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Mastro di chiavi.

La natura in Liguria: Oasi del Merula (-11) 14.12.17

L'Oasi del Merula, localizzata nella zona della foce del medesimo torrente, rappresenta malgrado le sue limitate dimensioni, una delle ultime possibilità di salvaguardia di una zona umida di importanza regionale. Nella foce del Merula da alcuni anni è stata favorita la crescita del canneto palustre, che non crea problemi per le possibili inondazioni (la canna si piega al deflusso dell'acqua), permettendo altresì la vita a numerose specie nidificanti e migratorie che annualmente sostano in questa area naturale situata proprio in mezzo al nucleo cittadino di Andora. Uno degli aspetti più interessanti si è rilevato il numero di avvistamenti di uccelli migratori e stanziali, ben 48 specie.

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La natura in Liguria: Riserva naturale Agoraie di sopra e Moggetto (-12) 13.12.17

La Riserva naturale Agoraie di sopra e Moggetto è una area naturale protetta situata alle pendici del Monte Aiona, in Liguria e all'interno del Parco naturale regionale dell'Aveto, istituita nel 1971.

La riserva si suddivide in due aree: le Agoraie che occupano la maggior parte del territorio (15,50 ha) e il Moggetto (1,50 ha).
Le Agoraie sono un gruppo di laghetti di origine glaciale tra i quali 4 perenni e 2 stagionali.
I quattro laghi perenni sono il Lago degli Abeti, il Lago Riondo, le Agoraie di Mezzo e le Agoraie di Fondo o Stagno grande; mentre i due laghi stagionali si chiamano Pozza degli Abeti e Stagno Piccolo. Il lago più peculiare è il Lago degli Abeti che deve il suo nome per la presenza sui suoi fondali di numerosi tronchi fossili di abeti.
L'origine dei laghi va attribuita all'ultima era glaciale avvenuta nel Quaternario.

Il Moggetto, chiamato anche Stagno Lastro è un lago, anch'esso stagionale, nel quale trova spazio una notevole ittiofauna.

La flora della riserva naturale, che circonda fitta i laghi, è molto varia. La flora arborea è dominata dal Faggio e, in minor quantità, da varie conifere. Sono presenti numerosi relitti glaciali tra i quali Lycopodiella inundata, Tricophorum caespitosum, Sphagnum fuscum, Sphagnum rubellum, Drosera rotundifolia, Menyanthes trifoliata, Carex fusca, Eriophorum angustifolium, Eriophorum latifolium, Rorippa islandica ed Eleocharis palustris.

Nel corso degli anni, data la grande quantità d'acqua presente, si sono sviluppate moltissime specie di anfibi e rettili. Da segnalare sono tre specie di tritoni che rappresentano in tutto e per tutto i rettili: il tritone alpestre (Triturus alpestris apuanus), il tritone crestato (Triturus carnifex) e il tritone comune (Triturus vulgaris). Tra gli anfibi è da segnalare la presenza della rana alpina (Rana temporaria). Tra i mammiferi si trovano la talpa cieca (Talpa caeca), l'arvicola rossastra (Clethrionomys glareolus), il topo selvatico (Apodemus sylvaticus), il topo selvatico collo giallo (Apodemus flavicollis) e il topo ragno d'acqua (Neomys fodiens). Infine tra gli uccelli nidificanti vanno segnalati il germano reale (Anas platyrhynchos) e la cincia dal ciuffo (Parus cristatus).

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La natura in Liguria: Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara (-13) 12.12.17

Il Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara comprende il promontorio del Caprione, il basso corso del fiume Magra e il basso e medio corso del fiume Vara, suo principale affluente. Un'area interamente compresa nella provincia della Spezia.

Il territorio del Parco si suddivide tra le zone umide della Val di Magra, ricche di biodiversità, il promontorio del Caprione naturale meta escursionistica e l'entroterra delle verdi colline della Val di Vara.

La geologia del bacino del fiume Magra, ampio circa 1964 Kmq, è molto complessa. Per comprendere la varietà di rocce attraversate dai corsi del Vara e della Magra possiamo osservare il diverso aspetto dei ciottoli trasportati dalla corrente del fiume e depositati sulle sponde fluviali. Scopriamo così le arenarie, composte da piccoli granuli sabbia cementati assieme e che costituiscono gli alti rilievi del Monte Gottero e del Monte Civolaro, le serpentine, rocce vulcaniche di colore verde scuro, molto diffuse nella Val di Vara ed inoltre i rossi diaspri, i calcari e le marne.
Particolarmente interessante è la serie geologica di Punta Bianca, l'estremità meridionale del promontorio del Caprione. Il nome deriva dalla presenza di uno spesso strato di calcare bianco, utilizzato per la sua bellezza già in epoca romana. Nei pressi di Punta Bianca affiorano le rocce più antiche della provincia della Spezia, risalenti a unepoca compresa fra i 450 e i 350 milioni di anni fa, formate da antiche argille che hanno subito, nel tempo, un processo metamorfico.

La flora del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara

L'area fluviale è caratterizzata da una ricca vegetazione ripariale a salici che svolge una importante opera stabilizzatrice del substrato alluvionale. I più diffusi sono il salice bianco, il salice rosso e il salice ripaiolo, meno comuni il salice da ceste e l'endemico salice dell'Appennino.
Nella fascia più arretrata e lontana dalla corrente principale, su depositi limoso-sabbiosi, si sviluppano formazioni boschive più evolute caratterizzate da ontano nero, pioppo nero, pioppo bianco e salici arborei. Tra le specie sommerse di acque stagnanti troviamo il sempre più raro millefoglio d'acqua comune, il ceratofillo comune e varie specie di brasca, sulle sponde lungo le rive dei corsi d'acqua e dei canali troviamo canneti a cannuccia di palude e formazioni di lisca maggiore o lisca a foglie strette mentre sui greti fluviali piante erbacee come l'inula viscosa.
Si possono poi ammirare diversi altri ambienti: dalle pinete di pini marittimi con eriche, ai cui margini crescono il ginepro coccolone e il terebinto, ai boschetti di leccio. Non mancano prati, ginestre e grandi cespugli di ampelodesma che crescono in mezzo a formazioni rocciose calcaree.
Il promontrorio del Caprione presenta sui due versanti delle colline una differenza nella copertura vegetale dovuta all'esposizione, ai venti e all'influenza del mare o del fiume. Il versante sul fiume Magra è caratterizzato da pinete di pino marittimo, nelle colline di Bocca di Magra e dal bosco misto di caducifoglie come il cerro, la roverella e il carpino nero. Sul versante a mare, troviamo estese pinete di pino d'Aleppo e altre tipiche formazioni mediterranee: il bosco di leccio, di cui rimangono solo piccoli lembi, la macchia, formata da un insieme intricato di arbusti e liane sempreverdi e la gariga, composta da bassi arbusti ed erbe e ricca di specie aromatiche.
Il paesaggio vegetale è infine caratterizzato da vaste aree occupate dagli antichi oliveti terrazzati che ricoprono vaste aree del Caprione, soprattutto lungo il versante a mare ma anche nelle colline intorno ad Ameglia. La produzione di olio è stata una delle principali fonti di guadagno per la popolazione locale fino agli anni 50 ma in seguito molte colture di questo tipo sono state abbandonate a cominciare dagli oliveti più impervi, provocando un progressivo deperimento delle piante e un deterioramento dei muretti a secco. In primavera negli oliveti fioriscono anemoni, orchidee e in estate papaveri e gladioli oltre a numerose erbe.
La flora di pregio del parco fluviale è costituita soprattutto da piante acquatiche e palustri, sempre più rare a livello nazionale a causa delle opere di bonifica. Tra le piante di maggiore interesse citiamo, per esempio, il Millefoglio d'acqua, il Coltellaccio, la Lisca maggiore e la Lisca a foglie strette.
Il promontorio del Caprione, per le differenti condizioni climatiche cui è soggetto, è caratterizzato dalla presenza di una ricca flora mediterranea. Numerose sono le sclerofille sempreverdi, piante dalle foglie spesse e coriacee, come per esempio leccio, corbezzolo, alaterno, lentisco e mirto.
Vi sono poi specie protette in Liguria tra cui l'iris nano, il narciso tazetta e numerose orchidee selvatiche.
Particolarmente importante è la presenza del cisto bianco, arbusto dalle vistose fioriture, che sul Caprione si trova al limite orientale della sua area di distribuzione ed è uno dei simboli del parco.

La fauna del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara

La valle del fiume Magra rappresenta un'importante via migratoria per l'avifauna legata agli ambienti acquatici. Avvicinandoci al fiume è possibile distinguere il caratteristico canto dell'usignolo di fiume, tipico abitante dei canneti. Sul greto fluviale non è difficile osservare la garzetta e l'airone cenerino, mentre le acque tranquille dei laghetti perifluviali ospitano numerose anatre migratrici. Dove le acque dei fiumi Vara e Magra scorrono più lente, si può osservare il martin pescatore appoggiato sui rami più bassi dei salici vicini all'acqua, pronto a tuffarsi per catturare piccoli pesci o insetti. La foce del fiume Magra nei pressi di Fiumaretta e Bocca di Magra è invece un'area di particolare interesse per osservare gabbiani reali e comuni, marangoni dal ciuffo e sterne beccapesci, mentre il tratto di mare antistante la foce è meta di tuffetti, smerghi, svassi, orchi e orchetti marini oltre che cormorani ed edredoni.
Anche gli ambienti artificiali, come i frantoi di inerti presenti lungo il corso del fiume, ospitano specie importanti quali il gruccione e il topino. Nella piana di Marinella è presente anche l'Airone guardabuoi.
L'avifauna del promontorio del Caprione comprende le specie che vivono nella zona costiera come il corvo imperiale e il gheppio e gli abitanti della macchia come l'occhiocotto, la capinera e il cardellino. Importante è la presenza di numerosi rapaci notturni come l'allocco, la civetta, l'assiolo e il barbagianni. Tra i rapaci diurni troviamo la poiana e lo sparviere.
Nel Parco, la fauna minore come anfibi, rettili, invertebrati d'acqua dolce gioca un importante ruolo per la conservazione della biodiversità e per il mantenimento degli equilibri biologici dell'ambiente naturale, come per esempio corsi d'acqua, aree umide e grotte carsiche. Nel complesso la fauna ittica del bacino Magra-Vara è molto varia e sono state censite 39 specie. Di queste, 15 vivono nelle acque del fiume Vara, 13 autoctone, come la trota fario e due immesse per scopi alieutici.
Di recente è stata individuata la Lampreda di mare, quasi estinta nelle acque interne. Il comprensorio Magra-Vara risulta l’unico sito certo in Italia per la riproduzione di questo pesce.
Tra i crostacei da segnalare la presenza del granchio d'acqua dolce. Tra gli anfibi le specie più minacciate a livello regionale sono il raro ululone appenninico dal ventre giallo, il rospo smeraldino, il tritone crestato e la raganella comune, oltre alla rana temporaria, rara in provincia di La Spezia, alla salamandrina dagli occhiali, alla rana appenninica e alla salamandra pezzata, la cui presenza è da considerare di particolare pregio. Presente anche il tritone alpestre. Negli ambienti carsici e nelle grotte di Pignone e Riccò del Golfo troviamo il geotritone.
Tra i rettili invece ci sono il geco comune, la lucertola, l'orbettino e il biacco. Sul promontorio del Caprione sono presenti anche il ramarro e la natrice dal collare.
Sul Caprione i mammiferi sono rappresentati da carnivori quali la volpe, la faina, la donnola, il tasso, da insettivori quali il riccio e la talpa e da roditori come lo scoiattolo, il topo quercino, il ghiro e il moscardino.
Negli ultimi anni ha avuto grande diffusione anche il cinghiale.
Tra i chirotteri si trovano il Rinolofo minore, e l'euriale, alcuni vespertilionidi tra cui il maggiore, il Pipistrello nano, il Serotino e la Nottola.

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La natura in Liguria: Santuario dei Cetacei (-14) 11.12.17

Chiamato anche Santuario Pelagos, il Santuario dei Cetacei è un'area marina istituita nel 1999 in acque internazionali grazie alla collaborazione dei tre paesi nella quale il santuario è compreso: Francia (Costa Azzurra e Corsica), Principato di Monaco e Italia (Liguria, Toscana e nord della Sardegna). Essa si estende nel bacino corso-ligure-provenzale da Punta Escampobariou (vicino alla città francese di Tolone) a capo Falcone e capo Ferro (Sardegna), fino al Chiarone (confine tra Toscana e Lazio).

Occupa una superficie marina di circa 87 mila chilometri quadrati e la concentrazione di balene e delfini è particolarmente alta, tanto che lo whale watching (l'osservazione di questi mammiferi marini) è diventata una delle attività principali assieme alla cura e alla salvaguardia dell'ambiente marino.

Una serie di studi ha rilevato che in questa zona del mar Mediterraneo vi è una massiccia concentrazione di cetacei, grazie soprattutto alla ricchezza di cibo. I mammiferi marini sono rappresentati da otto specie: la balenottera comune (Balaenoptera physalus), il capodoglio (Physeter macrocephalus), il delfino comune (Delphinus delphis), il tursiope (Tursiops truncatus), la stenella striata (Stenella coeruleoalba), il globicefalo (Globicephala melas), il grampo (Grampus griseus) e lo zifio (Ziphius cavirostris).

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La natura in Liguria: Parco naturale regionale dell'Aveto (-15) 10.12.17

Il Parco naturale regionale dell'Aveto è un'area naturale protetta della Provincia di Genova ed è compreso nei comuni di Santo Stefano d'Aveto, Rezzoaglio, Borzonasca, Mezzanego e Ne, per una superficie complessiva di 3.018 ettari.
Il parco copre una delle aree naturalisticamente più importanti dell'intero Appennino Ligure. È stato istituito per proteggere una grande varietà geologica, faunistica e floristica, ma anche per conservare l'impronta antropica del luogo.

Val d'Aveto

La Val d'Aveto, attraversata dall'omonimo fiume, è circondata da alcune delle montagne più alte dell'Appennino Ligure, tra cui i monti Maggiorasca, Penna, Groppo Rosso e Aiona. La valle è caratterizzata da paesaggi di alta montagna e vi si trovano spesso pascoli immersi in vaste faggete. Le attività umane legate all'allevamento bovino hanno inciso molto sulla conformazione del territorio.
È una delle principali mete turistiche dell'entroterra del Tigullio, d'estate per il clima fresco, d'autunno per la raccolta dei funghi e d'inverno per i praticanti dello sci (di fondo, alpinistico ed escursionistico). La valle è formata dal fiume Aveto e da numerosi affluenti di carattere torrentizio e spesso poco estesi; tra i maggiori vi è comunque il torrente Gramizza.

Valle Sturla

La Valle Sturla nel suo tratto iniziale presenta prima pascoli e castagneti, in seguito noccioleti, orti e uliveti. Il torrente che la attraversa, lo Sturla, sfocia poi nel torrente Lavagna vicino al mare; la valle presenta così una grande varietà paesaggistica in pochi chilometri, prima con sorgenti e paesaggi montani, poi quasi con un clima e un paesaggio mite, tipico della zona costiera. Il torrente Sturla, che dà il nome alla valle, è da sempre sfruttato per la produzione di energia elettrica; ne è un esempio l'invaso di Giacopiane, situato tra prati e boschi e meta anch'esso di turisti.

Val Graveglia

La Val Graveglia è, delle tre valli, quella con la storia più particolare, sia antica che recente. Infatti caratteristiche formazioni rocciose e geologiche hanno arricchito il suolo di minerali, creando un particolarissimo ambiente. Allo stesso tempo è chiara l'impronta antropica sullo stesso ambiente: si trovano infatti varie cave e miniere che sfruttano da moltissimi anni le risorse del terreno. La valle è meta di geologi e speleologi, ma anche di numerosi turisti. Nella Val Graveglia rimane ben conservato l'ambiente rurale dei prodotti tipici derivanti da olivi, vigne, castagni e ortaggi, ma anche dei piccoli e caratteristici paesini. Il torrente Graveglia, che attraversa la valle, sfocia nel torrente Lavagna ed ha come maggior affluente il Reppia.

Sentieri

Nel parco si trova un tratto dell'Alta Via dei Monti Liguri che attraversa il parco da est a ovest o viceversa (ripercorre infatti parallelamente l'intera linea costiera ligure). Si trovano anche molti sentieri utilizzati per il trekking e le escursioni. Tra questi sentieri ve ne sono numerosi ad "anello" attorno ai monti con ottime vedute; i principali sono gli anelli dei monti Bossea, Aiona, Zatta, Ramaceto e Penna.

Sport ed attività praticabili

Sci: alpinistico, di fondo ed escursionistico, sulle montagna più alte; trekking ed escursionismo attraverso numerosi sentieri di varie difficoltà; mountain biking, utilizzando gli stessi sentieri; equitazione; alpinismo; canottaggio; pesca; attività relative alla Speleologia.

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La natura in Liguria: Giardini botanici Hanbury (-16) 09.12.17

I Giardini botanici Hanbury sorgono sul promontorio della Mortola, sulla costa ligure, a pochi chilometri dal confine francese. Occupano una superficie di 18 ettari, compresi nel territorio comunale di Ventimiglia, in Provincia di Imperia.

Il terreno è degradante dalla collina al mare, come è tipico della costa ligure. L'aspetto paesaggistico è tipicamente all'inglese, con vialetti irregolari e romantici rustici, pergolati e patii con la pittoresca vista del mare sullo sfondo. Il parco è anche attraversato da un tratto dell'antica strada consolare via Julia Augusta.

I Giardini furono realizzati a partire dal 1867, grazie alla passione dal viaggiatore inglese Sir Thomas Hanbury. Dopo aver fatto fortuna come esportatore di thè a Shangai egli decise di stabilirsi sulla costa ligure, ed acquistò dapprima il palazzo dei marchesi Orengo di Ventimiglia, tuttora esistente, e successivamente i terreni circostanti, su cui volle realizzare uno splendido giardino con specie botaniche raccolte in ogni parte del mondo.

Per sviluppare il progetto egli si fece aiutare dal fratello Daniel, giunto appositamente dall'Inghilterra, da diversi botanici (fra cui, in particolare, i tedeschi Ludwig Winter e Alwin Berger) e da una manovalanza di giardinieri stabilitisi nelle vicinanze. Il giardino divenne ben presto rinomato in tutto il mondo.

Alla morte di Sir Thomas, il figlio Cecil e la nuora Lady Dorothy portarono avanti l'opera fino alla seconda guerra mondiale, quando il sito dovette essere abbandonato.

Nel 1960 lo Stato italiano acquistò dagli eredi il complesso, che, nel 1962, fu affidato all'Istituto Internazionale degli Studi Liguri. Nel 1979 tale istituto rinunciò al gravoso impegno di ricostruzione post-bellica e successivamente, nel 1987, la gestione venne affidata definitivamente all'Università degli studi di Genova.

I giardini ospitano migliaia di specie botaniche (quasi 6000 catalogate nel 1912), di origine prevalentemente tropicale e subtropicale, organizzate a zone per gruppo botanico.

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La natura in Liguria: Parco naturale regionale di Porto Venere (-17) 08.12.17

Il Parco naturale regionale di Porto Venere è racchiuso nell'omonimo comune e comprende, oltre al borgo antico, le isole Palmaria, Tino e Tinetto.
In seguito alla sua istituzione, nel 1997, l'area è stata inserita tra i Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO assieme al territorio delle Cinque Terre.

Il Parco Naturale di Porto Venere racchiude nei suoi 400 ettari luoghi di grande valore ambientale, storico e culturale, testimonianza di una rapporto che si è mantenuto armonioso nei secoli tra uomo e natura.

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La natura in Liguria: Parco naturale regionale di Piana Crixia (-18) 07.12.17

Il Parco di Piana Crixia si estende ai confini tra la Liguria e Piemonte presentando imponenti fenomeni geologici e geomorfologici unici per questo tratto di Langhe in territorio ligure.

Il paesaggio è caratterizzato dalla presenza dei calanchi, particolari fenomeni erosivi con caratteristici solchi stretti e profondi, generalmente poveri di vegetazione, prodotti dalle acque di dilavamento su terreni argillosi.

Nei pressi della frazione Borgo, sovrastante il fiume Bormida, si trova il "Fungo" costituito da un grosso masso ofiolitico che ha protetto i conglomerati sottostanti, più facilmente erodibili, delle acque meteoriche, creando la curiosa e imponente figura.

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La natura in Liguria: Riserva naturale regionale dell'Isola di Gallinara (-19) 06.12.17

La Riserva naturale regionale dell'Isola di Gallinara si estende sugli 11 ettari dell'isola posta davanti alla costa di Albenga.
Il terreno calcareo ospita la tipica vegetazione della macchia mediterranea e alcune specie floristiche come la rosa e il fiordaliso della Gallinara.
L'isola è sede di una delle più grandi colonie di nidificazione dei gabbiani reali di tutto il mar Tirreno.

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La natura in Liguria: Oasi del Monte Dente (-20) 05.12.17

L'Oasi del Monte Dente, nome completo Oasi provinciale di Protezione della Fauna del Monte Dente è un'area faunistica gestita dal 1997 da Lipu che si estende tra le province di Genova e Savona nell'area del Parco naturale regionale del Beigua ed è compresa tra i comuni di Genova, Tiglieto e Masone.

L'oasi tutela il Monte Dente, un monte di grande importanza per l'avifauna migratoria e non; sono, infatti, segnalate ben 110 specie di uccelli, dei quali 45 nidificanti. Vanno citati il codirossone, la tottavilla, il calandro, il corvo imperiale e la pernice rossa tra i passeriformi, vi sono anche numerosi rapaci. Tra i mammiferi sono presenti il cinghiale, la lepre e in particolar modo il capriolo.

A rappresentanza della flora selvatica vi sono piante del genere Drosera ma anche fiori particolari come il tulipano selvatico e il giglio martagone. Sono presenti anche alberi come il faggio, il rovere e il sorbo.

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La natura in Liguria: Oasi di Arcola (-21) 04.12.17

L'Oasi è stata istituita nel 1992 dalla Provincia della Spezia come oasi di protezione della fauna ed affidata fin da subito in gestione alla LIPU nel tentativo, primo in Italia, di realizzare una garzaia artificiale. Lo scopo era quello di indurre alcune coppie selvatiche di Aironi cenerini, Garzette e Nitticore, che regolarmente frequentano la zona, a riprodursi all'interno dell'area su pioppi e salici in prossimità di una grande voliera dove erano stati inseriti esemplari feriti ed irrecuperabili delle stesse specie. Il tentativo, seguendo l'esempio di quanto avvenuto alcuni anni prima in Camargue, consisteva nel convincere gli esemplari selvatici a scegliere l'Oasi per nidificare, attirati ed invogliati dagli individui in cattività.

L'ambiente, caratterizzato dalla presenza di lanche, canneti e folti boschi ripari, è ormai unico in Liguria e rappresenta una preziosa testimonianza dell'antico paesaggio palustre della Val di Magra. Come appare evidente gli Uccelli rappresentano la fauna selvatica più significativa e facile da osservare, un po' in tutte le stagioni. In primavera e all'inizio dell'estate l'Oasi è frequentata dalle specie nidificanti come il Martin pescatore, che si riproduce nelle cavità sulle sponde del fiume mentre il canneto accoglie i nidi di due specie elusive e con abitudini ritirate come il Tarabusino, un piccolo Airone dal piumaggio color crema e nero e il Porciglione, che evidenzia la sua presenza con il tipico richiamo simile a quello di un maialino. Sempre lungo le rive, ma più verso l'interno, si riproduce anche la Gallinella d'acqua e sfruttando i rami dei salici anche il Pendolino, con il caratteristico nido a fiasco. Ed ancora l'Usignolo di fiume e la Cannaiola ed altre specie comuni come la Cinciallegra, il Luì piccolo e la Capinera. Durante le migrazioni e nel corso dell'inverno si possono osservare molte specie di rapaci e uccelli acquatici, attirate sia dal fiume sia dal mare, qui abbastanza vicino. Airone rosso, Sgarza ciuffetto, Falco di palude e Albanella minore, Lodolaio e Falco pescatore, alcune specie di trampolieri come il Combattente, la Pittima reale, il Cavaliere d'Italia e il Piovanello pancianera sono regolarmente presenti dove l'acqua è più bassa e ricca di una miriade di invertebrati acquatici, larve, piccoli pesci che sono il cibo preferito di queste specie. Durante l'inverno una folta popolazione di cormorani, proveniente dal Nord Europa e che si incrementa di anno in anno, frequenta l'Oasi sia per passare la notte negli alberi più alti che durante il giorno a caccia di tinche, carpe e persici.

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La natura in Liguria: Area marina protetta Cinque Terre (-22) 03.12.17

L'Area marina protetta Cinque Terre si estende per 4.591 ettari, tra Punta Mesco e il comune di Riomaggiore.
L'Area è suddivisa in tre zone, denominate A, B e C, ognuna con un diverso grado di protezione e tutela.

