tizianocavigliablog
Extra omnes.

Ha solo salvato il mondo (notes for dummies) 19.12.09

Basterebbe ricordare che non più tardi di un anno fa la maggior parte delle potenze che ieri hanno trovato un accordo a Copenaghen si dividevano tra chi non considerava il riscaldamento globale una priorità e chi semplicemente lo bollava come fantasie pseudoscientifiche.

Il mondo intero, come forse mai è accaduto in passato, si è trovato d'accordo sul considerare possibile e auspicabile uno sviluppo diverso e sostenibile.
Rimangono divergenze su come raggiungere questo obiettivo, ma l'obiettivo in se non è più oggetto di discussione. Pensare che 193 nazioni trovassero un accordo senza compromessi è utopia
L'impronta lasciata dall'amministrazione Obama, multilaterale e di completa rottura con le posizioni precedenti, è evidente.

A chi si lamenta del basso profilo tenuto dall'Unione Europea dovrebbe essere fatto presente che nessun altro paese è così sensibile all'ambiente e così determinato e preparato a preservarlo come il Vecchio Continente e la sua tanto criticata classe politica di Bruxelles.

Infine solo un mese fa nessuno avrebbe scommesso un centesimo su una possibile intesa. Tutti erano certi di un completo fallimento. Nessun accordo. Nessun obiettivo.
Ieri invece, a dispetto di ogni previsione, abbiamo fatto il primo passo. Piccolo e malfermo, ma decisivo per il nostro futuro.

Ha solo salvato il mondo 18.12.09

Un primo importante passo verso un mondo più verde.

White House Announces "Meaningful" Climate Deal
The U.S., China, India and South Africa have reached a deal at the Copenhagen climate change conference, an Obama administration official said.

Spiegare il global warming ai caribù 09.12.09

Sarah Palin, lanciatissima nelle ultime settimane, non ci fa mancare la sua visione demagogica e populista sul summit di Copenaghen e più in generale sul tema del riscaldamento globale.

Inseguire il popolo degli scettici e dei contrari-per-scelta sembra l'unica arma in mano alla destra in questo momento. Un'arma che può solo fare danni.

But while we recognize the occurrence of these natural, cyclical environmental trends, we can't say with assurance that man's activities cause weather changes. We can say, however, that any potential benefits of proposed emissions reduction policies are far outweighed by their economic costs. And those costs are real. Unlike the proposals China and India offered prior to Copenhagen -- which actually allow them to increase their emissions -- President Obama's proposal calls for serious cuts in our own long-term carbon emissions. Meeting such targets would require Congress to pass its cap-and-tax plans, which will result in job losses and higher energy costs (as Obama admitted during the campaign). That's not exactly what most Americans are hoping for these days. And as public opposition continues to stall Congress's cap-and-tax legislation, Environmental Protection Agency bureaucrats plan to regulate carbon emissions themselves, doing an end run around the American people.

La deadline da Copenaghen a Bonn 07.12.09

Oggi 56 giornali in 45 paesi parleranno con un'unica voce dei cambiamenti climatici nel giorno di apertura del summit di Copenaghen.

Today 56 newspapers in 45 countries take the unprecedented step of speaking with one voice through a common editorial. We do so because humanity faces a profound emergency.

Unless we combine to take decisive action, climate change will ravage our planet, and with it our prosperity and security. The dangers have been becoming apparent for a generation. Now the facts have started to speak: 11 of the past 14 years have been the warmest on record, the Arctic ice-cap is melting and last year's inflamed oil and food prices provide a foretaste of future havoc. In scientific journals the question is no longer whether humans are to blame, but how little time we have got left to limit the damage. Yet so far the world's response has been feeble and half-hearted.