tizianocavigliablog
Tattica del delirio.

Della satira e della morte 07.04.09

Vedo che qua dentro ci si sta accapigliando, e lo capisco. Provo a esprimere la mia posizione, sapendo già che sarà difficile.

Prima cosa: tengo a sottolineare che soltanto io - Stefano - decido cosa viene pubblicato e cosa no. Ringrazio chi si schiera in mia difesa, ma è una questione alla quale preferisco rispondere in prima persona, almeno per quanto riguarda la gestione del sito. Seconda cosa: qui non si censura nessuno, ma non tollererò offese nei commenti. Comunque la pensiate, siate educati. Se qualcuno sostiene di non voler più leggere questo sito, è ovvio che a me dispiace, ma è padronissimo di farlo: non occorre prenderlo in giro. Del resto è ovvio che fare vanto del proprio uscire sbattendo la porta non è il miglior modo per dare vita a un dibattito civile.

Torno a chiedere scusa a chiunque si sia sentito offeso dalla scelta di non ignorare questo argomento. Non era certo mia intenzione sminuire la tragedia o le vittime che la stessa ha causato (e non voglio dilungarmi su quanto alcune persone a me molto vicine siano in qualche modo coinvolte). Chi conosce Spinoza sa che l'ironia cerca sempre di essere strumento di un messaggio, e quando si parla di faccende così delicate sto doppiamente attento a mantenere questa linea.

Può darsi ci siano battute poco riuscite, qua in mezzo. Ci sta. Probabilmente qualcuno è stato infastidito da quella sulla Casa dello studente, che è la sola che mi pare accennare minimamente alle vittime. Probabilmente, dovessi riscrivere il post oggi, non la inserirei. Ma il punto, a quanto vedo, non sono le singole battute ma il fatto in sé di avere trattato questo argomento. E a questo voglio rispondere, a Maurizio, Ciro e agli altri.

Quel che tengo a dire è che questo fermarsi davanti alle tragedie è un costume che non mi appartiene. Non parlo di riflessioni personali; non dico che non si debba far posto alla sofferenza, o sentirsi coinvolti. Parlo semplicemente dell'abitudine a reagire alla morte come il massimo dei tabù, quasi come potessimo allontanarla da noi, non parlandone. Non ho questa barriera mentale, e ne sono felice. Per questo rifiuto fortemente di sentirmi dire "Questa cosa è talmente grossa che non ci si può scherzare" oppure "Dovete rispettare questi morti, potevano essere vostri parenti". Ecco, la chiave di tutto mi sembra questa frase, che per me è una stortura. I morti che potevano essere nostri parenti. Se ragioniamo per ipotesi, qualsiasi persona del mondo avrebbe potuto essere mio parente: io stesso avrei potuto nascere in Congo e morire di fame o di guerra a tre anni, allo stesso modo in cui avrei potuto essere sotto quelle macerie.

Certo, una morte è sempre una tragedia, e credo che tutti quelli che scrivono e leggono qua sappiano cosa vuol dire veder sparire una persona. Tutti noi abbiamo i nostri morti e saremo a nostra volta, un giorno, i morti di qualcuno. Ma dal punto di vista personale, e ancor più quello mediatico, ogni catastrofe è un'equazione piena di variabili: non possiamo negare - e lo sanno giornali e televisioni - che ci sono morti vicini e morti lontani, che ci sono guerre che ci interessano e altre di cui ce ne sbattiamo. Abbiamo inventato nazioni e confini, ed è normale sentirsi toccati da chi ci è prossimo, chi parla la nostra lingua. Questa è un'altra barriera mentale che ho scelto - ed è uno sforzo - di non avere. Il fatto è che se restassimo in silenzio davanti a ogni morte, non potremmo più parlare di niente (a partire da adesso, tra una settimana saranno morte più persone sulle nostre strade che sotto le macerie del terremoto, ma in giro è pieno di gente che ironizza sul guidare ubriachi e sui limiti dei test alcolemici, tanto per fare un controesempio). Per questo ne parliamo, come ci piace parlare di tutte le cose che succedono, cercando di metabolizzarle anche attraverso l'ironia. Non pretendo di convincere che questo sia l'approccio migliore: è uno dei tanti possibili. Ma credo meriti rispetto, più che un invito a vergognarsi.

I media sanno bene come far leva su queste cose, quando raccontano storie di morte. Si condiscono i resoconti degli aggettivi più abusati, si cercano i volti di chi ha perso tutto, si cerca di strappare parole a chi sceglie il silenzio, disonorandolo nel peggiore dei modi. E' lì che ci si dovrebbe fermare. Ma queste cose ormai le digeriamo ogni giorno, anziché tirare una ciabatta al televisore o fare coriandoli del giornale che abbiamo tra le mani. E' ovvio che poi ci troviamo di fronte a un post così e ci sembra spiazzante e irrispettoso. Detto questo, invito a una lettura un po' meno superficiale delle battute. Qualcuno lo ha già detto, e molto meglio di me, che non abbiamo scherzato sui morti. Il post non riguarda minimamente le persone che soffrono (alle quali mi sento vicino, né più ne meno di chi si è indignato per il medesimo) quanto un certo tipo di politica televisiva, e il bel modo di certi suoi esponenti di farsi belli davanti alle catastrofi. Su questo possiamo, e vogliamo, puntare il dito.