Nell'Area marina sono presenti le caratteristiche pareti di roccia a strapiombo sul Mar Ligure, tipiche delle Cinque Terre, mentre i fondali si alternano fra zone rocciose e disseminate di scogli e zone sabbiose. Sui fondali più rocciosi è possibile ammirare distese di praterie di gorgonie, anemoni e coralli, invece in quelli sabbiosi prevale la posidonia oceanica.

Gli amanti delle immersioni si concentrano nei punti di interesse naturalistici più emozionanti:
La Via dell'Amore: ci si immerge sul cappello della secca da circa 15 metri di profondità su di un fondale detritico fino ai 18 metri per poi scendere fino ai 32 metri sul fianco di una parete rocciosa ricca di aragoste e gorgonie.
Il Panettone: si parte da Punta di Montenero con un fondale detritico a 9 metri di profondità per poi scendere fino a un pinnacolo ricco di gorgonie, infine si giunge nella secca, tra i 25 e i 35 metri di profondità, dove vivono aragoste e saraghi in una prateria di gorgonie.
La franata di Corniglia: di fronte al caratteristico paese delle Cinque Terre si scende fino ad una profondità massima di 18 metri dove si possono incontrare murene, gronghi, aragoste, re di triglie, donzelle e pinna nobilis.

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La natura in Liguria: Parco naturale regionale delle Alpi Liguri (-23) 02.12.17

Il Parco naturale regionale delle Alpi Liguri, che si estende dalle Alpi al mare, è l'habitat ideale per una grande varietà di fauna selvatica, tra cui l'ermellino, la lepre variabile, la martora, il lupo e l'arvicola delle nevi e il gatto selvatico.
Tra gli uccelli si segnala la presenza del gufo reale, del picchio nero, del gallo forcello che nidifica nei boschi e l'aquila che vive tra i dirupi alpini.

Il Parco è diviso in quattro zone non contigue e si estende tra i comuni di Cosio di Arroscia, Mendatica, Montegrosso Pian Latte, Pigna, Rezzo, Rocchetta Nervina e Triora.

Zona di Pian Cavallo.
Inserita nelle valli del Tanarello e del Negrone al confine con il Piemonte tra il Passo della Colletta (1.623 m), le sorgenti del Negrone e la formazione del Tanaro, nel comune di Cosio di Arroscia e in quello di Mendatica.

Foresta Demaniale di Testa d'Alpe
La caratteritica di questa zona tra l'alta valle dello Sgorea nel comune di Rocchetta Nervina, il monte Alto (1.269 m) e il monte Morgi (819 m) è quella di ospitare un bosco tipicamente alpino a meno di 15 km in linea d'aria dal mare.

Dorsale Monte del monte Saccarello - monte Frontè - monte Monega.
Al suo interno sono protette le pendici dei monti Saccarello e Frontè (2.133 m) nelle valli Argentina, Arroscia e Tanarello, fino ad arrivare al confine con la Francia sul monte Saccarello (2.203 m) nei comuni di Triora, Mendatica, Montegrosso Pian Latte e Rezzo.

Comprensorio del monte Gerbonte - monte Toraggio e Pietravecchia.
Comprende l'alta val Nervia e l'alta valle Argentina nei comuni di Pigna e Triora con il Monte Grai (2.014 m), il monte Pietravecchia (2.038 m), il monte Toraggio (1.971 m), il monte Gerbonte (1.728 m) e la Cima di Marta (2.138 m).

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La natura in Liguria: Riserva naturale regionale di Rio Torsero (-24) 01.12.17

Nel comune di Ceriale si estende per circa 4 ettari la Riserva naturale regionale di Rio Torsero.
Il territorio si presenta roccioso e calcareo, coperto a tratti da macchia mediterrane; è un deposito fossilifero risalente al Pliocene inferiore che preserva resti di antichi molluschi.

Una collezione di pregevoli fossili provenienti dalla Riserva è visitabile nel Museo paleontologico Silvio Lai di Peagna, caratteristica frazione di Ceriale.

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I dolci della Liguria 25.12.16

Amaretti di Sassello

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I dolci della Liguria: chinotti canditi di Savona (-1) 24.12.16

Il chinotto in Liguria si coltiva solo nel territorio della Riviera delle Palme e più precisamente tra Varazze a Finale Ligure.
La pianta fu importata dalla Cina intorno al 1500 grazie a un navigatore savonese.
Il primo laboratorio di canditura in Liguria risale al 1877, quando la Silvestre-Allemand si trasferisce a Savona dalla città di Apt, nel sud-est della Francia, dove era attiva già dal 1780. In pochi anni nacquero molti stabilimenti locali che affinarono l'arte della canditura, ponendo le basi di un'importante tradizione pasticciera. Verso la fine del 1800 a Savona fu fondata la "Società Cooperativa dei chinotti" che, sull'esempio delle Camere Agrumarie del sud Italia, provvedeva sia alla coltivazione che alla trasformazione e alla vendita dei frutti. Il periodo di più intensa attività dell'industria dei frutti canditi è stato quello a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

Oggi nel savonese esistono ancora pasticcerie che candiscono o sciroppano i chinotti. La lavorazione comincia con un'immersione in salamoia (un tempo si utilizzava l'acqua di mare) che si prolunga per tre settimane circa. In seguito gli agrumi vengono torniti a mano per togliere un sottile strato di buccia contenente gli estratti e gli aromi più amari e rimessi in salamoia. Dopo questi passaggi i chinotti sono pronti per essere conciati con bolliture successive in sciroppi dolci a concentrazione crescente e infine posti in liquore, preferibilmente Maraschino, oppure canditi.

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I dolci della Liguria: baci di Alassio (-2) 23.12.16

I baci di Alassio sono biscotti al cioccolato a base di nocciole dall'aspetto simile ai baci di dama, ma più grandi e dalla forma irregolare.
Nati intorno al 1910 grazie a Rinaldo Balzola, pasticcere della Real Casa Savoia, dal 2006 i baci di Alassio hanno ottenuto il marchio D.O.P.
Ancora oggi il Caffè Pasticceria Balzola, che si fregia di essere inserito nella lista dei locali storici d'Italia, porta avanti con orgoglio la gustosa tradizione dolciaria alassina.

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I dolci della Liguria: pinolata (-3) 22.12.16

La torta più classica e apprezzata di Chiavari e del suo entroterra.
Il dolce dal colore dorato e ricoperto da una pioggia di pinoli. Croccante all'esterno, dall'impasto soffice e fragrante.

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I dolci della Liguria: budino di castagne (-4) 21.12.16

Un dolce al cucchiaio tipico della stagione autunnale e dell'entroterra ligure, dal sapore delicato e invitante.
La preparazione prevede di lessare le castagne sbucciate. Trasformarle in purea e unirvi lo zucchero, la scorza di limone, 1/2 etto di burro, le uova e il latte. Imburrare lo stampo e spolverizzarlo con pangrattato prima di versarvi l'impasto. Cuocere in forno a 180 gradi per circa mezz'ora.

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I dolci della Liguria: bugie (-5) 20.12.16

Le bugie, böxie in ligure chiamate anche chiacchere a La Spezia, sono tipici dolci del periodo carnevalesco.
Nate nell'antica Roma con il nome di frictilia, le bugie hanno la forma di una striscia di stoffa spiegazzata. La base è un impasto di farina che poi viene fritto e infine spolverato con zucchero a velo.

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I dolci della Liguria: castagnole (-6) 19.12.16

Le castagnole sono un dolce di Carnevale della tradizione culinaria ligure che risale al XVIII secolo.
Impastati gli ingredienti principali uova, zucchero, farina e burro si formano delle palline che vengono poi fritte in olio bollente. Le castagnole, all'apparenza palline irregolari della dimensione di una castagna, vengono servite con zucchero a velo o con miele.
Ne esistono due varianti: una senza ripieno e una con ripieno alla crema pasticcera o alla panna.

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I dolci della Liguria: pandolce genovese (-7) 18.12.16

Il pandolce genovese, in ligure pandöçe o pan döçe mentre nel sanremese è spesso chiamato pan du bambin, è un panettone schiacciato farcito con canditi, pinoli e uvetta tipico del genovesato e diffuso in tutta la Liguria.

L'antica tradizione prevede che il pandolce, con un rametto di alloro posto sulla sua sommità a simboleggiare fortuna e benessere, sia portato in tavola dalla persona più giovane in casa e servito al più anziano prima di essere tagliato e distribuito.
Una fetta verrà poi conservata per il primo bisognoso che suonerà alla porta, mentre un'altra sarà tenuta da parte per il giorno di San Biagio, il 3 febbraio.

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I dolci della Liguria: biscotti del Lagaccio (-8) 17.12.16

Nacquero nel 1593 nell'omonimo quartiere sulle alture Genova. In origine erano semplici fette di pane biscottate a lunga conservazione, ideali per i pescatori e durante i lunghi viaggi in mare.
I biscotti del Lagaccio o semplicemente Lagacci sono un croccante dolce della tradizione genovese dalla tipica forma allungata e dall'inconfondibile sapore dato dai semi di finocchio.

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I dolci della Liguria: panera (-9) 16.12.16

Creato nella del XIX secolo a Genova, la pànera è un semifreddo al caffè. Il suo nome deriva dalla contrazione di "panna nera" in genovese.
La preparazione prevede un'amalgama di panna fresca, polvere di caffè arabica, zucchero e tuorli d'uova sbattuti da portare a ebollizione in bagnomaria. Dopo aver lasciato depositare sul fondo il caffè, il composto viene filtrato con una tela e passato nella gelatiera.

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I dolci della Liguria: amaretto di Sassello (-10) 15.12.16

Nati in Italia verso la fine del XIII secolo e successivamente diffusi nel reso d'Europa e dei paesi arabi durante il rinascimento, gli amaretti sono pasticcini a base di pasta di mandorle, fatto con zucchero, bianco d'uovo, mandorle dolci e mandorle amare e armelline.
La specialità di Sassello, nell'entroterra di Savona, è famosa e apprezzata per il suo cuore interno morbido, simile al marzapane.

L'amaretto di Sassello è inserito nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali italiani.

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I dolci della Liguria: latte dolce fritto (-11) 14.12.16

Uno dei dolci più tipici e più facili da preparare sotto le festività, il latte dolce fritto.
Sarà necessario portare a ebollizione il latte dopo avervi stemperato, a poco a poco, la farina. Unire successivamente lo zucchero, la scorza di limone che poi andrà tolta e 4 uova sbattute continuando a mescolare a fuoco lento sino a ottenere una crema consistente.
Quando il composto si sarà raffreddato e solidificato andrà taglaito a fette e fritto in pastella. Prima di servirlo andrà spolverato con dello zucchero a velo.

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I dolci della Liguria: cubaite (-12) 13.12.16

Di origine araba e diffuse principalmente nell'entroterra della Riviera dei Fiori tra Isolabona e Triora, le cubaite sono cialde ripiene principalmente di nocciole cotte nel miele.
La cialde, in dialetto nägie, vengono preparate con farina, acqua e albume e farcite con nocciole trite, noci, miele e scorze di limone o d'arancia grattugiate e cotte tra due testi, chiamati fari pe e nägie in ligure.

Le cubaite sono un dolce tradizionalmente preparato durante le feste natalizie.

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I dolci della Liguria: torta di riso (-13) 12.12.16

La torta per eccellenza preparata durante i periodi di festa, si è trasformata nel tempo in un dolce ottimo per tutte le stagioni, grazie alla sua ricetta semplice, gustosa e leggera.
Una classica sfoglia ligure, olio, uova, zucchero, acqua, qualche scorza di limone grattugiata. Il segreto della bontà della torta di riso è tutto qui.

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I dolci della Liguria: biscotti alla lavanda (-14) 11.12.16

Dall'aroma particolare questi biscotti friabili e molto delicati sono tipici della Riviera dei Fiori. Nella Valle Argentina e nell'imperiese nacquero infatti le prime coltivazioni di lavanda in zone comprese tra i 300 e i 2.000 metri di altitudine.
Semplici da preparare e leggeri, hanno un'inconfondibile forma che ricorda una margherita.

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I dolci della Liguria: gobeletti (-15) 10.12.16

Dalla forma di piccoli panieri, i gobeletti, sono dolci di pastafrolla ripieni di confettura di frutta solitamente di mele.
Specialità tradizionali tipiche di Finale Ligure, Cogoleto, Calice Ligure e Rapallo dove, con il nome di cubeletto, vengono prodotti dalla Pasticceria Canepa sin dal 1862 e qui hanno ottenuto la Denominazione Comunale d'Origine nel 2012.

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I dolci della Liguria: sacripantina (-16) 09.12.16

La Sacripantina è indissolubilmente legata a Genova e all'antica pasticceria di Giovanni Preti, in piazza Portello, sin dal 1851.
La golosa torta nata all'ombra della Lanterna viene preparata su una base di pan di Spagna tagliato in sottili dischi e imbevuto di Marsala, che poi viene ricoperta con ricchi strati di crema al burro e cacao e profumata al rum. La tradizionale forma a cupola rimanda alle gonne della dame di un tempo e racchiude un dolce segreto, un canestrello che ne costituisce il cuore.

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I dolci della Liguria: baxin d'Albenga (-17) 08.12.16

Il baxin d'Albenga è un dolce antico, conosciuto già in epoca settecentesca quando veniva prodotto dai frati benedettini liguri con farina e zucchero e aromatizzati da chiodi di garofano, cannella e scorza di limone.
L'origine dei baxin (bacini, in italiano) è dovuta a un errore durante la preparazione di una ricetta simile.

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I dolci della Liguria: sciuette di Varese Ligure (-18) 07.12.16

Il caratteristico borgo di Varese Ligure è custode di una antica tradizione culinaria tramandata dalle suore di clausura del Monastero dell'Ordine Agostiniano di San Filippo Neri, le piccole e dolci sciuette preparate con pasta di mandorle e a forma di fiore dal colore rosso, rosa e giallo.

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I dolci della Liguria: spongata (-19) 06.12.16

La spongata, a volte chiamata anche spungata, è una torta con una base di pasta simile alla pasta brisée, riempita con marmellata di mele e pere, frutta candita, pinoli e mandorle, ricoperta infine da un secondo strato di sfoglia che viene fittamente bucherellato per facilitarne la cottura in forno e infine modellato con uno stampo di legno.

La spongata è un dolce preparato nel periodo natalizio, tipico di Sarzana e del Golfo dei Poeti, di antiche tradizioni e di probabile origine ebraica; si afferma infatti che sia stato portato in Italia da ebrei provenienti dalla Spagna.

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I dolci della Liguria: canestrelli (-20) 05.12.16

I canestrelli sono antichissimi e popolari biscotti preparati sin dal Medioevo con il nome di nebule, probabilmente dalle gilde dei produttori di ostie e offerti in occasione di matrimoni, battesimi, feste religiose come la Pasqua e durante il Carnevale.
Il loro nome potrebbe derivare dal termine canestro, il cesto di paglia o vimini dove si ponevano a raffreddare dopo la cottura e nei quali poi venivano conservati. Altri fonti ritengono invece che l'etimologia sia da mettere in relazione con il disegno dello stampo a pinza in cui venivano cotti.

I canestrelli liguri, forati e dalla forma di margherita, sono riconosciuti a livello nazionale come Prodotto Agroalimentare Tradizionale italiano. Tra i marchi famosi ricordiamo i Canestrelletti di Torriglia dal diametro di 10 cm e il foro di 3 cm, i Canestrelli di Santo Stefano d'Aveto PAT e i Canestrelli dell'Acquasanta PAT, entrambi a base di pasta frolla al limone.

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I dolci della Liguria: camogliesi al rum (-21) 04.12.16

Nati nel 1970 dalle esperte mani di Giacomo Revello, i camogliesi al rum sono diventati in breve tempo uno dei pasticcini a pizzicotto più apprezzati della Riviera.
L'enorme successo di questa specialità a base di cacao e impasto di crema aromatizzata al rum ha portato ben presto alla nascita di nuove gustose varianti come quelle al caffè, alla mandorla, alla nocciola, alla crema d'amaretto, al gianduia e all'arancia.

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I dolci della Liguria: pan dei morti di Savona (-22) 03.12.16

L'antica ricetta, tipica del periodo della ricorrenza dei defunti, risale agli antichi greci che offrivano un pane dei morti a Demetra la Dea delle messi per assicurarsi un buon raccolto e prevede un ricco impasto di cacao, uvetta, canditi e frutta secca.
A Savona la preparazione di questo panetto schiacciato e molto morbido inizia con l'arrivo dell'autunno e si conclude con l'arrivo delle feste di Halloween e Ognissanti e la ricorrenza del giorno dei defunti. È il dolce più tipico che non può mai mancare sulle tavole dei savonesi.

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I dolci della Liguria: michetta di Dolceacqua (-23) 02.12.16

I piccoli panini dolci preparati con un impasto a base di farina di frumento, di lievito di birra, zucchero, burro, uova, olio extravergine di oliva e la scorza grattugiata di un limone, da 7 secoli sono una vera istituzione del borgo di Dolceacqua tanto da meritarsi un giorno a loro dedicato: il 16 agosto.

La michetta di Dolceacqua rievoca un episodio in cui storia, tradizione e leggenda si intrecciano e si legano ai soprusi del tiranno Imperiale Doria, risalendo al XIV secolo.
Il crudele marchese in quegli anni reintrodusse l'uso dello jus primae noctis. Lucrezia, bellissima fanciulla diciannovenne e promessa sposa, decise di comune accordo con il suo fidanzato, un giovane di cui si conosce solo il cognome Basso, di sposarsi in segreto per sfuggire all'odioso editto. Nonostante tutte le attenzioni i due sposi furono scoperti e le guardie del marchese rapirono Lucreazia per portarla al Castello. L'incrollabile rifiuto della ragazza di concedersi al tiranno costrinse il marchese Doria a piegare la sua volontà facendola rinchiudere nelle segreta senza cibo e acqua. A nulla valse la tortura e Lucrezia preferì lasciarsi morire di fame.
Il giovane fidanzato e la gente di Dolceaqua venuti a conoscenza dell'orrendo destino riservato alla ragazza meditarono vendetta.
Il ragazzo, nascosto in un fascio di fieno, riuscì nella notte tra il 14 e il 15 agosto a entrare nelle scuderie del marchese e con la complicità di una guardia raggiunse la stanza di Doria, dove armato di pugnale costrinse il tiranno ad abolire l'editto dello jus primae noctis.
Le donne di Dolceacqua, in ricordo del sacrificio di Lucrezia per la loro libertà, decisero di preparare un dolce a perenne ricordo dell'avvenimento. Nacque così la michetta al grido "Omi, au a michetta a damu a chi vuremu nui!" "Uomini, adesso la michetta la diamo a chi vogliamo noi".

Ancora oggi ogni 16 agosto il borgo celebra la sua eroina con una grande festa tra i caruggi, bevendo Rossese di Dolceacqua e gustando le prelibate michette.

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I dolci della Liguria: gelato al paciugo (-24) 01.12.16

Vaniglia, cioccolato, frutta fresca, sciroppi di frutta e wisky. Il gelato al paciugo è una vera specialità del Golfo del Tigullio e del Gofo Paradiso.
Nato nel 1924 al Caffè Excelsior, oggi uno dei Locali Storici d'Italia che si affaccia sulla piazzetta di Portofino, il gelato al paciugo è un'invenzione creata da Lina Repetto.

Il nome paciugo nacque per caso dopo che un cliente chiese a Lina come si chiamava la sua golosa coppa di gelato e lei rispose semplicemente u lé un paciugo, è un pasticcio.

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Un calendario di festività immaginarie 16.06.16

Atlas Obscura ha preparato un calendario con le principali festività geek entrate di diritto nella cultura pop. Dal Robanukah al Bloomsday.

Anyone can tell you about how many shopping days there are until Christmas, or what costume they're planning for Halloween, but how many people know when First Contact Day is, or what day of the week the Wookiee Life Day falls on?

Thank goodness, then, for Atlas Obscura's first calendar. With the help of suggestions from our readers, we've assembled over 75 pop culture holidays to help you celebrate your favorite fictional occasions, with birthdays of famous characters from Rory Gilmore to Harry Potter, and important days in fiction from Bloomsday to Judgement Day. While the calendar is far from comprehensive, we've put together a collection of some of the greatest pop culture occasions (that we can put a date to) anywhere this side of Middle Earth.

Castelli e fortezze della Liguria 25.12.15

Fortezza del Priamar di Savona

Castelli e fortezze della Liguria.

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Fortezza del Priamar - Castelli e fortezze della Liguria (-1) 24.12.15

La Fortezza del Priamar di Savona è una delle più imponenti e iconiche architetture militare della Liguria.
Domina il centro storico in corrispondenza della Vecchia Darsena e prende il nome dalla collina prospiciente il mare su cui sorge, dove i ritrovamenti dei primi insediamenti abitativi risalgono all'età del bronzo. La denominazione deriverebbe da "pria a' mà", "pietra sul mare" in dialetto ligure.
Dopo l'istituzione del libero comune di Savona, il promontorio divenne il centro della città medievale. Vi sorgevano i palazzi comunali, numerosi oratori, alcune chiese, il palazzo del vescovo e l'antica cattedrale, eretta fra l'anno 825 e l'anno 887 sui resti di un precedente tempio pagano. Fu intitolata dapprima a santa Maria Maggiore e poi a santa Maria di Castello.

Per la sua conformazione rilevata fu da sempre il luogo più adatto alla difesa della zona, la cui prima notizia storica si ha quando è menzionata da Tito Livio quale comunità alleata di Cartagine presso la quale nel 205 a.C. Magone, fratello di Annibale, depositò il bottino che aveva ricavato dal saccheggio dell'insediamento romano di Genova.

Durante la dominazione roman, la cittadella perse importanza a favore di Vada Sabatia, l'odierna Vado Ligure, meglio collegata alla rete stradale, andando così incontro ad un periodo di decadenza, con successiva ripresa nel periodo bizantino quando fu caposaldo per il controllo della Provincia Maritima Italorum. Risalirebbe a tale epoca la più antica fortificazione eretta sul promontorio, il castello di San Giorgio, distrutto nel 641 quando, al tempo della dominazione longobarda sull'Italia, Savo compare come una delle città distrutte da Rotari. In seguito la rocca tornò a essere fortificata e divenne nuovamente centro strategico della zona nei secoli IX e X, soprattutto come punto difensivo contro le scorrerie saracene. Nel frattempo, mentre il potere civile si rafforzava sull'altura opposta di Monticello, la collina andò acquistando una funzione di cittadella vescovile, come risulta da un atto con cui nel 998 l'Imperatore Ottone III confermava al Vescovo il possesso degli edifici religiosi esistenti sul promontorio ed è conosciuta come Castellum Saonensis.

I primi interventi di fortificazione militare realizzati da Genova risalgono all'XI secolo, mentre nel XVI secolo viene realizzato un secondo forte, il castello di Santa Maria, chiamato anche "Castello Nuovo", dove il "vecchio" era considerato quello di San Giorgio, cosicché nella seconda metà del XIII secolo sul promontorio si sommano le funzioni religiose e quelle di natura militare.
In seguito la zona viene in due occasioni pesantemente coinvolta nelle complicate trame politico militari dell'Italia del Quattrocento: subisce un primo assedio da parte delle truppe del Marchese del Monferrato, che la espugnano nel 1413. Genova interviene ancora nel 1469 - 1477 facendo progettare e realizzare da Pietro Antelamo un rafforzamento delle mura.
Nel 1488 un secondo assedio cinge la rocca: questa volta è l'esercito del Duca di Milano, Ludovico il Moro, comandato da Boccalino da Osimo ad attaccare ed espugnare il Priamar.
Poi nel Cinquecento la rocca entra nelle vicende legate alla lotta, durata decenni, tra la Spagna e la Francia per l'egemonia europea, dalle quali nascerà la decisione della Repubblica di Genova di procedere alla costruzione della fortezza, in quanto Andrea Doria era fedele agli spagnoli, mentre Savona si era schierata con i francesi.
La sconfitta del re francese a Pavia non fu senza conseguenze per i rapporti tra le due città: nel 1528 i genovesi punirono Savona con l'interramento del porto e con altre vessazioni che ridurranno la popolazione savonese da 18.000 a 6.000 abitanti. Poi, nel giro di pochi anni la situazione politico militare cambia, e quando i francesi, ancora in lotta contro la supremazia degli Asburgo, stipulano un'inedita alleanza col Sultano Solimano, si teme un attacco della flotta franco-turca contro le coste liguri, il che porta la Repubblica di Genova a decidere di tornare a fortificare la collina del Priamar.
E' qui che vede la nascita della Fortezza del Priamar. I lavori, iniziati il 2 agosto 1542, durano sino al 1544 e comportano la distruzione della parte più antica della città, interessando sia le strutture religiose sia il tessuto abitato. In questa prima fase la cattedrale di Santa Maria di Castello venne inizialmente risparmiata. Fu tuttavia sconsacrata e diventò una caserma, al servizio del presidio genovese che poteva contare nel 1558 sino a 4.000 soldati.
Ma cinquant'anni dopo, nel 1595, quando Genova decide un rafforzamento del complesso difensivo, anch'essa verrà sacrificata per far posto ad altre strutture. L'edificio che ne prende il posto sarà chiamato Palazzo del Commissario e dell'assetto di quell'edificio religioso resteranno soltanto indicazioni della pianta in alcune stampe dell'epoca.

