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I ponti di New York

Wow   19.08.23  

Michael Wyetzner di Architectural Digest parla dei cinque ponti che hanno contribuito a plasmare il futuro della città di New York.
Un tempo, infatti, i traghetti erano l'unico modo per viaggiare tra i cinque quartieri di New York, ma grazie alla costruzione di questi ponti la città ha assunto la conformazione urbanistica e sociale che ancora oggi conosciamo.

Il ponte di Brooklyn, un'icona riconosciuta a livello mondiale, è stato completato nel 1883 ed è stato il primo ponte sospeso in acciaio del mondo. Ha fornito un collegamento vitale tra Manhattan e Brooklyn, aprendo nuove possibilità di sviluppo e creando un simbolo di unità per la città.
Il ponte Hell Gate, situato nel quartiere di Queens, ha una struttura imponente e offre una vista spettacolare sul fiume East River. Costruito nel 1917, ha contribuito a facilitare il trasporto tra Manhattan e Queens, migliorando notevolmente la connettività tra le due aree.
Il ponte High Bridge, situato nel Bronx, risale al 1848. Inizialmente progettato come acquedotto, è diventato anche un passaggio pedonale e ciclabile, offrendo una vista panoramica sul fiume Harlem.
Il ponte di Macombs Dam, anch'esso nel Bronx, è uno dei ponti più antichi di New York. Costruito nel 1895, ha fornito un importante collegamento tra il Bronx e Manhattan, agevolando il flusso di persone e merci tra le due zone.
Infine, il ponte George Washington collega New York al New Jersey ed è uno dei ponti più trafficati del mondo. Completato nel 1931, è una maestosa struttura che rappresenta un importante collegamento tra le due sponde del fiume Hudson.

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Il David di Michelangelo analizzato e spiegato

Wow   10.08.23  

Michelangelo è stato il primo artista superstar. Scultore, pittore, architetto, poeta e ingegnere. Un outsider toccato dal genio. La sua statua del David, la più famosa al mondo, personifica l'estetica dell'arte del Rinascimento, la politica della Firenze del XVI secolo e la virtuosità tecnica della scultura greca.

James Payne, di Great Art Explained analizza l'opera più famosa di Michelangelo e scopre che va oltre la semplice rappresentazione di una storia biblica.
La statua di David, alta oltre cinque metri, raffigura il leggendario eroe biblico nel momento in cui si prepara a combattere contro Golia, il gigante filisteo. Questa scultura tuttavia cattura l'essenza stessa della perfezione umana, esprimendo la bellezza ideale e l'armonia del corpo umano.
La figura di David è rappresentata nella sua nudità, con una postura elegante e un'espressione concentrata. Michelangelo ha dato vita a una figura dinamica, che sembra pronta a muoversi da un momento all'altro. L'attenzione ai dettagli anatomici è sorprendente, con muscoli, vene e ossa resi in maniera realistica. Questa meticolosità tecnica e il senso del movimento danno alla statua un realismo straordinario.
Oltre alla sua maestria artistica, Michelangelo era anche un acuto osservatore politico. La statua di David è stata commissionata dal governo della Repubblica di Firenze come simbolo di libertà e indipendenza. David, il giovane pastore che sconfisse il tiranno Golia, rappresentava l'ideale del cittadino fiorentino che poteva lottare contro l'oppressione e difendere i propri diritti. La statua era la rappresentazione plastica della grandezza e la gloria di Firenze come potenza politica ed economica.

La creazione del David di Michelangelo fu un'impresa titanica. La scultura venne realizzata a partire da un enorme blocco di marmo di Carrara, che era stato trascurato per molti anni. Michelangelo impiegò tre anni per completare l'opera, lavorando con una determinazione incrollabile. La sua abilità di scultore gli permise di liberare la figura dalla pietra, dando vita a un capolavoro senza precedenti.