PS. Non accetto discorsi del tipo "A scherzare su queste cose si fa vincere Berlusconi", bla bla bla, e sto paio di palle. Ricordo che il nostro capo di governo usa raccontare - anche in sedi istituzionali - barzellette sui tumori, sull'aids, sui lager, sulla pena di morte. E qualcuno lo vota nonostante questo, e anzi forse anche per questo. Accetto di buon grado che si discuta sull'ironia inopportuna: c'è sempre da imparare, e la sensibilità altrui è un buon metro di valutazione. Ma non rompetemi i coglioni tirando fuori Berlusconi, per favore. Altrimenti mi tocca chiedervi perché cazzo lo votate, invece di scrivere sulla scheda: Col cazzo che raccontavi una barzelletta sull'aids se ci era morto un tuo parente, coglione.

Via Spinoza.

Due passi sotto la Lanterna 19.03.09

Google Street View sbarca anche in Liguria.
Ad essere onesti la copertura di Genova lascia alquanto a desiderare.

Fattore Bersani 03.12.12

Le spread tra BTP decennali e Bund oggi è sceso sotto i 300 punti base. Ai minimi da marzo.

P.S.: sul fattore Bersani si scherza, ma neanche troppo.

Deflorato 16.02.06

Sì, precisamente parliamo di Immanuel e del suo singolo "Bukkake".
Per chi non sapesse cos'è un bukkake, beh...
... fatevi una ricerca su Google.

Come descrivere l'album di Casto Immanuel, Deflorato, diciamo che è qualcosa che non ti aspetti.
Provocatorio, orecchiabile, fresco, controcorrente, ma anche musicalmente ineccepibile.

Il sogno è che diventi il singolo dell'estate.
Che dico dell'estate, dell'anno.

Discografia completa e download di alcuni brani del casto divo, qui.

P.S.: consiglio anche "Io la do", "Il coraggio dell'analità" e "Fist fucking".

Technorati Tags: , casto divo, , .

Un altro incidente petrolifero nel Golfo del Messico 02.09.10

L'incendio sulla Mariner Energy

Incidente sulla piattaforma petrolifera Mariner Energy nel Golfo del Messico, davanti alle coste della Louisiana.

Salvi i tredici dipendenti. Nessun rischio ambientale.
Questa volta è andata bene.

L'Australia divisa in due 21.08.10

Pareggio. Testa a testa. Parlamento in bilico. Questa la situazione in Australia a seguito del voto di oggi, dopo la fulminea campagna elettorale seguita all'allontanamento del primo ministro Kevin Rudd.
Julia Gillard che ne ha preso il posto ha fatto male i suoi calcoli, basati su un'iniziale euforia dei sondaggi nei suoi confronti.
Spingendo il paese al voto ne ha di fatto consegnato la metà alla Coalizione, guidata dal liberale Tony Abbott.

Quattro cose sono ora chiare a tutti.
Nessun partito ha conquistato i 76 seggi necessari per una maggioranza stabile. Non succedeva dalla Seconda Guerra Mondiale.
Il Labor ha perso la maggioranza ed è l'unico partito che è arretrato.
Tony Abbott ha saputo sfruttare la sua innata indole populista per far breccia tra gli australiani. Si è già dichiarato vincitore forte del successo elettorale, anche se la carenza di seggi lo costringerà a dover trovare scomode alleanze.
Gli indipendenti e i Verdi saranno l'ago della bilancia. Il partito ambientalista di Bob Brown conquista oltre l'11% dei voti scrutinati, decidendo di fatto l'esito delle consultazioni.
In Senato tutti guarderanno a lui.

Quella volta che Charlie Brown fece un home run 13.02.10

L'ultima striscia domenicale dei Peanuts

Dieci anni fa veniva pubblicata l'ultima striscia domenicale dei Peanuts. Charles Monroe Schulz moriva il giorno prima.

La prima striscia dei Peanuts

Una striscia ininterrotta dal 2 ottobre del 1950. Senza contare le strisce dei Li'l Folks degli anni quaranta.

La striscia dei Peanuts del 29 marzo 1993
La striscia dei Peanuts del 30 marzo 1993

Bisognerà aspettare il 30 marzo 1993 per vedere Charlie Brown compiere il suo primo home run al nono inning e vincere la partita (partita iniziata nella striscia del 23 marzo). In una serie che si concluderà solo il 21 agosto di quello stesso anno con una seconda partita vinta, un secondo fuoricampo...