Il 1729 vede la nascita di un nuovo edificio chiamato Palazzo della Sibilla.

Nell'ambito della Guerra di successione austriaca, le truppe di Carlo Emanuele III di Savoia al comando del Generale Della Rocca con una imponente dotazione di artiglieria cingono l'assedio alla Fortezza del Priamar. Quando Genova insorge contro gli Austriaci con il famoso episodio di Balilla e tenta di portare aiuto agli assediati, viene bloccata dalla flotta inglese. Dopo 18 giorni di assedio senza poter ricevere soccorso e seguito di una breccia del bastione di San Bernardo, il comandante del forte, Agostino Adorno, capitola assieme ai circa 900 soldati di guarnigione. È il 18 dicembre 1746 e dovranno passare tre anni prima che nel 1750, a seguito della Pace di Aquisgrana, la fortezza venga restituita ai Genovesi.

Nel 1796, durante la Campagna d'Italia, il Priamar viene occupato dalle truppe francesi guidate da Bonaparte e la fortezza resterà poi nelle loro mani sino al 1815.
In seguito al Congresso di Vienna Savona e tutta la Liguria vengono annesse al regno di Sardegna e la fortezza passa ai piemontesi. A quel punto, ormai, il complesso ha perso ogni importanza di tipo militare ed i nuovi proprietari vi manterranno soltanto un piccolo presidio.

Nella cella n. 54, dal novembre 1830 al marzo 1831 verrà tenuto prigioniero Giuseppe Mazzini, rinchiusodopo il suo arresto per attività cospirativa. La Fortezza del Priamar un decennio prima era stata trasformata in prigione.

Dopo decenni di abbandono l'intera fortezza è stata restaurata completamente negli anni '90 ed è attualmente sede del Museo Archeologico, del Museo Pertini e ospita numerose attività culturali durante tutto l'anno, tra cui la rassegna cinematografica all'aperto tra luglio e agosto e la stagione estiva del Teatro dell'Opera Giocosa. La Fortezza del Priamar è anche uno spettacolare belvedere sulla città e il mar Ligure. Le sue terrazze alberate sono metà quotidiana di turisti e savonesi e da esse è possibile assistere ai grandi spettacoli pirotecnici-musicali della città, a Capodanno e a luglio.

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Castel San Giovanni - Castelli e fortezze della Liguria (-2) 23.12.15

Castel San Giovanni è un'imponente fortezza che domina Finalborgo e l'intera Finale Ligure.
Fu costruito allo scopo di rafforzare le difese della capitale del Marchesato di Finale dagli spagnoli tra il 1640 e il 1644 sui ruderi di un più antico torrione risalente alla metà del XV secolo. Questo torrione, che viene ricordato da Gianmario Filelfo e di cui si ha notizia da un disegno del 1571, costituisce oggi il corpo centrale a pianta ottagonale della fortezza.

Trent'anni dopo la sua costruzione fu ampliato, secondo il progetto dell'ingegnere Gaspare Beretta, per favorire un collegamento diretto con il borgo e apportare rinforzi alle fortificazioni.

Castel San Giovanni fu abbandonato a partire dal 1707 e nel 1713 ceduto dall'Austria a Genova, che lo demolì in parte.
Nel 1822 fu trasformato in penitenziario.
Dal 1960 fa parte del Demanio. Oggi, restaurato, è una delle principale attrattive della città.

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Castello di Balestrino - Castelli e fortezze della Liguria (-3) 22.12.15

Furono i nobili piemontesi Bava, i primi signori del feudo di Balestrino e dell'intera vallata, a costruire alle pendici della rocca Curaira un primo castello, nella frazione di Bergalla.
Nel XII secolo il feudo passò in possesso dei marchesi Del Carretto del ramo di Finale. Due secoli dopo i loro discendenti erigeranno il castello che porta il loro nome e che conosciamo tutt'oggi.
La sua costruzione comportò però per gli abitanti del luogo gravose imposte e obblighi di manodopera. Lo scontento sfociò in una rivolta e la residenza fortificata venne dato alle fiamme.

Il castello seguì le vicende della famiglia dei Del Carretto. Qui vennero trucidati nel 1561, in una rivolta degli abitanti balestrinesi, il marchese e la sua consorte. Per prevenire nuove rivolte suo figlio istituì nuove severe leggi erigendo un tribunale e imponendo la tortura.
Il teso rapporto tra abitanti e marchesato non negò però a Balestrino di conoscere un'epoca di espansione economica, supportata dalla costruzione di mulini, frantoi, fornaci e saponifici. Il borgo divenne così capitale economica dell'intera valle, rimanendo indipendente dalla Repubblica di Genova, nuova possedente delle terre circostanti.

Solo nel 1735 la sovranità del feudo sarà ceduta dall'imperatore alle dipendenze del Regno di Sardegna che, per decreto reale del 1749, assoggetterà Balestrino ala provincia di Oneglia; alla famiglia Del Carretto rimase il godimento dei residui diritti feudali.

Il Castello di Balestrino vide ancora un episodio drammatico. Nel 1795, durante le fasi cruciali della battaglia di Loano, il borgo e il suo maniero fortificato furono teatro di drammatici scontri tra la popolazione e l'esercito francese. La vittoria dei soldati francesi aprì la strada dell'Italia nordoccidentale a Napoleone Bonaparte.

Un discendente della famiglia carrettese, Domenico Del Carretto, tra il 1812 e il 1820 metterà mano al castello. L'opera di ristrutturazione vedrà l'eliminazione delle merlature ghibelline del mastio in favore di una nuova copertura e una scalinata in sostituzione dell'antico ponte levatoio, regalandoci la struttura che ancora oggi si può ammirare.

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Castello di San Giorgio - Castelli e fortezze della Liguria (-4) 21.12.15

Sulle alture di Portofino sin dal II secolo era presente una torre di avvistamento di epoca romana. Su quello stesso terreno secoli dopo venne eretto un castello. Le prime notizie ufficiali su quella fortezza risalgono al 1425 quando Tomaso Fregoso, doge della Repubblica di Genova, occupò il borgo di Portofino in opposizione a Filippo Maria Visconti duca di Milano.
Il Castello di San Giorgio ha sempre costituito un ambito bottino per la sua posizione strategica che permette di avere un'ampia visuale sul borgo e del Golfo del Tigullio, per questo fu più volte oggetto di tentativi di occupazione e assedi fino ai primi anni del XIV secolo.

Possedimento militare della Repubblica di Genova, nel XVI secolo vennero avviati diversi lavori di restauro e ampliamento per una maggiore difesa di Portofino.
Fra il 1554 e il 1557, su progetto dell'ingegnere Giovanni Maria Olgiato che fu progettista di fiducia del re Carlo V di Spagna, il castello fu allungato mediante una nuova piattaforma verso il porto e per costituire una maggiore difesa militare in caso di improvvisi attacchi pirateschi saraceni e munito di armi più avanzate e nuovi alloggi per il presidio.
Le nuove opere difensive permisero, negli anni a seguire, di sventare diversi attacchi per la conquista del borgo tra cui quelli effettuati dall'ammiraglio di Oneglia Andrea Doria; l'ammiraglio, che avrà poi il controllo dell'intera Repubblica di Genova, riuscì infatti a conquistare e sottomettere quasi tutti i forti della Riviera di Levante tranne appunto la fortezza di Portofino ben difesa e armata dalla stessa Repubblica anni prima.

Nel 1608 Portofino e il suo castello entrarono a far parte nei territori del Capitaneato di Rapallo, il Sestiere di Pescino nella quale fu compresa anche Santa Margherita Ligure e frazioni sotto la Repubblica genovese.

La fortezza restò nelle mani di Genova sino all'arrivo di Napoleone nel 1797.
Una volta sotto il dominio del Regno di Sardegna il castello venne completamente dismesso e disarmato a partire dal 1867.
Nello stesso anno fu acquistato dal console del Regno Unito a Genova sir Montague Yeats Brown. Da allora la dimora è conosciuta anche come Castello Brown. Il console ordinò nuovi lavori di ampliamento, affidati all'architetto Alfredo d'Andrade, modificarono l'originale struttura secondo i canoni architettonici e il corredo interno di quell'epoca. Tra le modifiche più significative, oltreché l'innalzamento delle torri, vi fu la trasformazione dell'antica piazza d'armi in un giardino pensile.
L'ultimo proprietario inglese dell'ex fortezza militare fu John Baber.
Dal 1961 è di proprietà del Comune di Portofino che lo utilizza il come sede di manifestazioni culturali ed esposizioni.

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Castello di Santo Stefano d'Aveto - Castelli e fortezze della Liguria (-5) 20.12.15

Il Castello di Santo Stefano d'Aveto, conosciuto anche come Castello Malaspina-Doria, ha forma di pentagono irregolare recante su quattro vertici stretti bastioni a fianchi rientranti a forma di cuneo. Per entrare al suo interno anticamente si ricorreva a ponti mobili e oggi si presenta come un pendio che saliva dalla porta di accesso verso gli spalti retrostanti. Al centro è rimasta intatta la piccola piazza d'armi lungo la quale erano allineati i diversi vani, collegati tra loro tramite ballatoi impostati su colonne.

La struttura nacque dapprima come semplice castello o dimora nobiliare e solo in seguito venne bastionata per trasformarla in una fortezza difensiva per poter meglio controllare l'ampia conca alle pendici del monte Maggiorasca e le strade che salivano dai valichi appenninici verso la regione dell'Emilia.

Secondo le fonti la fortezza risalirebbe a prima del XII secolo; viene difati citata per la prima volta in un atto di cessione del 1164. Nel documento l'imperatore Federico Barbarossa decise la cessione del feudo di Santo Stefano e del relativo castello alla famiglia nobiliare dei Malaspina, già signori della Lunigiana e di altri feudi del levante ligure.
La fortezza verrà venduta nel 1495 al nobile e conte di Lavagna Giannetto Fieschi e in seguito ceduto nel 1547 da Carlo V di Francia all'ammiraglio di Oneglia Andrea Doria. Il castello rimarrà pertanto possedimento nobiliare della famiglia Doria, che assumerà in seguito la denominazione di Fieschi Doria e ancora Doria Pamphili, fino alla soppressione dei Feudi Imperiali nel 1797 per volere di Napoleone Bonaparte.

Oggi la fortezza restaurata viene utilizzata principalmente per le manifestazioni culturali del Comune di Santo Stefano d'Aveto.

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Castello di Chiavari - Castelli e fortezze della Liguria (-6) 19.12.15

Il castello fu eretto tra il 1146 e il 1147 sul colle dominante l'allora cittadella fortificata del borgo marinaro di Clavari.
Il Castello di Chiavari fu una delle prime fortificazioni dell'intero Tigullio.

Nella prima metà del XIV secolo dovette essere più volte ricostruito a causa delle violente lotte tra guelfi e ghibellini. In questo secolo il borgo fu ulteriormente fortificato grazie alla presenza di una possente cinta muraria accessibile mediante sette porte, difese da quattordici torrette di avvistamento. Ancora oggi sono ben visibili i resti delle antiche mura costituenti l'antica Cittadella medievale di Chiavari.

La fine del castello coincise con la decisione della Repubblica di Genova nel 1404 di potenziare e ampliare della cittadella contro gli attacchi dei corsari barbareschi, rendendolo obsoleto.
Il castello, non più usato a scopo difensivo, fu lentamente abbandonato a se stesso e parzialmente demolito a partire dal 1575.
Oggi conserva intatto il torrione a monte e sul lato opposto una piazza d'armi fortificata; della cinta muraria eretta fino alla cittadella rimangono solo alcune tracce lungo il percorso. Sono invece ancora ben visibili le due cisterne d'acqua di fronte al torrione utili per garantire la sopravvivenza in caso di assedi.

Il castello dal 1993 è di proprietà privata.

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Castello di Rapallo - Castelli e fortezze della Liguria (-7) 18.12.15

La notte del 4 luglio del 1549 l'ammiraglio-pirata turco Dragut scese con la sua furia su Rapallo, saccheggiandola per poi rapire decine di persone per venderele come schiavi.
Sino ad allora Rapallo non possedeva vere e proprie mura sfruttando invece le alte case a ridosso del litorale come scudo difensivo e torri di avvistamento nascoste tra le alture.
Sarà il capitano genovese Gregorio Roisecco, comandante delle truppe adella Repubblica arrivate in soccorso a proporre la costruzione di un castello per la difesa del borgo.
La costruzione di quest'opera di importanza strategica sarà tuttavia necessariamente a carico degli abitanti di Rapallo. Sarà lo stesso doge Luca Spinola il 16 febbraio del 1550 a stabilirlo con un documento consegnato al podestà di Rapallo.
La comunità si divise immediatamente sul luogo dove costruire il forte e a chi spettassero i maggiori oneri. I nobili, abitanti nell'entroterra e detti delle Ville, proponevano un'edificio che dominasse il golfo dalla montagna, mentre il Borgo indentificato nel ceto meno abbiente rivendicava una posizione in riva al mare.
Grazie alla mediazione di Genova si arrivò a un compromesso per una scelta che prevedesse l'edificazione del castello in mezzo al mare davanti alla costa.
Nessuna mediazione fu invece possibile per quanto riguardava le spese da sostenere tanto da costringere il Senato della Repubblica di Genova a un prestito di 10 lire per finanziare l'opera e a imporre una tassa di residenza.

Due anni dopo il 10 maggio 1551, il podestà Benedetto Fieschi Raggio inaugurava l'opera difensiva.

Nel 1608 il Castello di Rapallo divenne sede del Capitaneato. Qui prese alloggio il capitano con relativo ufficio, mentre al piano inferiore venne creata una prigione temporanea in attesa di giudizio dal tribunale di Genova. La sede verrà poi spostata nel 1645 nel nuovo Palazzo di Giustizia.
Nel 1865 diventò proprietà del Regno d'Italia che lo trasformò in sede della Guardia di Finanza.
Durante il XX il castello è stato inserito nella lista dei monumenti nazionali e restaurato grazie a i fondi dall'Unione Europea e del Ministero dei Beni Culturali, ridonandogli lo splendore originale.
Oggi è sede di eventi culturali e mostre temporanee.

Il Castello di Rapallo è anche il principale protagonista durante la festività patronale in onore di Nostra Signora di Montallegro nei primi giorni di luglio. L'evento prevede un particolare spettacolo pirotecnico.
Lungo il breve percorso che separa il castello dalla terra ferma vengono innescati i celebri mascoli liguri che detonano in sequenza sino a raggiungere la fortezza. A questo punto il castello viene dato simbolicamente alle fiamme con un programma di fuochi d'artificio e fumogeni, mentre l'arca argentea della Madonna di Montallegro passa nei pressi del maniero sul lungomare rapallese.
Terminato l'"incendio" una cascata di luce bianca scende dalla torretta e lungo il perimetro della fortezza illuminandolo a giorno.

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Castello di Lerici - Castelli e fortezze della Liguria (-8) 17.12.15

L'azzurra distesa delle acque, la baia quasi chiusa dalla terra, il vicino castello di Lerici, che chiudeva a levante, e Portovenere distante a ponente; le varie forme delle precipiti rocce che circondano la spiaggia...

Sul promontorio roccioso Mons Illicis che domina l'insenatura e il Golfo dei Poeti si erge il Castello Lerici, qui citato da Mary Shelley.
Nato come semplice torre di avvistamento il castello diverrà fortezza ambita e contesa per secoli tra le repubbliche marinare di Genova e Pisa.

Dagli inizi del 1100 Genova iniziò ad espandersi sul Golfo dei Poeti. I genovesi acquistarono dai Signori di Vezzano la città di Porto Venere, importante base navale e nell'aprile del 1152 Lerici dai Signori di Arcola, ottenendo il totale controllo del golfo per mezzo dei due punti d'avvistamento strategici. Dal momento che i Signori di Arcola avevano precedentemente ricevuto il Mons Illicis tramite investitura feudale, questo non fu un atto di vendita vero e proprio quanto, piuttosto, un nuovo atto di investitura feudale concessa sotto pagamento. Nel contratto feudale si sanciva che, se i Genovesi avessero costruito un castello, gli Arcolani avrebbero avuto diritti su metà del territorio infeudato a eccezione della torre e di un mastio di cui ha notizia solo a partire da questo atto. Non sarebbe stato però possibile edificare ulteriormente senza il permesso dei Signori di Arcola i quali si impegnavano a difendere la fortificazione già esistente.
Un secolo dopo nel 1241 l'esito della battaglia dell'isola del Giglio sconvolse l'equilibrio della regione. L'alleanza tra pisani, vescovi di Luni, Malaspina, Fiorentini, Volterrani e Pistoiesi sconfiggerà Genova entrando in possesso del borgo e del castello.
Per quindici anni Pisa dominerà su Lerici, edificando il castello nello stato in cui ancora oggi si trova, sino al 29 ottobre 1256 quando i genovesi dopo aver espugnato la nuova fortezza otterranno la resa e la consegna perpetua del borgo alla Repubblica.
Un'epigrafe del 1555 che si trova sull'architrave della cappella di Santa Anastasia ricorda l'evento.

L'anno milledugentocinquantasei Genova, combattendo, mi ritolse. Cinse poscia i fianchi miei che i suoi diritti a tutelar si volse. Stia senza me chi l'armi ognor non resse, e mi pianga chi m'ebbe e mi neglesse.

Il 1300 vide Lerici teatro di scontri tra Guelfi e Ghibellini, ma il suo castello non venne mai espugnato, nonostante ciò il borgo fu più volte dato alle fiamme.
Nel 1426 Lerici passò agli Aragona, i quali fecero prontamente allestire una potente guardia intorno al castello, ma i lericini stanchi delle continue vessazioni, riuscirono finalmente a sgombrare il borgo dal dominio aragonese nel 1473. Successivamente, nel 1491, Lerici passò sotto il dominio di Firenze, questo suscitò le ire della Repubblica che mosse guerra ai Fiorentini per espugnare il castello che infine tornò a Genova grazie all'aiuto di un traditore.

Il castello di Lerici è considerato uno degli esempi più significativi di architettura castellana della Liguria. L'aspetto attuale deriva da una sovrapposizione casuale di interventi che si sono combinati in modo così armonioso da risultare come il frutto di un progetto preordinato. Il castello si integra perfettamente con l'altura su cui è collocato come un naturale prolungamento della roccia.
La struttura a base poligonale del castello fa pensare che i Pisani non abbiano costruito partendo dalle fondamenta, bensì si siano inseriti sulla costruzione preesistente del mastio: questo dubbio è avvalorato dal fatto che era usanza lunense, e non dell'edilizia pisana, costruire edifici con pianta poligonale. Solo nel 1555 il castello assumerà l'aspetto attuale quando, per volere dell'Offizio di San Giorgio, vennero ultimati i lavori di incamiciatura.
La pianta pentagonale della torre è tipica dell'edilizia militare lunense. Il suo angolo più acuto è peculiarmente rivolto verso il borgo in modo da avere due fronti di difesa più ampi rispetto agli altri. La torre ha un'altezza di 29 metri e fu costruita dai Pisani che la vollero il più imponente possibile per incutere terrore alla vicina Portovenere, dominio dei Genovesi. La torre si erge sul lato Sud-Est del castello. Sl suo interno è tutt'oggi visibile l'intercapedine, larga due metri, tra la torre originaria e quella esterna edificata dai genovesi.

Il Castello di Lerici viene menzionato più volte in varie opere di letteratura, da Petrarca a Shelley sino ad arrivare a Marinetti.

Le segrete del castello ospitaronopersonaggi eccellenti come il Doge di Genova Nicolò Guarco, nel 1384, e Francesco I re di Francia dopo essere stato fatto prigioniero durante la Battaglia di Pavia in attesa del suo trasferimento a Napoli e successivamente in Spagna.

Dal 1988 il castello ospita il museo geopaleontologico di Lerici.

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Castello dei Del Carretto - Castelli e fortezze della Liguria (-9) 16.12.15

Alla morte di Enrico I Del Carretto, detto il Guercio, il figlio Ottone venne in possesso dei domini montani della famiglia nobiliare in una spartizione delle terre con suo fratello Enrico II. Durante questo periodo, tra l'XI e il XII secolo, iniziò l'edificazione della fortezza-residenza sulla collina che domina il borgo di Cairo Montenotte, sulla strada commerciale che conduceva a Cortemilia, Alba e Asti, la cosiddetta Magistra Langarum.

Nel 1214 il marchese Ottone I cederà i propri possedimenti alla Repubblica di Genova ottenendo in cambio un compenso e la reinvestitura degli stessi beni come vassallo per sé e per i suoi eredi.
Il XIII secolo fu un periodo di prosperità e di celebrità per il borgo di Cairo e del relativo castello in quanto ricevette la visita o il passaggio di numerose e conosciute personalità del tempo tra i quali Corradino di Svevia nel 1268, quest'ultimo imparentato con la famiglia Del Carretto, e artisti, poeti, menestrelli e trovatori come Folquet de Romans, Pietro de la Mula e Arnaut Daniel, lo stesso che viene citato come Arnaldo nel Purgatorio di Dante Alighieri.

Una leggenda popolare narra anche il passaggio in questi luoghi di Francesco d'Assisi che, nel 1213, durante la visita alla corte di Ottone I ne avrebbe guarito la figlia sordomuta. Il marchese per sdebitarsi avviò poco dopo la costruzione del convento dei frati Francescani dove la famiglia Del Carretto ebbe diritto di sepoltura.

Il 1300 fu un secolo di transizioni. Nel 1322 le proprietà delle terre passarono al marchese Manfredo IV di Saluzzo e ancora tra il 1337 e il 1339 alla famiglia astigiana degli Scarampi che utilizzarono il Castello di Cairo Montenotte come loro residenza.

Qui si combatterono tra il XVI e XVII secolo molte battaglie durante le guerre di successione tra genovesi, francesi, spagnoli e sabaudi. Il 1625 vedrà un terribile assedio compiuto da Amedeo I di Savoia e appena due anni dopo un secondo assalto che ridurrà in ruderi la dimora dei Del Carretto.

Oggi questi ruderi restaurati sono una delle principali attrattive turistiche assieme al borgo medievale della città perfettamente conservato.

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Castello Doria-Malaspina - Castelli e fortezze della Liguria (-10) 15.12.15

Il Castello dei Doria-Malaspina domina il borgo di Calice al Cornoviglio e la valle del torrente Usurana. Una posizione strategica per controllare e difendere gli accessi che dalla val di Vara risalivano verso l'interno.
La sua struttura si presenta come un corpo quadrangolare con due torri angolari: a destra un torrione rotondo e a sinistra un corpo cilindrico più basso. Oggi appare come un palazzo signorile, che conserva solo in parte le caratteristiche architettoniche del complesso originale.

La prima fortificazione di cui si ha notizia risale all'XI secolo, come da diversi atti datati 1077 che lo testimoniano, e fu probabilmente un presidio degli Obertenghi. Due secoli dopo il castello sarebbe passato nelle mani della famiglia Malaspina, non prima però di un contenzioso con il conte vescovo di Luni Gualtiero II che aveva occupato la fortezza risolto da Tancredi Onesto con un lodo del 1206 che restituiva a Guglielmo e Corrado Malaspina la proprietà sul castrum calisi.
Verso la fine del secolo diverrà una proprietà indiretta dei Fieschi grazie al matrimonio tra Agata Fieschi, figlia del conte Niccolò, con Morello I, figlio del capostipite della famiglia Giovagallo già signori di Calice, Veppo e Madrignano. Tuttavia questo status durerà poco. Nel 1276 il Castello di Calice passerà alla Repubblica di Genova.
I Malaspina dovranno attendere il XIV secolo per tornare in possesso della proprietà che per un secolo verrà divisa a turno tra i due rami della famiglia nobiliare, quello di Villafranca e quello di Lusuolo.
I continui passaggi di proprietà termineranno nel 1416 quando nuovamente la Repubblica di Genova occuperà il castello infeudandolo ai Fieschi.
In seguito allacongiura di Gian Luigi Fieschi, nel 1547 la Repubblica deciderà la confisca dei feudi fliscani che verranno ceduti ai Doria. Qui la storia narra che alcuni fedelissimi dei Fieschi tentarono un assalto al castello allo scopo di catturare la marchesa Placidia I Doria Spinola, feudataria del maniero in sostituzione del marito, senza avere successo. La marchesa riparerà con i figli nel borgo di Veppo, ma il castello verrà comunque dato alle fiamme così come le vicine abitazioni.
Un'altra marchesa, Placidia Doria, sposata con un Del Carretto e discendente del celebre ammiraglio, trasformerà la struttura in palazzo residenziale.

Nel 1772 il feudo lascerà la sfera di influenza genovese per passare sotto il controllo del Granducato di Toscana. Il castello diverrà quindi sede del locale podestà e della guarnigione fiorentina.
Stesse funzioni e usi ebbe con il successivo passaggio nel Ducato di Modena. Sotto il Regno d'Italia l'ex residenza signorile fu adibita a sede del giudice mandamentale, della stazione dei regi carabinieri e, successivamente al piano nobile, di alcuni uffici comunali e della scuola elementare.

