tizianocavigliablog
One nerd to rule them all.

Fassina Who 04.07.15

Fassina, Civati, Cofferati, SEL, Rifondazione Comunista. Non riesco a immaginare un'offerta politica con meno appeal.

La sinistra radicale a un passo dal bosone 13.05.15

Barbara Spinelli, la sua decisione di lasciare la lista in cui era stata eletta all'europarlamento, "L'Altra Europa con Tsipras", ha scatenato le polemiche. Il coordinatore di Sel, Fratoianni, la accusa di essere incoerente, rimproverandole di aver voluto tenere il seggio proprio per garantire la tenuta di quel progetto di cui oggi dichiara il fallimento. E sui social network c'è addirittura chi la accusa di tradimento. Come risponde?
"Io non trovo che ci siano né incoerenza né tradimento. Il motivo per cui, da tempo ormai, ho preso le distanze da "L'Altra Europa" è che secondo me è stata la lista ad abbandonare il progetto originario, che era quello di creare un insieme di forze della sinistra molto costruito dal basso, basato sull'associazionismo, sulla società civile. E soprattutto non dominato dai vecchi partiti della sinistra radicale. In questo anno e mezzo, piano piano ho avuto invece l'impressione di un predominio dei piccoli partiti che avevano promesso di sciogliersi ma non si sciolgono mai".

Cosa è successo? Siete in tre, a Strasburgo: non andavate più d'accordo?
"Gli altri deputati de "L'Altra Europa" sono al tempo stesso in un partito: Curzio Maltese, sia pure come indipendente, è entrato nel comitato direttivo di Sel, Eleonora Forenza è nella segreteria di Rifondazione. Io ero espressione solo della Lista, ma nel frattempo "L'Altra Europa" è stata monopolizzata da Sel e Rifondazione. Nell'assemblea del 18 aprile è stata resa nota una lettera aperta di buona parte dei militanti, firmata anche da me, che si sono dissociati e sono praticamente usciti da "L'Altra Europa". Tra questi: Luciano Gallino e Guido Viale".

La sinistra radicale ha da tempo superato il masochismo. Si trova a un passo dal bosone. Una perenne scissione dell'atomo che non produce energia.
È l'atomizzazione identitaria come progetto politico.

Irrilevante. Sempre.

La palude delle riforme 13.02.15

Se prima l'imperativo era non votare le riforme volute dal governo Renzi perché impostate con un partito di opposizione, Forza Italia, oggi non si votano le riforme perché si portano avanti senza le opposizioni. Seems legit.

Servilismo trasversale 15.11.13

Quello che colpisce nella telefonata fra Nichi Vendola (indagato dalla procura di Taranto nell'inchiesta Ambiente svenduto) e Girolamo Archinà (responsabile relazioni istituzionali dell'ILVA oggi agli arresti domiciliari) non sono tanto le risate fuori contesto, quanto l'insospettabile sudditanza del governatore pugliese verso la famiglia Riva.
Quella collusione al limite del servilismo tra politica e affarismo spregiudicato che segna la perdita della verginità della sinistra antagonista.

Femminicidio 11.10.13

L'opposizione all'approvazione della legge sul femminicidio è uno di quei perfetti termometri capaci di mostrarci tutta l'arretratezza culturare di quel substrato maschilista che si nasconde dietro la rispettabile facciata della dialettica.
La consapevolezza che sulle battaglie sui diritti civili e la difesa delle donne SEL e Movimento 5 Stelle si schierano dalla stessa parte della Lega Nord. Astenendosi pilatescamente.

Quanti punti fai scrivendo Vendola su Ruzzle? 25.01.13

Sinistra Ecologia Libertà ha usato Ruzzle, il social game del momento, come spot per la campagna elettorale.

Oppure la mission di Vendola 20.11.12

L'esponente di SEL alle primarie del centrosinistra.
La prosa verbosa di Vendola per cambiare l'Italia.

