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Tiziano Caviglia
Extra omnes.

Misteri e leggende della Liguria

Tiziano il 25 dic 2012 alle 10:42 in Calendari

Albero di Natale 2012

Misteri e leggende della Liguria.

Un felice Natale a tutti!
Buone Feste!!!

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Il Valse Triste al Castello di Millesimo (-1)

Tiziano il 24 dic 2012 alle 23:14 in Calendari

Il Castello di Millesimo fu costruito nell'XI secolo e nel XII secolo entrò tra i possedimenti della famiglia Del Carretto.
Oggi i ruderi del castello, di proprietà comunale, sono facilmente accessibili e chiunque può entrare nel grande salone delle feste e negli altri ampi vani che ancora conservano traccia dell'antico sfarzo quando il castello era un elegante palazzo residenziale.
In alcune notti, passando lungo l'omonima strada della potente famiglia ligure, si possono udire gli accordi di un clavicembalo che suona un Valse Triste, mentre un gruppo di ballerini silenziosi e vestiti di velluto e antichi merletti danzano senza fare alcun rumore.
All'alba essi riprendono le sembianze dei molti gatti che vivono tra le pietre castello.

Misteri e leggende della Liguria. Millesimo.

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Le Madonnette di Savona (-2)

Tiziano il 23 dic 2012 alle 23:23 in Calendari

Ai tempi dei Celti il territorio di Savona, un intrico di fitti boschi lungo le sponde del torrente Letimbro, era sacralmente dedicato a Freja, la dea della Luna che in tempi paleocristiani divenne la Vergine Maria.
Le immagini mariane, più conosciute con il nome di Madonnette, divennero molto popolari e numerose nelle edicole per le strade cittadine e nelle nicchie di androni, portali e cappelle votive. La rappresentazione più comune è la Madonna della Misericordia che partire dal 1600 ebbe grande diffusione grazie ai dettami del Concilio di Trento.
Sulle alture di Savona, dove oggi sorge un maestoso santuario, la Madonna apparve il 17 marzo 1536 al beato Botta che da allora viene spesso raffigurato ai piedi di Maria.

Misteri e leggende della Liguria. Savona.

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I datteri delle streghe di Alassio (-3)

Tiziano il 22 dic 2012 alle 23:29 in Calendari

Secondo una leggenda le streghe di Alassio erano bellissime, ma tutte avevano una natica ricoperta da un folto pelo nero a dimostrare che il loro padre era il diavolo.
Durante le notti di tempesta le basure, come vengono chiamate le streghe nella lingua ligure, prendevano il mare con le loro barche e trainate da orribili serpenti marini raggiungevano le coste dell'Africa.
Tornavano prima delle luci dell'alba portando grappoli di datteri maturi, frutti di cui erano immensamente ghiotte, nascondendone poi i noccioli nei letti degli alassini al fine di causare loro terribili incubi notturni.

Misteri e leggende della Liguria. Alassio.

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I fantasmi delle vecchie ville di Campomorone (-4)

Tiziano il 21 dic 2012 alle 22:26 in Calendari

Dietro la scrivania del sindaco di Genova, a palazzo Tursi, è appesa la famosa Tavola di Polcevera, un bassorilievo in bronzo che narra come nel 117 a. C. gli inviati del Senato romano appianarono le controversie nel territorio di Larvego, l'antico nome del comune di Campomorone, l'antica stazione di posta per il Piemonte che possedeva un torrione quadrato utilizzato come magazzino del sale.
Attorno torre medievale fu costruita nel 1583 dagli spagnoli villa La Saliera e il vasto parco ricco di piante rare. Nel XIX secolo fu edificata villa Maria, un'imponente costruzione a pianta quadrata.
In entrambi gli edifici di notte avvengono fenomeni misteriosi. Si odono pianti e gemiti e apparizioni sepolcrali si intravedono negli angoli più oscuri.
Nel 1952 i giovani della classe di leva vollero dimostrare il loro coraggio trascorrendovi la notte a villa Maria. Il mattino seguente un ragazzo era scomparso. Fu ritrovato solo tre giorni dopo nei sotterranei con i capelli completamente bianchi e muto per il terrore. Il giovane non volle mai raccontare quello che era avvenuto e appena gli fu possibile emigrò in Sud America.
Nel 1970 una ragazza perse nel portico di villa La Saliera una sciarpa di seta. Il mattino seguente rinvenne accanto al letto, piegato meticolosamente, un vecchio e lacero sudario macchiato di muffa e terra.

