tizianocavigliablog
In piedi, campeggiatori, camperisti e campanari!

Il trio sciagura 05.01.13

Monti, Fini e Casini secondo la definizione di Berlusconi, loro ex alleato. Quell'uomo è un comico nato.

L'Italia di Monti dopo Monti 20.12.12

Casini, Montezemolo, Fini, Monti e la sua agenda. Il nuovo che avanza in politica ha un sapore antico.
Abbondonato un posto quasi sicuro al Quirinale, Monti spenderà la sua rinnovata verginità in campagna elettorale a favore della variegata coalizione di centro che passerà da FLI all'UDC per approdare in una lista di tecnici.

Un azzardo. Velleitario pensare un ritorno del Professore a Palazzo Chigi, ma c'è chi avanza l'ipotesi che la contropartita del premier potrebbe valere una sua candidatura alla presidenza dell'Unione Europea o della Commissione, entrambe in scadenza nel 2014.

Storicamente la carriera politica dei presidenti del Consiglio tecnici diventati successivamente leader di partito non è mai andata bene. Non si capisce perché questa volta dovrebbe essere diverso.

C'era una volta il Terzo Polo 08.05.12

Il terzo polo è stato importante per chiudere la stagione Berlusconi, non è in grado di rappresentare la richiesta di cambiamento e novità.

L'annuncio di Casini su Twitter.

Il Partito della Nazione 19.04.12

Qualunque nome assumerà la nuova creatura di centro Fini, Casini e Rutelli hanno trovato la quadra per presentarsi alle elezioni del 2013.

La terza repubblica in nuce 28.03.12

Premesso che ci stiamo fasciando la testa su una proposta di riforma elettorale e costituzionale basata su di un accordo per il momento scritto sull'acqua, il superamento delle coalizioni-ammucchiate pre-elettorali mi sembra tutto tranne che una sconfitta per il corpo elettorale.
Compreso che un bipartitismo è inattuabile in Italia e un maggioritario puro non ha speranze di essere approvato, la nuova riforma elettorale ha dalla sua il riportare i partiti e le loro istanze protagonisti a discapito di meri cartelli elettorali creati al solo scopo di conquistare un singolo voto in più dell'avversario.
Per quanto riguarda il temuto rischio di ingovernabilità appare evidente che resterà inalterato con quanto ne consegue.

RIFORMA ELETTORALE
[...] La riforma ipotizzata, che comunque per funzionare avrà bisogno di alcune riforme costituzionali, cancella sia il Mattarellum che il Porcellum. Soprattutto lo spirito che l'animava. L'idea forte è la fine dell'obbligo di coalizione. Nel sistema maggioritario, noto come il Mattarellum, i partiti erano sollecitati a unirsi in coalizione per vincere con un candidato unitario nei collegi uninominali. Nel sistema che lo ha sostituito il premio di maggioranza premiava la coalizione che aveva più voti alla Camera. È un sistema che comunque toglieva agli elettori il potere di scelta degli eletti. Con il nuovo sistema invece il premio di maggioranza andrebbe al partito vincente. Gli elettori avrebbero la possibilità di scelta nei collegi uninominali, che dovrebbero portare all'elezione della metà dei parlamentari. L'altra metà sarebbe scelta con il sistema proporzionale. Ci sarebbe uno sbarramento, probabilmente intorno al 5 per cento. Agli altri verrebbe comnunque garantita una rappresentanza. I partiti non sarebbero costretti a presentarsi in coalizione. Quindi la maggioranza potrebbe nascere dopo il voto, ma centrale resterebbe il partito che ha ottenuto più voti. Questo dovrebbe limitare il potere di veto dei raggruppamenti minori. [...] Chi vince deve andare al governo. Niente più alleanze elettoralistiche, niente alleanze anomale e in prospettiva niente governi deboli e vincolati alla volontà degli alleati più piccoli.

PREMIO DI MAGGIORANZA
In linea con l'asse portante della riforma andrà solo al partito che ottiene più voti e non alla coalizione. Bipolarismo che si regge sulle gambe dei due maggiori partiti.

SCELTA DEI CANDIDATI
Non si tornerà alle preferenze, ma l'idea è quella di riconsegnare agli elettori il potere di scegliere gli eletti che non dovrebbero essere più nominati.