Vogliamo che la mission internazionale del nostro Paese sia fondata sull'opzione nonviolenta e sulla cooperazione. Vogliamo essere protagonisti di nuovi strumenti a servizio della pace tra i popoli: dal sostegno attivo alla prevenzione dei conflitti alle mediazioni politico-diplomatiche, fino all'interposizione nonviolenta dei corpi civili di pace.

I programmi dei candidati alle primarie di centrosinistra: Bruno Tabacci, Laura Puppato, Pier Luigi Bersani, Matteo Renzi.

Oppure Vendola 06.10.12

Manifesto della campagna di Vendola

Lo slogan della campagna di Vendola per le primarie del centro sinistra sarà la cosa più divertente e virale dai manifesti di Berlusconi.

Il centro sinistra (non) ha vinto i ballottaggi 21.05.12

L'Italia si ritrova a undici mesi dalle elezioni politiche nel vuoto pneumatico venutosi a creare a destra dopo la caduta di Berlusconi e con un patrimonio di voti in libertà che nei prossimi mesi andrà ricollocandosi in nuovi soggetti politici.
Nella polverizzazione della Lega in un nord disilluso.
Durante un cambiamento epocale paragonabile solo a quello avvenuto tra il 1992 e il 1993.
Con un decisivo dato di astensione e indignazione diffusa che ha favorito l'emergere del Movimento 5 Stelle.

In questo scenario il centro sinistra italiano - e il Partito Democratico come fulcro di questa alleanza, in particolare - resta incapace di interpretare le istanze del suo bacino elettorale. Naviga a vista, diviso e impreparato nell'esprimere un rinnovamento di sostanza che sappia legarsi a una tradizione di competenze, esperienze e valori.
Non stupisce quindi che a molti l'esultanza nervosa che oggi ha fatto gridare alla vittoria sul dato numerico emerso dai ballottaggi, appaia come una scadente pantomima della gioiosa macchina da guerra di occhettiana memoria.

La fine del PdL per come lo conosciamo 08.05.12

La sinistra attende la caduta del berlusconismo dal '94 e dopo 17 anni è ancora totalmente impreparata ad affrontare i frantumi che ne seguiranno.

Beppe Grillo riletto da Vendola 15.04.12

Beppe Grillo è un fenomeno di populismo che non ha le caratteristiche per offrire una prospettiva al nostro paese. Considero il populismo un nemico. Quando sono crollati la democrazia e i partiti negli anni '30, il populismo ha fatto nascere un'avventura drammatica. I regimi reazionari sono stati alimentati dalle culture populistiche. Il nostro problema è ricostruire la democrazia, la credibilità delle forme organizzate per fare politica.

Ci sono delle involuzioni nel discorso pubblico di Grillo che colgo con preoccupazione, alcune battute che sembrano in stile leghista, una mescolanza di argomenti di estrema sinistra ed estrema destra e questo me lo rende un fenomeno tutt'ora da decifrare e guardare con attenzione ma è un fenomeno inquietante. Oggi la malattia della cattiva politica si cura con la partecipazione, con la cultura e con la democrazia.

Il Vendola pensiero sul Movimento 5 Stelle alla luce dei recenti sondaggi di SWG che giocano sui fantomatici risultati stratosferici della creatura grillina.

La sinistra col loden 28.02.12

C'è anche un'altra idea nel Pd, quella di Walter Veltroni, secondo cui la contesa politica deve essere sostanzialmente tra due destre: una cialtrona, sguaiata, plebiscitaria e razzista, di Bossi e Berlusconi; una (la sua), colta, col loden, non insensibile sul tema dei diritti civili, più europea, costituzionale.

Vendola, in perenne campagna elettorale, critica a tutto campo la dialettica interna al PD attaccando demagogicamente Veltroni, tacendo però sugli sprechi e sulle contraddizioni di una sinistra conservatrice, di cui è leader indiscusso, che regala iPad, notebook e pedaggi autostradali gratuiti ai propri consiglieri regionali in Puglia.