La striscia dei Peanuts del 28 giugno 1993
La striscia dei Peanuts del 29 giugno 1993
La striscia dei Peanuts del 30 giugno 1993
La striscia dei Peanuts del 1 luglio 1993
La striscia dei Peanuts del 2 luglio 1993

... e un colpo di scena finale.

La striscia dei Peanuts del 18 agosto 1993
La striscia dei Peanuts del 19 agosto 1993
La striscia dei Peanuts del 20 agosto 1993
La striscia dei Peanuts del 21 agosto 1993

Sempre due ce ne sono 27.09.09

Né più né meno. Un maestro e un apprendista.

La prima pagina del Manifesto che ritrae il Papa e Berlusconi, dal titolo Papi

Giallo-neri 27.09.09

L'articolo su Spiegel Online

Altri quattro anni di Merkel.

Non facciamo scherzi 04.08.08

Mi domando se "Il cavaliere oscuro" non inizi a portare rogna.

Il tempo delle scelte coraggiose 09.02.08

Impegnamoci affinché la pratica delle primarie diventi la norma all'interno del Partito Democratico.

Lasciamo che la decisione presa a Pisa resti un caso, magari fisiologico durante la nascita di un nuovo grande soggetto politico, ma pur sempre isolato.

La caldera dell'Olympus Mons ad alta risoluzione 21.01.16

La caldera dell'Olympus Mons

L'ESA ha pubblicato la prima immagine ad alta risoluzione dell'Olympus Mons, il titanico vulcano a scudo che sorge nella regione marziana di Tharsis alto 22 km e dal diametro di oltre 610 km. La caldera del vulcano, qui ripresa, è stata fotografata dalla sonda Mars Express.

Fonte: ESA

Il selfie marziano di Curiosity 13.10.15

Il rover della NASA Curiosity su Marte

Il rover della NASA Curiosity ha scattato il suo autoritratto su Marte durante la sua fase di perforazione dell'arenaria al sito Big Sky, sul monte Sharp, all'interno del cratere Gale. Il selfie è composto da decine di immagini riprese attraverso la fotocamera montata sul Mars Hand Lens Imager (MAHLI), il braccio robotico del rover che nella foto compare solo come un'ombra sul terreno.

Fonte: NASA

Il base jumping alla KL Tower 05.10.15

Base jumper si lanciano dalla KL Tower

Base jumper da tutto il mondo si sono dati appuntamento a 421 metri di altezza, sulla torre per le telecomunicazioni della metropoli malese, per la 15esima edizione del Kuala Lumpur Tower International Base Jump.

Il selfie di Curiosity dalle Pahrump Hills su Marte 26.02.15

Il rover Curiosity su Marte

La NASA ha pubblicato un collage di immagini che ritraggono il rover Curiosity sulle Pahrump Hills, il sito su cui ha lavoranto negli ultimi cinque mesi. Il Mars Science Laboratory, atterrato su Marte il 6 agosto del 2012, sta analizzando dozzine di campioni del terreno e di roccia per investigare sulla passata e presente capacità del pianeta rosso di sostenere la vita.

Fonte: ANSA

Beagle 2 è stato ritrovato intatto su Marte 16.01.15

Il sito di atterraggio del lander Beagle 2

L'Agenzia Spaziale Europea ha comunicato il ritrovamento, dopo 11 anni di ricerche, del lander stazionario Beagle 2 grazie alle immagini riprese da HiRise, la telecamera montata sulla sonda Mars Reconnaissance Orbiter della NASA. Per molti anni si ipotizzò che durante la discesa un guasto avesse fatto schiantare il lander. Al contrario Beagle 2, frutto del lavoro di un consorzio britannico per cercare tracce di vita sul pianeta, atterrò correttamente sulla superficie marziana il 25 dicembre 2003, ma non riuscì ad aprire tutti i suoi pannelli solari oscurando l'antenna e impedendo al lander di comunicare i suoi dati o di ricevere comandi dalla Terra. Beagle 2 raggiunse il pianeta rosso a bordo della sonda ESA Mars Express che, al contrario del lander, riuscì a compiere la sua missione di esplorazione senza problemi.

Curiosity trivella Marte 10.02.13

La trivellazione di Curiosity su Marte

Il rover della NASA Curiosity ha trivellato per la prima volta il suolo marziano prelevando un campione da analizzare alla ricerca di possibili condizioni ambientali favorevoli ad ospitare forme di vita.

Fonte: Space

Rocce marziane di notte 28.01.13

La prima foto di Marte scattata da Curiosity di notte

Il rover della NASA Curiosity ha scattato la sua prima foto di Marte di notte. Il soggetto, illuminato da LED ultravioletti, è la roccia denominata Sayunei.

Curiosity raggiunge il cratere Gale su Marte 06.08.12

Curiosity scende su Marte

La discesa su Marte del rover della NASA Curiosity catturata dalla fotocamera della sonda Mars Reconnaissance Orbiter.

Fonte: HiRISE