Durante la Seconda Guerra Mondiale i reparti partigiani, comandati da Daniele Bucchioni e Gordon Lett, riusciranno ad assaltare il castello sede della Guardia Nazionale Repubblicana. L'8 settembre 1943.

Oggi il castello, restaurato, ospita un polo culturale interdisciplinare.

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Castello Spinola - Castelli e fortezze della Liguria (-11) 14.12.15

Il Castello Spinola sorge a Campo Ligure, nella Valle Stura. È probabile che la struttura esagonale esterna riasalga al medioevo, tra il XII e il XIII secolo, mentre la torre potrebbe essere un rifacimento più moderno di una precedente.
I diversi stili di cui si compone sono dovuti alle frequenti battaglie e assedi culminanti per la maggior parte dei casi nella sua distruzione parziale. Notevoli danni subì fra il 1225 e il 1273 a causa delle forti tensioni fra il comune di Genova e i marchesi Del Bosco, arrivando ad un assedio genovese nel borgo e quindi del maniero campese.

La signoria del feudo, gli Spinola, scelsero il castello come alloggio temporaneo proprio per porre maggiore controllo sulla valle circostante, difendendo il paese e le sue vie di comunicazione. Nel 1310 il maniero venne ulteriormente fortificato con nuove mura di cinta ed erigendo tre torri cilindriche.
Queste ultime, aperte verso l'interno, furono modificate nel XV secolo con l'aggiunta di una base a scarpa e dotandole di aperture per il fuoco, inoltre furono scavati diversi passaggi sotterranei e aerei in modo da collegare il castello al borgo di Campo. A seguito degli eventi rivoluzionari del XVIII secolo il castello fu abbandonato dagli Spinola, lasciandolo per anni in completo abbandono.

Ciò che resta del castello e della sua torre, divenuti nel frattempo proprietà del Comune di Campo Ligure, è stato restaurato negli anni novanta trasformandolo in un complesso storico-museale.

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Paraxo - Castelli e fortezze della Liguria (-12) 13.12.15

Su di una collina a sinistra della valle del torrente Merula sorgono i ruderi del Paraxo, il Castello di Andora, e l'antica chiesa romanica dei Santi Giacomo e Filippo. Uno il siti storici monumentali tra i più importanti del ponente ligure.

Fu proprio in questo sito che nell'alto medioevo i primi abitanti di Andora si insediarono. L'importanza del castello accrebbe nel corso XII secolo quando l'edificio divenne residenza e caposaldo dei marchesi di Clavesana. Il Castello di Andora verrà in seguito venduto dai marchesi nel 1252 alla Repubblica di Genova che lo amplierà per ospitare il podestà locale.
L'impaludamento della foce del torrente Merula portò a un progressimo spopolamento dell'area e a una lenta migrazione tra il XV e il XVI secolo verso la zona di Laigueglia. Tuttavia il Paraxo, per la sua posizione strategica, mantenne le sue piene funzioni amministrative sino alla Rivoluzione Francese e alle successive campagne napoleoniche.

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Fortezza dell'Annunziata - Castelli e fortezze della Liguria (-13) 12.12.15

Originariamente era il convento dei Frati Minori Osservanti, il Convento dell'Annunziata, ma nei primi decenni del XIX secolo a seguito del Trattato di Parigi del 1815 convocato dopo la caduta dell'imperatore francese Napoleone Bonaparte si rese necessario fortificare i confini occidentali alpini del Regno di Sardegna in Piemonte e in Liguria per arginare un possibile ritorno degli eserciti francesi. Nel 1831 il colonnello Malaussena e il tenente colonnello Podestà furono incaricati del progetto di trasformazione dell'edificio in un'opera fortificata per poter controllare la via Aurelia; agli studi partecipò anche il luogotenente Camillo Benso Conte di Cavour, all'epoca diciottenne.
La nuova fortezza fu collegata con una possente cinta muraria e tramite cunicoli sotterranei con il già preesistente Forte San Paolo del XIII secolo.

La Fortezze dell'Annunziata ebbe tuttavia vita breve. Già nel luglio del 1883 con decreto reale si ordinò la cessazione di ruolo di piazzaforte per Ventimiglia e nel 1884 venne disarmata e trasformata in una caserma di fanteria con il nome di Caserma Umberto I, mentre il Forte San Paolo fu del tutto smantellato.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale la struttura passò al Comune di Ventimiglia.
Dal 1990 il piano rialzato ospita il Museo Civico Archeologico Girolamo Rossi.

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Castello di Arcola - Castelli e fortezze della Liguria (-14) 11.12.15

Al centro dell'antico borgo arroccato di Arcola sorge il castello omonimo la cui storia si intreccia col dominio degli Obertenghi.

La dinastia nobiliare di origine longobarda fece del Castello di Arcola uno dei più importanti centri difensivi della val di Magra nell'alto medioevo fino al XIII secolo, quando i signori Malaspina entrarono per breve tempo in possesso del feudo di Arcola. È in questo periodo storico che si registra il primo assedio genovese, a opera del capitano Oberto Doria, del castello. La conquista della fortezza e dell'imponente vicina torre obertenga costringerà i Malaspina a cedere Arcola e la sua fortezza alla Repubblica di Genova.
Il castello verrà poi occupato dal signore di Lucca Castruccio Castracani nel 1320 e nel 143, dal Ducato di Milano con l'invio del condottiero e capitano perugino Nicolò Piccinino, per poi essere riconquistato da Genova e trasformato in sede della podesteria di Arcola e Vezzano.

È sul finire del XVIII secolo che il Castello di Arcola attraverserà il suo momento più buio, quando gli scontri tra gli eserciti napoleonico-genovesi e austro-russi causeranno gravissimi danni alla struttura e alla torre. Devastazioni così ingenti che vedranno un completo restauro della struttura soltanto nel 1884.

Oggi il castello è sede del Comune di Arcola.

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Forte Sperone - Castelli e fortezze della Liguria (-15) 10.12.15

Sulla cima del monte Peralto si erge sopra Genova il Forte Sperone che, con la sua guarnigione di circa 300 soldati che potevano arrivare a 900 in caso di necessità e i suoi numerosi pezzi d'artiglieria, fu uno dei principali bastioni difensivi della città di Genova.

Edificato nei pressi di una precedente fortezza ghibellina del XII secolo, chiamata Bastia del Peralto, il forte sorse per volere del Senato della Repubblica di Genova, che nel 1530 stanziò la somma di 7.400 lire per la sua edificazione.
Forte Sperone venne integrato nel sistema difensivo delle Mura Nuove all'epoca della loro costruzione, tra il 1629 e il 1633.

Durante l'assedio austriaco del 1747 la fortezza subì la sua prima grande trasformazione con la costruzione, nel punto d'unione delle mura, di una struttura sopraelevata rispetto alle mura stesse per aumentare la potenza di fuoco del bastione.
Terminata la guerra il forte iniziò una fase di ampliamento che attraverso i secoli, per finire nell 1830, gli diede la forma visibile ancora oggi.

Forte Sperone è dotato di una cinta muraria anti sommosse voluta dal Regno di Sardegna dopo l'annessione della Repubblica di Genova. Il portale d'ingresso fu inserito nella nuova cortina muraria dal Genio Militare Sardo dopo il 1815. Il portale d'ingresso, oggi sovrastato da uno stemma sabaudo in marmo, è dotato di ponte levatoio di cui è ancora presente con il suo meccanismo di sollevamento.

La fortezza fu oggetto di uno studio volto a inserirla in un'unica cittadella fortificata assieme al Forte Castellaccio e al Forte Begato, ma i costi proibitivi bloccarono il progetto.

Le fortificazioni genovesi, tra cui anche Forte Sperone furono dismesse all'inizio della Prima Guerra Mondiale. In seguito venne riutilizzato come carcere e dal 1958 al 1981 come caserma della Guardia di Finanza.
Oggi Forte Sperone è inserito nel sistema museale del Comune di Genova e utilizzato per manifestazioni ed eventi culturali.

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Castello di Dolceacqua - Castelli e fortezze della Liguria (-16) 09.12.15

Il Castello di Dolceacqua poggia su di uno sperone roccioso nel tipico flysch di Ventimiglia, dominando l'antico borgo sottostante.
Costruito nel XIII secolo, originariamente era dotato di una torre circolare tuttora esistente al centro del complesso e di un edificio minore dove risiedeva l'ufficio di guardia. Venne poi ingrandito nel XIV secolo, chiuso tra possenti mura, per volere del signore Stefano Doria.

Il XIV secolo vedrà Dolceaqua e il suo castello al centro degli scontri tra Guelfi e Ghibellini di cui la famiglia Doria fu esponente; per questo subirà due assedi nel 1319 e nel 1329 per mano del re Roberto d'Angiò, conte di Provenza, che ne sanciranno la disfatta costringendo i Doria a sottomettersi ai guelfi. I signori di Dolceaqua diverranno vassalli del re d'Angiò e in seguito della Repubblica di Genova.
Il 27 luglio 1744 la guerra di successione austriaca raggiunse il castello che venne parzialmente distrutto dalle truppe francesi e spagnole per limitarne l'influenza strategica.
Il castello subì ulteriori danneggiamenti nel devastante terremoto del 1887.

Dal 1942 il castello di Dolceacqua appartiene al Comune trasformandosi in iconica attrattiva turistica.

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Castello di Pietra Ligure - Castelli e fortezze della Liguria (-17) 08.12.15

L'antica Pietra Ligure era un tempo conosciuta semplicemente come La Pietra per via dell'imponente scoglio calcareo a levante del centro storico sulla cui sommità si erge il castro romano.
Il castello raggiunse le sue attuali dimensioni nel XVI secolo con l'aggiunta di un'ala verso sud-ovest, di un arco nella parte est oltre alle due garitte. Precedentemente era stato ingrandito tra il VI e il XI secolo come difesa contro le invasioni barbariche e le incursioni saracene. Il castrum costituì per secoli un baluardo di confine fra i Bizantini e i Longobardi prima di essere distrutto dal re Rotari.

Nel XII secolo venne eretto sullo stesso sperone il castello medievale, roccaforte dei vescovi di Albenga, e caposaldo contro gli attacchi degli eserciti dei Del Carretto di Finale Ligure.
Il borgo si sviluppò a ponente del castello, protetto da mura turrite e dotato di cinque porte: la porta della marina protetta da un bastione a sud, la porta di Santa Caterina vicino all'omonimo oratorio campestre a nord, la porta del portino protetta dalla torre di via Rocca Crovara e la porta reale a ovest e infine la porta del macello ad est.
Il borgo di Pietra fu ceduto dal papa Urbano VI a Genova nel 1385 trasformandosi in un avamposto della Repubblica tra il Finalese e Loano, feudo dei Doria. Il castello rimase invece proprietà dei vescovi di Albenga ancora per qualche decennio prima di essere ceduto agli Arnaldo alla fine del '300.

Le segrete del Castello di Pietra Ligure sono comunemente conosciute come Grimaldine a causa della prigionia dei due fratelli Grimaldi di Monaco sul finire del XIV secolo.

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Castello di Dragonara - Castelli e fortezze della Liguria (-18) 07.12.15

Sulla scogliera di Camogli sorge il Castello di Dragonara, risalente almeno alla prima metà del XIII secolo.
Per secoli fu il principale punto di avvistamento e difesa del borgo e del tratto di mare antistante. La fortezza veniva usata dagli abitanti anche come sala per eleggere i loro rappresentanti nell'attività amministrativa e giudiziaria e come luogo di rifugio in caso di assalti dei pirati, molto frequenti in tutta la Liguria.

A partire dalla seconda metà del XIV secolo il castello venne più volte rinforzato e ampliato per poi essere armato dal Senato della Repubblica di Genova.

Il XV secolo fu un periodo estremamente travagliato per il borgo e il castello. Più volte fu infatti preso d'assalto e abbattuto, ma sempre ricostruito dagli abitanti di Camogli.
Successe per mano de partigiani del Ducato di Milano nel 1438 che ne distrussero le mura, poi riedificate con una spesa di 450 lire genovesi.
Nel 1448 fu la volta di Genova. La Repubblica ne chiese e ottenne la sua completa distruzione, ma sei anni dopo fu nuovamente ricostruito dai camogliesi e consegnato direttamente al doge della Repubblica che ne assunse il controllo.
Nel 1461 il castello fu nuovamente sull'orlo della distruzione per questioni legate alla sicurezza portarono, ma la decisione venne sospesa all'ultimo momenti dietro accordi politici.

Solo nel XVI secolo il castello perse la sua funzione di postazione difensiva per essere adibito a prigione.
Dopo quasi un secolo di abbandono nel XX secolo il castello venne restaurato e ospitò per un breve periodo l'Acquario Tirrenico con specie tipiche delle acque di Camogli sino all'inaugurazione dell'Acquario di Genova, quando tutti i pesci e i crostacei vennero trasferiti e l'acquario fu chiuso.

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Castello di Levanto - Castelli e fortezze della Liguria (-19) 06.12.15

Il Castello di Levanto, situato nel centro storico della cittadina ligure, si presenta con una struttura costituita da quattro mura disposte a quadrilatero e un'imponente torre circolare. Il camminamento di ronda sporge dalla fortezza retto da archi in mattoni, a loro volta sorretti da mensole in pietra arenaria. Orientate a sud sono presenti alcune aperture per bocche di fuoco, realizzate nella ricostruzione genovese risalente al XVI secolo.
Il castello è parte integrande delle omonime mura difensive di Levanto.

La fortezza risale ai tempi della dominazione dei Malaspina. Fonti storiche ne accertano l'esistenza intorno al 1165. È del XIII secolo un altro documento che ne attesta l'esistenza con il nome di Castello di Monale.
Nella forma attuale il Castello di Levanto è invece risalente alla dominazione della Repubblica di Genova nella seconda metà del XVI secolo, con la creazione del Capitaneato di Levanto nel 1637.

Il castello fu utilizzato come prigione fino alla caduta della Repubblica nel 1797 per mano delle truppe napoleoniche.
Solo nel XIX secolo il Castello di Levanto tornò a essere proprietà privata, dopo essere stato alienato dal demanio.

Secondo una tradizione popolare nei sotterranei del castello pare esistessero diversi passaggi interrati che portavano alla spiaggia e in direzione della chiesa della Santissima Annunziata e del complesso conventuale.

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Castello di Cervo - Castelli e fortezze della Liguria (-20) 05.12.15

Nato come come chiesa fortificata, dedicata a santa Caterina d'Alessandria, il castello sorge sul colle più alto del borgo di Cervo.
Nel XIII secolo i marchesi di Clavesana ne fecero il loro castello-palazzo marchesale inglobando nella costruzione anche un antecedente torre in stile romanico.

Nella sua storia il Castello di Cervo fu adibito anche a oratorio, i cui locali sottostanti ospitarono un ospedale voluto dall'ordine dei Cavalieri dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme (gli Ospitalieri o Cavalieri di Malta) che fu intitolato a sant'Antonio abate.

Oggi il castello è sede del museo etnografico del Ponente Ligure e ospita l'ufficio di informazioni turistiche. In alcuni periodi dell'anno il piano superiore è dedicato a mostre d'arte.

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Castello della Pietra - Castelli e fortezze della Liguria (-22) 03.12.15

Grigio dragone quassù pietrificato,
che hai ancora potenza di magia,
ecco da Vobbia rapida e sonante... il Castello della Pietra

I versi di Edoardo Firpo descrivono perfettamente uno dei castelli liguri più affascinanti, il Castello della Pietra incastrato tra i bastioni di una roccia bifida nella val Vobbia lungo il percorso per il Basso Piemonte.

Il Castello della Pietra di Vobbia probabilmente risale al 1100. Si ha la certezza della sua esistenza nel 1252 quando in alcuni antichi doumenti viene citato il feudatario, Opizzone della Pietra, la cui famiglia assunse l'appellativo di della Pietra per il legame con la fortezza.
La struttura del castello è rimasta immutata dal XII secolo sino a oggi. Negli Annali dello storico Caffaro di Rustico da Caschifellone si ritrovano infatti annotate le sue caratteristiche architettoniche e la sua posizione strategica.

Il maschio fu degli Spinola e degli Adorno per poi passare nel 1620 al feudo Pallavicino in val Borbera per volontà dell'imperatore Mattia d'Asburgo. Il Castello della Pietra costituì così sino alla fine del '700 un'enclave tra i feudi dei Fieschi e degli Spinola.
L'ultimo castellano fu Michele Bisio, quando nel 1792 per volontà di Napoleone Bonaparte ogni feudo imperiale venne soppresso. Il castello cadde in rovina e il bronzo dei cannoni fu prelevato dal vescovo di Tortona per essere successivamente utilizzato per la fusione delle campane della chiesa di Santa Croce di Crocefieschi.

Nel 1981, due anni dopo essere stato ceduto al comune di Vobbia vennero avviati i primi interventi di restauro che permisero di aprirlo al pubblico a partire dal 1994.

Il Castello della Pietra si compone di due corpi impostati a quote differenti, protetti da mura naturali costituite da due speroni naturali. Alla base del torrione, scavato nella roccia, si trova una grande cisterna, anch'essa ricavata dal cuore della montagna in cui venivano convogliate le acque piovane dei tetti per mezzo di canali di raccolta. Una seconda cisterna più piccola è posta sotto il pavimento del salone centrale.

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Castello di Roccavignale - Castelli e fortezze della Liguria (-21) 04.12.15

Eretto tra il XII e XIII secolo dai marchesi Del Carretto, il Castello di Roccavignale fu costruito alla confluenza del torrente Zemola e del torrente Tile con pianta trapezoidale, con ai vertici quattro torri squadrate, per la difesa del borgo e dell'intera valle; da allora la zona verrà citata nei documenti come Rochae Vinealis al posto del più antico toponimo Vineale citato già in un diploma imperiale del 998.

Tre principali vicende segnarono la storia della fortezza.

Nel luglio del 1630, durante la seconda Guerra del Monferrato, il Duca di Mantova Carlo I venne cacciato dalle forze imperiali ed esiliato. Felice Del Carretto, marchese di Grana, sentendosi affrancato dal vassallaggio, innalzò le insegne imperiali sul Castello di Altare.
Ritornato dal suo esilio Carlo I abbatté la fortezza. L'ira e l'impotenza del marchese fece ricadere la responsabilità della distruzione del castello sui maggiorenti del paese di Altare, tutti vetrai, che vennero portati in catene nel Castello di Roccavignale.
Il Consolato dell'Arte si attivò per la loro liberazione, che avvenne dopo settanta giorni di prigionia dietro il pagamento di un riscatto. Tuttavia la motivazione reale del risarcimento non poté essere rivelata e il versamento risultò una "donazione in favore del marchese di Grana, Padrone e Signore Don Felice Carretto, per i benefici ricevuti con grande suo dispendio".

Nella guerra di successione austriaca del 1747 il Castello di Roccavignale ospitò le trupe piemontesi, accampate dopo la sconfitte inflitta per mano dei soldati spagnoli.

Durante le campagne napoleoniche in Italia nel 1799 la fortezza fu assediata e quindi data alle fiamme dai soldati francesi.

Il castello passò in seguito attraverso numerosi proprietari sino a venire rilevato dal comune di Roccavignale negli anni '80. Oggi, restaurato, è sede di eventi e manifestazioni culturali.

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Castrum de Ameliae - Castelli e fortezze della Liguria (-23) 02.12.15

Il Castello di Ameglia, conosciuto originariamente come Castrum de Ameliae, è costituito da una torre a pianta circolare e da un edificio a due piani di forma rettangolare inseriti all'interno di una cinta muraria trapezoidale.
Il castrum viene citato per la prima volta in un diploma imperiale di Ottone I nel 963 come importante possedimento dei vescovi di Luni a cui sarà legato almeno sino al XIII secolo quando, prima si sarzanesi e poi i genovesi prenderanno posesso della fortezza.
Nei secoli successivi il castello passò di mano in mano, nel 1371 fu possedimento del Signore di Lucca Castruccio Castracani e successivamente dei Visconti, sino al XV secolo quando questi ultimi lo cedettero alla ricchissima e potente Casa delle compere e dei banchi di San Giorgio, meglio conosciuta come Banco di San Giorgio della Repubblica di Genova, antenata delle moderne banche centrali.

In tempi recenti il Castello di Ameglia è stato sede del Comune fino al 31 marzo 2008; oggi è un'attrazione turistica e ospita mostre ed eventi culturali.

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Castello della Lucertola - Castelli e fortezze della Liguria (-24) 01.12.15

Ad Apricale sorge il Castello della Lucertola, un'antica fortificazione feudale eretta intorno al X secolo dai Conti di Ventimiglia e in seguito appartenuto alla nobile famiglia dei Doria.

Nella sua millenaria storia il castello ha subito traformazioni, assalti e intrighi come l'assedio del 1523 compiuto dal vescovo Agostino Grimaldi, che distrusse parzialmente la fortezza nel tentativo di catturare Bartolomeo Doria ritenuto il responsabile dell'assassinio del fratello del vescovo.
Anticamente dotato di due torri quadrate, simili a quelle del Castello di Dolceacqua, oggi l'unica torre rimasta è stata trasformata nel campanile della chiesa della Purificazione di Maria Vergine.
Nei secoli il castello passò dai Conti di Ventimiglia ai Doria e per un breve intervallo tra il 1634 e il 1652 il castello diverrà proprietà del Ducato di Savoia. Solo nel 1806 il Castello della Lucertola verrà venduto a Stefano Cassini per 3.400 lire genovesi. Gli eredi di Cassini lo trasformarono in moderna residenza privata durante il '900 e fecere affrescare alcune stanze dal pittore Leonida Martini, realizzando infine un giardino pensile rivolto verso la chiesa.

Oggi il castello è proprietà del Comune che lo utilizza come sede del Museo della storia di Apricale e per ospitare eventi culturali e mostre. Tra le opere contenute si possono ammirare i celebri statuti apricalesi medievali del 1267 e le sagome dei Tarocchi di Emanuele Luzzati. Una particolarità riguarda un corridoio ricavato tra le mura storiche del castello in cui è stata allestita la Galleria del teatro, una particolare area museale che raccoglie le locandine degli eventi culturali svolti nel borgo sin dal 1990.

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Liguria dallo spazio 25.12.14

Savona vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio.

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Liguria dallo spazio, Savona (-1) 24.12.14

Savona vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Savona.

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Liguria dallo spazio, Santo Stefano d'Aveto (-2) 23.12.14

Santo Stefano d'Aveto visto dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Santo Stefano d'Aveto.

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Liguria dallo spazio, Bonassola (-3) 22.12.14

Bonassola vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Bonassola.

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Liguria dallo spazio, l'isola della Gallinara (-4) 21.12.14

L'isola della Gallinara vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. L'isola della Gallinara al largo di Albenga.

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Liguria dallo spazio, La Spezia (-5) 20.12.14

La Spezia vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. La Spezia.

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Liguria dallo spazio, Zuccarello (-6) 19.12.14

Zuccarello vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Zuccarello.

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Liguria dallo spazio, Alassio (-7) 18.12.14

Alassio vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Alassio.

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Liguria dallo spazio, Zoagli (-8) 17.12.14

Zoagli vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Zoagli.

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Liguria dallo spazio, Valle di Dolcedo e Valle di Caramagna (-9) 16.12.14

Valle di Dolcedo e Valle di Caramagna viste dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Valle di Dolcedo e Valle di Caramagna.

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Liguria dallo spazio, Arenzano (-10) 15.12.14

Arenzano vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Arenzano.

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Liguria dallo spazio, Laigueglia (-11) 14.12.14

Laigueglia vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Laigueglia.

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Liguria dallo spazio, Varese Ligure (-12) 13.12.14

Varese Ligure visto dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Varese Ligure.

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Liguria dallo spazio, Albissola Marina (-13) 12.12.14

Albissola Marina vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Albissola Marina.

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Liguria dallo spazio, Moneglia (-14) 11.12.14

Moneglia vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Moneglia.

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Liguria dallo spazio, Loano (-15) 10.12.14

Loano vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Loano.

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Liguria dallo spazio, Portofino (-16) 09.12.14

Portofino visto dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Portofino.

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Liguria dallo spazio, Ventimiglia (-17) 08.12.14

Ventimiglia vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Ventimiglia.

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Liguria dallo spazio, Pietra Ligure (-18) 07.12.14

Pietra Ligure vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Pietra Ligure.

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Liguria dallo spazio, Porto Venere (-19) 06.12.14

Manarola vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Porto Venere.

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Liguria dallo spazio, Manarola (-20) 05.12.14

Manarola vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Manarola, le Cinque Terre.

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Liguria dallo spazio, Sestri Levante (-21) 04.12.14

Sestri Levante vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Sestri Levante, la Baia del Silenzio e la Baia delle Favole.

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Liguria dallo spazio, Sanremo (-22) 03.12.14

Sanremo visto dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Sanremo.