Marco Doria vince le primarie a Genova 12.02.12

Marco Doria, indipendente con posizioni vicine a SEL, vince le primarie a Genova staccando nettamente le due candidate del PD, l'attuale sindaco Vincenzi e la parlamentare Roberta Pinotti.

Possiamo usare esercizi retorici e raccontarci che le primarie non le perde nessuno, ma le vince la democrazia e la partecipazione.
La verità è che il Partito Democratico è geneticamente incapace di attrarre consensi tra la sua base quando si presenta con candidati appoggiati dalla dirigenza. E questo è abbastanza surreale per un partito che è la prima forza politica non solo all'interno dello schieramento di centro sinistra, ma nell'intero paese.

Serve un cambio di passo.
Il PD non può relegarsi al ruolo di portatore d'acqua.

Siate tecnici 26.10.11

Parlare del dopo Berlusconi è ormai diventato un esercizio di retorica e tuttavia presto o tardi il problema (l'occasione?) andrà affrontato.

Ve la metto giù brutale.
Un governo composto da tecnici senza vincoli di rielezione sarebbe capace di portare avanti quelle riforme impopolari necessarie all'Italia argomentate nella lettera di commisariamento che la BCE ha inviato all'esecutivo - che nessun governo politico di qualunque schieramento - e no, neanche uno guidato da Renzi - in questa fase sarebbe capace di imporre al proprio elettorato e attuare.
Per questo motivo non ne vedremo traccia.

Nani, ballerine e ulivi ripiantumati 16.09.11

A tempo perso faccio il premier e me ne succedono di tutti i colori.

Silvio Berlusconi in visita di stato.

Un bel passo avanti verso il nuovo Ulivo.

Pier Luigi Bersani alla festa nazionale dell'IdV di Vasto.

E' come un brutto sogno lungo diciotto anni dal quale non riesci a svegliarti.

Compagni anzi no amici 14.07.11

La svolta dialettica di Vendola irrita la base di SEL.

Nel Pci mi dicevano che non si doveva dire 'amico', che bisognava dire 'compagno'. Ho passato tutta la vita a ripetermi questa frase. Ma ora ho capito che era una stronzata, perché è stato un alibi per molti crimini.

La giunta Pisapia 10.06.11

La nuova giunta di Milano

Sei donne, sei uomini e tanta voglia di rinnovamento.
Si respira un'altra aria a Milano.

Mi candido alle primarie del centro sinistra 10.06.11

Dite a Vendola che abbiamo capito.
Davvero non è necessario che lo ripeta ogni settimana da mesi.

Ritiratelo fuori quando avrà trovato la formula magica per convincere una buona maggioranza di italiani che il centro sinistra è capace di creare un'alternativa credibile a questa destra.
I mantra sulle candidature alle primarie e il suo bel faccino temo non bastino.

Il gregge referendario 07.06.11

Luca Ricolfi sulla Stampa descrive in maniera eccellente il mio sentimento sui referendum di domenica e lunedì; per i quali andrò a votare tre no e un solo sì, quello per il sondaggio di opinione sul premier Berlusconi e il legittimo impedimento.