INDICAZIONE DEL PREMIER
E' l'altra riforma proposta che dovrà dare forza di legge a una consuetudine in atto da anni, ma comunque non vincolante fino adesso. Dalle prossime elezioni ogni partito dovrà presentarsi davanti agli elettori indicando il proprio premier. E sarà quello indicato dal partito che ha ottenuto più voti ad essere incaricato di formare il nuovo esecutivo.

I cinguettii di Casini 10.01.11

Casini sul Governo.

L'appoggio esterno dell'Udc al Governo è fantapolitica.

E sulle alleanze larghe ipotizzate dal PD.

Non si può mettere insieme una coalizione che comprende Bonanni e chi lo insulta. E' una questione che il Pd deve affrontare. E' il problema

Via Twitter.

Quelli dell'opposizione seria e responsabile 16.12.10

Il terzo polo si candida ad essere l'ago della bilancia. Battitori liberi permettendo.

Ci confronteremo con il governo per tutte le iniziative da assumere e per contrastare quelle che con condividiamo. E' un'iniziativa che è nella direzione della chiarezza, del coraggio e dell'unità: che più di 100 parlamentari aderiscano a questo coordinamento è un elemento molto positivo. Per gli italiani che possono fare le vacanze di Natale questo sarà un elemento di serenità, perchè c'è bisogno di abbassare il tasso di litigiosità, di pacificare l'Italia e riunificare il Paese.

Un giorno di respiro per un Berlusconi impiccato 14.12.10

Silvio Berlusconi si salva per una manciata di voti. Si salva per ventiquattro ore, da domani ricomincerà la giostra della crisi politica di un Governo in crisi d'ossigeno.
I problemi sono ancora tutti sul tavolo.
Abbiamo solo perso altro tempo. Tempo che non avevamo e non abbiamo.

Moralmente è una sconfitta disastrosa per le opposizioni che da sei mesi si erano incatenate mani e piedi al suicidio politico di Fini, senza ragionare su alternative autonome e programmatiche. Ora è tutto un po' più difficile; anche in vista di possibili elezioni anticipate.
Un sonoro e paterno calcione del Cavaliere, l'ennesimo, a chi nella sinistra ha pensato che fosse più facile far fare ad altri il lavoro sporco, mentre al contempo andava in scena l'irresponsabile sport del farsi le scarpe a vicenda. Dalle primarie alla leadership.

Per chi era certo che il voto di oggi sarebbe bastato non solo a fare cadere Berlusconi, ma a spazzare via il berlusconismo. Beh. Non avete capito un cazzo.
Ed è un leitmotiv che va avanti da 16 anni.

Auguri. All'Italia.

P.S.: e per la cronaca i radicali hanno votato la sfiducia. Compatti. Al contrario dell'IdV di Di Pietro, i cui due transfughi hanno fornito i voti necessari alla tenuta dell'esecutivo.

Casini scioglie la riserva 22.11.10

L'UDC voterà la sfiducia al governo Berlusconi il 14 dicembre pronto a salire il 15 sul carro del vincitore. Qualunque esso sia.

Il governo di armistizio 21.11.10

Casini ci prova. Rientrare dalla porta di servizio, magari buttando fuori le camicie verdi.
Tenendo miracolosamente il piede in due staffe. Da buon democristiano. Ex. Neo.

Serve un governo di armistizio, di responsabilità e di solidarietà nazionale. Per tre-quattro anni bisognerebbe non pensare a chi vince le elezioni ma governare facendo anche scelte impopolari. Basta politica degli spot.

Non ci piace questo governo, non ci piace la Lega e non ci fidiamo delle promesse di Berlusconi. Se vogliono cambiare ci siederemo al tavolo, ma ci aspettiamo fatti, non chiacchiere. Siamo stati due anni e mezzo all'opposizione non per partito preso o solo per coerenza elettorale ma per un giudizio negativo sulla politica degli spot.

Gran parte del mondo dell'industria, dei sindacati e del mondo cattolico ci dicono di entrare nel governo per senso di responsabilità. Noi non possiamo stare sulla riva del fiume ad aspettare che passi il cadavere perché il cadavere è l'Italia e noi siamo italiani, ma possiamo aiutare solo a condizione che le cose cambiano davvero.

