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Il radiodramma della trilogia classica di Star Wars

Multimedia   19.09.20  

Il 9 marzo 1981 su NPR, la National Public Radio, andava in onda il radiodramma del primo capitolo della saga di Guerre Stellari, Una nuova speranza, seguito nel 1983 da L'Impero colpisce ancora e infine nel 1996 dall'ultima parte della trilogia classica, Il ritorno dello Jedi. Nige L ha recuperato tutte le puntate pubblicandole su YouTube.

Il racconto della genesi di questo evento radiofonico unico su Wikipedia.
Una vera perla rara per ogni appassionato delle vicende della famiglia Skywalker e soci.

Negli anni '80, il radiodramma era in declino negli Stati Uniti. Un rettore associato della School of the Performing Arts dell'Università della California, Richard Toscan, desiderava sostenere questa forma d'arte. Toscan in questo fu aiutato da John Houseman, produttore responsabile della produzione radiofonica del 1938 de La Guerra dei Mondi di Orson Welles. Iniziò con la drammatizzazione di racconti brevi di Raymond Carver su KUSC-FM, una stazione radio del campus affiliata alla NPR. In seguito, Toscan collaborò con Houseman e con il produttore della NPR Frank Mankiewicz su un progetto per far rivivere le fortune di NPR Playhouse, il programma di punta delle produzioni drammatiche sulla NPR. Su suggerimento di uno degli studenti di Toscan, Joel Rosenzweig, svilupparono un'idea per adattare per la radio l'epico film di space opera del 1977, Star Wars. La popolarità di Star Wars avrebbe sicuramente attratto nuovi ascoltatori più giovani, ma temevano che i costi di produzione sarebbero stati proibitivi; tuttavia, le conoscenze accademiche del team di produzione si dimostrarono vantaggiose; USC era l'alma mater dell'autore e regista di Star Wars, George Lucas, e la Lucasfilm concesse rapidamente i diritti a KUSC, inclusi quelli sull'uso delle musiche originali di Star Wars e degli effetti sonori, per un prezzo simbolico di un dollaro.

Nonostante la generosa offerta della Lucasfilm, la NPR doveva ancora affrontare i costi per scrivere le sceneggiature, assumere gli attori e affittare uno studio di registrazione. Senza fondi disponibili per coprire il budget di 200.000 dollari, la NPR stipulò un accordo di coproduzione con l'emittente britannica BBC, che aveva una lunga tradizione di produzioni di fiction radiofoniche. La BBC fornì un team di produzione, incluso il regista John Madden e in cambio ricevette i diritti di trasmissione nel Regno Unito. Fin dall'inizio, i produttori di NPR ritennero che la sceneggiatura si sarebbe prestata bene a un trattamento episodico, attingendo al formato delle serie di film degli anni '30 come Flash Gordon e Buck Rogers che avevano originariamente ispirato Lucas quando scrisse Star Wars.

Il romanziere di fantascienza americano Brian Daley fu coinvolto per scrivere la sceneggiatura. Daley ebbe accesso alle prime bozze di Lucas delle sceneggiature di Star Wars e ampliò la storia per includere materiale che era stato tagliato dal montaggio finale del film in modo che l'adattamento radiofonico di 13 episodi durasse circa quattro ore in più rispetto alla versione cinematografica.

Il secondo capitolo della saga: L'Impero colpisce ancora.

L'ultimo capitolo della saga di Star Wars: Il ritorno dello Jedi.

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Una storia di palindromi

Multimedia   15.09.20  

The Palindromists è il documentario che approfondisce la storia dei palindromi, parola inventata nel 1638 da Henry Peacham e formata dalle parole del greco antico πάλιν "di nuovo" e δρόμος "percorso", in un filo rosso ideale che unisce il poeta Sotade, il primo secondo il mito a cimentarsi nel genere, sino ai giorni nostri.
I registi Vince Clemente e Adam Cornelius intervistano alcuni tra i più talentuosi palindromisti del mondo mentre si preparano per il Campionato mondiale della specialità che genera parole e frasi di senso compiuto leggibili in entrambi i sensi.