Misteri e leggende della Liguria. Campomorone.

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L'urna romana a Polanesi (-5)

Tiziano il 20 dic 2012 alle 23:57 in Calendari

Nella sagrestia della bella chiesa di San Martino di Polanesi è conservata un'antica urna cineraria romana ritrovata nelle fondamenta della chiesa.
Il luogo era consacrato a una divinità campestre, forse Bacco. In occasione della vendemmia settembrina, che coincide coi baccanali del calendario romano, l'urna si riempie misteriosamente di un ottimo vino rosso.

Misteri e leggende della Liguria. Recco.

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Le steli della Lunigiana (-6)

Tiziano il 19 dic 2012 alle 16:00 in Calendari

Il museo archeologico della Spezia ospita una interessante quanto inquietante collezione di steli in pietra arenaria che risalgono all'età del bronzo. La loro provenienza è sconosciuta, ma poiché sono state quasi tutte rinvenute nei pressi di corsi d'acqua, non distante dai luoghi di sepoltura, è probabile che raffigurassero divinità legate alla morte o una dinastia di semidei protettori.
I blocchi di pietra lavorata hanno tutti una parvenza antropomorfa con caratteristici volti a forma di U rovesciata. Le figure maschili solitamente reggono pugnali, mentre quelle femminili mostrano seni stilizzati. Tutte le steli si presentano con volti senza bocca, quasi una bizzarra ossessione magica a voler imperdire l'evasione delle loro anime.
Si dice che le steli urlino, quando le nuvole offuscano alla vista la luna piena, i loro oscuri avvertimenti da millenni dimenticati.

Misteri e leggende della Liguria. Luni.

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I cavalieri dei monti a Genova (-7)

Tiziano il 18 dic 2012 alle 22:57 in Calendari

Nel medioevo Genova era raccolta tutta intorno al porto e nel suo immediato entroterra vi erano dei paesini collinari dove si coltivava la vite, l'ulivo, i limoni e si faceva un commercio di pollame, latticini, ortaggi, frutta e castagne. Prodotti che venivano portati in città all'alba quando le porte cittadine si aprivano.
I contadini cercavano di non passare mai la notte sotto il monte Fasce o il Righi, temevano infatti le cavalcate selvagge dei Beatrici, fantastici cacciatori notturni dei monti conosciuti per regalare agli esseri viventi selvaggina che aveva il potere di tramutarsi in orrende membra umane.

Misteri e leggende della Liguria. Genova.

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La vendetta delle anime del Purgatorio a Rezzo (-8)

Tiziano il 17 dic 2012 alle 18:57 in Calendari

Una lunga e tortuosa strada di montagna entra nella bella faggeta del bosco di Rezzo e sbuca tra i maestosi castagni e il Santuario della Madonna del Santo Sepolcro dove un'interessante sequenza di affreschi, risalenti al XV secolo, della pittura popolare illustrano la Passione con la consueta processione di vizi, mostri e personaggi noti. Uno di tali personaggi raffigurati è il malvagio marchese di Laigueglia.
Stanchi dei soprusi del feudatario tre giovani decisero di ucciderlo sparando alla sua portantina, ma l'agguato fallì e il marchese decise di radere al suolo il comune di Rezzo, inviando contro il paese una spedizione punitiva di suoi bravi. Era il marzo del 1515.
Successe allora che dai vigneti sottostanti il paese apparvero centinaia di anime del Purgatorio che come fiammelle ardenti misero in fuga i mercenari.
Per questo motivo a Rezzo si celebra una funzione per i morti nel mese di marzo.

Misteri e leggende della Liguria. Rezzo.