Dato per scontato l'esito ampiamente plebiscitario per il fronte dei sì, se verrà raggiunto il quorum, non posso in tutta onestà piegarmi alle indicazioni del mio partito di riferimento.
Non ho paura dell'energia nucleare. La preferisco a sistemi che diano fuoco a carbone, petrolio e gas. Non vedo piani energici alternativi e fondati che, in assenza dell'ipotesi nucleare, rispondano ai criteri di abbattimento delle emissioni di gas serra né da sinistra e dai promotori del referendum né da questo governo, incapace di agire se non seguendo i sommovimenti della pancia del Paese.
Non ho paura dell'iniziativa privata e non riesco a provare tutto questo entusiasmo nei confronti dei servizi idrici pubblici, da sempre una croce politico-gestionale-burocratica del paese.
Sono rattristato da una sinistra che a più riprese ha cambiato idea sui problemi posti dai referendum. Recentemente tornata paladina del pubblico - dopo aver cercato di rinnovare l'Italia attraverso le privatizzazioni - e a marciare sulle legittime preoccupazioni dei cittadini come la peggiore destra, nel pio tentativo di una spallata a Berlusconi. In fondo, avranno pensato, una croce risulta un esercizio più facile che non costruire un'alternativa credibile.
Infine sono fermamente contrario a chiunque tenti di calpestare impunemente la Costituzione e le leggi piegandole al proprio tornaconto. E seppur svuotato di ogni significato, in seguito al pronunciamento della Corte Costituzionale, quello sul legittimo impedimento è l'unico dei quattro referendum che realmente potrà infastidire il premier. Il Governo non cadrà martedì, ma almeno spero gli vada di traverso il bunga bunga.

Perché dei quattro referendum solo uno è puramente politico, quello sul legittimo impedimento. Qui l'effetto giuridico del voto è nullo (la Corte Costituzionale ha già di fatto bocciato la norma che si vuole abrogare) e la scelta è quindi solo simbolica, un sì o un no a Berlusconi. Ma gli altri tre referendum no, il loro esito ha anche effetti importanti sulla vita di tutti noi. E non è affatto evidente come dovrebbe votare un cittadino che avesse a cuore solo il bene comune.

Sul nucleare è relativamente chiaro quali siano i rischi di una scelta a favore delle centrali, ma è assai meno evidente quali siano i costi di un voto che bloccasse qualsiasi programma nucleare futuro. Quale ulteriore rallentamento della crescita economica dell'Italia? Quali difficoltà per la nostra bilancia commerciale? Quali sovraccosti dell'energia? Quanti posti di lavoro in meno nei prossimi anni?

Sono interrogativi su cui poco si ragiona, non solo perché andrebbero contro il sentimento romantico e anti-industriale prevalente al momento, ma perché risposte precise nessuno ne ha. E non mi riferisco solo ai referendari, ma anche ai difensori del nucleare, i quali - ad esempio - usano spesso l'argomento dell’attuale sovrapprezzo dell'energia, ma quasi sempre dimenticano che una parte di quel sovrapprezzo non dipende dalla rinuncia al nucleare ma dal livello delle tasse sull'energia.

Quanto all’acqua le cose sono ancora più intricate. Si può benissimo essere per il sì ai due quesiti sull'acqua (ad esempio perché molte liberalizzazioni e privatizzazioni del passato ci hanno resi diffidenti), ma l'argomento della «privatizzazione dell'acqua» è basato su una forzatura del significato delle parole, visto che quel che sì renderebbe (parzialmente) privato non è il bene acqua bensì il servizio di distribuzione dell'acqua stessa. Un servizio che ora costa molto, disperde una quantità inaccettabile delle nostre risorse idriche, e in molti contesti - proprio grazie alla sua gestione pubblica - fornisce ai politici una preziosa (per loro) riserva di poltrone, posti di lavoro, incarichi e commesse.

Ma in fondo non dobbiamo lamentarci troppo. Se i politici seguono il gregge, è perché il gregge è gregge. Finché ci lasceremo suggestionare dagli slogan, finché saremo accecati dalle nostre simpatie e antipatie, la politica non smetterà di usarci. I politici di destra, che ora cavalcano le paure di Fukushima, domani torneranno a spiegarci che la scelta nucleare è inevitabile, se l'Italia vuole tornare a crescere e creare occupazione per i giovani. E i politici di sinistra, gli stessi che ora ci chiedono di votare contro la «privatizzazione dell'acqua», appena avranno cacciato Berlusconi e riconquistato il governo del Paese torneranno a intonare l’inno delle liberalizzazioni, delle «lenzuolate» che dovrebbero far ripartire l’Italia.

