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Il ritorno dell'Italia dei Valori 15.09.13

Il nuovo logo dell'Italia dei Valori

L'IDV di Di Pietro risorge a San Sepolcro con un nuovo simbolo da cui sparisce il nome del fondatore e leader. Giusto in tempo per Halloween. I costumi da militante dell'IDV andranno a ruba.

Si scioglie il partito di Di Pietro 28.03.13

Si è conclusa l'esperienza politica dell'Italia dei Valori in un silenzio assordante.
Il bilancio della formazione personale di Antonio Di Pietro è eufemisticamente deludente.

Il deserto di Vasto 22.09.12

Antonio Di Pietro l'IdV sempre più isolati. Ultimi difensori di un fortino che non esite più e forse non è mai esistito.

Il centro sinistra (non) ha vinto i ballottaggi 21.05.12

L'Italia si ritrova a undici mesi dalle elezioni politiche nel vuoto pneumatico venutosi a creare a destra dopo la caduta di Berlusconi e con un patrimonio di voti in libertà che nei prossimi mesi andrà ricollocandosi in nuovi soggetti politici.
Nella polverizzazione della Lega in un nord disilluso.
Durante un cambiamento epocale paragonabile solo a quello avvenuto tra il 1992 e il 1993.
Con un decisivo dato di astensione e indignazione diffusa che ha favorito l'emergere del Movimento 5 Stelle.

In questo scenario il centro sinistra italiano - e il Partito Democratico come fulcro di questa alleanza, in particolare - resta incapace di interpretare le istanze del suo bacino elettorale. Naviga a vista, diviso e impreparato nell'esprimere un rinnovamento di sostanza che sappia legarsi a una tradizione di competenze, esperienze e valori.
Non stupisce quindi che a molti l'esultanza nervosa che oggi ha fatto gridare alla vittoria sul dato numerico emerso dai ballottaggi, appaia come una scadente pantomima della gioiosa macchina da guerra di occhettiana memoria.

La palma dell'indignazione 10.05.12

Il crollo dell'IdV alle amministrative a vantaggio del Movimento 5 Stelle raccontato sulla Stampa.

I dati elaborati dall'Istituo Cattaneo sono impietosi: nonostante il grande successo di Leoluca Orlando a Palermo, sono 55 mila i voti in meno da Nord a Sud del Paese, una perdita del 58% a livello nazionale. E, soprattutto, questo calo ha un nome e un cognome: Beppe Grillo.

La fine del PdL per come lo conosciamo 08.05.12

La sinistra attende la caduta del berlusconismo dal '94 e dopo 17 anni è ancora totalmente impreparata ad affrontare i frantumi che ne seguiranno.

L'Orlando incoerente 23.03.12

Non mi candido, l'ho detto in lingua aramaica, ma anche in lingua fenicia, scelga lei quale preferisce tra i due alfabeti più antichi del mondo.

Leoluca Orlando sulle elezioni comunali a Palermo. 12 marzo.

Mi candido a sindaco di Palermo.

Leoluca Orlando oggi, candidato per l'IdV in barba al risultato uscito dalle primarie.

L'opposizione dell'omofobo Di Pietro 10.11.11

Credo che se Pd e Pdl appoggeranno l'esecutico tecnico, dopo uno-due mesi si accorgeranno che non possono stare insieme. Due maschi in una camera da letto non fanno figli... E allora noi rilanceremo l'esigenza di due coalizioni che si contrappongono e rimetteremo in campo il patto di Vasto.

L'omofoba e miope dichiarazione di un Di Pietro, sempre più smaccatamente uomo di destra travestito alla bisogna da salvatore di una sinistra conservatrice, mi porta a due conclusioni.

La prima di natura squisitamente personale. Non voterò né domani né in futuro una coalizione che al suo interno comprenda una formazione politica che si ispiri a Di Pietro come leader.

La seconda prettamente politica. La decisione dell'IdV di tirarsi fuori, assieme alla Lega e agli elementi più impresentabili del PdL, da un probabile governo tecnico a guida Mario Monti non può che essere un'ottima notizia per il futuro premier, per il nostro paese e per l'Europa.

Siate tecnici 26.10.11

Parlare del dopo Berlusconi è ormai diventato un esercizio di retorica e tuttavia presto o tardi il problema (l'occasione?) andrà affrontato.

