tizianocavigliablog
See you space cowboy...

Accordo belga 08.10.11

Federalismo. E' questa la chiave per l'intesa raggiunta tra i partiti francofoni e di lingua fiamminga in Belgio, grazie alla mediazione di Elio di Rupo.
Una maggiore autonomia per le Fiandre, la Vallonia e la regione capitale di Bruxelles in materia fiscale e sanitaria.
Inoltre la legislatura federale passerà da 4 a 5 anni.

La rivoluzione fedealista del Belgio potrebbe entrare in vigore nel 2014. Ora non resta che dotare il paese di un governo a oltre un anno e mezzo dalle elezioni.

Una via di uscita per il Belgio 22.07.11

Si sta delineando una nuova apertura dei negoziati verso un compromesso capace di dare al Belgio un governo ad oltre un anno dalle elezioni.

250 giorni senza un governo 18.02.11

Il Belgio supera l'Iraq nel poco invidiabile record mondiale per il più lungo periodo in cui un paese è rimasto senza un governo.

A Bruxelles sfila l'orgoglio dell'unità 24.01.11

La manifestazione Shame a Bruxelles

Circa 40.000 persone si sono ritrovate ieri a Bruxelles, dietro ad uno striscione con la scritta "Shame", vergogna, per ricordare ai politici che il Belgio è ancora una nazione e ha bisogno di un governo stabile e duraturo.

A sette mesi dalle elezioni i partiti valloni e fiamminghi non hanno ancora trovato un accordo per formare un esecutivo. Nel frattempo il Belgio ha assunto la presidenza dell'Unione e l'ha ceduta all'Ungheria, mentre la crisi finanziaria ha continuato a fare danni economici e sociali.

Una manciata di giovani attraverso blog e social network ha saputo mobilitare la piazza. Quei belgi silenziosi che ancora credono nell'unità del loro paese e nella speranza che l'Europa si trasformi da sogno in realtà.
Idealisti, ma anche pragmatici. Non c'è giustizia sociale senza democrazia e non c'è democrazia senza un governo serio e stabile che la promuova.

La Lega e i mulini a vento 19.12.04

Un partito di governo che protesta contro il Governo per un ipotetico avvenimento che dovrebbe accadere tra una decina di anni.

Una massa di elettori che rumoreggia, senza rendersi conto che la stessa base del partito, nelle frabbrichette del nord est, impiega con profitto coloro contro cui si manifesta.

Il tutto farcito con cori da stadio, striscioni "noi e loro" e il solito razzismo basso borghese.

In campagna elettorale al peggio non vi è mai fine.

A che punto è il Belgio 31.08.10

Le speranze di formare un governo si allontanano e con loro la ripresa economica del paese.

I partiti delle due comunità non mostrano nessuna fiducia reciproca e parlano "soltanto per tramite". Pare che capo della N-Va, Bart De Wever, abbia addirittura mandato il suo autista a spiare la conferenza stampa di Di Rupo.

Ottimismo belga 16.08.10

Il governo di coalizione belga potrebbe finalmente vedere la luce dopo le elezioni di giugno.
Valloni e fiamminghi si sarebbero messi d'accordo su un maggiore trasferimento di competenze dallo stato centrale alle comunità linguistiche e alle regioni.

Il Belgio separato in casa 13.06.10

Indipendentisti fiamminghi e socialisti si aggiudicano le elezioni in Belgio, di fatto due tornate elettorali divise tra Vallonia e Fiandre.

Nelle Fiandre il movimento autonomista N-va di Bart De Wever raccoglie quasi un elettore su tre a scapito della destra xenofoba del Vlaams Belang e dei partiti tradizionali come i cristiano-democratici (Cd&V) del premier uscente Yves Leterme.

In Vallonia si impongono i socialisti di Elio Di Rupo, che potrebbe ora ricevere l'incarico di formare il nuovo governo.

E' tempo di una riforma dello stato. Questo gli elettori belgi chiedono alle loro istituzioni.
Nelle prime dichiarazioni nessuno parla della temuta secessione delle ricche e intraprendenti Fiandre, ma di certo ci si aspetta che il Belgio federale compia scelte diverse in rottura col recente passato.
Un'autonomia da riscrivere e istituzioni - doppie - più snelle. Con la crisi che morde.
Questi i problemi da affrontare per il futuro esecutivo.

Leggendo i risultati emerge evidente l'impossibilità di escludere l'N-va dalla maggioranza parlamentare e questo De Wever lo sa bene.
Per questo ha già allungato una mano ai francofoni per creare un'alleanza in grado di spingere su quelle riforme autonomiste ed economiche che più gli stanno a cuore.

Il Belgio deve morire 09.05.10

Il Belgio è oggi lo specchio più drammatico della situazione sociale e politica in cui versa l'Europa.
Diviso, insicuro, terrorizzato dal futuro, paralizzato da interessi egoisti, incapace di confrontarsi con se stesso e i suoi cittadini, ostaggio di formazioni xenofobe e anti europeiste. Debole.

Un paese senza più speranza e che ha barattato ogni ideale di unità e rinascita per rifugiarsi nell'effimera sicurezza dell'identità linguistica.
Una spinta alla balcanizzazione, quella del Belgio, che in un mondo governato da un'economia senza confini presenta un solo finale. La morte.

I'm Flemish, not Belgian. There's no loyalty to a country called Belgium. There has never been a country that has lasted so long in conditions like this.

La vergogna sfila a Bruxelles 23.01.11

La manifestazione Shame a Bruxelles

Esplode la vergogna di un Belgio da 7 mesi incapace di formare un governo, per le divergenze tra fiamminghi e valloni. La manifestazione "Shame" a Bruxelles, a favore dell'unità, vuole strigliare i politici affinché trovino un accordo per il bene dello stato che ospita le istituzioni dell'Unione Europea.

Fonte: La Stampa