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La natura in Liguria: Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara (-13) 12.12.17

Il Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara comprende il promontorio del Caprione, il basso corso del fiume Magra e il basso e medio corso del fiume Vara, suo principale affluente. Un'area interamente compresa nella provincia della Spezia.

Il territorio del Parco si suddivide tra le zone umide della Val di Magra, ricche di biodiversità, il promontorio del Caprione naturale meta escursionistica e l'entroterra delle verdi colline della Val di Vara.

La geologia del bacino del fiume Magra, ampio circa 1964 Kmq, è molto complessa. Per comprendere la varietà di rocce attraversate dai corsi del Vara e della Magra possiamo osservare il diverso aspetto dei ciottoli trasportati dalla corrente del fiume e depositati sulle sponde fluviali. Scopriamo così le arenarie, composte da piccoli granuli sabbia cementati assieme e che costituiscono gli alti rilievi del Monte Gottero e del Monte Civolaro, le serpentine, rocce vulcaniche di colore verde scuro, molto diffuse nella Val di Vara ed inoltre i rossi diaspri, i calcari e le marne.
Particolarmente interessante è la serie geologica di Punta Bianca, l'estremità meridionale del promontorio del Caprione. Il nome deriva dalla presenza di uno spesso strato di calcare bianco, utilizzato per la sua bellezza già in epoca romana. Nei pressi di Punta Bianca affiorano le rocce più antiche della provincia della Spezia, risalenti a unepoca compresa fra i 450 e i 350 milioni di anni fa, formate da antiche argille che hanno subito, nel tempo, un processo metamorfico.

La flora del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara

L'area fluviale è caratterizzata da una ricca vegetazione ripariale a salici che svolge una importante opera stabilizzatrice del substrato alluvionale. I più diffusi sono il salice bianco, il salice rosso e il salice ripaiolo, meno comuni il salice da ceste e l'endemico salice dell'Appennino.
Nella fascia più arretrata e lontana dalla corrente principale, su depositi limoso-sabbiosi, si sviluppano formazioni boschive più evolute caratterizzate da ontano nero, pioppo nero, pioppo bianco e salici arborei. Tra le specie sommerse di acque stagnanti troviamo il sempre più raro millefoglio d'acqua comune, il ceratofillo comune e varie specie di brasca, sulle sponde lungo le rive dei corsi d'acqua e dei canali troviamo canneti a cannuccia di palude e formazioni di lisca maggiore o lisca a foglie strette mentre sui greti fluviali piante erbacee come l'inula viscosa.
Si possono poi ammirare diversi altri ambienti: dalle pinete di pini marittimi con eriche, ai cui margini crescono il ginepro coccolone e il terebinto, ai boschetti di leccio. Non mancano prati, ginestre e grandi cespugli di ampelodesma che crescono in mezzo a formazioni rocciose calcaree.
Il promontrorio del Caprione presenta sui due versanti delle colline una differenza nella copertura vegetale dovuta all'esposizione, ai venti e all'influenza del mare o del fiume. Il versante sul fiume Magra è caratterizzato da pinete di pino marittimo, nelle colline di Bocca di Magra e dal bosco misto di caducifoglie come il cerro, la roverella e il carpino nero. Sul versante a mare, troviamo estese pinete di pino d'Aleppo e altre tipiche formazioni mediterranee: il bosco di leccio, di cui rimangono solo piccoli lembi, la macchia, formata da un insieme intricato di arbusti e liane sempreverdi e la gariga, composta da bassi arbusti ed erbe e ricca di specie aromatiche.
Il paesaggio vegetale è infine caratterizzato da vaste aree occupate dagli antichi oliveti terrazzati che ricoprono vaste aree del Caprione, soprattutto lungo il versante a mare ma anche nelle colline intorno ad Ameglia. La produzione di olio è stata una delle principali fonti di guadagno per la popolazione locale fino agli anni 50 ma in seguito molte colture di questo tipo sono state abbandonate a cominciare dagli oliveti più impervi, provocando un progressivo deperimento delle piante e un deterioramento dei muretti a secco. In primavera negli oliveti fioriscono anemoni, orchidee e in estate papaveri e gladioli oltre a numerose erbe.
La flora di pregio del parco fluviale è costituita soprattutto da piante acquatiche e palustri, sempre più rare a livello nazionale a causa delle opere di bonifica. Tra le piante di maggiore interesse citiamo, per esempio, il Millefoglio d'acqua, il Coltellaccio, la Lisca maggiore e la Lisca a foglie strette.
Il promontorio del Caprione, per le differenti condizioni climatiche cui è soggetto, è caratterizzato dalla presenza di una ricca flora mediterranea. Numerose sono le sclerofille sempreverdi, piante dalle foglie spesse e coriacee, come per esempio leccio, corbezzolo, alaterno, lentisco e mirto.
Vi sono poi specie protette in Liguria tra cui l'iris nano, il narciso tazetta e numerose orchidee selvatiche.
Particolarmente importante è la presenza del cisto bianco, arbusto dalle vistose fioriture, che sul Caprione si trova al limite orientale della sua area di distribuzione ed è uno dei simboli del parco.