Ve la metto giù brutale.
Un governo composto da tecnici senza vincoli di rielezione sarebbe capace di portare avanti quelle riforme impopolari necessarie all'Italia argomentate nella lettera di commisariamento che la BCE ha inviato all'esecutivo - che nessun governo politico di qualunque schieramento - e no, neanche uno guidato da Renzi - in questa fase sarebbe capace di imporre al proprio elettorato e attuare.
Per questo motivo non ne vedremo traccia.

Note a margine sulle future alleanze a sinistra 18.09.11

Cristiano Di Pietro, figlio del più noto Antonio, è stato candidato dall'IdV alle prossime regionali di ottobre in Molise, in una lista dai candidati deboli per favorire la sua elezione.

La famiglia prima di tutto.
Anche nell'IdV, patria e approdo di tutti i puri di questo paese.

Nani, ballerine e ulivi ripiantumati 16.09.11

A tempo perso faccio il premier e me ne succedono di tutti i colori.

Silvio Berlusconi in visita di stato.

Un bel passo avanti verso il nuovo Ulivo.

Pier Luigi Bersani alla festa nazionale dell'IdV di Vasto.

E' come un brutto sogno lungo diciotto anni dal quale non riesci a svegliarti.

La verità sullo spione della casta 19.07.11

Spider Truman, il precario licenziato che svela i segreti e i privilegi della casta sarebbe una montatura creata ad arte dal Popolo Viola e dall'IdV per farsi pubblicità.
La mente. Gianfranco Mascia.

E' una questione di strategia comunicativa. Se avessimo fatto una conferenza stampa sui privilegi della Casta, chi ci avrebbe ascoltato? Nessuno. Metterci la faccia in questo caso non sarebbe servito a nulla, così abbiamo attirato l'attenzione in maniera diversa.

Il riposizionamento di Di Pietro 26.06.11

Dopo aver avuto un abboccamento con l'anziano leader e aver attaccato Bersani e il PD, oggi Di Pietro si scaglia contro Vendola chiudendo il cerchio della destabilizzazione del centro sinistra uscito vincente dalle recenti prove elettorali e referendarie.

Il leader di plastica tenta di rifarsi una verginità, ora nel momento del declino politico e morale di Berlusconi, dopo che per lustri l'unica strada politica intrapresa è stata quella dell'antiberlusconismo fanatico. Mai vincente per altro.

La giunta Pisapia 10.06.11

La nuova giunta di Milano

Sei donne, sei uomini e tanta voglia di rinnovamento.
Si respira un'altra aria a Milano.

Il gregge referendario 07.06.11

Luca Ricolfi sulla Stampa descrive in maniera eccellente il mio sentimento sui referendum di domenica e lunedì; per i quali andrò a votare tre no e un solo sì, quello per il sondaggio di opinione sul premier Berlusconi e il legittimo impedimento.

Dato per scontato l'esito ampiamente plebiscitario per il fronte dei sì, se verrà raggiunto il quorum, non posso in tutta onestà piegarmi alle indicazioni del mio partito di riferimento.
Non ho paura dell'energia nucleare. La preferisco a sistemi che diano fuoco a carbone, petrolio e gas. Non vedo piani energici alternativi e fondati che, in assenza dell'ipotesi nucleare, rispondano ai criteri di abbattimento delle emissioni di gas serra né da sinistra e dai promotori del referendum né da questo governo, incapace di agire se non seguendo i sommovimenti della pancia del Paese.
Non ho paura dell'iniziativa privata e non riesco a provare tutto questo entusiasmo nei confronti dei servizi idrici pubblici, da sempre una croce politico-gestionale-burocratica del paese.
Sono rattristato da una sinistra che a più riprese ha cambiato idea sui problemi posti dai referendum. Recentemente tornata paladina del pubblico - dopo aver cercato di rinnovare l'Italia attraverso le privatizzazioni - e a marciare sulle legittime preoccupazioni dei cittadini come la peggiore destra, nel pio tentativo di una spallata a Berlusconi. In fondo, avranno pensato, una croce risulta un esercizio più facile che non costruire un'alternativa credibile.
Infine sono fermamente contrario a chiunque tenti di calpestare impunemente la Costituzione e le leggi piegandole al proprio tornaconto. E seppur svuotato di ogni significato, in seguito al pronunciamento della Corte Costituzionale, quello sul legittimo impedimento è l'unico dei quattro referendum che realmente potrà infastidire il premier. Il Governo non cadrà martedì, ma almeno spero gli vada di traverso il bunga bunga.

