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Nella tana del Sarlacc.

L'Europa a banda larga 18.12.12

Neelie Kroes, commissario per l'agenda digitale della Commissione Europea, ha annunciato che il 72% delle abitazioni dell'Unione sono connesse a internet in banda larga.

Europe on average has come a very long way in broadband penetration. Whereas in 2006 only 30% of the population had broadband access, now that figure is at 72%. Some countries like Denmark and Finland are now at 85% and significantly no country is at less than 50% penetration.

Scavi una buca, tiri un cavo 10.11.09

Under construction

Dagli albori di internet le pagine web personali in costruzione prevedono l'inserimento di un logo con segnali stradali, caschi gialli, pale e uomini al lavoro.

Il misunderstanding, in cui è inciampato il ministro Scajola e di cui non si capacita Paolo Valdemarin, deve partire senz'altro da lì.

Non riuscivo a capire cosa volesse dire fino a quanto, risentendo la notizia alla radio stamattina ho capito: 33.000 cantieri, capite? Quando Scajola parla dell'importanza della larga banda in Italia, non pensa allo sviluppo del mercato dell'ICT, non pensa alle migliaia di startup che potrebbero nascere, non pensa a nuovi modi di fare business e di sviluppare il paese che un'accesso universale alla larga banda potrebbero abilitare.

No, pensa a cantieri, a gente che scava buchi nelle strade per tirare cavi. È questo l'impatto positivo sul Pil. Sembra che questi pensino alla larga banda come un'ulteriore fonte di appalti più o meno truccati, di corruzione, di aumento ingiustificato dei costi e di tutto quello che i lavori pubblici implicano in questo paese.

WiMAX 07.01.07

In questo periodo si fa un gran parlare di WiMAX e, come sempre in questi casi, la confusione regna sovrana.
Vediamo di fare un po' di chiarezza sull'argomento.

WiMAX è l'acronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access.
Si tratta di un marchio di certificazione (come il Wi-Fi ad esempio) per tutti quei prodotti che superano i requisiti richiesti in materia di conformità e interoperabilità per gli standard della famiglia IEEE 802.16.

Sì, ma a cosa serve questo benedetto WiMAX?
E' presto detto.
Se il Wi-Fi permette la condivisione della banda larga su reti LAN il WiMAX fa la stessa cosa per quanto riguarda reti MAN.
Ciò significa passare da una condivisione della banda pensata su metri quadri (Wi-Fi) a distanze pari a chilometri quadrati (WiMAX).

WiMAX, come tutte le reti IEEE 802.16, utilizza il protocollo Logical Link Control (LLC) per cui si può affermare che è il completamento logico del Wi-Fi.
Per cui si può prevedere uno scenario nel quale poche antenne WiMAX, disposte ad esempio in una grande città, facciano da ponte tra innumerevoli hotspot Wi-Fi, in modo tale da permettere all'utenza di navigare senza fili (anche in mobilità) potendo scegliere la tecnologia a loro più congeniale.

Questa tecnologia supporta velocità di trasmissione dati fino a 70 Mbit/s, ciò permette quindi anche la completa copertura di quelle aree attualmente non fornite di accesso a connessioni a banda larga.

Lo standard WiMAX si basa principalmente sullo spettro compreso nell'intervallo delle frequanze fra 2 GHz e 11 GHz.
WiMAX inoltre innalza molti dei limiti dello standard Wi-Fi fornendo una maggiore larghezza di banda ed una cifratura più robusta.

In Italia la situazione è in via di regolamentazione dopo che, nel Dicembre scorso, il Ministero della Difesa ha raggiunto un accordo con il Ministero delle Comunicazioni per lo sfruttamento delle frequenze 3,4 e 3,6 GHz, adatte al WiMAX.
Entro il Giugno di quest'anno dovrebbero essere rese disponibili le prime licenze.
Per cui per la fine dell'anno e inizio 2008 potrebbero già nascere alcune interessanti offerte pilota al pubblico.

Crosspost su Rhadamanth Labs Weblog, VOIT.

Un Fonero in Riviera 07.06.06

Logo del movimento FonDa oggi, per la prima volta, la Provincia di Savona, e il suo capoluogo in particolare, entra nella comunità FON grazie a questa offerta che non potevo lasciarmi scappare.

Per chi ancora non lo conoscesse, il movimento FON si propone l'obiettivo di condividere l'accesso alle connessioni WiFi tramite gli access point messi a disposizione dai Foneros.

A oggi il principale problema delle reti wireless è la mancanza di hot spot e quindi la scarsità di aree dove poter navigare senza fili.
Il movimento FON utilizza una terapia d'urto per risolvere questa mancanza.
Ogni Fonero mette a disposizione un po' della sua banda gratuitamente, grazie ad un hot spot WiFi correttamente configurato, e il gioco è fatto.

FON è nato in Spagna alcuni mesi fa e oggi vanta già migliaia di utenti sparsi in tutto il mondo.
La regola è semplice, "condividi il tuo accesso WiFi e potrai usufruire degli accessi messi a disposizione dagli altri Foneros".
L'obiettivo è ambizioso: raggiungere un milione di hot spot gratuiti in tutto il mondo.

All'interno della comunità possono esistere tre profili di Foneros:

  • Linus, è l'utente che condivide la sua banda gratuitamente;
  • Bill, è colui che a fronte dell'accesso alla connessione WiFi chiede un contributo ai Foneros che ne usufruiscono;
  • Alien, chi non intende condividere la propria connessione, ma soltanto accedere a pagamento a quella degli altri Foneros (Linus e Bill). Le tariffe previste sono di 5 euro per 24 ore di connessione, e di 40 euro per un mese di accesso.

Google, Skype, Sequoia Capital e Index Ventures hanno già deciso di partecipare all'iniziativa investendo parecchi soldi.
Ci sono anche dei contro, molti ISP ad esempio non permettono la condivisione della banda ai propri utenti e il decreto Pisanu non semplifica di certo la vita ai Foneros italiani.