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Liguria dallo spazio, Lerici (-23) 02.12.14

Lerici visto dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Lerici sulla sponda orientale del Golfo dei Poeti.

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Liguria dallo spazio, Genova (-24) 01.12.14

Genova vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio. Genova, centro storico e Porto Antico.

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La Liguria su Street View 2013 25.12.13

Albero di Natale 2012

La Liguria su Street View.

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Fortezza del Priamar, Savona (-1) 24.12.13

Fortezza del Priamar, Savona

La Liguria su Street View. Savona, corso Mazzini.

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Chiesa di San Matteo, Genova (-2) 23.12.13

Chiesa di San Matteo, Genova

La Liguria su Street View. Genova, piazza San Matteo.

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La Torretta, Savona (-3) 22.12.13

La Torretta, Savona

La Liguria su Street View. Savona, via Gramsci.

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L'entroterra ligure a Urbe (-4) 21.12.13

L'entroterra ligure a Urbe

La Liguria su Street View. Urbe, strada provinciale 49.

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Castello di Rapallo (-5) 20.12.13

Castello di Rapallo

La Liguria su Street View. Rapallo, lungomare Vittorio Veneto.

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Pieve di Teco (-6) 19.12.13

Pieve di Teco

La Liguria su Street View. Pieve di Teco, strada provinciale 6.

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Santuario di Arenzano (-7) 18.12.13

Santuario di Arenzano

La Liguria su Street View. Arenzano, viale Rimembranze.

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L'entroterra ligure, Serra Riccò (-8) 17.12.13

L'entroterra ligure, Serra Riccò

La Liguria su Street View. Serra Riccò.

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Via dell'Amore, Riomaggiore (-9) 16.12.13

Via dell'Amore, Riomaggiore

La Liguria su Street View. Riomaggiore, via dell'Amore.

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Ponte romanico e Castello, Dolceacqua (-10) 15.12.13

Ponte romanico e Castello, Dolceacqua

La Liguria su Street View. Dolceacqua, strada provinciale 64.

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San Bartolomeo al Mare e Cervo (-11) 14.12.13

San Bartolomeo al Mare e Cervo

La Liguria su Street View. San Bartolomeo al Mare, A10.

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Chiesa di Santa Lucia, Savona (-12) 13.12.13

Chiesa di Santa Lucia a Savona

La Liguria su Street View. Savona, lungomare Matteotti.

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Passeggiata Anita Garibaldi, Genova (-13) 12.12.13

La passeggiata di Nervi, Genova

La Liguria su Street View. Genova, passeggiata Anita Garibaldi.

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L'antico borgo di Balestrino (-14) 11.12.13

L'antico borgo di Balestrino

La Liguria su Street View. Balestrino, strada provinciale 44.

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Neirone (-15) 10.12.13

Neirone

La Liguria su Street View. Neirone, strada provinciale 21.

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Chiesa di San Pietro, Porto Venere (-16) 09.12.13

Chiesa di San Pietro, Porto Venere

La Liguria su Street View. Porto Venere, via dei Mulini.

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Le torri di Albenga (-17) 08.12.13

Le torri di Albenga

La Liguria su Street View. Albenga, via Ricci.

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Portofino (-18) 07.12.13

Portofino

La Liguria su Street View. Portofino, via del Fondaco.

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Palazzo del Tribunale, Finalborgo (-19) 06.12.13

Palazzo del Tribunale, Finalborgo

La Liguria su Street View. Finale Ligure, piazza Tibunale.

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Basilica di San Maurizio, Imperia (-20) 05.12.13

Basilica di San Maurizio, Imperia

La Liguria su Street View. Imperia, piazza Duomo.

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Chiesa di San Matteo, Laigueglia (-21) 04.12.13

Chiesa di San Matteo, Laigueglia

La Liguria su Street View. Laigueglia, via Arciprete.

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Deiva Marina (-22) 03.12.13

Deiva Marina

La Liguria su Street View. Deiva Marina.

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Castello di San Giorgio, La Spezia (-23) 02.12.13

Castello di San Giorgio, La Spezia

La Liguria su Street View. La Spezia, via XXVII Marzo.

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Arco della Vittoria, Genova (-24) 01.12.13

Arco della Vittoria, Genova

La Liguria su Street View. Genova, piazza della Vittoria.

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Misteri e leggende della Liguria 25.12.12

Albero di Natale 2012

Misteri e leggende della Liguria.

Un felice Natale a tutti!
Buone Feste!!!

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Il Valse Triste al Castello di Millesimo (-1) 24.12.12

Il Castello di Millesimo fu costruito nell'XI secolo e nel XII secolo entrò tra i possedimenti della famiglia Del Carretto.
Oggi i ruderi del castello, di proprietà comunale, sono facilmente accessibili e chiunque può entrare nel grande salone delle feste e negli altri ampi vani che ancora conservano traccia dell'antico sfarzo quando il castello era un elegante palazzo residenziale.
In alcune notti, passando lungo l'omonima strada della potente famiglia ligure, si possono udire gli accordi di un clavicembalo che suona un Valse Triste, mentre un gruppo di ballerini silenziosi e vestiti di velluto e antichi merletti danzano senza fare alcun rumore.
All'alba essi riprendono le sembianze dei molti gatti che vivono tra le pietre castello.

Misteri e leggende della Liguria. Millesimo.

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Le Madonnette di Savona (-2) 23.12.12

Ai tempi dei Celti il territorio di Savona, un intrico di fitti boschi lungo le sponde del torrente Letimbro, era sacralmente dedicato a Freja, la dea della Luna che in tempi paleocristiani divenne la Vergine Maria.
Le immagini mariane, più conosciute con il nome di Madonnette, divennero molto popolari e numerose nelle edicole per le strade cittadine e nelle nicchie di androni, portali e cappelle votive. La rappresentazione più comune è la Madonna della Misericordia che partire dal 1600 ebbe grande diffusione grazie ai dettami del Concilio di Trento.
Sulle alture di Savona, dove oggi sorge un maestoso santuario, la Madonna apparve il 17 marzo 1536 al beato Botta che da allora viene spesso raffigurato ai piedi di Maria.

Misteri e leggende della Liguria. Savona.

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I datteri delle streghe di Alassio (-3) 22.12.12

Secondo una leggenda le streghe di Alassio erano bellissime, ma tutte avevano una natica ricoperta da un folto pelo nero a dimostrare che il loro padre era il diavolo.
Durante le notti di tempesta le basure, come vengono chiamate le streghe nella lingua ligure, prendevano il mare con le loro barche e trainate da orribili serpenti marini raggiungevano le coste dell'Africa.
Tornavano prima delle luci dell'alba portando grappoli di datteri maturi, frutti di cui erano immensamente ghiotte, nascondendone poi i noccioli nei letti degli alassini al fine di causare loro terribili incubi notturni.

Misteri e leggende della Liguria. Alassio.

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La fine del calendario Maya 21.12.12

Il doodle di Google per la fine del calendario Maya

Il doodle di Google per la fine di uno dei cicli, b'ak'tun, del calendario Maya.

I fantasmi delle vecchie ville di Campomorone (-4) 21.12.12

Dietro la scrivania del sindaco di Genova, a palazzo Tursi, è appesa la famosa Tavola di Polcevera, un bassorilievo in bronzo che narra come nel 117 a. C. gli inviati del Senato romano appianarono le controversie nel territorio di Larvego, l'antico nome del comune di Campomorone, l'antica stazione di posta per il Piemonte che possedeva un torrione quadrato utilizzato come magazzino del sale.
Attorno torre medievale fu costruita nel 1583 dagli spagnoli villa La Saliera e il vasto parco ricco di piante rare. Nel XIX secolo fu edificata villa Maria, un'imponente costruzione a pianta quadrata.
In entrambi gli edifici di notte avvengono fenomeni misteriosi. Si odono pianti e gemiti e apparizioni sepolcrali si intravedono negli angoli più oscuri.
Nel 1952 i giovani della classe di leva vollero dimostrare il loro coraggio trascorrendovi la notte a villa Maria. Il mattino seguente un ragazzo era scomparso. Fu ritrovato solo tre giorni dopo nei sotterranei con i capelli completamente bianchi e muto per il terrore. Il giovane non volle mai raccontare quello che era avvenuto e appena gli fu possibile emigrò in Sud America.
Nel 1970 una ragazza perse nel portico di villa La Saliera una sciarpa di seta. Il mattino seguente rinvenne accanto al letto, piegato meticolosamente, un vecchio e lacero sudario macchiato di muffa e terra.

Misteri e leggende della Liguria. Campomorone.

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L'urna romana a Polanesi (-5) 20.12.12

Nella sagrestia della bella chiesa di San Martino di Polanesi è conservata un'antica urna cineraria romana ritrovata nelle fondamenta della chiesa.
Il luogo era consacrato a una divinità campestre, forse Bacco. In occasione della vendemmia settembrina, che coincide coi baccanali del calendario romano, l'urna si riempie misteriosamente di un ottimo vino rosso.

Misteri e leggende della Liguria. Recco.

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Le steli della Lunigiana (-6) 19.12.12

Il museo archeologico della Spezia ospita una interessante quanto inquietante collezione di steli in pietra arenaria che risalgono all'età del bronzo. La loro provenienza è sconosciuta, ma poiché sono state quasi tutte rinvenute nei pressi di corsi d'acqua, non distante dai luoghi di sepoltura, è probabile che raffigurassero divinità legate alla morte o una dinastia di semidei protettori.
I blocchi di pietra lavorata hanno tutti una parvenza antropomorfa con caratteristici volti a forma di U rovesciata. Le figure maschili solitamente reggono pugnali, mentre quelle femminili mostrano seni stilizzati. Tutte le steli si presentano con volti senza bocca, quasi una bizzarra ossessione magica a voler imperdire l'evasione delle loro anime.
Si dice che le steli urlino, quando le nuvole offuscano alla vista la luna piena, i loro oscuri avvertimenti da millenni dimenticati.

Misteri e leggende della Liguria. Luni.

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I cavalieri dei monti a Genova (-7) 18.12.12

Nel medioevo Genova era raccolta tutta intorno al porto e nel suo immediato entroterra vi erano dei paesini collinari dove si coltivava la vite, l'ulivo, i limoni e si faceva un commercio di pollame, latticini, ortaggi, frutta e castagne. Prodotti che venivano portati in città all'alba quando le porte cittadine si aprivano.
I contadini cercavano di non passare mai la notte sotto il monte Fasce o il Righi, temevano infatti le cavalcate selvagge dei Beatrici, fantastici cacciatori notturni dei monti conosciuti per regalare agli esseri viventi selvaggina che aveva il potere di tramutarsi in orrende membra umane.

Misteri e leggende della Liguria. Genova.

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La vendetta delle anime del Purgatorio a Rezzo (-8) 17.12.12

Una lunga e tortuosa strada di montagna entra nella bella faggeta del bosco di Rezzo e sbuca tra i maestosi castagni e il Santuario della Madonna del Santo Sepolcro dove un'interessante sequenza di affreschi, risalenti al XV secolo, della pittura popolare illustrano la Passione con la consueta processione di vizi, mostri e personaggi noti. Uno di tali personaggi raffigurati è il malvagio marchese di Laigueglia.
Stanchi dei soprusi del feudatario tre giovani decisero di ucciderlo sparando alla sua portantina, ma l'agguato fallì e il marchese decise di radere al suolo il comune di Rezzo, inviando contro il paese una spedizione punitiva di suoi bravi. Era il marzo del 1515.
Successe allora che dai vigneti sottostanti il paese apparvero centinaia di anime del Purgatorio che come fiammelle ardenti misero in fuga i mercenari.
Per questo motivo a Rezzo si celebra una funzione per i morti nel mese di marzo.

Misteri e leggende della Liguria. Rezzo.

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Il cavallo di Rolando a Baiardo (-9) 16.12.12

I conti signori del piccolo borgo di Baiardo erano di origine francese. Un loro antenato combattè al fianco di Rolando a Roncisvalle.
Per la sua fedeltà e il coraggio dimostrato in battaglia, Rolando donò al suo paladino il piccolo feudo ligure a patto che gli desse il nome del suo amato cavallo: Baiardo.

Misteri e leggende della Liguria. Baiardo.

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Il dio albero di Santo Stefano d'Aveto (-10) 15.12.12

Santo Stefano d'Aveto fu l'ultima roccaforte della libertà ligure contro i romani, i liguri furono sconfitti nel 157 a.C. alle pendici del monte Penne dalle milizie di Marco Fulvio Nobilione. Santo Stefano fin dal medioevo fu passeggio e terra di conquista per numerosi popoli barbari e tutti lasciarono nella tradizione del territorio una traccia della loro presenza.
I primi abitanti di Santo Stefano furono le tribù degli Illuati, dei Veilati e degli Ambrones, questi ultimi di stirpe celtica vennero dal nord portando l'ambra e si stabilirono nella frazione di Ambronasco.
L'ambra era considerata dei Liguri una pietra sacra che veniva dai grandi alberi di conifere della foresta millenaria dove abitava il dio Peu, adorato dalle prime popolazioni liguri. Il dio non aveva templi di pietra, ma era presente in ogni grande albero dalla chioma ondeggiante, il vento e il tuono erano la sua voce e nel tronco e nei rami stavano i suoi poteri, anche quelli taumaturgici.
A metà del XIX secolo era ancora viva un'usanza locale per guarire gli ammalati, anche se la pratica veniva tacciata di stregoneria. L'infermo, portato alla centenaria quercia del Mulino a Villa Cella, veniva legato a una biforcazione dei rami con dei tagli su mani e piedi cosicché la linfa dell'albero potesse entrargli nel sangue e guarirlo.
Nella Liguria dei monti vi sono ancora oggi delle tracce del culto dell'albero, la corteccia del castagno è impiegata per immobilizzare gli arti fratturati, i decotti di resina di pino sono indicati per le affezioni polmonari e quelli di resina di ciliegio per quelle intestinali.
Nel costume tradizionale delle ragazze liguri il mezzaro, il rettangolo di cotone indossato come copricapo e scialle, ha stampato a colori vivaci l'Albero della vita con fiori, frutti e animali fantastici.

Misteri e leggende della Liguria. Santo Stefano d'Aveto.

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Le gatte stregate di Ellera (-11) 14.12.12

Nelle rocce del territorio di Ellera, in una zona che i rovi rendono impenetrabile, vi è una caverna dove secondo la tradizione locale è da sempre abitata da streghe.
Si tratta di donne bellissime, con lunghi capelli e orecchie a punta, che se rispettate hanno un ottimo rapporto con gli abitanti del luogo. Mostrano la strada a chi si perde, guariscono i bambini ammalati, fanno quagliare il latte per il formaggio e se si avvicina una tempesta soffiano fino a che il vento non si placa.
Quando i soldati di Napoleone invasero i domini della Repubblica di Genova alcune di loro furono sorprese a danzare nude in un prato. I soldati francesi, ebbri di vino, le violentarono scambiandole per fanciulle. Le streghe si mutarono allora in grosse gatte selvatiche del volto di donna.
Sotto le sembianze feline avvicinarono gli abitanti di Ellera e promisero di far loro trovare ogni mattina delle monete d'oro sotto i cuscini, a patto che fossero spese in giornata, se fossero riusciti ad allontanare i soldati.
Ben presto l'esercito napoleonico lasciò Ellera e le streghe ripresero le loro sembianze femminili, ma alcune erano rimaste incinte e quando fu il momento partorirono dei basilischi che si dice vivano ancora oggi sul fondo della caverna.

Misteri e leggende della Liguria. Ellera.

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La processione di morti a Portofino (-12) 13.12.12

In uno nei punti più panoramici di Portofino, l'antica Portus Delphini descritta da Plinio, sorge la chiesa di San Giorgio, le cui reliquie sono murate dietro l'altare maggiore. Lì scavi archeologici hanno riportato alla luce un'antichissima cappella votiva a pianta quadrata fatta edificare dei pescatori di corallo nel XIX secolo.
La chiesa è a perpendicolo su un tratto di scogliera assai pericolosa. Sulla destra del portone della chiesa si affaccia sul Mar Ligure un balcone naturale tristemente noto per il suo terribile fascino che induce al suicidio.
La notte del 31 ottobre, se si ha il coraggio di guardare il mare, in fondo alla scogliera si può scorgere l'orrenda processione dei morti affogati risalire lungo le rocce ed entrare in chiesa per poi tornare gettarsi nel mare gelido e buio dopo aver recitato una preghiera.

Misteri e leggende della Liguria. Portofino.

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Gli scheletri guardiani a Sassello (-13) 12.12.12

Le origini del borgo di Sassello risalgono all'alto medioevo.
Nel XII secolo fu un possedimento della famiglia Del Carretto quindi passò ai Doria e dal 1612 diventò dominio di Genova e centro per la lavorazione del ferro.
Vi è una possente torre saracena e la chiesa della S.S. Trinità, ricca di stucchi e custode di parecchie opere di grandi artisti.
Fino al secolo scorso nella chiesa vi ero curioso dipinto di Alessandro Magnasco che illustrava un fatto accaduto nel 1731. Alcuni ladri sacrilegi avevano cercato di penetrare nottetempo nella chiesa, ma furono messi in fuga da un esercito di scheletri armati di torce usciti dalle tombe del vicino campo santo.
Misteriosa rimane la sorte del dipinto che tuttavia ha lasciato un vivido ricordo di terrore.

Misteri e leggende della Liguria. Sassello.

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Il demone nero di Moneglia (-14) 11.12.12

A Moneglia nel 1396 Monna Benvenuta, moglie di un ricco mercante Leonardo di Solarolo di Lavagna, fece un lascito testamentario ai frati francescani perché fosse eretta una chiesa votiva a San Giorgio.
I frati la gestirono per circa due secoli arricchendola con numerose opere di grande prestigio, come maestoso polittico dedicato a San Ludovico da Tolosa eseguito dal pittore genovese Giovanni Barbagelata nel 1503. Si tratta di una tavola ricoperta di foglie adoro raffigurante nella parte mediana San Ludovico in trono con un ricco manto ricamato con i gigli di Francia e ai lati i santissimi Ambrogio, Stefano, Nicola e Antonio Abate.
Originariamente nella pala d'altare non era raffigurata la mostruosa bestia nera che oggi appare ai piedi di Sant'Antonio e che comparve misteriosamente al parroco e ai fedeli durante la prima messa in una livida alba del 7 gennaio 1550; in quel periodo dell'anno che va fino al mercoledì delle ceneri in cui streghe, diavoli, spiriti immondi e divinità pagane scorrazzano per il mondo.
La notte tra il 6 e il 7 gennaio a Monglia era scoppiata una terribile burrasca, tuoni e fulmini squarciavano un cielo di nubi gonfie di pioggia. La furia del mare minacciava le barche nel porto e il vento di mare, che aveva spezzato alberi e comignoli, si era portato via la croce del campanile della chiesa di San Giorgio. Al suo posto, uscito da una saetta sulfurea, sedeva ghignando malvagiamente un piccolo demone nero.
Il demone prese a percorrere gli stretti vicoli del paese seminando rovine e disgrazie. Tanto fece che tutto il paese infuriato prese a inseguirlo con torce, forconi e amuleti.
Il demonio spaventato si tramutò allora in una bestia nera e si rifugiò in chiesa ai piedi di Sant'Antonio abate, protettore degli animali, ma il santo riconoscendolo lo immobilizzò con il suo lungo bastone.
Oggi il demone nero è ancora là tremante di paura.

Misteri e leggende della Liguria. Moneglia.

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I fantasmi della cattedrale di Genova (-15) 10.12.12

Vi è una storia di fantasmi legata alla cattedrale di San Lorenzo. Alla mezzanotte della vigilia di San Giovanni Battista, patrono di Genova, una statua della facciata detta "L'arrotino" si anima per aprire il portale della navata centrale da dove entrano in silenzio tutti gli spettri degli artisti, dei capomastri, dei fabbri e degli artigiani che presero parte alla costruzione del Duomo.
Le apparizioni si dispongono in un lungo corteo e lentamente salgono alla cupola e sino alla croce.
La processione dura un'ora, durante la quale ogni fantasma controlla la condizione della sua opera dopodiché si dissolve nella notte.

Misteri e leggende della Liguria. Genova.

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Il fantasma del teatro Carlo Felice di Genova (-16) 09.12.12

Sul terreno di quella che è oggi piazza De Ferrari nell'alto medioevo vi era la basilica di Sant'Egidio primi cristiani avevano ricavato da un tempio sotterraneo con un vostro reticolo di catacombe dedicato al dio Mitra. Alla fine del 1300 la basilica fu trasformata nella chiesa e nel convento di San Domenico che nel 1540 furono designati come sede e camera delle torture dell'Inquisizione.
In vico del Filo vivena Leyla Carbone, la figlia sedicenne di un liutaio, che nel 1580 fu accusata e condannata ingiustamente per stregoneria. Morì di spavento ancora prima di subire la tortura e il suo corpo fu sepolto nelle catacombe e dimenticato.
Nel 1797 i cannoni francesi distrussero insieme alla Repubblica genovese la chiesa e il convento di San Domenico. La Liguria passò sotto il Regno di Savoia e il governo del re Carlo Felice, il quale fece costruire sulle rovine di San Domenico il bellissimo omonimo teatro dell'opera, inaugurato il 7 aprile 1828 con Bianca e Fernando di Vincenzo Bellini.
Quella sera, dopo un limbo grigio senza tempo, la musica destò il sonno del fantasma di Leyla che da allora compare ovunque in teatro con la lunga veste di velluto scuro della sua sepoltura e ogni apparizione è accompagnata da un lieve sentore di rosa.
Durante i bombardamenti dell'ultima guerra furono in molti a vedrla abbracciata alla statua marmorea di ricerca del Genio dell'Armonia del pronao, che rimase miracolosamente intatta mentre il teatro bruciava per un giorno e una notte.
Soltanto il 7 aprile 1987 venne posata la prima pietra del nuovo Carlo Felice. In molti nel cantiere incontrarono la pallida fanciulla vestita di scuro che fece in modo che i lavori terminassero dopo soli mille giorni e senza alcun incidente.
Per la sera dell'inaugurazione, il 18 ottobre 1991, fu scelto Il Trovatore di Verdi e durante la canzone di Manrico si udì qualcuno che prolungò intenzionalmente gli accordi del liuto, mentre durante l'intervallo fu notata nel foyer una pallida fanciulla con una veste di velluto scuro ma senza scarpe.
Leyla è diventata l'anima della musica del teatro e per quanto sul suo apparire siano stati scritti molti articoli e libri è stata lei stessa a rivelare la verità a uno spettatore che ignaro le aveva posto alcune domande; "Questa è da sempre e sarà per sempre la mia dimora", per poi fuggire e svanire nel buio delle antiche catacombe.

Misteri e leggende della Liguria. Genova.

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I fantasmi del mare ad Albisola (-17) 08.12.12

Il Bricco Spaccato è una collinetta nell'entroterra di Albisola Superiore dove durante la notte dei Morti si danno convegno le anime di tutti coloro che morirono in mare e che non vennero più ritrovati.
Risalgono dalle acque sotto forma di piccoli fuochi fatui, sospinti prima dalle onde e poi dal vento.
Al primo rintocco della mezzanotte assumono l'aspetto di evanescenti forme umane che cercano di afferrare per i capelli chiunque incontrino, fino al canto del gallo quando si dissolvono in nebbia per ritornano al mare.

Misteri e leggende della Liguria. Albisola Superiore.

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Il pozzo scomparso di Arenzano (-18) 07.12.12

Nel centro storico di Arenzano vi era un pozzo assai profondo che nel medioevo riusciva a dissetare tutti gli abitanti con la sua abbondante acqua fresca e dolce. Nel luglio del 1262 vi fu una tale calura che il pozzo si inaridì così quando all'orizzonte comparvero le scure vele dei pirati saraceni si decise di nascondere nel pozzo insieme alle monete d'oro gli oggetti più preziosi degli arenzanesi, che poi coprirono il coperchio con zolle di terra fiduciosi di riaprirlo al più presto.
Quando finalmente i saraceni furono scacciati dalla spiaggia, fuggendo a bordo dei loro agili sciabecchi, gli abitanti di Arenzano cercarono di aprire il pozzo, ma non riuscirono più trovarlo avendone cancellato così bene ogni traccia.
Ancora nel XIX secolo non si erano perse le speranze di ritrovarlo e infatti nei contratti di vendita dei terreni era d'uso inserire una clausola in cui il venditore si riservava il contenuto del pozzo se questo fosse stato ritrovato.

Misteri e leggende della Liguria. Arenzano.