Perché dei quattro referendum solo uno è puramente politico, quello sul legittimo impedimento. Qui l'effetto giuridico del voto è nullo (la Corte Costituzionale ha già di fatto bocciato la norma che si vuole abrogare) e la scelta è quindi solo simbolica, un sì o un no a Berlusconi. Ma gli altri tre referendum no, il loro esito ha anche effetti importanti sulla vita di tutti noi. E non è affatto evidente come dovrebbe votare un cittadino che avesse a cuore solo il bene comune.

Sul nucleare è relativamente chiaro quali siano i rischi di una scelta a favore delle centrali, ma è assai meno evidente quali siano i costi di un voto che bloccasse qualsiasi programma nucleare futuro. Quale ulteriore rallentamento della crescita economica dell'Italia? Quali difficoltà per la nostra bilancia commerciale? Quali sovraccosti dell'energia? Quanti posti di lavoro in meno nei prossimi anni?

Sono interrogativi su cui poco si ragiona, non solo perché andrebbero contro il sentimento romantico e anti-industriale prevalente al momento, ma perché risposte precise nessuno ne ha. E non mi riferisco solo ai referendari, ma anche ai difensori del nucleare, i quali - ad esempio - usano spesso l'argomento dell’attuale sovrapprezzo dell'energia, ma quasi sempre dimenticano che una parte di quel sovrapprezzo non dipende dalla rinuncia al nucleare ma dal livello delle tasse sull'energia.

Quanto all’acqua le cose sono ancora più intricate. Si può benissimo essere per il sì ai due quesiti sull'acqua (ad esempio perché molte liberalizzazioni e privatizzazioni del passato ci hanno resi diffidenti), ma l'argomento della «privatizzazione dell'acqua» è basato su una forzatura del significato delle parole, visto che quel che sì renderebbe (parzialmente) privato non è il bene acqua bensì il servizio di distribuzione dell'acqua stessa. Un servizio che ora costa molto, disperde una quantità inaccettabile delle nostre risorse idriche, e in molti contesti - proprio grazie alla sua gestione pubblica - fornisce ai politici una preziosa (per loro) riserva di poltrone, posti di lavoro, incarichi e commesse.

Ma in fondo non dobbiamo lamentarci troppo. Se i politici seguono il gregge, è perché il gregge è gregge. Finché ci lasceremo suggestionare dagli slogan, finché saremo accecati dalle nostre simpatie e antipatie, la politica non smetterà di usarci. I politici di destra, che ora cavalcano le paure di Fukushima, domani torneranno a spiegarci che la scelta nucleare è inevitabile, se l'Italia vuole tornare a crescere e creare occupazione per i giovani. E i politici di sinistra, gli stessi che ora ci chiedono di votare contro la «privatizzazione dell'acqua», appena avranno cacciato Berlusconi e riconquistato il governo del Paese torneranno a intonare l’inno delle liberalizzazioni, delle «lenzuolate» che dovrebbero far ripartire l’Italia.

Tutti i numeri di una vittoria annunciata 31.05.11

Piazza Duomo in festa per Pisapia

Il test delle amministrative è stato una passeggiata rispetto a quello che da oggi ci aspetta per tornare alla guida del paese.
Lo scoramento tra le file del PdL, la disaffezione verso la Lega, il nord riconquistato non devono illuderci. Abbiamo molta strada ancora da fare prima di sentirci una vera forza alternativa. Bene abbiamo fatto a raccogliere e guidare l'indignazione verso un governo fallimentare, una classe dirigente incapace, un premier attratto da pericolose perversioni, ma ora serve un cambio di passo.

Se è innegabile che i candidati abbiano assunto un ruolo centrale e decisivo e che un leader forte e credibile si imponga ora per dare la spallata definitiva - e non c'è via migliore delle primarie per sceglierlo - sbaglia Renzi a pensare che basti un nome per governare bene.
Senza un'alleanza sui contenuti il castello dei candidati cadrà tra personalismi, gelosie e spinte centrifughe.