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La visione fantascientifica di Parigi che ha ispirato le macchine volanti di Miyazaki

Multimedia   07.08.20  
Le vingtième siècle ou La vie électrique, 1890, di Albert Robida
Le vingtième siècle ou La vie électrique, 1890, di Albert Robida

Alla fine del XIX secolo l'illustratore e romanziere Albert Robida scrisse e illustrò un'acclamata trilogia di romanzi futuristici, Le vingtième siècle, La guerre au vingtième siècle e Le vingtième siècle ou La vie électrique, in cui anticipa i temi dello steampunk per assistere a visioni del domani spesso persino più audaci di quella proposte dal ben più celebre Jules Verne.
Gli sviluppi sociali del futuro immaginato da Robida vengono plasmati da nuove invenzioni che pongono in primo piano la parità tra uomo e donna e l'uguaglianza razziale. Macchine volanti, comunicazioni video a distanza in tempo reale, un turismo diventato ormai di massa e uno sviluppo architettonico verticale popolano le tavole delle sue opere che mostrano scene di vita di un futuro senza limiti dove l'umanità e le macchine convivono in un rapporto di simbiosi. Un futuro che tuttavia presenta anche aspetti sconvolgenti legati al completo controllo della natura, a nuove teribili armi come i razzi teleguidati e i gas asfissianti e che pone il lettore di fine '800 a misurarsi con nuovi, frenetici, ritmi di vita.

Un'illustrazione di Albert Robida
Un'illustrazione di Albert Robida

La sua futuristica Parigi ricorda la metropoli volante de I Pronipoti di Hanna e Barbera.
In Italia verrà tratto un film muto, Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola, prodotto dalla Ambrosio Film di Torino nel 1913, basato sul romanzo Voyages très extraordinaires de Saturnin Farandoul del 1879; uno dei primi esempi di fantascienza cinematografica europea.
E Hayao Miyazaki prenderà spunto a piene mani dalle illustrazioni di Robida tanto da arrivare a copiare molte delle sue macchine volanti che verranno riproposte pressoché identiche nei lungometraggi dal sapore steampunk come Laputa e Il castello errante di Howl.

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Il cinema al rallentatore

Multimedia   31.07.20  

In questo episodio di Vox Almanac, Phil Edwards esplora l'effetto slow motion e di come sia diventato parte della produzione cinematografica cinema.
La storia del rallentatore inizia agli albori della fotografia con i pionieri Étienne-Jules Marey e Eadweard Muybridge e i loro esperimenti sulla cronofotografia per arivare all'invenzione dello slow motion per opera del sacerdote August Musger nei primi anni del XX secolo.
Il rallentatore è stato fondamentale sino dai giorni del cinema muto, fino a diventare onnipresente nel cinema moderno e in televisione: dagli eventi sportivi ai musical, dai Sette Samurai a Bonnie e Clyde.

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L'impero cinematografico di William Fox

Multimedia   21.07.20  

La storia di William Fox, al secolo Vilmos Fried, leggendario produttore cinematografico che pose le fondamenta dei 20th Century Studios, bancarottiere, spergiuro, ma anche l'uomo che giocò un ruolo nella rivoluzione del cinema sonoro e dei cinegiornali. Colui che determinò la caduta di Edison e che provò a creare un impero dei sogni cercando di scalare la MGM, collassando sotto il peso del crollo di Wall Street nel 1929, nel racconto di Filmmaker IQ.

La sua epopea viene narrata anche da Venda Krefft nella biografia The Man Who Made the Movies: The Meteoric Rise and Tragic Fall of William Fox.

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Una relazione in stop motion

Multimedia   17.06.20  

Dolls Don't Cry è il corto metacinematografico, in stop motion, del regista Frédérick Tremblay che racconta la storia di una coppia emotivamente distante che lavora ad un'animazione in passo uno. L'uomo prepara i pupazzi e filma durante il giorno mentre la donna allestisce i set di notte. I due raramente si incrociano sviluppando a loro modo una relazione, sino a quando la donna scopre una copia di se stessa in attesa dietro una credenza.

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