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Alabarda spaziale.

L'orizzonte degli eventi del buco nero supermassiccio M87 10.04.19

L'orizzonte degli eventi del buco nero M87
L'orizzonte degli eventi del buco nero M87

Il progetto Event Horizon Telescope ha puntato otto radiotelescopi verso la galassia Virgo A, distante all'incirca 55 milioni di anni luce, per catturare l'immagine dell'ombra che il buco nero supermassiccio M87 proietta sulla materia attratta al suo interno la quale, riscaldandosi, emette luce osservabile.

Il buco nero in questione ha una dimensione di 6,6 miliardi di masse solari, circa 1.600 volte più grande del buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia.
Gli astronomi hanno calcolato che l'orizzonte degli eventi si trova a oltre 20 miliardi di chilometri da esso, paragonato al nostro sistema stellare rappresenta una distanza tripla rispetto all'orbita di Plutone.
Il buco nero M87 ha la particolarità di non trovarsi al centro della galassia Virgo A, questo potrebbe essere dovuto a serie di fusioni di buchi neri più vecchi che ne ha lentamente spostato la posizione.

Le osservazioni dell'Event Horizon Telescope sono state rese possibili grazie alla tecnica nota come Very-Long-Baseline Interferometry (VLBI), un metodo capace di sincronizzare le strutture dei radiotelescopi in tutto il mondo e sfruttare la rotazione del nostro pianeta per creare un telescopio di dimensioni pari a quelle della Terra in grado di osservare ad una lunghezza d'onda di 1,3 mm. Questa tecnica ha permesso all'EHT di raggiungere una risoluzione angolare di 20 micro secondi d'arco.
I radiotelescopi che hanno contribuito a questo risultato sono stati ALMA, APEX, il telescopio IRAM da 30 metri, il telescopio James Clerk Maxwell, il telescopio Alfonso Serrano, il Submillimeter Array, il Submillimeter Telescope e il South Pole Telescope. I petabyte di dati ottenuti sono stati poi analizzati da supercomputer ospitati dal Max Planck Institute for Radio Astronomy e dal MIT Haystack Observatory.

Le fusioni di coppie di buchi neri rilevate attraverso le onde gravitazionali 29.12.18

Nelle simulazioni mostrate in questo video è possibile osservare l'aspetto di ciascuno dei 10 eventi catastrofici di fusione di buchi neri binari osservati, a partire dal 1° dicembre 2018, attraverso le onde gravitazionali rilevate (o ascoltate suggerirebbero alcuni astrofisici) dall'esperimento LIGO.

Un telescopio planetario per osservare il buco nero al centro della galassia 10.10.18

Realizzare un telescopio virtuale grande quanto la Terra per fotografare il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea.
È il progetto Event Horizon Telescope. L'idea è sfruttare le capacità di un supercomputer per analizzare i dati rilevati da osservatori sparsi sulla superficie terrestre e tutti indirizzati verso il centro galattico.

Avery Broderick, un astrofisico teorico che lavora con l'Event Horizon Telescope, ha affermato nel 2014 che la prima immagine di un buco nero potrebbe essere altrettanto importante di "Pale Blue Dot", la foto della Terra del 1990 che la sonda spaziale Voyager scattò dagli anelli di Saturno, in cui il nostro pianeta è un puntino insignificante in un vasto vuoto. Avery sostiene che la nuova immagine di una delle più pure incarnazioni della natura del caos e del disagio esistenziale avrebbe un messaggio diverso: direbbe, ci sono mostri là fuori.

Il paradosso dell'informazione del buco nero 26.08.17

Breve introduzione al paradosso dell'informazione del buco nero.

Il paradosso dell'informazione del buco nero (traduzione dell'inglese black hole information paradox) risulta dalla combinazione della meccanica quantistica e relatività generale. Implica che l'informazione fisica potrebbe "sparire" in un buco nero, permettendo a molti stati fisici di evolvere nello stesso identico stato. Questo è un argomento controverso poiché esso viola la dottrina comunemente accettata secondo la quale l'informazione totale riguardo a un sistema fisico in un punto temporale determinerebbe il suo stato in ogni altro tempo.

Nel 1975, Stephen William Hawking e Jacob Bekenstein mostrarono che i buchi neri irraggerebbero lentamente energia, e ciò pose un problema. Dal teorema dell'essenzialità, ci si aspetterebbe che la radiazione di Hawking fosse completamente indipendente dal materiale entrante nel buco nero. Ciò nondimeno, se il materiale entrante nel buco nero fosse uno stato quantistico puro, la trasformazione di questo stato nello stato eterogeneo della radiazione di Hawking distruggerebbe l'informazione riguardante lo stato quantico originale. Questo viola il teorema di Liouville e presenta un paradosso fisico.

Migliaia di buchi neri supermassicci in una foto 08.01.17

Migliaia di buchi neri supermassicci

In questa immagine, scattata dal telescopio spaziale a raggi X Chandra della NASA, sono visibili 2.076 buchi neri supermassicci in altrettante galassie.

The image above shows a piece of the sky in the constellation Fornax, and it's about 16 arcminutes across. By comparison, your pinkie's fingertip is about 60 arcminutes across and the moon is about 31 arcminutes across. Chandra says about 2,076 galaxies (and their supermassive black holes) are lurking in the photo, which they called "the deepest X-ray image ever obtained."

The dots reveal the locations of the supermassive black holes.

Astronomers can "see" these monsters because they round up stars, gas, and dust in a region called an accretion disk, which gets very hot and emits the X-rays. Low-energy X-rays are shown in red, medium-energy in green, and high-energy in blue.

These galaxies are between 11.9 and 12.9 billion light-years away from Earth — so distant it's like looking back in time.

Il buco nero supermassivo dalla notte dei tempi 26.02.15

A 12,8 miliardi di anni luce (3,926 miliardi di parsec) dalla Terra esiste un quasar, SDSS J010013.02+280225.8, che possiede una luminosità pari a 420.000 miliardi di volte quella del nostro sole.
Al centro del quasar si trova uno dei più giganteschi buchi neri supermassivi conosciuti. Questo buco nero ha una massa 12 miliardi di volte quella del Sole.
Capire come, pur trovandosi ad appena 900 milioni di anni dal Big Bang, sia potuto diventare così grande in così relativamente poco tempo aumenterà la nostra conoscenza sui buchi neri e sull'origine dell'universo.

Qualcosa sfugge ai buchi neri 27.01.14

Stephen Hawking rivoluziona la sua stessa teoria sui buchi neri tentando di conciliarla con la seconda legge della termodinamica. Un orizzonte apparente sostituirebbe l'orizzonte degli eventi permettendo a energia e informazioni di sfuggire, in alcuni casi, al campo gravitazionale di un buco nero.

Most physicists foolhardy enough to write a paper claiming that "there are no black holes" -- at least not in the sense we usually imagine -- would probably be dismissed as cranks. But when the call to redefine these cosmic crunchers comes from Stephen Hawking, it's worth taking notice. In a paper posted online, the physicist, based at the University of Cambridge, UK, and one of the creators of modern black-hole theory, does away with the notion of an event horizon, the invisible boundary thought to shroud every black hole, beyond which nothing, not even light, can escape.

In its stead, Hawking's radical proposal is a much more benign "apparent horizon", which only temporarily holds matter and energy prisoner before eventually releasing them, albeit in a more garbled form.