Oggi come non mai è necessaria una coalizione coesa e centrale per sconfiggere le destre. E' necessario lo spirito che il PD ha messo in campo in queste elezioni. Candidati e partiti si devono mettere a disposizione del progetto. Perché il rischio è quello di vincere, ma poi di fallire un minuto dopo come la nostra storia ci ha già insegnato.
Lasciamo il populismo ai maestri del genere e concentriamoci sul piano di un futuro diverso per la nostra grande - non va mai dimenticato - Italia.

Serve un'idea di paese che da subito vada oltre all'antiberlusconismo. Ideologia che sopravviverà a Berlusconi, mettetevelo in testa.
Un'idea che innanzitutto riporti le parole fiducia e felicità al centro del dibattito.
Perché saranno proprio la fiducia e la felicità a decretare il risultato della prossima legislatura.

Sorridiamo 30.05.11

Giuliano Pisapia a Milano

Oggi i distacchi tra centro sinistra e centro destra si contano a due cifre. A Milano con Pisapia, a Napoli con De Magistris e nel resto d'Italia.

Sucate.

La corsa clandestina di Napoli 26.05.11

Nonostante le siepi di spazzatura la prova del Gran Prix di Napoli si conclude con un vantaggio di due secondi per Galopin du Magistry su Letterienne.

Renzi ti fa ciao 20.05.11

Se uno mi dice: o mi dai un posto o me ne vado, il sindaco di Firenze risponde ciao, non siamo tutti Scilipoti.

Renzi lapidario sulle richieste di Fabio Evangelisti, segretario toscano dell'IdV, tornato a domandare per il suo partito un posto in giunta o la presidenza del consiglio comunale.

La replica non si è fatta attendere.

Ormai Renzi parla in terza persona come Berlusconi e, dall'alto del suo ego smisurato, si comporta in verità come i peggiori democristiani di una volta. Se c'è qualcuno che tradisce il mandato degli elettori, come si vede bene nella torbida vicenda del Multiplex, questi è proprio Renzi.

Cinque buone notizie del dopo elezioni 17.05.11

Il Partito Democratico è vivo, respira ed è più vigile delle attese.
La Lega oggi fa molta meno paura.
Il Terzo Polo è un'invenzione semantica.
Il bacino elettorale del Movimento 5 Stelle è quello dell'IdV, che è quello di SeL, che è lo stesso dei rifondaroli e alternativi vari.
La forza dirompente del marchio Berlusconi si infrange contro il suo stesso marketing.

Solide opposizioni 04.03.11

Ora che la campagna acquisti si avvia alla conclusione e la maggioranza è tornata più solida che mai, messe da parte velleità di leader in erba e elezioni anticipate, compito della sinistra sarebbe quello di ricostruire un progetto forte attorno al quale trovare un leader credibile, capace di porre le basi per un successo elettorale contro una destra stanca e senza idee.

La sinistra ha a disposizione uno massimo due anni per uscire dalla crisalide. Meglio non perdere ulteriore tempo.

Di Pietro e il sondaggio di MicroMega 27.12.10

Caro Antonio, con questi mezzucci ti fai male da solo. Cosa ci guadagni a manipolare un sondaggio?

E' l'accusa del direttore di MicroMega Paolo Flores D'Arcais a Di Pietro.
In ballo un sondaggio sulla questione morale all'interno dell'IdV. Sondaggio che fino a questa mattina era sfavorevole a leader del movimento.

Per il campione rappresentato dai "navigatori" più attivi e motivati di MicroMega, Il Fatto, La Repubblica, che non sono purtroppo rappresentativi della popolazione italiana ma certamente lo sono dei potenziali elettori Idv, quasi l'80% considerava più che ragionevole l'allarme sulla questione morale lanciato da De Magistris, Alfano e Cavalli. Solo il 6% condivideva invece l'immediato "stracciarsi le vesti" con cui il vertice Idv aveva risposto loro.

