viene estesa la Medicare. Inoltre viene proposta un'offerta di piani assicurativi non profit forniti dalla compagnie private sul modello delle assicurazioni dei dipendenti federali.
Tutto questo considerato che ora il testo andrà integrato con quello della Camera e poi votato.

Si segnala che sempre il Senato ha bocciato la proposta che puntava a vietare il rimborso delle spese di aborto nelle nuove regole assicurative previste dalla riforma. Una cavallo di Troia che tentava di usare la riforma sanitaria per impedire l'interruzione di gravidanza alle donne più povere. Due senatrici repubblicane del Maine, la Snowe e la Collins hanno votato con i democratici.

La storia bussa alla porta 22.11.09

Il Senato ha dato il via libera per iniziare il dibattito sulla riforma sanitaria voluta da Obama, anche grazie al sofferto sì delle senatrici Marie Landrieu della Lousiana e Blanche Lincoln dell'Arkansas e del senatore Joe Lieberman. Senatori che tuttavia si sono affrettati a precisare che non voteranno una riforma che preveda l'istituzione di un'assicurazione pubblica.
Ora il testo approvato andrà integrato con quello uscito dalla Camera all'inizio del mese.

La palla infuocata passa alla commissione bicamerale.

Parola di lobbista 15.11.09

Robert Pear, sul New York Times, ha scoperto che le similitudini tra i discorsi repubblicani e democratici sulla riforma sanitaria, erano dovute al fatto che i testi si basavano tutti sui suggerimenti dello stesso lobbista.

Respirare aria di cambiamento 08.11.09

La Camera dei Rappresentanti ha approvato la riforma sanitaria.
220 voti contro 215. Con 219 democratici e un repubblicano a favore di quella che potrebbe diventare una delle più importanti rivoluzioni degli ultimi decenni per i cittadini americani, su uno dei temi più scottanti della presidenza Obama.

Ora toccherà al Senato, dove la situazione è ancora più incerta. Terminato questo passaggio, con i democratici impegnati a raggiungere la soglia dei sessanta voti, si passerà in commissione bicamerale dove si procederà all'unione dei due testi approvati. Il testo finale dovrà ripassare al vaglio di Camera e Senato prima di approdare alla firma decisiva di Obama.

Sembra lunga, eh?

L'altra messa cantata 10.09.09

Two out of three Americans who watched President Barack Obama's health care reform speech Wednesday night favor his health care plans - a 14-point gain among speech-watchers, according to a CNN/Opinion Research Corporation national poll of people who tuned into Obama's address Wednesday night to a joint session of Congress.