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In nomine social network 24.01.11

Stupisce come l'analisi sulle reti sociali di Benedetto XVI, da tanti considerato alla guida di un'istituzione fondamentalista e antistorica, sia molto più attenta, precisa e attuale di quelle proposte dalla maggioranza degli esponenti politici e dalla gran parte degli editorialisti della carta stampata.

Come la rivoluzione industriale produsse un profondo cambiamento nella società attraverso le novità introdotte nel ciclo produttivo e nella vita dei lavoratori, così oggi la profonda trasformazione in atto nel campo delle comunicazioni guida il flusso di grandi mutamenti culturali e sociali. Le nuove tecnologie non stanno cambiando solo il modo di comunicare, ma la comunicazione in se stessa, per cui si può affermare che si è di fronte ad una vasta trasformazione culturale. Con tale modo di diffondere informazioni e conoscenze, sta nascendo un nuovo modo di apprendere e di pensare, con inedite opportunità di stabilire relazioni e di costruire comunione.

[...] Nel mondo digitale, trasmettere informazioni significa sempre più spesso immetterle in una rete sociale, dove la conoscenza viene condivisa nell'ambito di scambi personali. La chiara distinzione tra il produttore e il consumatore dell’informazione viene relativizzata e la comunicazione vorrebbe essere non solo uno scambio di dati, ma sempre più anche condivisione.

[...] Vorrei invitare, comunque, i cristiani ad unirsi con fiducia e con consapevole e responsabile creatività nella rete di rapporti che l'era digitale ha reso possibile. Non semplicemente per soddisfare il desiderio di essere presenti, ma perché questa rete è parte integrante della vita umana. II web sta contribuendo allo sviluppo di nuove e più complesse forme di coscienza intellettuale e spirituale, di consapevolezza condivisa.

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2 commenti

Emaskew ha scritto:

Per essere scritto dallo stesso che autorizzava l'uso del preservativo per i "prostituti" maschi, beh...
Una notevole lucidità di pensiero...

postato il 24/01/2011 alle 19:13:08

Tiziano ha scritto:

La Chiesa avanza per piccoli passi. E' sempre stato così.
A questo giro la direzione presa è condivisibile.

Dall'altra parte, giusto per fare qualche esempio, abbiamo l'onorevole Barbareschi che pretende di aver portato internet in Italia, l'onorevole Carlucci che si scaglia contro la rete coacervo di pirati e pedofili, l'ex ministro Pisanu che ha bloccato per quasi due lustri la diffusione del wifi, il ministro Brambilla alle prese con il disastro di Italia.it, un Governo che ogni anno promette finanziamenti per le infrastrutture di rete regolarmente disattesi, un premier che si pregia di non saper mandare una email, onorevoli e senatori che pretendono di poter bloccare la pedofilia su internet con leggi italiane, i decreti ammazzablog, gli emendamenti contro YouTube e Facebook. E la lista potrebbe continuare a lungo.

Il fatto che persino un'istituzione vecchia di millenni, tutta presa a guardarsi l'ombelico, sia molto più attenta alla rivoluzione mediale della classe dirigente di questo paese la dice lunga sulle prospettive del nostro futuro.

postato il 24/01/2011 alle 21:29:02