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Quando la rappresentazione della realtà quotidiana divenne arte

Wow   27.07.23  

Prima del XVI secolo l'arte raffigurava quasi esclusivamente immagini religiose, figure mitologiche e ritratti di persone ricche che potevano permettersi un dipinto. Dopotutto, erano proprio queste ultime a pagare per l'arte.
Nel 1500 tuttavia qualcosa cambiò e lo fece anche l'arte. Le scuole filosofiche si ampliarono, interessandosi alle masse non educate, e il processo di stampa rese l'arte più accessibile alle persone comuni.
Gli stessi artisti scoprirono di poter plasmare il pensiero pubblico mostrando come vivevano le persone comuni. Questo fu reso popolare dall'artista olandese Pieter Bruegel il Vecchio, che realizzò stampe di scene quotidiane che attiravano un pubblico più vasto. I suoi quadri successivi erano frutto della sua visione del mondo e spesso avevano un tono satirico. Da quel momento, divenne consueto per gli artisti raffigurare il mondo così com'era, anziché limitarsi a ciò che veniva loro commissionato di dipingere, come racconta Nerdwriter.

Questo cambiamento nella rappresentazione artistica segnò una svolta significativa nella storia dell'arte. Gli artisti iniziarono a esplorare la vita quotidiana, i paesaggi naturali e le scene di mercato, portando avanti una nuova concezione dell'arte come mezzo per descrivere la realtà sociale e culturale.
Con il passare del tempo, questa tendenza si diffuse in tutto il continente europeo, influenzando numerosi artisti e movimenti artistici. La pittura rinascimentale, ad esempio, abbracciò la rappresentazione della vita quotidiana e l'umanizzazione dei soggetti. Artisti del calibro di Vermeer, Rembrandt e Caravaggio dipinsero scene di vita realistica, catturando l'essenza delle persone e dei luoghi con una maestria senza precedenti.
L'arte divenne uno strumento di comunicazione che rifletteva la diversità e la complessità del mondo reale.

L'impatto di questo cambiamento artistico va oltre il mondo dell'arte. La rappresentazione della realtà quotidiana nelle opere d'arte ha contribuito a modellare la percezione della società stessa. Ha sollevato questioni sociali, politiche e culturali, fornendo un riflesso critico della condizione umana. Gli artisti non erano più semplici esecutori di commissioni, ma divennero osservatori attenti e commentatori della vita intorno a loro.
Oggi, l'eredità di questa rivoluzione si riflette ancora nella nostra comprensione dell'arte e nella sua funzione nella società. Continuiamo tutt'oggi a cercare opere che ci diano uno sguardo autentico sulla vita, che ci stimolino a riflettere sulle nostre esperienze e che ci connettano con il mondo che ci circonda.

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I colori delle cose

Wow   20.07.23  

Ti sei mai chiesto perché le gomme da masticare erano rosa? O perché le matite numero 2 sono gialle come le palline da tennis e i dollari verdi?
Chi ha scelto questi colori e perché proprio quelle tonalità?

Dietro ogni decisione c'è sempre una storia, non soltanto derivata dal marketing, ma spesso dovuta a fattori esterni o a scelte logiche.
Scopriamo alcune di queste storie raccontate da Weird History.

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Il messaggio di progresso sociale nell'arte di Keith Haring

Wow   16.07.23  

Keith Haring è stato uno dei più importanti artisti americani del XX secolo. Nato nel 1958, Haring ha studiato alla School of Visual Arts di New York, dove ha sviluppato uno stile unico e immediatamente riconoscibile, caratterizzato da linee fluide, colori vivaci e immagini iconiche.
Come racconta Great Art Explained, Haring è diventato famoso negli anni '80, quando ha iniziato a dipingere sui muri della metropolitana di New York, portando l'arte contemporanea in luoghi pubblici e rendendola accessibile a tutti. Le sue opere, spesso realizzate con vernice spray, rappresentavano figure stilizzate, animali, simboli e messaggi politici, e trasmettevano un senso di gioia e di energia.

L'arte di Haring non era solo estetica: aveva un forte messaggio sociale e politico. Haring si impegnava attivamente nella lotta contro l'AIDS, denunciando l'omofobia e la discriminazione, e promuovendo la prevenzione e la consapevolezza attraverso le sue opere.
Haring credeva che l'arte dovesse essere uno strumento di cambiamento sociale e di emancipazione. Ha saputo unire l'estetica e la politica, portando il suo messaggio nelle strade e nei cuori delle persone.