Di campagne acquisti e cerini 19.11.10

Circolano due ipotesi riguardo l'euforia delle ultime ore del premier Berlusconi per aver trovato, a parole, i voti necessari per superare lo scoglio del voto di sfiducia del 14 dicembre.

La prima è la più accreditata dalla stampa. Fini non sarebbe i grado di controllare il nuovo gruppo di Futuro e Libertà, mentre la campagna acquisti del Cavaliere starebbe mietendo strage fra i banchi dell'opposizione, senza considerare poi il da molti annunciato mercimonio dei sei deputati radicali pronti a votare la fiducia a Berlusconi pur di conquistare visibilità.

La seconda ipotesi è la chiave di lettura del Secolo d'Italia.
Il raffreddamento delle posizioni di Fini e Casini sarebbe un bluff volto a rosolare il Governo sino alle ultime ore dal voto di sfiducia alla Camera. Le defezioni e la mancata presentazione di una propria mozione altro non sarebbe se non una strategia pianificata.

Nell'incertezza della situazione il Partito Democratico, da cui oggi non si leva una voce, si presta una volta ancora a rimanere con il cerino in mano.

Sartoria Casini 07.02.10

Il manifesto dell'UDC

Un vero manifesto camp. Sì, vabbè.

Il popolo delle libertà guardate a vista 15.12.09

Guai a promuovere provvedimenti illiberali. Le leggi esistenti già consentono di punire le violazioni. Negli Usa Obama riceve intimidazioni continue su Internet, ma a nessuno viene in mente di censurare la Rete

Dovrebbe far riflettere che l'affermazione pronunciata da Casini, di puro buon senso, passi oggi come dichiarazione di grande saggezza e lungimiranza democratica di fronte alla stretta che il Governo sta tentando di dare alle libertà di espressione e dissenso.

Casini e la mossa del cavallo 12.12.09

E' chiaro che in queste condizioni una richiesta di elezioni anticipate farebbe emergere uno schieramento repubblicano a presidio della democrazia. E poiché penso che la democrazia sia un valore io mi schiererei "senza se e senza ma" in sua difesa.

Pier Ferdinando Casini apre all'alleanza col Partito Democratico, IdV e Fini in chiave anti-Berlusconi.

Boatos centristi 15.07.09

In autunno l'Udc potrebbe entrare al governo con il suo leader Pierfedinando Casini nel ruolo di ministro degli Esteri. Il tutto dovrebbe verificarsi nell'ambito di un rimpasto che, oltre a comportare la nomina di dieci nuovi sottosegretari, eleverebbe il sottosegretario Fazio al rango di ministro della Salute. Per l'attuale capo della Farnesina Franco Frattini si preparerebbe un importante ruolo internazionale avendo comunque l'Italia maturato un credito dopo la bocciatura di Mario Mauro alla presidenza del Parlamento europeo. L'Udc è in questo momento oggetto del corteggiamento di Silvio Berlusconi: è un alleato importante per le prossime elezioni regionali.

Scontri nella maggioranza per la Finanziaria 07.10.04

Pier Ferdinando CasiniPier Ferdinando Casini ha annunciato lo stralcio di 17 provvedimenti che erano già stati individuati dalla commissione Bilancio di Montecitorio come estranee alla manovra. Nonostante il commento del vicepremier Gianfranco Fini ("Una decisione autonoma") il fatto che la richiesta di stralcio sia stata avanzata dal presidente della commissione Bilancio, Giancarlo Giorgetti, rappresenta una incrinatura di quella doverosa compattezza che la maggioranza deve avere nel sostenere in Parlamento un provvedimento che è stato approvato all'unanimità dal governo.

Il presidente della Camera infatti ha approvato tutte le proposte della commissione Bilancio guidata dal leghista Giancarlo Giorgetti (ridotto i fondi per il museo della Shoah, quelli per la bonifica dell'area delle acciaierie di Genova-Cornigliano e il provvedimento che prevede la possibilità di scaricare i libri scolastici gratuitamente da internet per alleviare i costi delle famiglie e che sarebbe dovuto entrare in vigore dal prossimo anno scolastico, i fondi per la bonifica dell'area di Sesto San Giovanni, e il progetto che disciplina la possibilità per la società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo (ARCUS spa) di disporre di una quota delle risorse destinate alle infrastrutture).