Stamattina alle 11,30 - miracolo! - i voti alla quarta opzione sono al 20% e continuano a salire (quelli alla seconda opzione sono scesi già al 40%). Nel frattempo ho ricevuto in copia da due militanti Idv (uno di Milano e uno di Napoli) l'sms che è stato inviato a tutti gli iscritti e simpatizzanti dal tuo apparato dirigente: "Ciao, vai su micromega e vota (e fai votare) per il presidente. Grazie, risposta n.4 (gira sms a tutti i tuoi contatti)". Circa tremila voti così "coscritti" hanno fin qui manipolato i risultati, e non dubito che nelle prossime ore altri voti lo faranno ulteriormente.
Ma con queste manipolazioni, caro Antonio, cosa ci guadagni?

La risposta di Di Pietro, che nega ogni addebito, non si è fatta attendere.

Mi sta bene il sondaggio a condizione, però, che non sia condotto in modo furbastro ed omissivo, come invece ha fatto il direttore Paolo Flores d'Arcais

Volano manette nell'IdV 26.12.10

Il partito di plastica di Di Pietro inizia a liquefarsi sotto le fiammate di De Magistris.

La questione morale sui battitori liberi Razzi e Scilipoti scalda gli animi all'interno dell'IdV in un'inattesa resa dei conti natalizia.
Tensioni acuite dai sondaggi che vedono sprofondare la creatura dipietrista dietro la formazione di Vendola.

L'alleanza tardiva 17.12.10

Il Pd fa come l'asino di Buridano che, non sapendo scegliere tra il mucchio di fieno a destra e quello a sinistra, alla fine muore di fame. Si decida, è inutile che ci giriamo intorno. Il matrimonio è pronto, sposiamoci entro Natale. Tanto alla fine saremo noi tre: i Democratici, noi di Italia dei valori e Vendola.

La predica tardiva di Di Pietro sul futuro del centro sinistra.
Quello stesso Di Pietro che aveva stracciato un accordo analogo, sottoscritto con Veltroni, un minuto dopo essere entrato in Parlamento grazie ai voti del PD.

Guarda che è una bella sconfitta 17.12.10

Noi se ne intendemo.

Gli inciampi dipietristi 15.12.10

E' fuori luogo che il Pd, in un momento come questo, impieghi le sue energie in uno sterile attacco contro Italia dei Valori, anziché pensare a lavorare seriamente per creare le condizioni per un'alternativa. Se stanno pensando ad un'alternativa senza l'Italia dei Valori, allora lo dicano chiaramente, in modo che possiamo prenderne atto.

Dalle parole di Antonio Borghesi, vice capogruppo dell'Italia dei Valori, si evince che è lecito criticare sempre e solo il Partito Democratico.
Gli errori di Di Pietro e dell'IdV sono invece sempre e solo incidenti di percorso, da perdonare anche quando stampellano il governo Berlusconi aiutandolo a rimanere al timone.

Una tesi sostenuta poi dallo stesso Di Pietro.

Se ci dovessimo mettere a fare la conta di quanti deputati di questo o quel partito hanno tradito, nessuno nel centrosinistra potrebbe scagliare la prima pietra.

Strano perché mi ricordo di molte pietre, di prima mano, scagliate proprio dagli esponenti dipietristi. E non più tardi di qualche giorno fa.

Un giorno di respiro per un Berlusconi impiccato 14.12.10

Silvio Berlusconi si salva per una manciata di voti. Si salva per ventiquattro ore, da domani ricomincerà la giostra della crisi politica di un Governo in crisi d'ossigeno.
I problemi sono ancora tutti sul tavolo.
Abbiamo solo perso altro tempo. Tempo che non avevamo e non abbiamo.

Moralmente è una sconfitta disastrosa per le opposizioni che da sei mesi si erano incatenate mani e piedi al suicidio politico di Fini, senza ragionare su alternative autonome e programmatiche. Ora è tutto un po' più difficile; anche in vista di possibili elezioni anticipate.
Un sonoro e paterno calcione del Cavaliere, l'ennesimo, a chi nella sinistra ha pensato che fosse più facile far fare ad altri il lavoro sporco, mentre al contempo andava in scena l'irresponsabile sport del farsi le scarpe a vicenda. Dalle primarie alla leadership.

Per chi era certo che il voto di oggi sarebbe bastato non solo a fare cadere Berlusconi, ma a spazzare via il berlusconismo. Beh. Non avete capito un cazzo.
Ed è un leitmotiv che va avanti da 16 anni.