La sua eredità è un monito per tutti noi, affinché la creatività e la bellezza possano essere sempre strumenti di cambiamento e di progresso sociale.

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Il caratteristico design dei diner americani

Wow   16.07.23  

Il particolare design delle tavole calde americane ha radici profonde nella storia del paese.
Come spiega l'architetto Michael Wyetzner, in un video di Architectural Digest, lo stile dei primi diner prese spunto dai treni, in particolare dalle carrozze ristorante. Infatti, il nome stesso "diner" deriva proprio da dining car, ovvero la carrozza ristorante.
Tra gli elementi di design che si ritrovano nei diner, molti sono stati pensati per soddisfare le esigenze di chi mangiava su un treno: i banchi e i tavoli a seduta singola, la cucina a vista e così via.
Ma il design dei diner americani non è rimasto fermo al passato. Con l'avvento dell'automobile e dei viaggi nello spazio, i diner hanno continuato a evolversi. Ad esempio, la forma esterna dei diner è diventata sempre più aerodinamica, simile a quella di un'astronave.

Inoltre, nei diner si è sviluppato un vero e proprio stile, con elementi iconici come il pavimento a scacchi, i tavoli con i divanetti, le lampade globulari e il jukebox.
Il design dei diner americani è diventato sinonimo della cultura popolare del paese, e continua a influenzare l'estetica di locali come i fast food e i ristoranti all you can eat e a ispirare designer e architetti di tutto il mondo.

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Il più vecchio McDonald's ancora in attività

Wow   11.07.23  

Il McDonald's di Downey, in California, non è il primo aperto dalla catena di fast food, ma è il più vecchio ancora in attività e tutt'ora mantiene la sua architettura con gli iconici archi al neon e la mascot Speedee sull'insegna.

Come racconta Mashed, il McDonald's di Downey è un simbolo della storia della multinazionale e della cultura americana del fast food. Rimasto inalterato per così tanto tempo, è stato preservato come un tesoro storico dalla sua comunità locale, che ha voluto mantenere intatto il suo aspetto originale. La sua posizione come uno dei pochi ristoranti McDonald's rimasti intatti, rende questo luogo unico e affascinante per i visitatori.

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La pagina che ha cambiato la storia dei fumetti

Wow   04.07.23  

Bernard Krigstein è stato uno dei più importanti e influenti creatori di fumetti del XX secolo. La sua storia più famosa, Impact apparve nel 1955 su EC Comics, cambiando per sempre il mondo dei fumetti. Tuttavia, pochi anni dopo, Krigstein abbandonò il disegno per sempre dedicandosi alla carriera di insegnante presso la High School of Art and Design di New York, dove ha influenzato e ispirato molte generazioni di studenti.

Matttt racconta cosa ha reso celebri quelle pagine e perché un artista così talentuoso, che aveva lavorato per grandi editori come Marvel, DC ed EC Comics, abbandonò la sua carriera nel mondo dei fumetti.

La risposta è complessa e articolata.
In parte, Krigstein abbandonò i fumetti a causa della censura sempre più rigorosa che si stava diffondendo negli anni '50. Fu rilevante anche la sua passione per l'insegnamento e infine c'era il tema della qualità. Krigstein era infatti insoddisfatto del modo in cui la maggior parte dei fumetti venivano prodotti, sentendosi limitato dalla mancanza di spazio e di tempo per sviluppare le sue storie.
La sua opera, che si distingueva per l'uso innovativo della composizione delle pagine e delle sequenze narrative, richiedeva spazi e tempistiche più ampie rispetto a quello che l'industria dei fumetti dell'epoca poteva concedergli.

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Computer d'epoca in miniatura

Wow   11.06.23  

Il designer Nicolas Temese, crea dettagliati modelli in scala e repliche di computer e mainframe d'epoca, sia reali sia immaginari.

Alcuni suoi diorami, del progetto Miniatua, includono il computer War Operations Plan Response (WOPR) del film del 1983 WarGames, il rivoluzionario IBM Personal Computer 5150 del 1981, l'IBM 704 il primo computer prodotto in serie in grado di eseguire calcoli in virgola mobile e l'IBM 1401 del 1959.

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