tizianocavigliablog

Res Publica archivio

Quali sono gli obiettivi dello Stato Islamico

Res publica   17.02.15  

Sull'Atlantic si prova a ragionare su cosa voglia lo Stato Islamico e quale sia la sua strategia.
Una lettura consigliata a chi vuole capirci qualcosa lasciando da parte deliri e isterie.

The Islamic State, also known as the Islamic State of Iraq and al-Sham (ISIS), follows a distinctive variety of Islam whose beliefs about the path to the Day of Judgment matter to its strategy, and can help the West know its enemy and predict its behavior. Its rise to power is less like the triumph of the Muslim Brotherhood in Egypt (a group whose leaders the Islamic State considers apostates) than like the realization of a dystopian alternate reality in which David Koresh or Jim Jones survived to wield absolute power over not just a few hundred people, but some 8 million.

We have misunderstood the nature of the Islamic State in at least two ways. First, we tend to see jihadism as monolithic, and to apply the logic of al‑Qaeda to an organization that has decisively eclipsed it. The Islamic State supporters I spoke with still refer to Osama bin Laden as "Sheikh Osama," a title of honor. But jihadism has evolved since al-Qaeda’s heyday, from about 1998 to 2003, and many jihadists disdain the group's priorities and current leadership.

Bin Laden viewed his terrorism as a prologue to a caliphate he did not expect to see in his lifetime. His organization was flexible, operating as a geographically diffuse network of autonomous cells. The Islamic State, by contrast, requires territory to remain legitimate, and a top-down structure to rule it. (Its bureaucracy is divided into civil and military arms, and its territory into provinces.)

We are misled in a second way, by a well-intentioned but dishonest campaign to deny the Islamic State's medieval religious nature. Peter Bergen, who produced the first interview with bin Laden in 1997, titled his first book Holy War, Inc. in part to acknowledge bin Laden as a creature of the modern secular world. Bin Laden corporatized terror and franchised it out. He requested specific political concessions, such as the withdrawal of U.S. forces from Saudi Arabia. His foot soldiers navigated the modern world confidently. On Mohamd Atta's last full day of life, he shopped at Walmart and ate dinner at Pizza Hut.

LEGGI ALTRO...

E il premio balla dell'anno va a...

Res publica   16.02.15  

Le stupidaggini quotidiane del Movimento 5 Stelle ora attraversano l'oceano.

Vai su Wikipedia e leggi: 60% della Nigeria controllata da Boko Haram, nel resto c'è il virus Ebola.

Questa dichiarazione del deputato Alessandro Di Battista, che risale allo scorso 11 ottobre durante la manifestazione Italia a 5 Stelle a Roma, finisce nel non meritorio articolo sul New York Times dedicato alle più grandi balle raccontate nel mondo. Il quotidiano spiega che nonostante Boko Haram sia una minaccia non controlla nessuno stato della Nigeria, mentre i casi di ebola nel paese che conta oltre 173 milioni e mezzo di abitanti sono stati solamente 20.

Farsi ridere dietro andrà di moda.

LEGGI ALTRO...

Il tumore, la vita, la politica per Emma Bonino

Res publica   16.02.15  

La lunga intervista di Repubblica a Emma Bonino. La vita normale di una figura politica straordinaria ancora una volta in prima linea.

Tra gli scaffali dei libri ci sono due fotografie di Emma Bonino con Marco Pannella. Si abbracciano e ridono. Una, in bianconero, è del 1977, l'età dell'entusiasmo e delle battaglie vinte o che si stavano per vincere. L'altra è del 1999, l'anno del 9 per cento alla Lista Bonino, il più grande successo dei radicali. Dice Emma: "Ho avuto il privilegio di avere due famiglie straordinarie, ognuna a modo suo. I miei genitori. Mia sorella Domenica, mio fratello Giovanni, mia cognata e i miei tre nipoti con relative famiglie e pronipoti. E la casa dei radicali. Con Marco il rapporto è sempre stato bellissimo e complesso. Lui è francofono e latinista, io anglosassone, a lui basta uno slogan, io voglio capire titoli e sottotitoli, io sono ordinata e precisa come la mia scrivania, lui è la sua scrivania, è come mangia o non mangia, ma Marco è senza dubbio un tagliando assicurativo contro la mediocrità. Quando ho detto che avevo un tumore ha risposto: "Ah, io ne ho due"".

LEGGI ALTRO...

È una guerra tra civiltà

Res publica   15.02.15  

C'è una civiltà guidata dalla ragione che, al netto delle sue storture, ambisce agli ideali di democrazia e libertà, che vive nell'universalità dei diritti civili.
Esiste poi un'altra civiltà che dal terrore trae la sua ispirazione. La paura di se stessi e del prossimo radicalizza un estremismo sordo al progresso sociale e cieco alle aspirazioni dell'individuo.

Queste civiltà non si differenziano per il colore della pelle, non si riconoscono dal simbolo stampato sul passaporto e non si distinguono dal credo religioso. Queste civiltà ci circondano e si mischiano. Siamo noi. Noi decidiamo da che parte stare. È una questione di libero arbitrio.

Da Madrid a Londra, da Parigi a Copenaghen. Da nord a sud. Da Bruxelles al Mediterraneo. Attentati e ideologie. Qualunquismo e benaltrismo.
La civiltà del terrore prova a spingerci verso la paura. Verso un nazionalismo che ci riporta a frontiere sigillate e menti chiuse. È una via facile, un dualismo schietto che non richiede nessuno sforzo intellettivo da parte nostra. Credente contro infedele. Contribuente contro clandestino.
Al contrario la via scelta dalla civiltà della ragione è ardua, richiede enormi sacrifici. A volte sembra contraddittoria. Rinnega la guerra, ma si affida ad essa. Cede a compromessi. Spesso appare inefficace, debole. Inciampa e impara a rialzarsi e ad avanzare. Trae forza dalla diversità. Sa adattarsi. Non è mai lineare, ma è l'unica via che ci permette di crescere perseguendola. Di evolverci verso qualcosa di più alto. Insieme.

Voi da che parte state?

LEGGI ALTRO...

Lo sciopero contro il lavoro

Res publica   15.02.15  

Cinque (5) adesioni su 1.478 lavoratori. Sono i numeri dello sciopero indetto dalla FIOM di Landini per protestare contro i tre sabati di lavoro straordinario negli stabilimenti di Fiat Chrysler Automobiles a Pomigliano d'Arco, decisi per soddisfare l'accresciuta domanda di Fiat Panda.

Nel paese in cui la protezione del posto fisso è un'ossessione per sindacati e per quei partiti politici che sul lavoro proclamano di investire le proprie energie, la percentuale di disoccupazione è più del doppio rispetto a quella degli Stati Uniti, paese che neppure contempla il concetto di posto fisso.

LEGGI ALTRO...

I migranti scomparsi

Res publica   14.02.15  

I migranti scomparsi in infografica

Un'infografica, realizzata dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, racconta la tragedia della strage continua di migranti.
I dati si riferiscono al periodo compreso tra gennaio e settembre 2014 e naturalmente alle sole morti accertate, una goccia nel mare.

LEGGI ALTRO...

Taxi Uber alles

Res publica   12.02.15  

Lo striscione sessista contro la manager di Uber a Milano

Ricordatevi di questo striscione davanti al prossimo tassista esasperato, che piangerà miseria durante un blocco del traffico mentre vi volantinerà le ragioni della categoria.
L'aggressione sessista nei confronti della country manager di Uber a Milano.

LEGGI ALTRO...
‹ Post più recenti     Post più vecchi ›     e molto di più nell'archivio...