tizianocavigliablog
Ministro ombra della narrazione.

Grazie Berlusconi 24.08.11

Nel pomeriggio è stato pubblicato su Repubblica un video volto a screditare un pessimo servizio del Tg1, facendo intendere che la testata diretta da Minzolini avesse manipolato ad arte la traduzione per mettere in bocca ad un ribelle libico le parole "grazie signor Berlusconi".

Peccato che la versione pubblicata dal giornale era stata tagliata. Nella versione integrale (ora aggiunta anche su Repubblica) si può sentire l'uomo citare chiaramente Berlusconi.

Cattiva informazione. Il male che affligge il giornalismo italiano.

Minzolini vs. Renzi, da Facebook al TG1 25.10.10

E' bastato un commento ironico di Renzi su Facebook, riguardo la faziosità del TG1 diretto da Minzolini,

veramente sorpreso dalle incredibili rivelazioni dell'Autorità di Garanzia che si è accorta oggi che Minzolini fa il Tg1 squilibrato a favore del Governo. Meno male che il Garante c'è: da soli era davvero impossibile accorgersene...

Per scatenare un campagna mediatica volta a screditare l'amministrazione Renzi e Firenze.

nota che Minzolini replica alle critiche con servizi sul TG1 contro Firenze. Firenze: il primo problema del Paese, altro che rifiuti o crisi. Una settimana fa abbiamo avuto i premi dalle bibbie americane del turismo: il Tg1 era in ferie? Dopo il mio post su Facebook, ecco i servizi contro la mia città. Sul degrado urbano noi possiamo recuperare, ma sul degrado di una professione Minzolini ha già dato il massimo...

Liberiamoci delle acca 02.05.10

Gli errori grammaticali del TG1

La nuova iniziativa del TG1.

Scusa se l'importante era dare la notizia 03.03.10

La dignità dei giornalisti 28.02.10

Caro Presidente, ti scrivo a nome mio e credo di tutti i cittadini che hanno a cuore la verità e la dignità della professione giornalistica in questo Paese. Premetto subito che qui non si tratta di destra o sinistra, della legittimità o meno del direttore del Tg1 di esporre la sua linea editoriale (personalmente credo che il direttore di un tg abbia il diritto di dire il suo pensiero, la sua opinione). Qui si tratta di deontologia professionale e della funzione fondamentale del giornalismo. Ieri il tg1 delle 13.30 come sai ha dato una notizia falsa. Ecco credo che nessuno di noi possa e debba accettare questo. Mi aspetto quindi una reazione esemplare dell’Ordine rispetto a un episodio che umilia la professione giornalistica e i cittadini.

Via Arianna Ciccone.

Parola di Minzolini 24.06.09

Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene.Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia.
[...] La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico.

Così Augusto Minzolini nel 1994.
In seguito, la nomina a direttore del Tg1, gli ha fatto cambiare idea.

Scopri le differenze 26.05.09

Vale la pena ragionare ora sulla parola "scandalo" scelta da Berlusconi. Scandalo non è una festa di Capodanno, naturalmente. Scandalose sono le troppe scene contraddittorie, alcune inventate di sana pianta ("Elio era l'autista di Craxi"; "Ho discusso con Elio di candidature"; "Ho sempre visto Noemi accompagnata dai genitori"), che il premier ha proposto all'opinione pubblica per giustificare il suo legame con una minorenne e smentire le accuse di Veronica Lario. Ma c'è in queste ore un altro scandalo e prende forma giorno dopo giorno quando un "caso politico" che interpella il presidente del consiglio - quindi, un "caso Berlusconi" - si trasforma in un "caso Noemi" che piomba come un macigno sulle spalle di una famiglia senza potere, nascosta in un angolo di Portici, alle porte di Napoli. Una famiglia oggi smarrita dal clamore che l'assedia, disorientata nell'affrontare una tensione che non è pronta a fronteggiare, priva di punti di riferimento nell'impresa di proteggere se stessa e il futuro di una figlia. C'è uno squilibrio evidente che non rende onore al più potente che chiede al più debole di difenderlo. Uno squilibrio che diventa impudente quando gli avvocati del premier minacciano di "azioni civili" e quindi economiche Gino Flaminio, un operaio che guadagna mille euro al mese, "colpevole" di aver raccontato una "verità" che centinaia di persone hanno avuto per sedici mesi sotto gli occhi.

Appare cinico il calcolo di Berlusconi e la pretesa dei consiglieri dell'"unità di crisi": deve essere la famiglia Letizia a spiegare, a raccontare, a dimostrare. Quest'urgenza, che con ogni evidenza è di Berlusconi non dei Letizia, spinge alla luce del sole una famiglia sempre riservata e gelosa della sua privacy. La obbliga ad affrontare la visibilità delle copertine dei settimanali e la curiosità dei media.

I Letizia non devono spiegare niente a nessuno, in realtà. Non sono né Noemi né Anna né Elio i protagonisti di questo affaire. Il "caso politico" ha un unico mattatore, Silvio Berlusconi, "incaricato di un pubblico servizio". E' questa responsabilità che rende necessario che il presidente del consiglio risponda alle domande che Repubblica gli ha posto. Quelle domande non nascono da un ghiribizzo, ma dalle incoerenze di una versione che non ha retto, finora, alle verifiche ed è apparsa presto soltanto un rosario di menzogne.

Sono le tre accuse di Veronica Lario ("frequenta minorenni", "non sta bene", fa eleggere "vergini che si offrono al drago") e le repliche bugiarde del capo del governo all'origine di questo "caso" politico. Non una ragazza e una famiglia di Portici.

Via La Repubblica.

Indice di ascolto 07.04.09

Se questo è giornalismo 28.12.04

Immagini dell'onda che arriva dilagando attorno ad un albergo inondando il palmeto antistante.
Il commento di Giorgino, TG1:
"Ecco, ecco, vediamo arrivare l'acqua.", pausa, "Vedete quei ragazzi, ci può aiutare il cerchietto rosso."
"Ma adesso sentiamo il rumore degli eventi", inizia a scendere la prima lacrima allo spettatore.
"Vedete, vedete! Quella donna attaccata a...".
Lo spettatore da casa: "Una palma."
Giorgino: "... attaccata a... a...".
Spettatore da casa: "Una palma! E' una palma!!!".
Giorgino: "... a... un albero!". La tentazione di cambiare canale è forte.

TG1. Cingalese che tenta di contattare (in italiano!?!?) la nonna in Sri Lanka:
"Prondo, prondo? Nona? Prondo?"

TG1: "Il disastro di questi giorni ha colpito proprio tutti."
La telecamera si sofferma a lungo su un pesce spiaggiato.

A margine il collegamento dalla Farnesina. Immagini disturbate, effetto neve, audio irregolare.
Sembrava di essere in presa diretta durante il Desert Storm, altro che un collegamento Roma-Roma.