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Ha studiato legge con Murphy.

Preservare le lingue in via di estinzione 18.04.19

Tunica, Osing, la lingua curda centrale e la lingua dei segni olandese hanno tutte un destino comune, sono tra i circa 500 idiomi considerati dall'UNESCO in via di estinzione.
Ora Daniel Bögre Udell con il progetto Wikitongues sta collaborando con volontari di tutto il mondo per creare un archivio per preservare, conservare e trasmettere le lingue che rischiano di scomparire a causa del continuo ridursi del numero dei parlanti.

L'evoluzione dell'alfabeto 04.02.19

L'evoluzione dell'alfabeto in infografica
L'evoluzione dell'alfabeto in infografica

Matt Baker grazie a una comoda infografica mostra e riassume l'evoluzione degli alfabeti a partire dal proto-sinaitico, un alfabeto lineare formato da 23 segni distinti ipoteticamente derivato dai geroglifici egizi in cui più della metà dei segni può essere fatta risalire a un prototipo egiziano.
I segni del proto-sinaitico usano per acrofonia una derivazione dai geroglifici fonetici egiziani per trascrivere una lingua semitica assegnando il suono del geroglifico al segno della lingua semitica. Un esempio è il pittogramma pronunciato *bēt, che rappresenta una casa, trascritto nel fonema /b/. Questo nome è rimasto per designare la lettera nell'alfabeto ebraico e successivamente trasmesso al greco antico. La lettera β si pronuncia infatti βητα, beta.

Le lingue più a rischio nel mondo 14.04.18

UNESCO Atlas of the World's Languages in Danger
UNESCO Atlas of the World's Languages in Danger

L'atlante delle lingue in pericolo, stilato dall'UNESCO, raccoglie gli idiomi che rischiano di scomparire a causa del numero di parlanti in continuo calo.

È il caso della lingua nlu (o nllng), parlata nell'Africa sud occidentale da appena 8 persone, tutti individui anziani della omonima popolazione. La stragrande maggioranza dei circa 500 rappresentanti della popolazione nlu sono madrelingua nama o afrikaans.
O del guardiolo (in occitano gardiòl), una varietà dialettale occitana parlata nel borgo storico di Guardia Piemontese in provincia di Cosenza di cui resistono circa 340 locutori.