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I post con tag "Esopianeti" archivio

Gli strani esopianeti scoperti dal telescopio spaziale Hubble nella nostra galassia

Geek   08.06.26  

Nel giro di poco più di tre decenni siamo passati da nessun esopianeta conosciuto a oltre seimila mondi confermati al di fuori del Sistema Solare. Una rivoluzione scientifica che ha trasformato radicalmente la nostra visione dell’universo e che deve molto al lavoro dei telescopi spaziali e terrestri, capaci di individuare pianeti sempre più piccoli, lontani e sorprendenti.
Se all'inizio la ricerca degli esopianeti aveva come obiettivo principale la scoperta di nuovi mondi, oggi l'astronomia è entrata in una fase ancora più affascinante, lo studio delle loro atmosfere. Attraverso sofisticate tecniche di osservazione, gli scienziati sono riusciti a rilevare la presenza di vapore acqueo, sodio, elio e composti contenenti carbonio, elementi che permettono di comprendere meglio la natura di questi pianeti e, in prospettiva, di individuare possibili tracce di vita.

L'universo extrasolare si è rivelato molto più strano e fantasioso di quanto la fantascienza avesse immaginato. Tra gli esempi più spettacolari vi è WASP-121b, un gigantesco pianeta gassoso così vicino alla propria stella da essere deformato dalle forze mareali fino ad assumere una forma simile a quella di un pallone da rugby. Le temperature estreme sono tali da strappare metalli pesanti come ferro e magnesio dalla sua atmosfera, disperdendoli nello spazio. Non meno sorprendente è GJ3470b, un pianeta di tipo nettuniano, che nel corso della sua storia avrebbe già perso circa il 35% della propria atmosfera a causa della radiazione stellare.

Queste scoperte, analizzate dalla NASA, mostrano quanto la varietà dei pianeti sia enorme. Esistono mondi con piogge di vetro, pianeti oscuri che riflettono pochissima luce e giganti gassosi più leggeri del polistirolo. Ogni nuova osservazione amplia i confini della nostra immaginazione e mette alla prova le teorie sulla formazione dei sistemi planetari.

La NASA ricorda come il telescopio spaziale Hubble sia stato un pioniere in questo campo, rivelando le atmosfere di mondi lontani, rintracciando i gas che fuoriuscivano e scoprendo pianeti esotici diversi da qualsiasi cosa nel nostro sistema solare. I suoi studi hanno mostrato pianeti a forma di pallone da calcio, che evaporano nello spazio o scuri come l'asfalto fresco, ognuno dei quali è una testimonianza dell'immaginazione della natura.
Ancora oggi Hubble continua a collaborare con la nuova generazione di osservatori della NASA come Webb, TESS e il prossimo telescopio spaziale Nancy Grace per esplorare questi mondi alieni in modo sempre più dettagliato, svelando la loro composizione, l'evoluzione e la capacità di ospitare la vita di tipo terrestre.

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Gli esopianeti classificati e spiegati attraverso delle animazioni

Geek   11.04.26  

Nel corso degli ultimi decenni l'attività di ricerca astronomica ha permesso di rilevare migliaia di esopianeti nella nostra Via Lattea e alcuni pianeti extragalattici. Il canale Sketched Out li ha classificati analizzandone la fisica, le condizioni meteorologiche estreme, la struttura geologica, ecc.

L'universo non smette di meravigliarci, soprattutto quando la scienza trova nuovi modi per raccontarcelo. Attraverso queste animazioni la narrazione scientifica diventa visivamente comprensibile e concetti complessi come le diverse tipologie di esopianeti appaiono a portata di mano.
I pianeti che orbitano attorno a stelle diverse dal nostro Sole rappresentano una delle frontiere più dinamiche e affascinanti dell'astronomia moderna. La loro classificazione riflette la straordinaria varietà di condizioni fisiche presenti nell'universo. E più lo studiamo, più l'universo appare complesso e sorprendente ben oltre quello che l'immaginazione umana abbia mai osato concepire.

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La posizione di 5.000 esopianeti nel cielo della Terra

Geek   27.03.22  

Sino a pochi decenni fa non avevamo un riscontro oggettivo dell'esistenza di pianeti al di fuori dei confini del sistema Solare. Oggi ne conosciamo migliaia.
Il 21 marzo, la NASA ha confermato il 5.000° esopianeta. Per celebrare questo traguardo ha creato una mappa a 360° che mostra la sequenza temporale di ogni esopianeta scoperto.

Ogni esopianeta rilevato viene mostrato, nella riproduzione del cielo visibile dalla Terra, da un cerchio il cui raggio indica la dimensione relativa dell'orbita del pianeta e il cui colore mostra quale metodo di rilevamento è stato utilizzato per scoprirlo.
Anche la musica ha una funzione specifica. L'altezza della nota indica il periodo orbitale relativo del pianeta. I pianeti che impiegano più tempo per orbitare attorno alle loro stelle vengono associati a note gravi, mentre le note acute riguardano i pianeti che orbitano più rapidamente.

Una curiosità. Il cluster blu che appare tra il 2013 e il 2014 rappresenta i dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler. Quei dati hanno già confermato l'esistenza di 1.284 esopianeti e suggeriscono la presenza di altre migliaia.

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Alla ricerca di esopianeti

Geek   22.02.22  

[...] nel 1995, gli astronomi hanno scoperto 51 Pegasi b, un pianeta in orbita attorno a una stella simile al Sole nella costellazione di Pegaso. Molti scienziati all'inizio erano scettici; questo pianeta era davvero troppo strano per crederci. Sebbene avesse all'incirca le dimensioni di Giove, era più vicino alla sua stella di quanto lo sia Mercurio al nostro Sole. E ancor più sorprendentemente completa la sua orbita in soli 4 giorni.

Oggi gli astronomi hanno confermato l'esistenza di migliaia di esopianeti sparsi nella nostra galassia e molti altri stanno per essere confermati da nuove rilevazioni.

Vox ci spiega il processo usato per scoprire pianeti al di fuori del nostro sistema solare attraverso telescopi spaziali e terrestri.

Gli astronomi hanno iniziato a monitorare piccoli cambiamenti nelle stelle che potrebbero suggerire la presenza di uno o più pianeti. I primi sforzi si sono concentrati sulla ricerca di un'oscillazione. L'attrazione della gravità di un pianeta fa sì che una stella ruoti attorno al loro centro di gravità reciproco e dal nostro punto di vista la stella sembra oscillare avanti e indietro. Nel 1995, un team di ricercatori raccolse i dati di una tale oscillazione nella luminosità di una stella nana gialla nella costellazione del Pegaso. Avevano trovato 51-Pegasi b: il primo esopianeta scoperto attorno a una stella simile al Sole.

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