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Nella tana del Sarlacc.

Essere comunisti oggi 10.10.08

A fronte di una delle più gravi crisi del capitalismo mondiale, Rifondazione e Comunisti Italiani non hanno l'acume politico di cavalcarne la tigre.
Preferendo invece il ricorso alle solite miopi lacerazioni, distanti ormai persino dalla pancia del loro stesso elettorato, al solo scopo di conservare l'idea, sbiadita, di un orticello di diversità e opposizione.

Opposti alla ragione e opposti all'intelletto.

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7 commenti

Tommy ha scritto:

Non ti si può dare torto.

postato il 10/10/2008 alle 18:42:38

astolfus ha scritto:

Lo psicodramma della sinistra estrema prosegue.

postato il 10/10/2008 alle 21:58:59

Milly ha scritto:

Il loro motto era è e resterà: "No", solo per giocare a quelli che hanno una risposta sola.
Peccato!

postato il 10/10/2008 alle 22:19:11

Angelo Nardi ha scritto:

Il solito "niet". Niente di nuovo.
Continuano ad affondare e non se ne accorgono.

postato il 10/10/2008 alle 23:18:23

L'Eremita ha scritto:

Cioè la tranvata alle elezioni non è bastata e vogliono replicare alle europee.

postato il 11/10/2008 alle 12:46:42

Marco ha scritto:

Divisi, sempre. Mah!

postato il 13/10/2008 alle 21:01:06

salvatore fassari ha scritto:

Finalmente la CGIL
sindacato di uomini liberi

E’ da troppi anni che la CGIL, a causa della triplice, ha dovuto subire e con
se tutti i lavoratori, le più squallide decisioni antisindacali, volute anche dai vari governi che si sono succeduti di destra e di sinistra, facendo perdere tutti i più fondamentali diritti, conquistati con anni di lotte e di sangue.
Con la scusa della crescita, non si sa quanto doveva aumentare il pil, per avere
il popolo dei lavoratori un maggiore sviluppo economico e sociale, non si è fatto
altro che far stringere la cinghia a tutti per incrementare le necessità dei padroni
per investire all’ Estero i loro sporchi profitti e persuadendo tutti i lavoratori, con una inesistente perenne crisi, una falsa paura, creando insicurezza fra tutti.
“Un uomo è uomo quando è libero”, così affermavano i nostri nonni. Libero di agire, di fare, di lavorare e di decidere assieme ad uomini liberi, non vincolati a
partiti di destra e di sinistra, non sostenendo il volere di corrotti e corruttori, per il solo diletto di mantenere l’unione dei lavoratori non più seguaci di quei, sindacati
disgregati da tempo da una metodologia assoggettata alla banche, ai petrolieri e agli industriali senza scrupoli.
Oggi, pare che la CGIL, è libera. Pare sia tornato il sindacato di uomini liberi per i lavoratori liberi. Il sindacato di Luciano Lama che spesso ripeteva che si doveva essere liberi dalle paure: “paure vere e paure inventate”.
Smarcarsi dall’insicurezza per far vivere la speranza e dare forza alla politica, dovrà essere il sinonimo di una lotta sindacale aperta e difficile e che non si dovrà concludere in nessun momento storico, per non farsi sopraffare dalle forze(ormai non occulte) ne da quelle fasciste, imperialiste e prevaricatrici.
Restiamo in attesa degli eventi ma sono sicuro che Guglielmo Epifani non farà più marcia in dietro nell’interesse sovrano del popolo dei lavoratori e pensionati.
Padova,13 novembre 2008-11-13
Salvatore Fassari

postato il 13/11/2008 alle 17:40:12