Oggi c'è più gusto a essere italiani 02.06.11

Pisapia sindaco il 2 giugno a Milano

Bagno folla per la prima uscita del neo eletto sindaco di Milano Giuliano Pisapia, in occasione della Festa della Repubblica.

Tutti i numeri di una vittoria annunciata 31.05.11

Piazza Duomo in festa per Pisapia

Il test delle amministrative è stato una passeggiata rispetto a quello che da oggi ci aspetta per tornare alla guida del paese.
Lo scoramento tra le file del PdL, la disaffezione verso la Lega, il nord riconquistato non devono illuderci. Abbiamo molta strada ancora da fare prima di sentirci una vera forza alternativa. Bene abbiamo fatto a raccogliere e guidare l'indignazione verso un governo fallimentare, una classe dirigente incapace, un premier attratto da pericolose perversioni, ma ora serve un cambio di passo.

Se è innegabile che i candidati abbiano assunto un ruolo centrale e decisivo e che un leader forte e credibile si imponga ora per dare la spallata definitiva - e non c'è via migliore delle primarie per sceglierlo - sbaglia Renzi a pensare che basti un nome per governare bene.
Senza un'alleanza sui contenuti il castello dei candidati cadrà tra personalismi, gelosie e spinte centrifughe.

Oggi come non mai è necessaria una coalizione coesa e centrale per sconfiggere le destre. E' necessario lo spirito che il PD ha messo in campo in queste elezioni. Candidati e partiti si devono mettere a disposizione del progetto. Perché il rischio è quello di vincere, ma poi di fallire un minuto dopo come la nostra storia ci ha già insegnato.
Lasciamo il populismo ai maestri del genere e concentriamoci sul piano di un futuro diverso per la nostra grande - non va mai dimenticato - Italia.

Serve un'idea di paese che da subito vada oltre all'antiberlusconismo. Ideologia che sopravviverà a Berlusconi, mettetevelo in testa.
Un'idea che innanzitutto riporti le parole fiducia e felicità al centro del dibattito.
Perché saranno proprio la fiducia e la felicità a decretare il risultato della prossima legislatura.

Sorridiamo 30.05.11

Giuliano Pisapia a Milano

Oggi i distacchi tra centro sinistra e centro destra si contano a due cifre. A Milano con Pisapia, a Napoli con De Magistris e nel resto d'Italia.

Sucate.

Cinque buone notizie del dopo elezioni 17.05.11

Il Partito Democratico è vivo, respira ed è più vigile delle attese.
La Lega oggi fa molta meno paura.
Il Terzo Polo è un'invenzione semantica.
Il bacino elettorale del Movimento 5 Stelle è quello dell'IdV, che è quello di SeL, che è lo stesso dei rifondaroli e alternativi vari.
La forza dirompente del marchio Berlusconi si infrange contro il suo stesso marketing.

Poi ve la meritate la Lega 09.05.11

I musulmani di Milano non devono votare i candidati della lista di Sinistra ecologia e libertà perché il suo leader Nichi Vendola, in quanto omosessuale, ha una condotta che non va d'accordo con l'etica islamica.

E' la posizione dell'imam di Segrate Ali Abu Shwaima sulle prossime elezioni comunali a Milano.

Mandarla in vacca versione Romani 30.04.11

Il ministro dello Sviluppo economico Romani (PdL) da del buffone e del bugiardo a Vendola durante la puntata di Linea Notte su RAI 3.

Solide opposizioni 04.03.11

Ora che la campagna acquisti si avvia alla conclusione e la maggioranza è tornata più solida che mai, messe da parte velleità di leader in erba e elezioni anticipate, compito della sinistra sarebbe quello di ricostruire un progetto forte attorno al quale trovare un leader credibile, capace di porre le basi per un successo elettorale contro una destra stanca e senza idee.

