tizianocavigliablog
Europeista d'antan.

Cosa emerge dal voto in Svezia 19.09.10

Il premier uscente, conservatore, Fredrik Reinfeldt viene riconfermato alla guida del paese.
E' la prima volta che accade nel paese scandinavo. Alternanza aveva sempre premiato i socialdemocratici dopo un governo di destra. Sino ad oggi.
Senza una maggioranza assoluta l'Alliansen dovrà elemosinare voti dai cespugli.
Tagli fiscali, controllo del deficit e forte crescita economica - quest'anno si raggiungerà il 4% - sono la ricetta che ha permesso alla destra di mantenere il potere.

Mona Sahlin, candidata del centro sinistra, non è andata oltre il 45,1% dei suffragi. La coalizione di centro sinistra resta quattro punti dietro agli avversari.
Nonostante resti ancora il primo partito in Svezia la crisi della socialdemocrazia è strutturale e profonda. Ancorata ad una visione del paese passata da tempo ha perso il contatto con la realtà e la galassia degli indecisi, bacino naturale per il successo in un'elezione.
Come per gli altri partiti riformisti e di sinistra europei avrà bisogno di ritrovare parole chiave moderne e prospettive di futuro alternative alla destra. Meno retorica e più concretezza.

Buono il successo dei Verdi. Il che conferma l'anomalia del partito ambientalista italiano, orami ridotto a percentuali da pochi decimali.

La vera "rivelazione" - ampiamente annunciata - è l'ingresso in parlamento del partito ultranazionalista e xenofobo di Jimmi Akesson. Di poco, va detto. Ha superato lo sbarramento del 4% solo dello 0,6%.
Non sarà la tragedia annunciata da molti media nostrani. Già nel '91 la destra aveva conquistato seggi in parlamento grazie proprio a una forte campagna anti immigrazione, superando in quell'occasione il 7%.
Resta più pericoloso un partito strutturato e di governo come la Lega Nord, rispetto a quattro invasati comunque esclusi da ogni incarico nell'esecutivo del tranquillo paese nord europeo.

[21/09 10:04] E' finita che Sverigedemokraterna ha preso il 5,6%. Non cambia la valutazione finale.