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Il cavallo di Rolando a Baiardo (-9)

Tiziano il 16 dic 2012 alle 20:53 in Calendari

I conti signori del piccolo borgo di Baiardo erano di origine francese. Un loro antenato combattè al fianco di Rolando a Roncisvalle.
Per la sua fedeltà e il coraggio dimostrato in battaglia, Rolando donò al suo paladino il piccolo feudo ligure a patto che gli desse il nome del suo amato cavallo: Baiardo.

Misteri e leggende della Liguria. Baiardo.

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Il dio albero di Santo Stefano d'Aveto (-10)

Tiziano il 15 dic 2012 alle 20:13 in Calendari

Santo Stefano d'Aveto fu l'ultima roccaforte della libertà ligure contro i romani, i liguri furono sconfitti nel 157 a.C. alle pendici del monte Penne dalle milizie di Marco Fulvio Nobilione. Santo Stefano fin dal medioevo fu passeggio e terra di conquista per numerosi popoli barbari e tutti lasciarono nella tradizione del territorio una traccia della loro presenza.
I primi abitanti di Santo Stefano furono le tribù degli Illuati, dei Veilati e degli Ambrones, questi ultimi di stirpe celtica vennero dal nord portando l'ambra e si stabilirono nella frazione di Ambronasco.
L'ambra era considerata dei Liguri una pietra sacra che veniva dai grandi alberi di conifere della foresta millenaria dove abitava il dio Peu, adorato dalle prime popolazioni liguri. Il dio non aveva templi di pietra, ma era presente in ogni grande albero dalla chioma ondeggiante, il vento e il tuono erano la sua voce e nel tronco e nei rami stavano i suoi poteri, anche quelli taumaturgici.
A metà del XIX secolo era ancora viva un'usanza locale per guarire gli ammalati, anche se la pratica veniva tacciata di stregoneria. L'infermo, portato alla centenaria quercia del Mulino a Villa Cella, veniva legato a una biforcazione dei rami con dei tagli su mani e piedi cosicché la linfa dell'albero potesse entrargli nel sangue e guarirlo.
Nella Liguria dei monti vi sono ancora oggi delle tracce del culto dell'albero, la corteccia del castagno è impiegata per immobilizzare gli arti fratturati, i decotti di resina di pino sono indicati per le affezioni polmonari e quelli di resina di ciliegio per quelle intestinali.
Nel costume tradizionale delle ragazze liguri il mezzaro, il rettangolo di cotone indossato come copricapo e scialle, ha stampato a colori vivaci l'Albero della vita con fiori, frutti e animali fantastici.

Misteri e leggende della Liguria. Santo Stefano d'Aveto.

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Le gatte stregate di Ellera (-11)

Tiziano il 14 dic 2012 alle 23:23 in Calendari

Nelle rocce del territorio di Ellera, in una zona che i rovi rendono impenetrabile, vi è una caverna dove secondo la tradizione locale è da sempre abitata da streghe.
Si tratta di donne bellissime, con lunghi capelli e orecchie a punta, che se rispettate hanno un ottimo rapporto con gli abitanti del luogo. Mostrano la strada a chi si perde, guariscono i bambini ammalati, fanno quagliare il latte per il formaggio e se si avvicina una tempesta soffiano fino a che il vento non si placa.
Quando i soldati di Napoleone invasero i domini della Repubblica di Genova alcune di loro furono sorprese a danzare nude in un prato. I soldati francesi, ebbri di vino, le violentarono scambiandole per fanciulle. Le streghe si mutarono allora in grosse gatte selvatiche del volto di donna.
Sotto le sembianze feline avvicinarono gli abitanti di Ellera e promisero di far loro trovare ogni mattina delle monete d'oro sotto i cuscini, a patto che fossero spese in giornata, se fossero riusciti ad allontanare i soldati.
Ben presto l'esercito napoleonico lasciò Ellera e le streghe ripresero le loro sembianze femminili, ma alcune erano rimaste incinte e quando fu il momento partorirono dei basilischi che si dice vivano ancora oggi sul fondo della caverna.

Misteri e leggende della Liguria. Ellera.