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Il banchetto degli scheletri a Pignone (-19) 06.12.12

L'antica pieve di pignone nel XVI secolo ospitò le sepolture di un ramo della famiglia dei marchesi Da Passano fino a che a Levanto non venne costruito il palazzo con una grande cappella gentilizia. Da allora il sepolcro di Pignone fu murato e non se ne seppe più nulla, ma dopo quel tempo intorno alla chiesa fiorirono leggende e storie di visioni d'oltretomba. Figure evanescenti spaventavano i viandanti sul far della sera. Di notte luci e canti provenivano dai sotterranei e il suono di un armonium e il fruscio dei passi di una danza macabra terrorizzavano anche i più coraggiosi.
Negli anni '50 un'infiltrazione d'acqua fece sprofondare parte dell'antico pavimento della pieve mostrando un piano sotterraneo vasto tanto quanto la chiesa e profondo cinque metri.
Nella cripta vi era una tavola rotonda circondata da sedili in pietra dove erano seduti alcuni scheletri riccamente abbigliati. Alcuni avevano vesti femminili in seta e raso con le trecce disfatte ancora attaccate al cranio e le perle attorno alle ossa del collo, altri in pantaloni e farsetti di velluto calzavano alti stivali di cuoio e sui fianchi avevano appesi degli spadini d'argento e tutti avevano un che di beffardo nell'orribile ghigno della morte, tanto che sembravano aspettare qualcosa o qualcuno.
Il parroco di allora non cedette alle lusinghe degli storici che avrebbero voluto studiare gli abiti e gli ornamenti dei partecipanti al funereo banchetto, ma li seppellì nel sepolcro sotterraneo dopo aver celebrato un rito funebre.
Da allora scese la pace sulla piccola pieve, ma la notte di tanto in tanto si ode ancora un flebile pianto di neonato. Si dice che un minuscolo scheletro di infante, avvolto nelle fasce, sia stato dimenticato in un angolo di quell'antico sepolcro, incapace di trovare quiete.

Misteri e leggende della Liguria. Pignone.

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Il tesoro del pirata nella grotta di Paraggi (-20) 05.12.12

La baia di Paraggi, vicino a Santa Margherita Ligure, è dominata dall'omonimo castello che anticamente fungeva da fortezza a guardia della costa.
La parte più antica dell'edificio è quella a picco sul mare dove si apre una grotta particolarmente suggestiva abitata, a quanto si dice, da un mostro feroce che fa incessantemente la guardia a un fantastico tesoro di gioielli e monete d'oro.
Pare che il tesoro appartenesse al pirata francese Etienne Toutsaints, iracondo e miscredente, che naufragò col suo veliero sulla scogliera del castello. Ferito, si rifugiò nella caverna dove morì poco dopo circondato dalle sue ricchezze.
La leggenda vuole che, dopo la morte, Toutsaints prese le sembianze di una mostruosa murena capace di divorare un uomo.
Di vero c'è il ritrovamento di antiche monete e catene d'oro tra le praterie sottomarine di posidonia, l'avvistamento di un enorme murena nella grotta e le misteriose morti di molti sub vittime di incidenti spesso inspiegabili.

Misteri e leggende della Liguria. Santa Margherita Ligure.

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A mezzanotte il gatto diventa una strega ad Albenga (-21) 04.12.12

La casa-torre Lengueglia Doria è uno degli edifici meglio conservati di Albenga.
Sulla sua facciata fino al 1700 si poteva leggere un avviso che informava che "fra il crepuscolo e la mezzanotte le anime del Purgatorio assumono la forma di alcuni animali domestici che non devono mai essere maltrattati in quelle ore. Dopo la mezzanotte e fino all'avemaria del mattino sotto le forme di un animale, specialmente di un gatto nero, può nascondersi una strega."
Nessuno riuscì a capire se l'iscrizione nascondesse uno scherzo o se fosse una denuncia di mal costume.
Una leggenda locale racconta che chi uccide un gatto dovrà scontare la colpa con sette anni di penitenza e quando sarà in agonia la sua anima non si potrà staccare dal corpo finché non verrà portato un gatto al suo capezzale.

Misteri e leggende della Liguria. Albenga.

Calendario dell'Avvento 2012: 1 - 2 - 3.

Le foglie di Bordighera per la Domenica delle Palme (-22) 03.12.12

Ancora oggi il comune di Bordighera assicura al Vaticano le bianche foglie di palma "i palmeruli" che vengono intrecciate per la Domenica delle Palme.
Tale privilegio si fa risalire al 1586 quando venne innalzato l'obelisco in piazza San Pietro a Roma.
Per non disturbare i lavori condotti sotto la direzione dell'architetto Fontana papa Sisto V decise di imporre la pena di morte a chiunque avesse rotto il silenzio. Tuttavia il bordigotto Giovanni Bresca violò l'orinanza quando si accorse che le corde erano particolarmente tese gridando: "Aigua ae corde!"
Le corde vennero bagnate e l'obelisco fu salvo.
Come ricompensa papa Sisto V concesse agli abitanti di Bordighera di procurare le foglie di palma e alla famiglia Bresca di portarle a Roma.

Misteri e leggende della Liguria. Bordighera.

Calendario dell'Avvento 2012: 1 - 2.

La pietra delle streghe a Deiva Marina (-23) 02.12.12

Da Deiva si risale alla frazione Piazza dove si erge la chiesetta dell'Assunta, la chiesa ha origini longobarde e poco distante esisteva una lastra di pietra con le impronte dei piedi delle streghe perché era luogo dove dovevano ballare fino morire se venivano sorpresi dalla luce dell'alta. Se si pentivano la Madonna le avrebbe tramutate in formiche volanti.

Misteri e leggende della Liguria. Deiva Marina.

Calendario dell'Avvento 2012: 1.

Le formiche giganti e cannibali di Arnasco (-24) 01.12.12

Arnasco era già in epoca romana abitato da agricoltori e lì stanziava una guarnigione imperiale.
Secondo la leggenda gli abitanti dell'antico borgo furono costretti ad abbandonare il villaggio per sfuggire a un'invasione di formiche giganti e cannibali.
Nella pianura di Arveglio, dal nome dell'imperatore Marco Aurelio e non distante dall'attuale paese dell'entroterra, si trovano ancora i ruderi di un tempio romano e di antiche abitazioni abbondonate in fretta dopo una cruenta battaglia.

Misteri e leggende della Liguria. Arnasco.

Calendario dell'Avvento 2012.

Liguria street view 25.12.11

Varazze

La Liguria su Street View. Varazze.

Un felice Natale a tutti!
Buone Feste!!!

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Liguria street view (-1) 24.12.11

Vecchia Darsena, Savona

La Liguria su Street View. Vecchia Darsena, Savona.

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Liguria street view (-2) 23.12.11

Piazza De Ferrari, Genova

La Liguria su Street View. Piazza De Ferrari, Genova.

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Liguria street view (-3) 22.12.11

Santuario, Savona

La Liguria su Street View. Santuario, Savona.

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Liguria street view (-4) 21.12.11

Porto Antico, Genova

La Liguria su Street View. Porto Antico, Genova.

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Liguria street view (-5) 20.12.11

Albisola Superiore

La Liguria su Street View. Albisola Superiore.

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Liguria street view (-6) 19.12.11

Via dell'Amore, Cinque Terre

La Liguria su Street View. Via dell'Amore, Cinque Terre.

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Liguria street view (-7) 18.12.11

Camogli

La Liguria su Street View. Camogli.

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Liguria street view (-8) 17.12.11

Vesima, Genova

La Liguria su Street View. Vesima, Genova.

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Liguria street view (-9) 16.12.11

Via Garibaldi, Genova

La Liguria su Street View. Via Garibaldi, Genova.

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Liguria street view (-10) 15.12.11

Arenzano

La Liguria su Street View. Santuario del Bambino Gesù di Praga, Arenzano.

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Liguria street view (-11) 14.12.11

Alassio

La Liguria su Street View. Alassio.

Calendario dell'Avvento 2011: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13

Liguria street view (-12) 13.12.11

Valle del Magra

La Liguria su Street View. Valle del Magra.

Calendario dell'Avvento 2011: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12

Liguria street view (-13) 12.12.11

Villanova d'Albenga

La Liguria su Street View. Villanova d'Albenga.

Calendario dell'Avvento 2011: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11

Liguria street view (-14) 11.12.11

Ospedaletti

La Liguria su Street View. Ospedaletti.

Calendario dell'Avvento 2011: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10

Liguria street view (-15) 10.12.11

Santa Margherita Ligure

La Liguria su Street View. Santa Margherita Ligure.

Calendario dell'Avvento 2011: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9

Liguria street view (-16) 09.12.11

Porto Maurizio, Imperia

La Liguria su Street View. Porto Maurizio, Imperia.

Calendario dell'Avvento 2011: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8

Liguria street view (-17) 08.12.11

Sori

La Liguria su Street View. Sori.

Calendario dell'Avvento 2011: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7

Liguria street view (-18) 07.12.11

Lerici

La Liguria su Street View. Lerici.

Calendario dell'Avvento 2011: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6

Liguria street view (-19) 06.12.11

Piani d'Invrea a Varazze

La Liguria su Street View. Piani d'Invrea, Varazze.

Calendario dell'Avvento 2011: 1 - 2 - 3 - 4 - 5

Liguria street view (-20) 05.12.11

Sant'Ampelio a Bordighera

La Liguria su Street View. Sant'Ampelio, Bordighera.

Calendario dell'Avvento 2011: 1 - 2 - 3 - 4

Liguria street view (-21) 04.12.11

Veduta di Noli e del castello

La Liguria su Street View. Noli.

Calendario dell'Avvento 2011: 1 - 2 - 3

Liguria street view (-22) 03.12.11

Pian di Lavaggio, Framura

La Liguria su Street View. Pian di Lavaggio, Framura.

Calendario dell'Avvento 2011: 1 - 2

Liguria street view (-23) 02.12.11

Varese Ligure

La Liguria su Street View. Varese Ligure.

Calendario dell'Avvento 2011: 1

Liguria street view (-24) 01.12.11

Sanremo

La Liguria su Street View. Sanremo.

Calendario dell'Avvento 2011.

Liguria per immagini 25.12.10

Presepe di Manarola

Presepe. Manarola.

Un felice Natale a tutti!
Buone Feste!!!

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24

Via Giacomo Natale.

Liguria per immagini (-1) 24.12.10

Porto Antico di Genova

Porto Antico. Genova.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23

Via Tiziano Caviglia.

Liguria per immagini (-2) 23.12.10

Val d'Aveto

Val d'Aveto.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22

Via F.S. 2010.

Liguria per immagini (-3) 22.12.10

Arenzano

Arenzano. Giardino Botanico.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21

Via Tiziano Caviglia.

Liguria per immagini (-4) 21.12.10

Savona

Savona. Vista dal Priamar.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20

Via Tiziano Caviglia.

Liguria per immagini (-5) 20.12.10

Recco

Recco.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19

Via Robert Kaczynski.

Liguria per immagini (-6) 19.12.10

Levanto

Levanto.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18

Via Gabriele Pranzo-Zaccaria.

Liguria per immagini (-7) 18.12.10

Apricale sotto la neve

Apricale.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17

Via Jairo R. Sassi.

Liguria per immagini (-8) 17.12.10

Piazza De Ferrari riflessa nell'acqua a Genova

Piazza De Ferrari riflessa nell'acqua. Genova.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16

Via George.

Liguria per immagini (-9) 16.12.10

Camogli

Camogli.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15

Via Ben.

Liguria per immagini (-10) 15.12.10

Castelbianco

Castelbianco.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14

Via Giorgio.

Liguria per immagini (-11) 14.12.10

Zoagli

Zoagli.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13

Via KlausTheBest.

Liguria per immagini (-12) 13.12.10

Spotorno e Bergeggi

Spotorno e Bergeggi.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12

Via Tiziano Caviglia.

Liguria per immagini (-13) 12.12.10

Via Pia a Savona

Via Pia. Savona.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11

Via Tiziano Caviglia.

Liguria per immagini (-14) 11.12.10

La Costa Concordia attraccata al Palacrociere di Savona

La Costa Concordia attraccata al Palacrociere di Savona.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10

Via Tiziano Caviglia.

Liguria per immagini (-15) 10.12.10

Bergeggi

Bergeggi.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9

Via Tiziano Caviglia.

Liguria per immagini (-16) 09.12.10

Arenzano

Arenzano.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8

Via Tiziano Caviglia.

Liguria per immagini (-17) 08.12.10

Bordighera

Bordighera.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7

Via David Michel.

Liguria per immagini (-18) 07.12.10

Lerici

Lerici.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6

Via Claudio Marchini.

Liguria per immagini (-19) 06.12.10

La Notte Bianca a Genova

Notte Bianca. Genova.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4 - 5

Via Tiziano Caviglia.

Liguria per immagini (-20) 05.12.10

La Liguria vista dallo spazio

La Liguria vista dallo spazio.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3 - 4

Via NASA.

Liguria per immagini (-21) 04.12.10

Savona

Savona.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2 - 3

Via Tiziano Caviglia.

Liguria per immagini (-22) 03.12.10

Riviera delle Palme

La Riviera delle Palme.

Calendario dell'Avvento 2010: 1 - 2

Via Tiziano Caviglia.

Liguria per immagini (-23) 02.12.10

Bonassola

Bonassola.

Calendario dell'Avvento 2010: 1

Via Rayss.

Liguria per immagini (-24) 01.12.10

Arco della Vittoria - Genova

Arco della Vittoria. Genova.

Calendario dell'Avvento 2010.

Via Tiziano Caviglia.

Paesaggi di Liguria 25.12.09

Cattedrale di San Lorenzo. Genova

Cattedrale di San Lorenzo. Genova.

Un felice Natale a tutti!
Buone Feste!!!

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24

Via Tiziano Caviglia (Rhadamanth).

Paesaggi di Liguria (-1) 24.12.09

Palazzo Ducale. Genova

Palazzo Ducale. Genova.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23

Via Tiziano Caviglia (Rhadamanth).

Paesaggi di Liguria (-2) 23.12.09

Sori

Sori.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22

Via fede0253.

Paesaggi di Liguria (-3) 22.12.09

Complesso monumentale del Brandale. Savona

Complesso monumentale del Brandale. Savona.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21

Via Tiziano Caviglia (Rhadamanth).

Paesaggi di Liguria (-4) 21.12.09

Pietra Ligure

Pietra Ligure.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20

Via bluestardrop.

Paesaggi di Liguria (-6) 19.12.09

La Spezia

La Spezia.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18

Via floyd martinek.

Paesaggi di Liguria (-5) 20.12.09

Il Confuoco. Savona

Il Confuoco. Savona.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19

Via Tiziano Caviglia (Rhadamanth).

Paesaggi di Liguria (-7) 18.12.09

Monesi. Triora

Monesi. Triora.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17

Via ghiry.

Paesaggi di Liguria (-8) 17.12.09

Dolceacqua

Dolceacqua.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16

Via Funchye.

Paesaggi di Liguria (-9) 16.12.09

Chiavari

Chiavari.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15

Via succederà.

Paesaggi di Liguria (-10) 15.12.09

Torre del Comune. Noli

Torre del Comune. Noli.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14

Via Tiziano Caviglia (Rhadamanth).

Paesaggi di Liguria (-11) 14.12.09

Cervo

Cervo.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13

Via Marzacas.

Paesaggi di Liguria (-12) 13.12.09

Porto Venere

Porto Venere.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12

Via stuttgart_san.

Paesaggi di Liguria (-13) 12.12.09

Catelbianco

Castelbianco.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11

Via la Tempest.

Paesaggi di Liguria (-14) 11.12.09

Imperia

Imperia.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10

Via edellepi.

Paesaggi di Liguria (-15) 10.12.09

Camogli

Camogli.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9

Via Elisa Ciardi.

Paesaggi di Liguria (-16) 09.12.09

Tellaro. Lerici

Tellaro. Lerici.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8

Via DanielComics.

Paesaggi di Liguria (-17) 08.12.09

Pieve Ligure

Pieve Ligure.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7

Via Giulio M.

Paesaggi di Liguria (-18) 07.12.09

Albenga

Albenga.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6

Via cicrico.

Paesaggi di Liguria (-19) 06.12.09

Alta Via dei Monti Liguri

Alta Via dei Monti Liguri.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4 - 5

Via da_m.

Paesaggi di Liguria (-20) 05.12.09

Via Pia. Savona

Via Pia. Savona.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3 - 4

Via Tiziano Caviglia (Rhadamanth).

Paesaggi di Liguria (-21) 04.12.09

Chiesa di Santissima Annunziata del Vastato. Genova

Chiesa di Santissima Annunziata del Vastato. Genova.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2 - 3

Via (-; Martin ;-).

Paesaggi di Liguria (-22) 03.12.09

Vernazza

Vernazza.

Calendario dell'Avvento 2009: 1 - 2

Via tassie303.

Paesaggi di Liguria (-23) 02.12.09

Apricale

Apricale.

Calendario dell'Avvento 2009: 1

Via cicrico.

Paesaggi di Liguria (-24) 01.12.09

Bordighera

Bordighera.

Calendario dell'Avvento 2009.

Via funadium.

Scorci liguri 25.12.08

La Cappella Sistina a Savona

La Cappella Sistina. Savona.

Un felice Natale a tutti!
Buone Feste!!!

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24

Via Jon Ander Rabadan.

Scorci liguri (-1) 24.12.08

La Processione del Venerdì Santo sotto la Torretta a Savona

La Processione del Venerdì Santo sotto la Torretta. Savona.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23

Via lorenzo_t.

Scorci liguri (-2) 23.12.08

Via Pia a Savona

Via Pia. Savona.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22

Via alby83.

Scorci liguri (-3) 22.12.08

A Campanassa a Savona

A Campanassa. Savona.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21

Via Osky77-ita.

Scorci liguri (-4) 21.12.08

La Fortezza del Priamar a Savona

La Fortezza del Priamar. Savona.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20

Via Idiosincrasia.

Scorci liguri (-5) 20.12.08

Castelvecchio di Rocca Barbena

Castelvecchio di Rocca Barbena.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19

Via lorenzo_t.

Scorci liguri (-6) 19.12.08

Bergeggi

Bergeggi.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18

Via Mickso.

Scorci liguri (-7) 18.12.08

Lerici

Lerici.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17

Via paolo-55.

Scorci liguri (-8) 17.12.08

Albisola Superiore

Albisola Superiore.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16

Via albissola.com.

Scorci liguri (-9) 16.12.08

Sori

Sori.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15

Via klausthebest.

Scorci liguri (-10) 15.12.08

Giardini botanici Hanbury a Ventimiglia

Giardini botanici Hanbury. Ventimiglia.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14

Via lo75.

Scorci liguri (-11) 14.12.08

Albenga

Albenga.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13

Via groenling.

Scorci liguri (-12) 13.12.08

Torre saracena a Imperia

Torre saracena. Imperia.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12

Via Marzacas.

Scorci liguri (-13) 12.12.08

Centro storico di Genova

Centro storico. Genova.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11

Via ...stefan...traslo cando alla spezia....

Scorci liguri (-14) 11.12.08

Palazzi dei Rolli a Genova

Palazzi dei Rolli. Patrimonio dell'umanità UNESCO. Genova.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10

Via bautisterias.

Scorci liguri (-15) 10.12.08

Baia del silenzio a Sestri Levante

Baia del silenzio. Sestri Levante.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9

Via Funky64.

Scorci liguri (-16) 09.12.08

Bussana Vecchia

Bussana Vecchia.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8

Via fede0253.

Scorci liguri (-17) 08.12.08

Portofino

Portofino.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7

Via Viradeth.

Scorci liguri (-18) 07.12.08

Celle Ligure

Celle Ligure.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6

Via askino.

Scorci liguri (-19) 06.12.08

Chiesa di San Matteo a Laigueglia

Chiesa di San Matteo. Laigueglia.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5

Via Squall87.

Scorci liguri (-20) 05.12.08

Riomaggiore

Riomaggiore.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4

Via emmedibi.

Scorci liguri (-21) 04.12.08

Chiesa Bambin Gesù ad Arenzano

Chiesa Bambin Gesù. Arenzano.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3

Via Osky77-ita.

Scorci liguri (-22) 03.12.08

Veduta di Cervo

Cervo.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2

Via funadium.

Scorci liguri (-23) 02.12.08

Caruggi a Triora

Caruggi a Triora.

Calendario dell'Avvento 2008: 1

Via Marzacas.

Scorci liguri (-24) 01.12.08

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Chiesa di San Pietro. Porto Venere.

Calendario dell'Avvento 2008.

Via elymomo82.

Prodotti tipici liguri 25.12.07

Foglie di basilicoUn felice Natale a tutti!

Buone Feste!!!

Calendario dell'Avvento 2007: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24

Prodotti tipici liguri (-1) 24.12.07

Pecorino ligure di malga

Prodotto nell'Alta Valle Arroscia, nell'Alta Val Roja e nell'Alta Valle Impero, il pecorino ligure di malga è un formaggio dolce da tavola e stagionato di forma cilindrica a facce piane, con scalzo dritto alto di 10-13 centimetri o 6-10 centimetri nella versione dolce. Il suo diametro varia tra i 15 e i 20 centimetri.

Il pecorino ligure dolce presenta una crosta liscia sottile di colore bianco o paglierino tenue, una pasta bianca morbida compatta o con rada occhiatura. Ha un sapore dolce o leggermente acidulo.

La produzione stagionata presenta una crosta più consistente, di colore paglierino tendente al bruno con l'aumentare della stagionatura con una pasta bianca o paglierina, compatta o con rada occhiatura, tenera ed elastica nelle forme più giovani e poi sempre più dura, a volte con qualche granulosità. Il suo sapore è tendenzialmente piccante.

E' un formaggio prodotto con latte ovino intero, al quale viene addizionato caglio di vitello; la rottura del coagulo si protrae fino a che i grumi hanno raggiunto le dimensioni di una nocciola per la tipologia "dolce", o di un chicco di mais per la tipologia "stagionato".
Il procedimento di salatura, a secco o mediante immersione in salamoia, è uguale per le due tipologie, mentre varia il periodo di maturazione, che passa dai 20 ai 60 giorni per il pecorino dolce a diversi mesi (dai 2 ai 12) per quello stagionato.

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Prodotti tipici liguri (-2) 23.12.07

Violetta di Villanova d'Albenga

La violetta di Villavona d'Albenga appartien alla famiglia delle violacee; è spontanea in Europa, Asia ed Africa Boreale.
Si tratta di una pianta erbacea, con grosso rizoma da cui partono numerosi stoloni aerei radicanti similmente alla fragola, che l'anno successivo al loro sviluppo originano nuovamente foglie e fiori.
I fiori sono doppi, odorosi, grandi e di caratteristico colore violetto.

E' un prodotto duraturo, con colore e profumo molto intensi.
Il terreno investito è di circa 2 ettari e la produzione si aggira intorno ai 150.000 - 200.000 mazzetti annui.
Al giorno d'oggi le violette sono ormai coltivate per la quasi totalità in serra. Nei tempi passati si soleva utilizzare canne palustri che venivano distese sui tralicci di legno per proteggere i cespi dal freddo. Il terreno veniva suddiviso in aiuole rettangolari della larghezza di due metri e di lunghezza variabile a seconda delle dimensioni del terreno. I cespi venivano posti ad una distanza di 25-30 centimetri.

I fiori vengono confezionati in mazzetti di 20 ognuno (in passato si arrivava a 24) e sono attorniati dalle foglie delle viole stesse lasciando gli steli abbastanza lunghi e legandoli tra loro con filo di cotone.
La raccolta inizia intorno al 20 ottobre e si conclude a fine marzo.

La massima estensione della produzione si ebbe intorno agli anni '20 e rimase tale fino agli anni '70. La commercializzazione del prodotto interessava l'Italia e le principali capitali europee, tra cui spiccavano Vienna e Parigi.
Attualmente la violetta viene esportate in Francia, Svizzera, Austria e Germania.

Dalle foglie delle violette vengono estratte le essenze utilizzate nella produzione di profumi.

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Prodotti tipici liguri (-3) 22.12.07

Vino di mele

Prodotto nell'Alta Valle Scrivia è un vino a bassa gradazione alcolica ottenuta dalla fermentazione di varietà locali di mele.

La prima fase di lavorazione consiste nella frantumazione delle mele che, introdotte in un contenitore in legno di forma cilindrica, vengono battute ripetutamente con un pestello di legno fino a ridurle in poltiglia.
Si passa quindi alla torchiatura da cui si ottiene il primo succo, il quale, dopo essere stato filtrato, viene riposto in un recipiente in vetro e lì subisce una prima fermentazione che varia dai tre ai quattro giorni.
Il liquido ottenuto viene travasato e lasciato a fermentare, procedendo successivamente all'ultimo travaso.
L'imbottigliamento si esegue in bottiglie da spumante, con tappo a gabbia in quanto il prodotto risulta leggermente frizzante.

Il "Sidro da pomi" della Valle Scrivia deriva dalla lavorazione di varietà locali quali la Selvatica di Casella, la Gianchetta e la Garbuçinna tipica della Valbrevenna.

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Prodotti tipici liguri (-4) 21.12.07

Amaro e Amaretto di Sassello

Prodotto sin dal 1850 nell'antico borgo di Sassello è un liquore da dessert.
L'Amaro che si differenzia dall'Amaretto esclusivamente per la maggiore gradazione alcolica (30°) e per il suo utilizzo come digestivo, mentre il liquore più dolce non supera i 25°.