Auguri. All'Italia.

P.S.: e per la cronaca i radicali hanno votato la sfiducia. Compatti. Al contrario dell'IdV di Di Pietro, i cui due transfughi hanno fornito i voti necessari alla tenuta dell'esecutivo.

Showdown 16.11.10

Entro il 10 dicembre approvazione della finanziaria.
Il 13 ci sarà il dibattito sulla mozione di sfiducia presentata da Partito Democratico e IdV.
Il 14 si andrà al voto prima a Senato e poi alla Camera.

Sempre il 14 dicembre è fissata l'udienza della Consulta sulla questione di legittimità costituzionale della legge sul legittimo impedimento.

Se tutto va come deve andare i posteri parleranno del 14 come il Giorno della Caduta.

Cadi? Ma quando cadi? 12.11.10

Stando ai più recenti sondaggi, se si andasse a votare a breve, un PD al 25% potrebbe perdere 80 deputati.
Una prospettiva che mette i brividi alla più grande forza del centro sinistra.
Se a questo si aggiunge un Di Pietro in corsa solitaria, ma che sembra aver perso il suo momentum tra gli elettori di area.
I crescenti dubbi - e preoccupazioni - di Bersani nei riguardi del vendolismo.
La candidatura in cerca di autore dello stesso Vendola.
La Santa Alleanza del Nuovo Ulivo che finisce per schiantarsi sotto il peso della perenne crisi identitaria del Partito Democratico e i movimenti dell'UDC sempre più diretti verso un ipotetico terzo polo da costruire assieme a FLI, capirete perché l'opposizione di sinistra nella peggiore crisi affrontata da Berlusconi non sta toccando palla.

La palla resta tra i piedi di Fini.
Tra una dichiarazione di Bocchino sull'imminente ritiro dei ministri di FLI dal Governo, governi tecnici e ipotesi di rimpasti dopo l'approvazione della legge di stabilità - un tempo nota come finanziaria - la crisi e il dopo si profilano come un gioco tutto interno al centro destra.

Fare i conti senza l'oste 12.11.10

Mentre in parlamento si gioca alla guerra delle mozioni di sfiducia (PD e IdV + FLI, API e UDC) e fiducia (PdL) temo le contromosse del Cavaliere, sempre pronto a esaltarsi e a tirare fuori l'arma finale in tempo di elezioni.

Come potrebbero finire le prossime elezioni politiche secondo un'accreditata teoria 19.10.10

Il Governo cade sulla giustizia. Qualunque essa sia.
Gli spazi per un nuovo esecutivo tecnico che traghetti la nazione verso una legge elettorale migliore, sono così stretti da costringere il presidente Napolitano a sciogliere le camere.
Le elezioni anticipate vengono fissate per la primavera 2011.

Il centro sinistra, dopo un iniziale scatto d'orgoglio volto a trovare la quadra per formare un cartello elettorale in grado di battere il nemico pubblico, affronta le primarie di coalizione diviso.
Vendola la spunta per un soffio; osteggiato dalla dirigenza PD che sostiene un candidato debole e perdente, vince grazie al sostegno della base dei democratici. IdV e SeL lo votano compatti.
Il terremoto interno allo schierament è notevole, l'UDC sceglie di correre in piena autonomia.
RifCom neanche prova a stabilire contatti, preferendo rifugiarsi in una bolla temporale che ricorda da vicino il 1974.
D'Aleama e Veltroni per la prima volta si trovano in accordo nel criticare la scelta di Vendola come candidato premier.
Fatto positivo. La copertura dei media sull'evento Vendola è straordinaria, aiutando a creare hype attorno al personaggio.
L'omosessualità e l'orecchino diventano presto temi marginali, tanto da svanire dagli editoriali dopo i primi pochi giorni.
La base, dopo anni di sconfitte, annusa l'odore dell'euforia.
Il risultato delle elezioni rispecchia l'esito delle primarie.
SeL raggiunge il 6% trainata dal fascino del leader. Il PD, diviso, fa una campagna a macchia di leopardo. Di Pietro si trova a lottare contro il Movimento a 5 Stelle, suo degno rivale.