La sinistra ha a disposizione uno massimo due anni per uscire dalla crisalide. Meglio non perdere ulteriore tempo.

Candidiamo Rosy Bindi 16.02.11

Rosy Bindi. Una donna che rappresenta la reazione a uno dei punti più dolenti del regresso culturale, ricopre un ruolo istituzionale-chiave come quello di vicepresidente della Camera, ha il profilo giusto per guidare una rapida transizione verso la normalità.

La proposta di Vendola non può che trovarmi d'accordo. D'altra parte da tempo in questi lidi si sostiene l'ipotesi Bindi.

Guarda che è una bella sconfitta 17.12.10

Noi se ne intendemo.

Un giorno di respiro per un Berlusconi impiccato 14.12.10

Silvio Berlusconi si salva per una manciata di voti. Si salva per ventiquattro ore, da domani ricomincerà la giostra della crisi politica di un Governo in crisi d'ossigeno.
I problemi sono ancora tutti sul tavolo.
Abbiamo solo perso altro tempo. Tempo che non avevamo e non abbiamo.

Moralmente è una sconfitta disastrosa per le opposizioni che da sei mesi si erano incatenate mani e piedi al suicidio politico di Fini, senza ragionare su alternative autonome e programmatiche. Ora è tutto un po' più difficile; anche in vista di possibili elezioni anticipate.
Un sonoro e paterno calcione del Cavaliere, l'ennesimo, a chi nella sinistra ha pensato che fosse più facile far fare ad altri il lavoro sporco, mentre al contempo andava in scena l'irresponsabile sport del farsi le scarpe a vicenda. Dalle primarie alla leadership.

Per chi era certo che il voto di oggi sarebbe bastato non solo a fare cadere Berlusconi, ma a spazzare via il berlusconismo. Beh. Non avete capito un cazzo.
Ed è un leitmotiv che va avanti da 16 anni.

Auguri. All'Italia.

P.S.: e per la cronaca i radicali hanno votato la sfiducia. Compatti. Al contrario dell'IdV di Di Pietro, i cui due transfughi hanno fornito i voti necessari alla tenuta dell'esecutivo.

Tenendo uno spillone e una bambolina di Bersani in mano 10.12.10

Il bacio della morte di Nichi Vendola sulla manifestazione del Partito Democratico, domani a Roma.

Spera che la manifestazione del PD di domani, 11 dicembre, abbia un grande effetto. La mobilitazione del popolo democratico è fondamentale per la costruzione del cantiere dell'alternativa e che segni l'inizio di un processo democratico che abbia come orizzonte il seppellimento del berlusconismo, la contesa limpida con il centro-destra e un percorso vittorioso per guadagnare la guida del Paese.

Sicuro che Bari sia lì? 21.11.10

Vendola segna una una cartina dell'Italia Bari in una posizione sbagliata

Nichi Vendola al corso di Contemporary Italy, della Georgetown University di Washington, alle prese con una cartina dell'Italia.

Showdown 16.11.10

Entro il 10 dicembre approvazione della finanziaria.
Il 13 ci sarà il dibattito sulla mozione di sfiducia presentata da Partito Democratico e IdV.
Il 14 si andrà al voto prima a Senato e poi alla Camera.

Sempre il 14 dicembre è fissata l'udienza della Consulta sulla questione di legittimità costituzionale della legge sul legittimo impedimento.

Se tutto va come deve andare i posteri parleranno del 14 come il Giorno della Caduta.

Avere il polso della situazione [primarie a Milano] 14.11.10

Vince Pisapia, ex parlamentare di Rifondazione ora in quota Vendola, nelle primarie del centro sinistra a Milano.

Tre dati su cui riflettere.

Il calo netto e senza attenuanti degli elettori. Erano 82.000 circa nel 2006, oggi se ne sono persi per strada quasi 15.000. Eppure gli organizzatori ne attendevano 100.000.
Non è difficile immaginare che molti di loro appartengano all'area PD.