Sia per l'Amaro che per l'Amaretto gli ingredienti sono analoghi: alcool idrato, zucchero, aromi, caramello.
Gli ingredienti vengono miscelati a freddo utilizzando appositi miscelatori e filtri idonei.

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Prodotti tipici liguri (-5) 20.12.07

Aglio di Vassalico

Prodotto nell'Alta Valle Arroscia, in provincia di Imperia principalmente nei comuni di Vessalico, Borghetto d'Arroscia, Aquila d'Arroscia, Pieve di Teco e Ranzo.
Ha un'aroma particolarmente delicato e un sapore intenso, lievemente piccante al palato.

A Vessalico ogni anno il 2 luglio si svolge la tradizionale fiera dell'aglio.

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Prodotti tipici liguri (-6) 19.12.07

Basilico

Scientificamente conosciuto come Ocinum basilicum, il nome del basilico deriva dal termine greco Basilikòs (degno di un re).
La pianta di basilico è stata importata in Europa dall’Asia Minore in tempi antichissimi, trovando però fin da subito le sue condizioni idealidi crescita soprattutto in Provenza e in Liguria.

Il basilico genovese si presenta con fiori bianchi e foglioline compatte dalla forma a “cucchiaio” di color verde non troppo intenso, capaci di sprigionare un profumo particolarmente delicato e gradevole.
Le migliori qualità vengono dalle produzioni di Prà e Recco, di Albenga, di Diano Marina e della piana di Sarzana.
Il basilico appartiene alla famiglia delle Labiate.

La qualità della varietà cosiddetta Genovese ha ricevuto la certificazione DOP (Denominazione di Origine Protetta) dall'Unione Europea.

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Prodotti tipici liguri (-7) 18.12.07

Zerarìa

In dialetto viene chiamata Zrarìa, prodotta nell'entroterra del Ponente si prepara per il periodo natalizio.
Le zampette di suino e la testa, comprese anche cotenne o guanciale, lingua, muscoli e a volte anche manzo, vengono fatte bollire con sale, pepe, alloro, limone e altri aromi che variano da zona a zona, fino ad ottenere un brodo. Terminata la cottura, si tagliano le varie parti con il coltello e si dispongono in un piatto profondo ricoprendole con il brodo caldo che raffreddandosi formerà una densa gelatina.
Si adorna con foglie di alloro o di limone fresche. Tradizionalmente l'impasto veniva messo in appositi stampi in legno, a forma di bauletto.
Si lascia così per alcuni giorni, si consuma tagliata a fette.

Con qualche variante si produce, oltre che in Val Bormida, nel savonese, anche in Valle Stura, nell'entroterra di Voltri.

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Prodotti tipici liguri (-8) 17.12.07

Fagiolo borlotto di Mangia

Viene prodotto in località Mangia, nel comune di Sesta Godano in provincia di La Spezia.

E' un fagiolo borlotto rampicante di colore rosso, che cresce in verticale, molto produttivo. Si coltiva lungo il torrente Mangia, nel Comune di Sesta Godano.
I coltivatori fanno arrampicare la pianta lungo rami raccolti nel bosco e raggiunge grandi altezze. Viene annaffiata per allagamento con acqua del torrente Mangia. Una volta raccolti, i fagioli sono fatti seccare con l'esposizione al sole.

Secondo la tradizione culinaria il fagiolo viene servito lessato e condito con poco olio.

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Prodotti tipici liguri (-9) 16.12.07

Asparago violetto di Albenga

Prodotto nella piana di Albenga, l'asparago violetto presenta turioni grossi e con una caratteristica colorazione viola intenso che gradatamente sfuma scendendo verso la base.
Rispetto alle altre qualità è meno produttivo. Al palato si presenta morbido e burroso, delicato e tendenzialmente più dolce al gusto, meno aggressivo all'olfatto rispetto agli asparagi tradizionali.

Particolarmente adatto per accompagnare pesci e carni bianche o per salse raffinate.

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Prodotti tipici liguri (-10) 15.12.07

Albicocca di Valleggia

L'Abicocca di Valleggia viene prodotta nell'omonima località vicino a Savona.
L'albicocco Valleggia è una pianta vigorosa, longeva e rustica, con produzione costante, anche per la caratteristica della fioritura tardiva e graduale. Ha una buona adattabilità all'ambiente.
Il frutto ha una polpa soda, dolce e leggermente aromatica.
Ha un epicarpo di colore arancio, sottile e liscio, con puntinature rosso mattone.

Si tratta di un cultivar locale, selezionata nei primi anni del 1900.
L'abicocca di Valleggia veniva commercializzata oltre che sui mercati nazionali anche in Germania e in Svizzera, attualmente viene inviata al mercato ortofrutticolo locale e impiegata nell'industria alimentare.

I portainnesti usati dai produttori per l'albicocca Valleggia sono tre e precisamente: Franco di albicocco, Franco di pesco, Mirabolano di susino.

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Prodotti tipici liguri (-11) 14.12.07

Lumassina

La lumassina viene prodotta in numerosi comuni del finalese, in provincia di Savona.
E' vino bianco secco di colore da paglierino (tipo bianco) a paglierino tendente al dorato (tipo tradizionale, con breve fermentazione insieme alle bucce).
Ha un odore delicatamente persistente con sentori di erbe e fiori di campo; in quello tradizionale si coglie un leggero sentore di legno bruciato.
Il sapore è secco, ma di piacevole sapidità, discretamente leggero; nel tradizionale è presente una lieve tannicità.

Ha un'alcolicità tra il 10 e 11% e un'acidità totale tra il 6 e 8 per mille.
Il vino viene prodotto utilizzando le uve del vitigno Lumassina (Buzzetto o Mataosso) per almeno l'85%. Possono concorrerere al rimanente 15%, le uve a bacca di colore analogo.

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Prodotti tipici liguri (-12) 13.12.07

Sarasso

Prodotto principalmente nell'Alta Val d'Aveto il sarasso è una ricotta salata e stagionata.
Ha una forma cilindrica di colore bianco giallognolo e dal sapore intenso.

La ricotta derivante dal siero del formaggio di Santo Stefano d'Aveto viene salata e fatta stagionare.
Il sarasso viene utilizzato come veloce condimento di una pasta in bianco. Nella Val d'Aveto viene anche usato nella preparazione del pesto.
Il sarasso può inoltre essere aggiunto nella baciocca, insieme alla ricotta.

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Prodotti tipici liguri (-13) 12.12.07

Pigato

Il Pigato è un biotipo del Vermentino, e il suo nome deriva dalla trasposizione dialettale pigau (macchiettato), ma alcuni lo farebbero derivare addirittura dal latino "picatum", il vino aromatizzato con pece del tempo dei Romani.
Prodotto principalmente nella provincia di Savona, l'origine del Pigato risale al quindicesimo secolo. E' stato introdotto grazie ai commerci tra l'antica repubblica marinara di Noli e la Tessaglia dell'antica Grecia.

Il Pigato ha colore giallo paglierino con riflessi dorati.
Ha un bouquet di pesca matura, erba, fiori campestri, note di muschio marino, con un sapore completo e gradevole.

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Prodotti tipici liguri (-14) 11.12.07

Sciachetrà

Prodotto nelle Cinque Terre, lo Sciachetrà è un vino passito dolce e liquoroso.
In dialetto viene chiamato refursà (rinforzato) o vin dùse (vino dolce).
Il termine "Sciachetrà" è piuttosto recente, essendo comparso soltanto verso la fine del 1800.
Pare che uno dei primi a utilizzarlo sia stato il pittore macchiaiolo Telemaco Signorini nel suo scritto di memorie "Riomaggiore".
L'etimologia del vocabolo è incerta, potrebbe forse derivare dal verbo dialettale sciacàa (schiacciare), utilizzato per indicare l'operazione di pigiatura dell'uva.

Lo Sciachetrà ha ricevuto la Denominazione di Origine Controllata (DOC) ed anche di presidio Slow Food.
E' prodotto con la qualità d'uva Bosco (60%), Albarola e Vermentino (40%).

Calendario dell'Avvento 2007: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10

Prodotti tipici liguri (-15) 10.12.07

Zucchino alberello di Sarzana

Prodotto nella piana di Sarzana, il zucchino alberello è originario del sud America, giunse in Europa nel XVI secolo.
I suoi fiori erano considerati sacri presso le popolazioni andine.

Lo zucchino alberello di Sarzana ha frutti allungati di colore verde chiaro, simile per forma e dimensioni al "genovese".
Gli zucchini devono essere colti quando sono ancora immaturi con la polpa bianca e compatta; ricchi d'acqua hanno un forte potere diuretico.

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Prodotti tipici liguri (-16) 09.12.07

Quagliata ligure

Prodotta nell'entroterra genovese la quagliata è una cagliata fresca di latte vaccino di colore bianco, consistenza da semi liquida a semi solida e sapore acidognolo.

In dialetto prende il nome di "prescinseua", che deriva dal genovese presû che significa caglio.

La quagliata prodotta nella Val Fontanabuona, veniva in parte prodotta dalle vacche provenienti da lontane località di montagna dell'alta Val d'Aveto che svernavano in Val Fontanabuona dove, essendo a quote più basse, il formaggio e la prescinseua potevano essere prodotte quando le basse temperature consentivano una maggiore conservabilità del prodotto.
Questa transumanza del bestiame partiva da metà settembre e durava fino a metà maggio, consentendo l'utilizzo dei prati e dei pascoli della Fontanabuona.

Calendario dell'Avvento 2007: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8

Prodotti tipici liguri (-17) 08.12.07

Bottarga di tonno

Nello stesso periodo in cui vengono le uova destinate ad essere trasformate in Bottarga, e più precisamente tra la seconda decade di maggio e la terza decade di giugno, i pescatori, dopo la mattanza, selezionano i tonni più grossi. Il filetto, che in gergo viene chiamato bodano, vienne avviato alla fase di salagione: trascorse ventiquattro ore, i pezzi più grosso, lavati con una particolare salamoia, vengono "impiccati" e posti in luoghi ventilati.
Modellati quotidianamente per 15 giorni fino ad ottenere una forma cilindrica a seguito della necessaria maturazione.

Calendario dell'Avvento 2007: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7

Prodotti tipici liguri (-18) 07.12.07

Fagiolana di Torza

Viene prodotta nel comune di Maissana, in località di Torza e aree limitrofe, in provincia di La Spezia.

E' un fagiolo dalla forma allungata e tondeggiante, più o meno piena.
Il colore è bianco con qualche filamento marrone quando la fagiolana è fresca. Le dimensioni dei fagioli sono circa di 2-2,5 cm x 1-1,5 cm. Possono essere raccolte sia fresche che secche, ottime servite con lo stoccafisso.

La semina avviene di solito dopo il 26 maggio, data di celebrazione della ricorrenza della Madonna di Caravaggio. Una produzione migliore si ottiene se le coltivazioni sono protette dal sole nelle ore più calde della giornata, godendo però di sufficiente calore. E' consigliabile coltivare la pianta vicino a corsi d'acqua e in ogni caso irrigarla almeno una volta a settimana.
In ogni "postarella" (piccola buca nel terreno) in cui si pongono tre o quattro semi, si sistema anche una pertica (canna) della lunghezza di circa tre metri per consentire che le piante arrampicandovisi, crescano in altezza.

La produzione è presente nella località di Torza da oltre due secoli e che negli anni passati questi legumi venivano barattati, insieme ai "fagioli dall'olio", con i liguri rivieraschi in cambio del prezioso olio d'oliva. Ogni anno a Maissana si svolge una sagra, nella prima settimana di ottobre, dedicata totalmente a questo antico ortaggio.

Calendario dell'Avvento 2007: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6

Prodotti tipici liguri (-19) 06.12.07

Susina dal collo storto

La susina bianca dal collo storto ha una colorazione bianca di pezzatura medio-piccola.
La forma allungata a goccia è simile ad un fiaschetto. Il colore dell'epidermide è di una tonalità giallo-aranciata, di media pruinosità.
È una prugna nota per la sua dolcezza e aromaticità.
A maturazione è spiccagna, il nocciolo cioè si stacca facilmente dalla polpa.

La susina è coltivata in tutto il territorio dell'entroterra ligure.
Questa particolare varietà viene ciata all'interno della "Pomona Italiana" del Gallesio come susino Basaricatta o Collo Storto (Prunus ligustica).

Tradizionalmente in Liguria il consumo è fresco ma qualche produttore si é anche lanciato nella commercializzazione del frutto essiccato al sole.

Calendario dell'Avvento 2007: 1 - 2 - 3 - 4 - 5

Prodotti tipici liguri (-20) 05.12.07

Testa in casetta o soppressata

Prodotta nell'entroterra Genovese e Savonese, la testa in cassetta, nota anche come "soppressata" in alcune località, è un salame confezionato con la lingua, il grasso, le cotiche e la cartilagine della testa del maiale.

L'impasto composto dalle parti di testa del maiale, è cotto in calderoni e riposto in stampi.
Al taglio, la fetta si presenta costituita da diversi colori che vanno dal bianco rosato al rosso. Il profumo e il gusto riprendono entrambi l'aroma delle spezie utilizzate, soprattutto dell'alloro e del rosmarino.

La testa in cassetta è un salume costituito da varie parti di frattaglie fra le quali anche guanciale, lingua, e cotenne. La testa di suino viene fatta bollire con aromi (sale, pepe, alloro, limone) che variano da zona a zona. Quando la testa è cotta, si disossa, si taglia con il coltello e si mette l'impasto in appositi stampi in legno a forma di bauletto: da qui il nome di testa in cassetta.
Si lascia così per alcuni giorni; si consuma tagliata a fette.

Calendario dell'Avvento 2007: 1 - 2 - 3 - 4

Prodotti tipici liguri (-21) 04.12.07

Il fagiolo Gianetto di Nasino

La Val Pennavaira, caratterizzata da un clima ventilato e dalla giusta umidità, permette le condizioni favorevoli per la coltivazione del fagiolo Gianetto.
Questo fagiolo presenta un bacello di colore giallo con screziature verdi e rosse appena accennate. I semi sono quasi sferici, di colore bianco grigiastro e di medie dimensioni.

Una volta essicati i semi riducono il loro volume e assumono una colorazione gialla (da cui il nome)o leggermente verde.

Il fagiolo Gianetto viene seminato nel mese di luglio.
La raccolta si effettua quando il baccello ingiallito inizia a seccare e i semi hanno raggiunto il loro completo sviluppo, nella seconda metà di ottobre. I bacelli interi vengono fatti asciugare prima di essere "sgranati" e i semi ottenuti si fanno ulteriormente seccare all'aria aperta.
I tempi di essiccazione variano molto a seconda del contenuto d'acqua iniziale, ed oscillano da 20 a 30 giorni.

Calendario dell'Avvento 2007: 1 - 2 - 3

Prodotti tipici liguri (-22) 03.12.07

Salame con i lardelli

Prodotto prevalentemente in Val d'Aveto e Val Graveglia, nell'entroterra di Lavagna e Chiavari, il salame con i lardelli è un insaccato di carne suina dalla forma cilindrica allungata, affusolata alle estremità.
Il colore della pasta va dal rosso carne fino al violaceo, in funzione della stagionatura. La percentuale in grasso è 8% circa e la grana dell'impasto è grossa.

Anticamente il salame lavorato veniva portato a stagionare nelle zone alte delle vallate.

La preparazione prevede che con un coltello si tagli la carne a strisce, si macini con il tritacarne, utilizzando il crivello n. 14.
A contempo si taglia la parte grassa (chiamati lardetti o lardelli) a dadini.
Il tutto viene impastato con pepe nero, noce moscata, cannella e chiodi di garofano. Quindi la pasta viene insaccata in budelli (bèli) di maiale.
Viene quindi legato a mano con spago grosso e fatto stagionare appeso a travi di legno.

Normalmente la stagionatura prevede che i salami vengano appesi ad una distanza di circa 4 cm l'uno dall'altro, per un periodo di circa 40 giorni in ambienti asciutti e freschi.

Calendario dell'Avvento 2007: 1 - 2

Prodotti tipici liguri (-23) 02.12.07

La Mostardella di Sant'Olcese

La Mostardella è un salame tipico simile ad un cacciatorino fresco dal colore rosso scuro.
Si ricava dalle parti meno nobili e più nervose di carne suina e bovina.

Si mangia scaldato sui cerchi della stufa per renderlo più morbido.
Una ricetta tipica prevede anche di cuocervi sopra un paio di uova.

La tradizione vuole che l'aspirante sposo portasse ai genitori della fanciulla una Mostardella e se il padre della futura sposa tagliava il salame, il matrimonio era permesso.

Calendario dell'Avvento 2007: 1

Prodotti tipici liguri (-24) 01.12.07

Coppa della Val d'Aveto e della Val Graveglia

La coppa prende il nome per la sua forma a calotta sferica: nell'Italia settentrionale indica un salame fatto con la carne di maiale.
La coppa della Val d'Aveto e della Val Graveglia si distingue per il profumo dolce e delicato che si affina durante la fase di maturazione.

Al taglio la fetta si presenta di colore rosso e nelle parti marezzate, bianco rosato.

La coppa si ottiene dalla lavorazione dei muscoli della regione cervicale superiore del maiale.
Il processo di lavorazione inizia con la salagione a secco utilizzando miscele di sale, aromi naturali e spezie quali pepe, cannella, noce moscata e chiodi di garofano. Il composto viene messo nel budello (il peritoneo parietale di suino o il colon o il diritto di bovino) e legato. Segue quindi la fase di asciugatura al cui termine si verifica la comparsa della classica "fioritura".
In seguito si passa alla stagionatura che si protrae per un periodo variabile da tre a sei mesi dalla data dell'avvenuta salatura.

Calendario dell'Avvento 2007.

Ricette liguri 25.12.06

Basilico, pestello, olio, pinoli e saleUn felice Natale a tutti!
Buone Feste!!!

Calendario dell'Avvento 2006: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24

 

Crosspost su GBC.

Ricette liguri (-1) 24.12.06

Farinata

Ingredienti

  • 300 grammi di farina di ceci
  • 1 litro d'acqua
  • 3 cucchiai di olio extra vergine d'oliva

Preparazione

Diluire lentamente la farina di ceci con l'acqua e salare (per evitare grumi eventualmente passarla prima al setaccio).
Fate riposare il composto per almeno 4 ore.
Versare quindi l'olio extravergine d' oliva in una teglia ed aggiungete il composto rimestando lentamente fino a quando non sia ben amalgamato.
Fate scaldare bene il forno ed infornate a calore massimo.
Cuocere fino alla comparsa di una crosta dorata.
Va servita molto calda.

Calendario dell'Avvento 2006: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23

Crosspost su GBC.

Ricette liguri (-2) 23.12.06

Focaccia al formaggio di Recco

Ingredienti

  • 1/2 kg di farina
  • 1 cucchiaino di sale
  • Olio extravergine d'oliva
  • 1 bicchiere d'acqua
  • 1/2 kg di formaggio

Preparazione

Preparare la pasta con la farina, 4 cucchiai d'olio, il sale, l'acqua. Dividerla in 4 masse rotonde e lasciala riposare 40 min. Oliare 2 teglie basse, del diametro di 20 cm circa.
Stendere la pasta con il mattarello e tirare la sfoglia per portarla allo spessore più sottile possibile.
Mettere il primo disco sulla teglia e ricoprire con pezzetti di formaggio, ponendoli a pochi centimetri di distanza l'uno dall'altro.
Ricoprire con il secondo disco e tagliare la pasta in eccesso. Aggiungere un pizzico di sale e cuocere in forno caldissimo a 250° per non più di 1 o 2 minuti.
A cottura ultimata, cospargere con un filo d'olio.
Togliere dal forno.
Eseguire con le altre teglie.

Calendario dell'Avvento 2006: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22

Crosspost su GBC.

Ricette liguri (-3) 22.12.06

Frittelle di bianchetti

Ingredienti

  • 200 g di bianchetti
  • 2 uova
  • farina
  • aglio
  • prezzemolo
  • sale
  • scorza grattuggiata di un limone

Preparazione

Lavate il prezzemolo, privatelo dei gambi e tritatelo finemente insieme con lo spicchio d'aglio. In una terrina mettete la farina, 150 grammi circa d'acqua, l'olio, i tuorli d'uovo (tenendo da parte i bianchi), un poco di sale e il trito di aglio e prezzemolo.
Lasciate riposare la pastella per un'ora, poi unitevi i bianchetti ben lavati e sgocciolati e i due bianchi d'uovo montati a neve.
Mettete il composto a cucchiaiate in una padella contenente olio bollente e quando le frittelle saranno dorate e croccanti, sgocciolatele, passatele sopra un foglio di carta assorbente e servitele calde con contorno di zucchine o altre verdure.

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Ricette liguri (-4) 21.12.06

Pandolce genovese

Ingredienti

  • 1 kg di farina
  • 1 lievito di birra
  • 100 g gerigli di noce
  • 1 dl di olio
  • 1 dl di marsala
  • 50 g di pinoli
  • 50 g nocciole sgusciate
  • 80 g di uvetta
  • scorza grattuggiata di un limone

Preparazione

Mettete a bagno l'uvetta in acqua tiepida per 15 m, poi scolatela.
Sbollentate in acqua in ebollizione per un minuto i gherigli di noce, sgocciolateli e tritateli.
Versate in un'ampia terrina la farina, il sale, lo zucchero, la scorza di limone, i semi di finocchio, le nocciole, i pinoli, le noci e metà dell'uvetta.
Unitevi il lievito diluito in poca acqua tiepida, 8 cucchiai di olio e il Marsala.
Lavorate l'impasto con energia, copritelo con un canovaccio e lasciate lievitare per 2 ore in luogo tiepido.
Ungete con l'olio una teglia e disponetevi l'impasto.
Decorate con la rimanente uvetta, spennellate il tutto con dell'olio rimasto, lasciate riposare ancora per 1 ora, quidi fatela cuocere in forno caldo a 200° per 30 minuti.
Lasciate raffreddare completamente prima di servire.

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Ricette liguri (-5) 20.12.06

Salsa verde

Ingredienti

  • 1 grosso ciuffo di prezzemolo ben lavato
  • 100 g di capperi
  • mollica di pane
  • mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva
  • aceto (quanto basta)
  • 3 filetti di acciuga sott'olio

Preparazione

Frullate il prezzemolo con i capperi, l'acciuga e un bel pezzo di mollica di pane che avrete bagnato nell'aceto e poi ben strizzato.
Aggiungete l'olio poco alla volta e per ultimo controllate se c'è bisogno di aggiungere del sale o dell'altro aceto.
E' ottima come accompagnamento per carni bollite.

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Ricette liguri (-6) 19.12.06

Funghi ai pinoli

Ingredienti

  • 6 funghi porcini grandi
  • 25 gr di pinoli
  • 4 spicchi d'aglio
  • 1 bicchiere d'olio extravergine
  • 4 rametti di rosmarino
  • 3 cucchiai di prezzemolo surgelato
  • 1 noce di burro
  • 4 grandi foglie di vite lavate e asciugate
  • sale

Utensili

Coltello raschiafunghi, padella antiaderente, cucchiaio di legno e frullatore.

Preparazione

Pulire bene i funghi staccando la testa dai gambi; tagliarli infine a tocchetti. Nella padella scaldare l'olio con un trito di pinoli e aglio; unirvi il rosmarino.
Quando l'olio è tiepido, versarvi i funghi; alzare la fiamma per fargli dare l'acqua e, dopo circa dieci minuti, avendo sempre rimestato dolcemente aggiungervi prezzemolo e sale.
Riabbassare la fiamma.
Dopo ulteriori dieci minuti di cottura a fuoco lento, scuotere la padella per impedire che il tutto si attacchi (usare il cucchiaio vorrebbe dire rompere i funghi); aggiungere il burro e quindi spegnere. Nei piatti, nel frattempo intiepiditi, mettere una foglia di vite in ciascuno e subito versarvi sopra funghi e intingolo ancora caldi.
Servire.
I funghi liguri, quelli veri e non quelli importati dai paesi dell'est o dal Nord Africa, sono da sempre famosi.
Giacomo Casanova nell'autunno del 1760, in viaggio da Marsiglia a Roma fece scalo a Genova per gustare quelli dell'entroterra che a suo dire erano diversi da tutti e certo i migliori; neppure Rosalie, la sua esuberante marsigliese che lo accompagnava, riuscì a dissuaderlo.

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Ricette liguri (-7) 18.12.06

Salsa alla genovese

Ingredienti

  • 5 olive snocciolate
  • mollica di un panino
  • 1/2 limone
  • uno spicchio di aglio
  • 30 gr di pinoli
  • 1 acciuga salata
  • abbondante prezzemolo
  • poco aceto
  • un tuorlo d'uovo
  • 1/2 bicchiere di olio extravergine d'oliva
  • 30 gr di capperi sotto aceto
  • pepe
  • sale

Utensili

Tazza, frullatore, ciotola, cucchiaio di legno.

Preparazione

Nel frullatore mettere i capperi ben scolati, le olive, l'aglio, l'acciuga lavata e diliscata, i pinoli, il prezzemolo, la mollica, il tuono d'uovo, sale e pepe. Frullare bene.
Alla fine versare tutto nella ciotola e, mescolando, diluire la salsa con l'olio e il limone.