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La processione di morti a Portofino (-12)

Tiziano il 13 dic 2012 alle 23:28 in Calendari

In uno nei punti più panoramici di Portofino, l'antica Portus Delphini descritta da Plinio, sorge la chiesa di San Giorgio, le cui reliquie sono murate dietro l'altare maggiore. Lì scavi archeologici hanno riportato alla luce un'antichissima cappella votiva a pianta quadrata fatta edificare dei pescatori di corallo nel XIX secolo.
La chiesa è a perpendicolo su un tratto di scogliera assai pericolosa. Sulla destra del portone della chiesa si affaccia sul Mar Ligure un balcone naturale tristemente noto per il suo terribile fascino che induce al suicidio.
La notte del 31 ottobre, se si ha il coraggio di guardare il mare, in fondo alla scogliera si può scorgere l'orrenda processione dei morti affogati risalire lungo le rocce ed entrare in chiesa per poi tornare gettarsi nel mare gelido e buio dopo aver recitato una preghiera.

Misteri e leggende della Liguria. Portofino.

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Gli scheletri guardiani a Sassello (-13)

Tiziano il 12 dic 2012 alle 22:20 in Calendari

Le origini del borgo di Sassello risalgono all'alto medioevo.
Nel XII secolo fu un possedimento della famiglia Del Carretto quindi passò ai Doria e dal 1612 diventò dominio di Genova e centro per la lavorazione del ferro.
Vi è una possente torre saracena e la chiesa della S.S. Trinità, ricca di stucchi e custode di parecchie opere di grandi artisti.
Fino al secolo scorso nella chiesa vi ero curioso dipinto di Alessandro Magnasco che illustrava un fatto accaduto nel 1731. Alcuni ladri sacrilegi avevano cercato di penetrare nottetempo nella chiesa, ma furono messi in fuga da un esercito di scheletri armati di torce usciti dalle tombe del vicino campo santo.
Misteriosa rimane la sorte del dipinto che tuttavia ha lasciato un vivido ricordo di terrore.

Misteri e leggende della Liguria. Sassello.

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Il demone nero di Moneglia (-14)

Tiziano il 11 dic 2012 alle 23:26 in Calendari

A Moneglia nel 1396 Monna Benvenuta, moglie di un ricco mercante Leonardo di Solarolo di Lavagna, fece un lascito testamentario ai frati francescani perché fosse eretta una chiesa votiva a San Giorgio.
I frati la gestirono per circa due secoli arricchendola con numerose opere di grande prestigio, come maestoso polittico dedicato a San Ludovico da Tolosa eseguito dal pittore genovese Giovanni Barbagelata nel 1503. Si tratta di una tavola ricoperta di foglie adoro raffigurante nella parte mediana San Ludovico in trono con un ricco manto ricamato con i gigli di Francia e ai lati i santissimi Ambrogio, Stefano, Nicola e Antonio Abate.
Originariamente nella pala d'altare non era raffigurata la mostruosa bestia nera che oggi appare ai piedi di Sant'Antonio e che comparve misteriosamente al parroco e ai fedeli durante la prima messa in una livida alba del 7 gennaio 1550; in quel periodo dell'anno che va fino al mercoledì delle ceneri in cui streghe, diavoli, spiriti immondi e divinità pagane scorrazzano per il mondo.
La notte tra il 6 e il 7 gennaio a Monglia era scoppiata una terribile burrasca, tuoni e fulmini squarciavano un cielo di nubi gonfie di pioggia. La furia del mare minacciava le barche nel porto e il vento di mare, che aveva spezzato alberi e comignoli, si era portato via la croce del campanile della chiesa di San Giorgio. Al suo posto, uscito da una saetta sulfurea, sedeva ghignando malvagiamente un piccolo demone nero.
Il demone prese a percorrere gli stretti vicoli del paese seminando rovine e disgrazie. Tanto fece che tutto il paese infuriato prese a inseguirlo con torce, forconi e amuleti.
Il demonio spaventato si tramutò allora in una bestia nera e si rifugiò in chiesa ai piedi di Sant'Antonio abate, protettore degli animali, ma il santo riconoscendolo lo immobilizzò con il suo lungo bastone.
Oggi il demone nero è ancora là tremante di paura.

Misteri e leggende della Liguria. Moneglia.

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