Perde e in malo modo Boeri.
Super candidato di Bersani, con tanto di endorsement di Civati e Costa, ma inviso alla base che se mai non si fosse ancora capito boccia con regolarità le scelte piovute dalla dirigenza.

Vendola si rafforza.
Riempie la voragine piddina e scalza un Di Pietro in carenza di appeal.
Volto nuovo di un elettorato spaesato pronto ad appoggiare chiunque gli faccia dimenticare il desolante presente.

Con questo Partito Democratico buttare giù Berlusconi dalla torre - o provare a vincere all'ombra della Madunina - sarà impresa ardua. Molto ardua.

Cadi? Ma quando cadi? 12.11.10

Stando ai più recenti sondaggi, se si andasse a votare a breve, un PD al 25% potrebbe perdere 80 deputati.
Una prospettiva che mette i brividi alla più grande forza del centro sinistra.
Se a questo si aggiunge un Di Pietro in corsa solitaria, ma che sembra aver perso il suo momentum tra gli elettori di area.
I crescenti dubbi - e preoccupazioni - di Bersani nei riguardi del vendolismo.
La candidatura in cerca di autore dello stesso Vendola.
La Santa Alleanza del Nuovo Ulivo che finisce per schiantarsi sotto il peso della perenne crisi identitaria del Partito Democratico e i movimenti dell'UDC sempre più diretti verso un ipotetico terzo polo da costruire assieme a FLI, capirete perché l'opposizione di sinistra nella peggiore crisi affrontata da Berlusconi non sta toccando palla.

La palla resta tra i piedi di Fini.
Tra una dichiarazione di Bocchino sull'imminente ritiro dei ministri di FLI dal Governo, governi tecnici e ipotesi di rimpasti dopo l'approvazione della legge di stabilità - un tempo nota come finanziaria - la crisi e il dopo si profilano come un gioco tutto interno al centro destra.

Fare i conti senza l'oste 12.11.10

Mentre in parlamento si gioca alla guerra delle mozioni di sfiducia (PD e IdV + FLI, API e UDC) e fiducia (PdL) temo le contromosse del Cavaliere, sempre pronto a esaltarsi e a tirare fuori l'arma finale in tempo di elezioni.

Vendola riletto e tradotto 30.10.10

Questa è la retorica del politico italiota medio, mica per niente prima ho citato Fini. Ma potevo citare politici di qualunque schieramento. Io, come tanti altri, non ho problemi a levar soldi ai contribuenti per darli alle imprese. No aspetta, così è un po' brutale. Allora diciamo che noi non diamo i soldi alle imprese ma diamo "finanziamenti per i distretti industriali di filiera che hanno consentito ai diversi attori di cicli produttivi omogenei di mettersi in rete accompagnando processi di internazionalizzazione". Che è la stessa roba ma suona un saccobbello e di sinistra.

L'intervista, "riletta" da noiseFromAmeriKa, rilasciata da Vendola al Sole 24 Ore.

Come potrebbero finire le prossime elezioni politiche secondo un'accreditata teoria 19.10.10

Il Governo cade sulla giustizia. Qualunque essa sia.
Gli spazi per un nuovo esecutivo tecnico che traghetti la nazione verso una legge elettorale migliore, sono così stretti da costringere il presidente Napolitano a sciogliere le camere.
Le elezioni anticipate vengono fissate per la primavera 2011.