La fauna del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara

La valle del fiume Magra rappresenta un'importante via migratoria per l'avifauna legata agli ambienti acquatici. Avvicinandoci al fiume è possibile distinguere il caratteristico canto dell'usignolo di fiume, tipico abitante dei canneti. Sul greto fluviale non è difficile osservare la garzetta e l'airone cenerino, mentre le acque tranquille dei laghetti perifluviali ospitano numerose anatre migratrici. Dove le acque dei fiumi Vara e Magra scorrono più lente, si può osservare il martin pescatore appoggiato sui rami più bassi dei salici vicini all'acqua, pronto a tuffarsi per catturare piccoli pesci o insetti. La foce del fiume Magra nei pressi di Fiumaretta e Bocca di Magra è invece un'area di particolare interesse per osservare gabbiani reali e comuni, marangoni dal ciuffo e sterne beccapesci, mentre il tratto di mare antistante la foce è meta di tuffetti, smerghi, svassi, orchi e orchetti marini oltre che cormorani ed edredoni.
Anche gli ambienti artificiali, come i frantoi di inerti presenti lungo il corso del fiume, ospitano specie importanti quali il gruccione e il topino. Nella piana di Marinella è presente anche l'Airone guardabuoi.
L'avifauna del promontorio del Caprione comprende le specie che vivono nella zona costiera come il corvo imperiale e il gheppio e gli abitanti della macchia come l'occhiocotto, la capinera e il cardellino. Importante è la presenza di numerosi rapaci notturni come l'allocco, la civetta, l'assiolo e il barbagianni. Tra i rapaci diurni troviamo la poiana e lo sparviere.
Nel Parco, la fauna minore come anfibi, rettili, invertebrati d'acqua dolce gioca un importante ruolo per la conservazione della biodiversità e per il mantenimento degli equilibri biologici dell'ambiente naturale, come per esempio corsi d'acqua, aree umide e grotte carsiche. Nel complesso la fauna ittica del bacino Magra-Vara è molto varia e sono state censite 39 specie. Di queste, 15 vivono nelle acque del fiume Vara, 13 autoctone, come la trota fario e due immesse per scopi alieutici.
Di recente è stata individuata la Lampreda di mare, quasi estinta nelle acque interne. Il comprensorio Magra-Vara risulta l’unico sito certo in Italia per la riproduzione di questo pesce.
Tra i crostacei da segnalare la presenza del granchio d'acqua dolce. Tra gli anfibi le specie più minacciate a livello regionale sono il raro ululone appenninico dal ventre giallo, il rospo smeraldino, il tritone crestato e la raganella comune, oltre alla rana temporaria, rara in provincia di La Spezia, alla salamandrina dagli occhiali, alla rana appenninica e alla salamandra pezzata, la cui presenza è da considerare di particolare pregio. Presente anche il tritone alpestre. Negli ambienti carsici e nelle grotte di Pignone e Riccò del Golfo troviamo il geotritone.
Tra i rettili invece ci sono il geco comune, la lucertola, l'orbettino e il biacco. Sul promontorio del Caprione sono presenti anche il ramarro e la natrice dal collare.
Sul Caprione i mammiferi sono rappresentati da carnivori quali la volpe, la faina, la donnola, il tasso, da insettivori quali il riccio e la talpa e da roditori come lo scoiattolo, il topo quercino, il ghiro e il moscardino.
Negli ultimi anni ha avuto grande diffusione anche il cinghiale.
Tra i chirotteri si trovano il Rinolofo minore, e l'euriale, alcuni vespertilionidi tra cui il maggiore, il Pipistrello nano, il Serotino e la Nottola.

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