Partito Democratico 25%
IdV 7,8%
SeL 6,1%
Altri centro sinistra 2,3%
Coalizione Vendola 41,2%

UDC 6%
Movimento 5 Stelle 4,2%

Il centro destra si riprende in fretta dallo choc provocato dalla caduta.
Abituato a mesi di litigi, l'asse Berlusconi Bossi è pronto a cambiare nuovamente le carte in tavola.
Il timido tentativo di Fini in chiave governo tecnico gli preclude l'ingresso nella coalizione. Il niet di Bossi è irrevocabile. Trovandosi in mezzo al nulla FLI decide comunque di sostenere l'ipotetico futuro Governo Berlusconi dall'esterno, in una riproposizione dello schema Bertinotti.
Si sa "Fini parla così bene", ma l'ipotesi Terzo polo con l'UDC si infrange contro lo scoglio dei suoi elettori.
Il PdL cambia volto. Nuovo nome e nuovo simbolo accompagnano una campagna mediatica senza precedenti.

Popolo dei Liberali 28%
Lega Nord 11,7%
Altri centro destra 4%
Coalizione Berlusconi 43,7%

FLI 5,1%
Altri (non pervenuti)

Berlusconi torna in sella è potrà pensare alla transizione morbida verso il suo delfino.
Al sicuro dalle trappole giudiziarie probabilmente non concluderà il suo mandato. Dopo un paio di anni al timone lascerà (a una donna) il compito di guidare il paese verso l'appuntamento elettorale del 2016.
La mossa bloccherà sul nascere le speranze di Bossi di vedere Tremonti (o peggio, Maroni) a Palazzo Chigi.
Questo permetterà a FLI di rientrare, nel medio periodo, all'ovile.

Il PD non reggerà alla sconfitta frantumandosi in due o tre partiti.
L'anima riformista contenderà all'IdV la leadership nell'opposizione, entrambi stimati intorno al 10%; a un'incollatura i cattolici moderati.
Il progetto di SeL evaporerà al pari del suo leader.
La balcanizzazione del PD, avrà un suo lato positivo. Permetterà la decapitazione di buona parte della sua dirigenza.
Renzi verrà presto eletto a segretario del nuovo partito riformista, mentre Civati ne curerà il blog.

Il movimento di Grillo sarà una meteora. Svanirà dopo il primo caso di concussione. Voti che andranno persi nell'astensionismo di una base tradita.

Diventare grandi 14.03.10

Nel giorno in cui la Polverini perde ogni speranza di recuperare la lista del PdL nel Lazio e a Roma si manifesta contro la crudele sorte, si aggira lo spettro del cantiere di una nuova Unione sgangherata e fallimentare come non mai.

La sfida più grande del centro sinistra oggi non è dimostrare se e in che misura Berlusconi è colpevole o il suo Governo incapace. Quanto convincere gli italiani - uno per uno, militanti compresi - di rappresentare un'alternativa alla destra, credibile e di governo.
Metabolizzato il concetto e abbandonata ogni velleità di "cantierismo" di prodiana memoria il centro sinistra sarà in grado di dettare una sua linea. Concreta. Efficace. Vincente.

Alternativa a che cosa? e in nome di chi, con quali obiettivi, con quale programma? L'idea che tutto ciò che sta all’opposizione sia di per sé potenzialmente coalizzabile, solo che lo si voglia, è antica quanto la sinistra e le sue sconfitte. Può riscaldare i cuori e accompagnarci più sereni a casa, dopo una giornata tra vecchi compagni, ma non conduce da nessuna parte. Per la buona ragione che al di fuori del teatrino autoreferenziale del centrosinistra italiano ci sono gli italiani, i quali vanno pazientemente convinti, uno per uno, non che Berlusconi sia un criminale, ma che il centrosinistra dispone di soluzioni migliori per la scuola, il lavoro, le tasse: per i problemi della gente, e anche per i loro sogni, le loro paure, le loro speranze.

Se la gnocca è bipartisan 24.02.10

Si chiama Maruska Piredda, ennesima passionaria Alitalia, è candidata per l'IdV.

Correva per le regionali nel listino di Penati in Lombardia.
Spostata poi in Liguria, in un seggio più sicuro e non senza scatenare un terremoto politico, nella lista a sostegno di Burlando.
Regione, quest'ultima, di cui conosce a malapena l'esistenza.

