tizianocavigliablog
Trova Waldo.

Referendum for dummies 20.01.15

La Consulta, con un atto gravissimo, ha stabilito la fine per la gente, per il popolo, di esprimersi su un referendum per l'abrogazione della riforma Fornero, una decisione fuori da ogni precedente. È una infamata nei confronti di milioni di italiani che non arrivano a fine mese. Altro che legge elettorale... Questa Italia mi fa schifo e mi batterò per ribaltarla.

No, Matteo. Non è così.
Hai presente quando a scuola scarabocchiavi sul libro le imprese di Alberto da Giussano invece di prestare attenzione alla lezione? Ecco. Parte tutto da lì.

[...] Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio. [...]

Articolo 75 della Costituzione Italiana.

Dai riprova. Magari la prossima volta senza dare sfogo a tutto quell'aplomb mitteleuropeo che contraddistingue la tua colta retorica.

La riforma riveduta e corretta del lavoro 05.04.12

Non il populismo sgrammaticato di Di Pietro e neppure il conservatorismo di sinistra della CGIL, il merito della revisione del testo sulla riforma del lavoro va tutto alla serietà della linea politica tenuta dal Partito Democratico e alla determinazione di Bersani.

La satira degli zombi 23.03.12

Dopo l'evocativa vicenda di un Diliberto sorridente e bugiardo accanto alla maglietta che si augurava la morte del ministro Fornero, arriva il ko tecnico, che certuni vorrebbero difendere come pungente satira politica, del demagogo Grillo quando sul suo blog infila il presidente del Consiglio Monti in una bara.

La moral suasion del presidente Napolitano 23.03.12

L'iniziativa del Colle a sostegno della più larga intesa possibile sul cuore della missione anticrisi del governo Monti, la riforma del mercato del lavoro.

In materia di mercato del lavoro, l'Europa si aspetta dall'Italia, e la Banca Centrale ce lo ha esplicitamente chiesto, un adeguamento alla legislazione dell'UE. Poiché questo dobbiamo fare, cerchiamo di farlo al meglio, cioè con il consenso più largo.

La guida alla riforma del lavoro 23.03.12

Come cambia lo Statuto dei Lavoratori dopo 42 anni.

Licenziamenti
Il licenziamento potrà avvenire per motivi economici, attinenti all'attività produttiva e all'organizzazione del lavoro. Possono poi esserci i licenziamenti per motivi disciplinari, e per questi il giudice potrà decidere se serve un indennizzo o il reintegro. Per il licenziamento valutato discriminatorio il giudice decide il reintegro.

Indennità
La misura dell'indennità in caso di licenziamento sarà decisa dal giudice, per una durata fra i 15 e i 27 mesi. L’Aspi, Assicurazione sociale per l’impiego, entrerà a regime nel 2017 rimpiazzando l'indennità di mobilità. Dovrebbe partire dal 70% per gli stipendi fino a 1.250 euro. Il limite massimo è fissato a 1.119 euro al mese.

Precari
Per i giovani precari lo strumento principale d'inserimento diventa l'apprendistato, ma le aziende potranno ricorrervi solo se poi assumono una parte degli apprendisti. Per il lavoro a tempo determinato ci sarà un contributo extra dell'1,4%, in parte recuperabile in caso di stabilizzazione. Stretta sul falso lavoro autonomo in realtà subordinato.

Giudice
Il ruolo del giudice resta centrale nelle controversie di lavoro. Sarà infatti il magistrato (salvo ulteriori modifiche) a decidere sulle indennità prevista in caso di licenziamento per motivi economici. Deciderà sull'attribuzione e sull'entità che può andare da un minimo di 15 mesi a un massimo di 27 mesi.

Termine
La riforma non elimina ma di fatto disincentiva i contratti a termine attraverso la penalizzazione dell'1,4% di versamenti contributivi in più. Questi in parte potranno essere rimborsati se il lavoratore viene stabilizzato. Alcuni temono che le imprese comprimano i salari netti per finanziare l'1,4% in più di contributi.

Ammortizzatori
Resta la cassa integrazione, ma con alcune modifiche. Anche la cassa integrazione straordinaria rimane ma, dice il ministro Elsa Fornero, sarà «ripulita»: non varrà per cessazione di attività e di mobilità. In caso di cessazione di fatto dell’attività dell'impresa, si passa dalla Cig a mobilità e Aspi.

Tutele
Fra le tutele inserite spiccano quelle a favore delle donne: viene istituito il divieto di firmare le dimissioni in bianco al momento dell’assunzione. Si inserisce anche la paternità obbligatoria in via sperimentale per tre anni. Le tutele sui licenziamenti sono demandate al giudice: reintegro sui discriminatori o indennizzi in altri casi.

Donne
Per le donne arriva una maggiore tutela in caso di maternità. La riforma infatti prevede una stretta sulle dimissioni in bianco che alcune aziende fanno firmare alle lavoratrici assunte. Una condizione illegale che di fatto rende molto rischiosa sotto il profilo lavorativo un'eventuale maternità, che «costringe» le donne alle dimissioni.

Il nuovo articolo 18 21.03.12

Il nuovo articolo 18

Il Sole 24 Ore pubblica il documento sul nuovo articolo 18 distribuito dal ministro del Lavoro Fornero alle parti sociali.

Le opinioni sulla riforma del lavoro 21.03.12

Come cambia il mercato del lavoro con la riforma proposta dal governo Monti.
Dall'articolo 18 alla flessibilità sana per arrivare al nuovo welfare. Le analisi di Massimo Giannini, Paolo Baroni, Dario Di Vico e Michele Boldrin.

Il presidente del Consiglio ha deciso di scrivere la sua riforma del mercato del lavoro sacrificando la Cgil. Un sacrificio pesante, e gravido di conseguenze. È ancora una volta l'articolo 18 a segnare un decisivo cambio di fase, che modifica strutturalmente non solo le relazioni industriali, ma anche le consuetudini politiche del Paese. Dietro alla rottura tra Monti e Camusso c'è molto di più di un dissenso sulle nuove norme che regolano i licenziamenti. C'è la fine della concertazione, che ha scandito i rapporti tra politica ed economia nella Seconda Repubblica. C'è la fine di una costituzione materiale, che dal 1992 ha affiancato la Costituzione formale nelle fasi più acute della crisi italiana.