Il centro sinistra, dopo un iniziale scatto d'orgoglio volto a trovare la quadra per formare un cartello elettorale in grado di battere il nemico pubblico, affronta le primarie di coalizione diviso.
Vendola la spunta per un soffio; osteggiato dalla dirigenza PD che sostiene un candidato debole e perdente, vince grazie al sostegno della base dei democratici. IdV e SeL lo votano compatti.
Il terremoto interno allo schierament è notevole, l'UDC sceglie di correre in piena autonomia.
RifCom neanche prova a stabilire contatti, preferendo rifugiarsi in una bolla temporale che ricorda da vicino il 1974.
D'Aleama e Veltroni per la prima volta si trovano in accordo nel criticare la scelta di Vendola come candidato premier.
Fatto positivo. La copertura dei media sull'evento Vendola è straordinaria, aiutando a creare hype attorno al personaggio.
L'omosessualità e l'orecchino diventano presto temi marginali, tanto da svanire dagli editoriali dopo i primi pochi giorni.
La base, dopo anni di sconfitte, annusa l'odore dell'euforia.
Il risultato delle elezioni rispecchia l'esito delle primarie.
SeL raggiunge il 6% trainata dal fascino del leader. Il PD, diviso, fa una campagna a macchia di leopardo. Di Pietro si trova a lottare contro il Movimento a 5 Stelle, suo degno rivale.

Partito Democratico 25%
IdV 7,8%
SeL 6,1%
Altri centro sinistra 2,3%
Coalizione Vendola 41,2%

UDC 6%
Movimento 5 Stelle 4,2%

Il centro destra si riprende in fretta dallo choc provocato dalla caduta.
Abituato a mesi di litigi, l'asse Berlusconi Bossi è pronto a cambiare nuovamente le carte in tavola.
Il timido tentativo di Fini in chiave governo tecnico gli preclude l'ingresso nella coalizione. Il niet di Bossi è irrevocabile. Trovandosi in mezzo al nulla FLI decide comunque di sostenere l'ipotetico futuro Governo Berlusconi dall'esterno, in una riproposizione dello schema Bertinotti.
Si sa "Fini parla così bene", ma l'ipotesi Terzo polo con l'UDC si infrange contro lo scoglio dei suoi elettori.
Il PdL cambia volto. Nuovo nome e nuovo simbolo accompagnano una campagna mediatica senza precedenti.

Popolo dei Liberali 28%
Lega Nord 11,7%
Altri centro destra 4%
Coalizione Berlusconi 43,7%

FLI 5,1%
Altri (non pervenuti)

Berlusconi torna in sella è potrà pensare alla transizione morbida verso il suo delfino.
Al sicuro dalle trappole giudiziarie probabilmente non concluderà il suo mandato. Dopo un paio di anni al timone lascerà (a una donna) il compito di guidare il paese verso l'appuntamento elettorale del 2016.
La mossa bloccherà sul nascere le speranze di Bossi di vedere Tremonti (o peggio, Maroni) a Palazzo Chigi.
Questo permetterà a FLI di rientrare, nel medio periodo, all'ovile.

Il PD non reggerà alla sconfitta frantumandosi in due o tre partiti.
L'anima riformista contenderà all'IdV la leadership nell'opposizione, entrambi stimati intorno al 10%; a un'incollatura i cattolici moderati.
Il progetto di SeL evaporerà al pari del suo leader.
La balcanizzazione del PD, avrà un suo lato positivo. Permetterà la decapitazione di buona parte della sua dirigenza.
Renzi verrà presto eletto a segretario del nuovo partito riformista, mentre Civati ne curerà il blog.

Il movimento di Grillo sarà una meteora. Svanirà dopo il primo caso di concussione. Voti che andranno persi nell'astensionismo di una base tradita.

Mettersi d'accordo su cosa è sinistra 04.10.10

L'articolo di oggi su Repubblica di Ilvo Diamanti, sulla rinascita della sinistra, parte da un errore di fondo. Il Movimento 5 Stelle di Grillo non è sinistra e non lo vuole essere.

L'unico, almeno secondo i sondaggi, a crescere a sinistra è Vendola. Un successo dovuto più al carisma personale rispetto alla sua piattaforma programmatica eche probabilmente va a rosicchiare più consensi a Di Pietro che non al PD.
I restanti cespugli sono un deserto radioattivo.

Il paesaggio a sinistra del Partito Democratico resta desolante.