Lo storia dei giocattoli nell'antichità
Quando pensiamo ai giocattoli, immaginiamo spesso oggetti moderni, frutto della tecnologia e dell'industria contemporanea. Eppure, il desiderio di giocare accompagna l'umanità da migliaia di anni. Le testimonianze archeologiche provenienti da civiltà antiche dimostrano che i bambini di ogni epoca hanno condiviso la stessa curiosità, la stessa fantasia e lo stesso bisogno di esplorare il mondo attraverso il gioco.
Gli archeologi hanno rinvenuto giocattoli in quasi tutte le grandi culture del passato. Nell'Anatolia del 3000 a.C. piccoli carri in miniatura venivano trascinati sulla terra battuta, mentre nella Valle dell'Indo, un millennio più tardi, bambini e bambine si divertivano con fischietti di terracotta che emettevano suoni simili a quelli degli uccelli. Oggetti semplici, ma capaci di raccontare molto della vita quotidiana e delle emozioni delle persone che li utilizzavano.
Come viene raccontato in questa lezione su TED-Ed, tra i giocattoli più diffusi nella storia emerge però un protagonista: la palla. Nell'antico Egitto, in Grecia, a Roma e nelle civiltà mesoamericane, i bambini giocavano con sfere realizzate in materiali diversi, dal cuoio al lino, dal papiro alle fibre vegetali. Le regole dei loro giochi sono spesso andate perdute, ma è probabile che molti imitassero le attività degli adulti, trasformandole in momenti di svago e apprendimento.
Anche bambole, giochi da tavolo e piccoli strumenti musicali attraversano i secoli con sorprendente continuità. Le bambole permettevano ai più piccoli di imitare il mondo familiare e sociale che li circondava; i giochi da tavolo sviluppavano strategia e capacità di osservazione; i fischietti e gli strumenti sonori introducevano al piacere della musica e dell'espressione creativa. In molti casi, questi oggetti svolgevano una funzione educativa oltre che ricreativa.
Ciò che colpisce è la straordinaria universalità del gioco. Nonostante le differenze culturali, linguistiche e geografiche, i bambini dell'antichità non erano poi così diversi da quelli di oggi. Cambiano i materiali, le tecnologie e le forme, ma rimangono immutate la voglia di divertirsi, di sperimentare e di dare vita a mondi immaginari. Un tratto evolutivo della nostra specie; testimonianza di emozioni, relazioni e momenti di quotidianità che attraversano il tempo.