Codificare l'Italia dei Valori 14.02.10

Anche questo 1 Congresso dell'Italia dei valori ha confermato che nel caso di Antonio Di Pietro, la finzione e la realtà, il vero e il falso, si confondono. Cominciamo dal «falso». In un congresso di partito i delegati dovrebbero essere eletti dal basso sulla base di mozioni programmatiche differenziate. Niente di tutto ciò nell'Idv, partito «monistico», «berlusconianamente» schiacciato sulla linea del suo padre-padrone: i 3.060 delegati, a parte alcune eccezioni, sono stati nominati da circoli cittadini, quasi sempre commissariati, da colonnelli a loro volta nominati commissari da Di Pietro. L'Idv infatti è un partito «commissariato»: al primo accenno di dissenso arriva puntuale la repressione da parte del gerarca locale. I delegati del Marriot erano dunque a immagine e somiglianza del loro «tribuno» e come tali lo hanno osannato. Una precauzione inutile. Nell'Idv il culto della personalità è «spontaneo».

Pensieri sull'IdV che su questo blog circolano da un bel po' riassunti in un interessante articolo di Alberico Giostra sull'Unità.

La doppia identità di Di Pietro 06.02.10

Di Pietro continua la sua politica dei due pesi e delle due misure.
Dopo il passo falso sul viaggio in America prima smentito e poi sbugiardato. Dopo aver dichiarato che "dalle carte bollate all’olio di ricino il passo è breve" ora ha trovato necessario querelare il Corriere della Sera.

E' una strategia che a destra funziona discretamente bene da poco più di quindici anni, quella di gridare al complotto sempre e comunque e spingersi a negare l'evidenza dei fatti.
Staremo a vedere quali frutti porterà nel campo opposto.

Specchio riflesso con quel che ne consegue 03.02.10

Un Di Pietro che grida al complotto, in una perfetta imitazione dei suoi avversari politici è - al momento - l'unico fatto rilevante che emerge dalle insinuazioni sulle foto scattate durante la cena in compagnia - tra gli altri - di Contrada.

Detto questo la vicenda assume i contorni del vaporware.

Rumor esplosivi su Di Pietro 30.01.10

Sta girando la voce su una presunta ordinanza di custodia cautelare, con conseguente richiesta di arresto alla Camera di appartenenza, per Antonio Di Pietro.

[31/01 - 14:00] Divertenti aggiornamenti sul Giornale.

Casini e la mossa del cavallo 12.12.09

E' chiaro che in queste condizioni una richiesta di elezioni anticipate farebbe emergere uno schieramento repubblicano a presidio della democrazia. E poiché penso che la democrazia sia un valore io mi schiererei "senza se e senza ma" in sua difesa.

Pier Ferdinando Casini apre all'alleanza col Partito Democratico, IdV e Fini in chiave anti-Berlusconi.

Pecorelle smarrite 17.07.09

Anche l'IdV non sfugge alla presenza dei teodem.
Loro si chiamano teoleg, che sta per Italia dei Valori cattolici per la legalità, capitanati dal senatore Pedica.

Scelte di campo garantiste 17.04.09

Anna Maria Panarello, ex segretaria IDV in Liguria, abbandona il partito di Di Pietro per entrare nella Lega.

Ora non capisco più la strategia e la filosofia di Idv. La questione è soprattutto politica. Sono delusa.

Non fai in tempo a candidarlo che quello si mette nei guai 18.03.09

L'ex pm De Magistris, candidato per un posto da parlamentare europeo tra le file dell'Italia dei Valori, è stato indagato per abuso d'ufficio.

Italia dei Favori 08.02.09

Un altro motivo per non votare Di Pietro e l'IdV:

Il ddl Englaro verrà approvato anche con i voti dell'Italia dei Valori. Domani si riunirà il gruppo parlamentare del Senato e il presidente Felice Belisario darà l’indicazione di approvare il provvedimento voluto fortissimamente da Silvio Berlusconi, dopo il braccio di ferro con il capo dello Stato. Lo stesso farà martedì il presidente dei deputati dipietristi Massimo Donadi.

Oops! I did it again 19.01.09

Casciani, Italia dei Valori, passa con Alemanno cancellando il gruppo di Di Pietro dal Campidoglio.