tizianocavigliablog
Fa il quarto uomo a mahjong.

Un posto al sole 13.06.09

Volti giovani, espressione di una cultura politica interamente dentro la storia del Pd, che sognano un partito moderno, laico, radicalmente alternativo al berlusconismo e che attendono solo l'occasione per scendere in campo. Nell'attesa c'è l'appuntamento del 27 giugno al Lingotto di Torino: una data e un luogo significativo, esattamente due anni fa dalla stessa sala partì l'avventura del Pd di Veltroni. A convocare l'assemblea è il gruppo di Piombino, come si autodefiniscono i trentenni-quarantenni che si sono incontrati due mesi fa nella città toscana: la veneta Marta Meo, il lombardo Pippo Civati, che ha appena scritto un libro-manifesto (titolo che più veltroniano non si può: 'Nostalgia di futuro'), il blogger Luca Sofri, Ivan Scalfarotto (candidato anche lui alle europee, ma nel suo caso il popolo del Pd ha guardato altrove), i deputati Paola Concia e Sandro Gozi.

"I congressi veri nascono sul conflitto tra le idee, non sull'accordo tra i capi", spiega Gozi. Forlivese, 41 anni, Gozi ha lavorato a Bruxelles con Romano Prodi, i suoi rapporti con il Professore sono ottimi. E dopo un lungo silenzio l'ex premier si è fatto sentire: "Nel Pd serve un rinnovamento radicale". "Non una persona, ma un gruppo", traduce Gozi: "Se in tre mesi una giovane sconosciuta ha preso più voti di Berlusconi, fino al 2013 abbiamo il tempo di far crescere una nuova classe dirigente". Franceschini va ancora bene, la Primavera può gestirla ancora lui a patto che rinnovi davvero il partito, dicono prodiani, veltroniani e cani sciolti. Magari con la squadra dei giovani schierata al suo fianco. "Deve smettere di fare l'ex democristiano con il ciuffo che dà ragione a tutti", spiegano. Insomma, se vuole incarnare la novità, Dario non può essere solo il candidato di D'Alema. Meglio una ragazza di Udine, a quel punto. O chiunque riporti la Primavera. E scongeli il Pd.

Via Marco Damilano.