Ci sono prove che suggeriscono una formazione relativamente recente (almeno dal punto di vista astronomico) degli effimeri anelli di Saturno, circa 100 milioni di anni fa. A quel tempo i dinosauri abitavano ancora la Terra.
Questo corto documentario, prodotto da BBC Earth Lab, ci svela la nascita di uno dei più affascinanti angoli del sistema Solare nato da uno spaventoso cataclisma cosmico.
Dopo un lungo silenzio radio la NASA è riuscita a ristabilire il contatto con la Voyager 2, un occasione colta da Starlight per ripercorrere il viaggio della sonda attraverso il sistema Solare e fuori dai suoi confini negli ultimi 44 anni.
Seán Doran ha montato 78.846 fotogrammi, scattati attraverso l'Atmospheric Imaging Assembly a bordo della sonda Solar Dynamics Observatory, della NASA, nel corso di un intero mese in orbita attorno al Sole. Uno sguardo ravvicinato, al tempo stesso impressionante e affascinante, alla nostra stella.
Questa animazione della NASA comprime in 2 minuti poco più di 3 giorni lunari, equivalenti a circa tre mesi terrestri, il transito della Terra e del Sole sull'orizzonte del nostro satellite naturale, ripresi dal bordo del cratere Shackleton situato al Polo Sud.
La Terra da quest'angolo è vista sottosopra rispetto alla sua normale rappresentazione e ruota al contrario, la montagna sull'orizzonte della superficie lunare è conosciuta come Malapert.
A queste latitudini il Sole, perennemente basso sull'orizzonte, produce ombre estremamente lunghe. Durante il secondo mese dell'animazione, la Terra passa davanti al Sole, creando un'eclissi di Sole.
Sappiamo che i buchi neri possono assumere dimensioni microscopiche o talmente gigantesche da essere non immediatamente comprensibili, sono tra i fenomeni più potenti ed estremi che si possono trovare nell'universo.
Kurzgesagt sintetizza in alcune animazioni una guida minima ai buchi neri. Come si formano, quanto possono crescere, qual è la loro forma, cosa succede se si raggiunge e oltrepassa l'orizzonte degli eventi e quali implicazioni hanno sulla comprensione della fisica.
Negli anni gli scienziati hanno perfezionato le diete migliori per garantire il fabbisogno nutrizionale agli astronauti, differenziando sempre di più i menu per rendere i pasti oltreché salutari anche gustosi e piacevoli.
Nonostante oggi sia possibile coltivare vegetali a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, la scelta dei cibi e la varietà degli alimenti è ancora legata in gran parte al carico utile sui veicoli spaziali. Quindi pianificare con grande anticipo e cura gli alimenti capaci si soddisfare le esigenze dietetiche degli astronuati è un compito che richiede un'attenta pianificazione, come viene descritto da Discover Magazine.
A due anni di distanza dalla prima immagine di un buco nero, catturata grazie ai dati raccolti dall'Event Horizon Telescope (EHT), gli scienziati sono riusciti ad approfondire l'analisi dei dati sino a rilasciare questa nuova immagine del buco nero supermassiccio posto al centro della galassia M87.
La nuova immagine mostra il buco nero in luce polarizzata, ciò ha permesso agli astronomi una visione più nitida dell'oggetto e la capacità di mappare le linee di orientazione del campo magnetico sull'orizzonte degli eventi.
I campi magnetici sono un elemento chiave per comprendere i processi gassosi, i getti di plasma e l'accrescimento del buco nero.
Il rover della NASA ha appena percorso i suoi primi metri sulla superficie del cratere Jezero e non c'è momento più opportuno per apprezzare la raffinata complessità tecnologica di Perseverance e del suo drone Ingenuity (il primo elicottero che volerà nella rarefatta atmosfera marziana) analizzata da Real Engineering.
L'Agenzia Spaziale Europea racconta un anno di esplorazioni che hanno aiutato a comprendere maggiormente il nostro universo e il nostro pianeta, innovazioni tecnologie, missioni spaziali a bordo della ISS, un nuovo sistema di lancio economico per satelliti e l'avvio di una nuova esplorazione umana della Luna.
I ricercatori della Liverpool John Moores University hanno scoperto una galassia fossile all'interno della Via Lattea.
Questa galassia, che è stata chiamata Heracles, è entrata in collisione ed è stata successivamente assorbita dalla Via Lattea circa 10 miliardi di anni fa.
Heracles è stata scoperta utilizzando i dati della radiazione infrarossa raccolti da APOGEE (Apache Point Observatory Galactic Evolution Experiment, ndr), che ha registrato da oltre 500.000 stelle nella nostra galassia. Secondo il team della LJMU, è stato necessario cercare nella banda infrarossa dello spettro perché il centro della Via Lattea contiene una grande quantità di polvere che oscura la luce visibile. Osservando la composizione chimica e le velocità delle stelle, gli scienziati sono stati in grado di separare le stelle native da quelle che costituivano Heracles quando le due galassie si sono scontrate.
In un futuro molto distante, e non prima di 3,75 miliardi di anni, anche la Via Lattea e la galassia di Andromeda potrebbero trasformarsi in fossili galattici in seguito alla loro ipotetica collisione e riconfigurazione all'interno di una nuova super galassia ribattezzata Lattomeda o Latdromeda.