tizianocavigliablog
Europeista d'antan.

Berlusconiani, non fascisti 04.12.10

Verdini che ne pesta una grossa.

Noi sappiamo che in caso di caduta del governo il capo dello Stato ha le sue prerogative. Lo sappiamo benissimo che funziona così. Ciò che non sappiamo e non vogliamo capire, e che non ci piace per niente, è che il capo dello Stato, nelle sue prerogative, possa pensare che per risolvere i problemi di questo Paese si mandi a casa chi ha vinto le elezioni, Berlusconi e Bossi, e si mandi al governo chi le ha perse, Casini e Bersani. E su questo si innesca una polemica perchè noi andiamo a toccare le prerogative del capo dello Stato. Noi sappiamo che le ha ma ce ne freghiamo, cioè politicamente riteniamo che non possa accadere questo. Anche i partiti hanno le loro prerogative». «Ricordate che dal 1994 da quando c'è questo sistema, nessun capo dello Stato si è mai sognato di affidare il governo a qualcuno diverso da chi aveva vinto le elezioni, fosse questi Prodi o Berlusconi. L'incarico lo ha dato a chi le elezioni le ha vinte. Voglio vedere: come fa se cade il governo a dare l'incarico a chi le elezioni le ha perse?

E Verdini che tenta di ripulirsi. Vestito da uomo ragno.

Non ho mai né pensato, né a maggior ragione detto che noi ce ne freghiamo delle prerogative del capo dello Stato. Poiché assistiamo al solito gioco di strumentalizzare e sintetizzare fino all'estremo parole pronunciate all'interno di un lungo e articolato discorso, estrapolandone solo alcune fino al punto da distorcerne il senso, intendo chiarire quanto segue a beneficio dei giornalisti e di chi, come il solerte onorevole Bocchino, ha già cominciato a stracciarsi le vesti: non ho mai né pensato, né a maggior ragione detto che noi ce ne freghiamo delle prerogative del capo dello Stato. Ho spiegato he ce ne "freghiamo politicamente", nel senso che se la Costituzione riconosce al Presidente della Repubblica il diritto di seguire il percorso che ritiene più giusto, altrettanto la Carta suprema riconosce ai partiti, che nello specifico hanno il diritto di chiedere, anche a gran voce, di non escludere da un eventuale governo chi ha stravinto le elezioni. Ciò ho detto e ribadisco, senza mai aver avuto l'intenzione di mancare di rispetto al capo dello Stato né di disconoscerne le sue prerogative.

Chiedi di Cesare 15.07.10

Se il Governo Berlusconi cadrà non sarà per la spinta innovatrice o la forza delle idee del PD e delle opposizioni, ma soltanto per un'implosione interna fatta di corruzione, interessi particolari, egoismi e Fini.

Mantenendo questa linea comunque andrà a finire il PD avrà perso o, nella migliore delle ipotesi, dovrà sottostare a soluzioni di ripiego dettate dai soliti noti cespugli.

Quattro pensionati sfigati 13.07.10

Stamattina hanno parlato di P3... ma sono quattro sfigati pensionati. Quattro sfigati pensionati che si mettono insieme per cambiare l'Italia. Ma se non ci riesco io...

Così il premier Silvio Berlusconi sull'inchiesta "P3" sull'eolico, appalti truccati, associazione a delinquere e violazione della legge Anselmi sulle società segrete che è già costata il carcere per Flavio Carboni e che chiama direttamente in causa esponenti molto vicini al presidente del Consiglio, come Dell'Utri, Nicola Cosentino e Denis Verdini.

Prepararsi a fuoco e fiamme 16.02.10

Per temere un terremoto politico alle Regionali non è essenziale che scoppi una nuova Tangentopoli, è sufficente che l'idea si insinui nella mente dell'elettore.

Berlusconi lo sa bene e la reazione si preannuncia devastante, come sempre quando il premier si trova in difficoltà.

Il modo in cui il PD saprà reagire al contraccolpo e mantenere la barra a dritta darà una buona indicazione sulle potenzialità della gestione Bersani.