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Ricette liguri (-8) 17.12.06

Risotto al patè di olive

Ingredienti (dosi per 4 persone)

  • 3 etti di riso
  • 60 gr. di burro
  • dado
  • sale fino
  • paté di olive liguri

Preparazione

Far rosolare il riso in un fondo di burro ed un cucchiaino di paté di olive, aggiungere l'acqua calda sufficiente a ricoprire abbondantemente il riso, mescolare frequentemente ed eventualmente aggiungere altra acqua calda e salare.
A cottura quasi ultimata aggiungere il restante burro e la crema di olive, quanto basta a rendere moderatamente scuro il riso (a piacere).
Togliere dal fuoco, aggiungere due cucchiai di parmigiano, mescolare, lasciar riposare un istante e servire fumante.

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Ricette liguri (-9) 16.12.06

Salsa di noci (sarsa de noxe)

Storia

Antica ricetta genovese che, come tradizione, unisce la semplicità al buon gusto.
I soli ingredienti sono infatti puro olio di oliva, noci di Sorrento e formaggio parmigiano. Il suo impiego è estremamente semplice: si prende la quantità voluta dal vasetto e si unisce ad un po' di' panna (o latte) e si scalda leggermente a bagno-maria mescolando, quindi si versa sulla pasta fumante e si serve.
Può anche essere impiegata su tartine con aperitivo.
Anche con il pesce al forno crea una nuova idea-sapore, molto apprezzata e di semplice esecuzione.

Ingredienti

  • 1 kg di noci di Sorrento
  • 2 spicchi d'aglio
  • 25 gr di latte cagliato
  • 50 gr di pinoli
  • 3 cucchiai d'olio
  • mollica di 2 panini
  • maggiorana (a chi piace)
  • sale

Utensili

Frullatore e terrina.

Preparazione

Comprare le noci già pulite, purché fresche (in questo caso ne bastano soltanto duecentocinquanta grammi) oppure sgusciare quelle normali pelando i gherigli dopo averli scottati in acqua bollente.
Introdurre i gherigli nel frullatore con la mollica di pane inzuppata nell'acqua e ben strizzata, aglio, sale e pinoli (volendo, qualche fogliolina di maggiorana).
Frullare e versare il tutto nella terrina diluendo l'impasto con il latte cagliato (o panna da cucina) e l'olio.
Mescolare a mano sino ad ottenere una crema omogenea.

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Ricette liguri (-10) 15.12.06

Sugo di funghi (tocco de funsi)

Ingredienti

  • 25 gr di funghi secchi
  • 5 pomodori
  • cipolla
  • aglio
  • rosmarino
  • 4 cucchiai d'olio extravergine
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  • pepe
  • sale

Utensili

Tegame in coccio, cucchiaio di legno.

Preparazione

Mettere al fuoco il tegame con olio, cipolla tritata e sale.
Imbiondire e aggiungere i funghi fatti preventivamente rinvenire in una tazza di acqua tiepida.
Aggiungere aglio e rosmarino tritato; cuocere a fuoco lento con coperchio, rimestando ogni tanto.
Dopo cinque minuti, quando il tutto sia rosolato, aggiungere i pomodori finemente tritati.
Fare cuocere ancora a fuoco lento e aggiungere, se occorre, un po' di brodo vegetale o mezzo bicchiere di vino bianco; farlo evaporare e finire di cuocere.

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Ricette liguri (-11) 14.12.06

Focaccia alla genovese (fugassa)

Storia

Anche un visitatore distratto non potrà fare a meno di accorgersi dell'importanza che la focaccia riveste nelle abitudini di chi vive a Genova ed in Liguria: camminando per le strade della città incontrerà sul suo cammino persone di tutte le età che mangiano con gusto una striscia di focaccia, seduti o camminando, nei mercati, in macchina o sull'autobus.
Consigliamo vivamente al visitatore di conformarsi a questa abitudine, di riempire una pausa della sua visita gustando uno dei sapori più rappresentativi della genovesità.
Oltre il tipo classico, gli innumerevoli fornai cittadini offrono le varianti tipiche, ovvero focaccia con patate, cipolla, salvia e olive.
Mangiatela subito, appena sfornata, proprio come fanno i Liguri.

Ingredienti

  • 20 gr. di lievito di birra
  • un bicchiere abbondante d'olio di oliva extravergine ligure
  • 400 g di farina
  • sale
  • (una variante può essere l'aggiunta all'impasto di 2 patate medie, bollite e passate in purea per rendere la focaccia 1 po' più soffice e pastosa)

Preparazione

Disponete la farina a fontana sul piano di lavoro, incorporate il lievito di birra sciolto in poco latte tiepido, 2 cucchiaini di sale fino, (la purea di patate se volete), un terzo dell'olio.
Lavorate bene l'impasto, se necessario aggiungendo un po' d'acqua tiepida, fino a ottenere un impasto soffice e liscio; lasciatelo riposare in luogo tiepido per tre quarti d'ora.
Quindi stendetelo in una teglia da forno piuttosto grande, ben unta d'olio e fate lievitare per altri tre quarti d'ora.
Pre-riscaldate il forno a 200 °C, con le dita formate delle profonde fossette nella focaccia, quindi ungete e salate la superficie e fate cuocere fino a che non sarà ben dorata.

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Ricette liguri (-12) 13.12.06

Mandilli de saea (fazzoletti di seta)

Ingredienti

  • 500 gr. di farina
  • 2 cucchiai di semola
  • 4 uova
  • un cucchiaio di olio d'oliva
  • sale
  • pesto

Preparazione

Al centro del tagliere mettete la farina a fontana, ponetevi dentro la semola, le uova spaccate condite con un pizzico di sale e lavorate per formare un impasto, prima aiutandovi con una forchetta e poi con le mani.
L'impasto dovrà risultare abbastanza morbido e liscio.
Spianatelo con il mattarello a formare delle sfoglie sottilissime, da tagliare a riquadri di 25 cm. di lato.
Tuffatele nell'acqua bollente - con un cucchiaio di olio e sale - a massimo due alla volta, sgrondatele con il mestolo forato e servite in tavola ancora calde e fumanti condite con il classico pesto.
Aggiungere poco formaggio grana se volete.

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Ricette liguri (-13) 12.12.06

Frittata di carciofi

Ingredienti

  • 5 Uova
  • 10 carciofi
  • un limone
  • 25 gr. di funghi secchi
  • uno spicchio di aglio tritato
  • un cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
  • gr. 30 di mollica di pane bagnata nel latte
  • 4 cucchiaio di formaggio parmigiano
  • 4 cucchiai di olio oliva extravergine
  • un pizzico di origano
  • sale
  • pepe

Preparazione

Pulite i carciofi tagliando le punte delle foglie tanto da ottenere dei cuori teneri; togliere il fondo con un coltello e tagliare a pezzetti i gambi privandoli della scorza. I cuori dei carciofi vanno tagliate a fettine sottili e messi a bagno in acqua a cui avrete aggiunto il succo di un limone. Fate rinvenire i funghi secchi in acqua tiepida.
Scaldare l'olio in una padella e soffriggete le fettine di carciofi con i funghi insieme all'aglio ed al prezzemolo tritato. Regolate di sale e pepe.
Mescolare e lasciare cuocere. In una ciotola a parte sgusciare le uova e mescolare insieme la mollica di pane bagnata nel latte, il parmigiano grattugiato ed il pizzico di origano.
Questa amalgama va versata nella padella sopra i carciofi ed i funghi. Mescolate più volte e lasciate cuocere ulteriormente prima da una parte e poi quando l'amalgama è rassodata dall'altra, aiutandovi con un piatto o un coperchio poco più grandi della padella.

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Ricette liguri (-14) 11.12.06

Pomodori secchi sott'olio

Storia

Da antiche tradizioni dei paesi liguri il pomodoro, essiccato con sapienza, viene conservato in purissimo olio d'oliva.
Da questa unione, con l'aggiunta di aromi scelti di piante della macchia mediterranea, il pomodoro, pur mantenendo intatta la sua fragranza, ne acquista in morbidezza e sapore.
L'impiego del pomodoro secco sott'olio per antipasti, servito in coppetta, umido del suo olio, conferisce agli stessi un tocco di particolare raffinatezza e colore. Si abbina con successo a carni lesse e si preparano gustosi panini e tramezzini.
Fantasia e buon gusto ne suggeriscono l'utilizzo in gustose insalate miste in compagnia di tonno, olive, ecc... Il frutto del pomodoro essiccato al punto giusto, può essere messo in conserva, sott' olio, con una preparazione personale e con aromi ed olio di proprio gradimento (ovviamente è meglio utilizzare olio extravergine d'oliva).
Può essere usato per insaporire minestroni e può essere impiegato, tritato, in abbinamento ad altri elementi per la preparazione di gustose e fantasiose salsine.
Se conservato in frigorifero si mantiene a lungo (in contenitore ben aerato).

Preparazione

Tagliare i pomodori (meglio i perini) in due nel senso verticale. Metterli su un'asse di legno pulito avendo cura di ricoprirli con garze per proteggerli dagli insetti.
Esporre al sole finche non siano completamente disidratati, di solito per qualche settimana. Metterli quindi in vasi di vetro sterilizzati con foglie di alloro e basilico e riempire di olio d'oliva extravergine.
Si possono unire anche altri aromi quali timo, aglio, prezzemolo, finocchio o peperoncino.

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Ricette liguri (-15) 10.12.06

Crepes al pesto

Ingredienti

  • 150 gr di farina
  • 2 uova
  • 500 gr di pesto
  • latte
  • 1 pizzico di zucchero
  • 2 cucchiai di olio
  • 2 scatole di besciamella in commercio
  • grana
  • acqua minerale gassata
  • aglio
  • sale

Utensili

Padella per crepes o quella apposita elettrica, pirex, pellicola e forno microonde.

Preparazione

Due ore prima, preparare la pastella delle crepes con farina bagnata con acqua minerale, sale e zucchero.
Trascorse le due ore, confezionare e cuocere le crepes e, mano a mano, appoggiarle una accanto all'altra su carta assorbente.
Terminata questa operazione, aggiungere al pesto la besciamella, un cucchiaio d'olio, un po' di grana, due dita di latte, aglio, un po' di pepe macinato e sale. Mescolare.
Sul fondo del pirex versare uno strato del mescolato. Realizzare quindi un primo strato di crepes, una leggermente accavallata all'altra, spolverare di grana, spalmare con il mescolato.
Ricominciare e continuare finché ci siano crepes, e in modo che l'ultimo strato sia di mescolato. Spolverare con molto grana. Infornare a forno caldo (170°) per trenta minuti o, se nel microonde, per dieci.
Questo piatto raffinato non è completamente di provenienza ligure. E' una variante alle classiche lasagne al pesto. È un felice incontro della nostra gastronomia con quella provenzale.
La cottura nel microonde è consigliabile perché la protezione della pellicola non fa gratinare la superficie.

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Ricette liguri (-16) 09.12.06

Funghi alla foglia

Ingredienti

  • 12 funghi ovuli (o equivalente in porcini piccoli)
  • latte
  • 2 uova
  • prezzemolo
  • olio extravergine
  • foglie di vite (facoltativo)
  • 100 gr. di formaggio grana o parmigiano
  • 50 gr. di mollica di pane
  • origano
  • aglio
  • pepe
  • sale

Utensili

Coltello raschiafunghi, bacinella per mescolare, tagliere, tegame da forno.

Preparazione

Staccare i gambi e pulire le cappelle levando le pellicine senza lavare. Ammorbidire la mollica di pane in poco latte, pulire le foglie di vite soffregandole con un po' d'olio.
Tritare grossolanamente i gambi dei funghi, aglio e sale. Versarli nella bacinella con il grana, la mollica ben strizzata dal latte, un pizzico di origano e prezzemolo ben tritati, un uovo intero più un tuorlo, pepe.
Con un po' d'olio, amalgamare bene tutti gli ingredienti e riempire le singole cappelle dalla parte delle lamelle.
Porre le cappelle una vicina all'altra nel tegame avendo disposto sul fondo le foglie di vite. Mettere nel forno già caldo (180 gradi) e lasciar cuocere per circa 20 minuti.

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Ricette liguri (-17) 08.12.06

Stoccafisso accomodato (Stocchefiche accomodòu)

Ingredienti

  • 700 gr. di stoccafisso bagnato
  • 3 grossi pomodori o 2 scatole di pelati
  • una carota
  • una cipolla
  • uno spicchi d'aglio
  • 2 acciughe salate
  • una manciata di pinoli
  • 100 gr. di olive nere
  • 4 patate
  • olio mosto extravergine d'oliva
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • sale
  • pepe nero

Utensili

Cucchiaio in legno, casseruola di coccio.

Preparazione

Diliscare il pesce. Lasciargli la pelle per evitare che non si spappoli in cottura.
Tagliarlo a pezzi lunghi circa 5 cm. e alti 1,5 cm.
Tritare le acciughe assieme ai sapori e soffriggere in una casseruola con un po' d'olio, i pinoli e le olive. Quando il tutto comincia a prendere colore bagnare con il mezzo bicchiere di vino e lasciare evaporare. Unire lo stoccafisso e dopo alcuni minuti i pomodori pelati e tritati molto finemente, oltre alle patate tagliate a pezzettini.
Salare, pepare e continuare la cottura aggiungendo di tanto in tanto un po' di acqua calda. Cuocere per circa un'ora finche comunque le patate non saranno morbide.
Alla fine dovrà risultare un intingolo piuttosto ristretto.

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Ricette liguri (-18) 07.12.06

Salsa di pinoli

Ingredienti

  • pinoli
  • aglio
  • maggiorana fresca
  • olio extravergine di oliva
  • pane secco
  • latte
  • parmigiano
  • sale grosso

Preparazione

Ammorbidire il pane nel latte. Pestare l'aglio ed il sale in un mortaio o in una ciotola, aggiungere i pinoli ed il pane passato al setaccio, poi l'olio, il parmigiano ed infine la maggiorana tagliata a coltello finemente.
Rimestare il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo.
Nel frullatore mettere i capperi ben scolati, le olive, l'aglio, l'acciuga lavata e diliscata, i pinoli, il prezzemolo, la mollica, il tuorlo d'uovo, sale e pepe.
Frullare bene. Alla fine versare tutto nella ciotola e, mescolando, diluire la salsa con l'olio e il limone.

Calendario dell'Avvento 2006: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6

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Ricette liguri (-19) 06.12.06

Torta pasqualina

Ingredienti

  • 600 gr. di farina
  • 500 gr. di bietole
  • 8 uova
  • alcuni funghi secchi
  • mezza cipolla
  • 300 gr. di quagliata (la famosa "prescinseua genovese") o in alternativa ricotta
  • parmigiano grattugiato
  • la mollica di un panino
  • latte
  • olio ligure extravergine
  • sale
  • spezie miste

Preparazione

Impastare la farina con mezzo bicchiere d'olio ed acqua sufficiente in modo da ottenere una pasta morbida. Dividerla in tante pallottoline non più grandi di un uovo.
Mettere le pallottole su un tagliere infarinato e lasciarle riposare per 2 ore con un canovaccio sopra. Nel frattempo pulite, lavate e lessate per 10 minuti le bietole. Quindi scolatele e strizzatele.
In una casseruola fate rosolare in poco olio i funghi e la cipolla tritata. I funghi vanno precedentemente ammollati per pochi minuti in acqua tiepida.
Dopo pochi minuti ritirate dal fuoco e fate intiepidire.
In un terrina sbattete le quattro uova, unite un pugno pieno di formaggio grana grattugiato, la mollica bagnata nel latte e strizzata ed infine la quagliata. Mescolare bene e versare il tutto sulle bietole, amalgamando bene e salando con tre pizzichi si sale o più secondo piacere. Ungere una teglia di circa 25 cm. di diametro.
Prendere una pallottola di pasta e lavorarla ed allargarla sino a ricavarne un disco il più possibile sottile e grande sufficientemente per ricoprire abbondantemente la teglia.
Poggiare la sfoggia sulla teglia in modo che ricopra i bordi.
Ungere la superficie e ripetere l'operazione con un'altra sfoglia.
Versare quindi sulle due sfoglie il ripieno.
Unire al ripieno le rimanenti quattro uova sode che avrete in precedenza bollito, avendo cura di tagliarle in due. Prendere infine le pallottole rimaste e ricavarne sfoglie che dopo averle unte andranno stese sulla teglia sopra il ripieno.
Esaurite le sfoglie stesse premere bene sul bordo, tagliare la pasta in eccedenza e rivoltare verso l'interno i margini in modo da formare l'orlo.
Ungere leggermente l'ultima sfoglia e mettere in forno caldo a 190° fino a quando la pasta non avrà assunto un bel colore dorato. (circa 30 minuti).

Calendario dell'Avvento 2006: 1 - 2 - 3 - 4 - 5

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Ricette liguri (-20) 05.12.06

Trenette al pesto

Ingredienti

  • 450 gr di trenette secche o linguine
  • 5 cucchiai di pesto
  • 100 gr di fagiolini verdi freschi (o congelati)
  • 2 patate medie
  • formaggio grana (o pecorino)
  • sale

Utensili

Pentola, colapasta, zuppiera.

Preparazione

In acqua fredda, mettere le patate tagliate a fette spesse 1 cm e i fagiolini interi.
Far bollire con un po' di sale. A bollore, buttare le trenette e salare quanto basta.
Una volta cotte le trenette, conservare due cucchiai dell'acqua di bollitura. Mettere nella zuppiera le trenette, le patate e i fagiolini, aggiungere il pesto diluito con l'acqua tiepida messa da parte. Mescolare, spolverare con il grana e servire.
Se piace, invece del grana, usare il pecorino locale o miscelarli. Per la preparazione del Pesto o per gustare il vero Pesto Genovese con basilico di Pra.

Calendario dell'Avvento 2006: 1 - 2 - 3 - 4

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Ricette liguri (-21) 04.12.06

Stracotto

Ingredienti

  • 700 gr. di vitellone magro
  • foglie di salvia
  • alloro
  • pomodori maturi o pelati in scatola
  • 1 cipolla
  • aglio
  • olio d'oliva mosto
  • vino rosso
  • pepe
  • sale

Utensili

Casseruola in coccio con coperchio, tagliere e mezzaluna, cucchiaio di legno.

Preparazione

Fate rosolare la carne nella casseruola con olio, pepe sale, le foglie di salvia e lo spicchio di aglio. Poco dopo aggiungete il vino rosso (mezzo bicchiere circa), e lasciate evaporare.
Unite la cipolla tritata, una foglia di alloro ed i pomodori tagliuzzati. Mette il coperchio e lasciate cuocere. Ogni tanto mescolate con il cucchiaio verificando che non si attacchi sul fondo.
Eventualmente aggiungere un poco di acqua calda.
Dopo circa un'ora dovrebbe essere pronto. Servire affettato con contorno di verdure cotte o crude. Il sugo ottenuto può essere utilizzato per condire la pasta.

Calendario dell'Avvento 2006: 1 - 2 - 3

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Ricette liguri (-22) 03.12.06

Riso con le acciughe

Ingredienti

  • 400 gr di riso,
  • 4 acciughe sotto sale
  • poco prezzemolo
  • olio extravergine
  • sale

Utensili

Tagliere e mezzaluna, pentola inox, colapasta, tegame e cucchiaio in legno.

Preparazione

Tritare il prezzemolo; lavare e diliscare le acciughe. Lessare al dente e in acqua salata il riso.
Nel tegame stemperare in un po' d'olio le acciughe; aggiungervi il riso ed il prezzemolo tritato. Appena tutto ben amalgamato, servire.
È un piatto tipico del nostro Golfo che valorizza la grande maestria dei liguri nel conservare sotto sale le acciughe; è di rapida esecuzione ed è indicato contro il mal di mare quindi consigliabile per le gite in barca.

Calendario dell'Avvento 2006: 1 - 2

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Ricette liguri (-23) 02.12.06

Funghi e patate

Ingredienti

  • 5 o 6 funghi porcini
  • 4 patate grosse
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • prezzemolo
  • 4 spicchi d'aglio
  • origano (se piace)
  • pepe
  • sale

Utensili

Coltello raschiafunghi, frullatore, tegame da forno con coperchio.

Preparazione

Pulire con l'apposito coltello i funghi e poi soffregarli con una salvietta umida. Staccare le cappelle dai gambi e tagliare per il lungo questi ultimi. Sbucciare e tagliare a rondelle spesse mezzo centimetro le patate. Preparare un trito con abbondante prezzemolo ed aglio. Se qualche gambo si è rotto, tagliarlo a pezzetti piccoli, altrimenti utilizzarne uno intero. Unire al trito.
Mettere nella teglia quattro cucchiai d'olio emulsionato con due cucchiai di vino, poi uno strato di patate, pepe, sale e una spolverata del trito.
Formare sopra uno strato di funghi, cappelle e gambi, pepe, sale e ancora il trito. Ancora uno strato di patate insaporito come il primo. Versare un po' d'olio sul tutto.
Infornare a caldo (180 gradi) incoperchiato, lasciar cuocere per trenta minuti. Scoperchiare, irrorare col vino che è rimasto, aggiungere, se piace, l'origano e, senza coperchio, rimettere a cuocere per altri quindici minuti. Servire tiepido.

Calendario dell'Avvento 2006: 1

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Ricette liguri (-24) 01.12.06

Cima alla genovese (cimma)

Ingredienti
(per 6 persone)

  • 1 kg. di pancia di vitello
  • 100 gr. di polpa di vitello
  • 100 gr. di poppa di vitella
  • 50 gr. di cervella
  • 40 gr. di burro
  • 6 uova
  • 2 cucchiai di pinoli
  • parmigiano gratuggiato
  • alcune fette di funghi secchi
  • maggiorana
  • uno spicchio d'aglio
  • 40 gr. di piselli
  • 2 cipolle
  • 1 carota
  • olio extravergine
  • mollica di pane
  • mezzo bicchiere di latte
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • sale

Preparazione

Dal macellaio potete farvi preparare il pezzo di pancia di vitello cucito con filo n° 16 in modo da ottenere una sacca rettangolare con aperto uno dei due lati più corti. Controllate che non ci siano perdite riempiendola d'acqua. Poi svuotatela e lasciatela asciugare.
Tritate finemente la polpa, la poppa e la cervella. Mettete un po' d'olio in una grossa terrina e fate rosolare un trito di cipolle e carota. Unitevi quindi le carni tritate, i piselli sgranati, i funghi (che avrete precedentemente ammollato in acqua tiepida), i pinoli, l'aglio tritato, la maggiorana, le uova precedentemente sbattute, la mollica di pane bagnata nel latte ed il parmigiano. Mescolate accuratamente con un cucchiaio di legno senza fare troppa pressione per non schiacciare gli ingredienti. Salate secondo gusto. Unite in vino bianco e fate cuocere fino a che il vino non è evaporato.
Servendosi di un mestolo riempire la sacca di vitella con il composto appena preparato. Cucite il lato rimasto aperto.
Mettete sul fuoco una grossa pentola piena d'acqua salata con una cipolla intera, una costa di sedano e una carota intera. Quando l'acqua è tiepida immergervi la cima (la sacca ripiena di carne). Fare bollire a fuoco medio facendo cuocere per circa due ore, coprendo a 3/4 la pentola con un tegame. E' molto importante ricordarsi di tanto in tanto di forare la sacca con un grosso spillo onde evitare che cocendo si gonfi e si spacchi.
A cottura terminata estrarre la cima e lasciarla raffreddare in un piatto. Coprirla con un'altro piatto. Porre un tagliere sopra il piatto ed eventualmente un altro peso così che la cima con il peso possa far fuoriuscire l'eventuale brodo che ha assorbito durante la cottura. Una volta raffreddata ponete la cima su un tagliere di legno e tagliatela a fette di circa 1 cm. di altezza, pronte a essere degustate da sole o con contorno di verdura caldo.

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Proverbi liguri (-20) 05.12.05

L'è ben avei di amixi finn-a a casa do diâo
E' bene avere amici anche in casa del Diavolo.

Calendario dell'Avvento 2005: 1 - 2 - 3 - 4

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Proverbi liguri (-21) 04.12.05

A donna che in te l'andâ a mescia l'anca, se no l'è, poco ghe manca.
La donna che ancheggia nel camminare, se non lo è, poco ci manca.

Calendario dell'Avvento 2005: 1 - 2 - 3

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Proverbi liguri (-22) 03.12.05

Meno s'è a tôa ciû se mangia.
Meno si è a tavola, piu c'è da mangiare.

Calendario dell'Avvento 2005: 1 - 2

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Proverbi liguri (-23) 02.12.05

Tutte e straççe finiscian a Vôtri.
Tutti gli stracci finiscono a Voltri.

Calendario dell'Avvento 2005: 1

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Proverbi liguri (-24) 01.12.05

A chi no ghe piaxe o vin, o Segnô o ghe leve l'ægua.
A chi non piace il vino, il Signore levi l'acqua.

Calendario dell'Avvento 2005

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