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Chewbacca, vita e opere

Geek   24.04.20  

Perché la sua arma è così diversa da quella di tutti gli altri personaggi della saga? Perché parla con quel linguaggio gutturale quando chiaramente comprende lingue diverse? Chewbacca è il suo vero nome?

Looper scava nel passato dell'iconico Wookiee di Star Wars per raccontare la sua vita e gli aspetti culturali della sua razza così come sono stati descritti negli ultimi 40 e passa anni nell'universo, canonico e non, ambientato in quella galassia lontana, lontana.

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I misteri di Mercurio che dovrà scoprire la missione BepiColombo dell'ESA

Geek   23.04.20  
Mercurio in falsi colori fotografato dalla sonda MESSENGER
Mercurio in falsi colori fotografato dalla sonda MESSENGER

La missione dell'ESA BepiColombo dovrà rispondere nei prossimi anni a cinque domande sul pianeta Mercurio: come si formato, se c'è davvero acqua sul pianeta, se Mercurio è geologicamente attivo, perché la sua superficie è così scura e come mai ha un campo magnetico.

Per scoprirlo la missione, che porta il nome del matematico e astronomo Giuseppe Colombo, esplorerà il pianeta grazie in una serie di sorvoli, a partire da ottobre 2021 e poi entrando in orbita nel dicembre 2025, attraverso gli strumenti destinati allo studio della superficie, dell'esosfera e della composizione interna del pianeta montati sul Mercury Planetary Orbiter (MPO) e al Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO) che studierà la magnetosfera del pianeta.

Prima di raggiungere Mercurio, BepiColombo sorvolerà per due volte Venere, nell'ottobre di quest'anno e nell'agosto del 2021, per sfruttarne l'effetto fionda dato dalla spinta gravitazionale del pianeta.

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Animali che potrebbero essere Pokémon

Geek   20.04.20  
Gimnosomata
Gimnosomata

Rebecca Helm, professoressa di biologia all'Università della Carolina del Nord, ha selezionato e pubblicato su Twitter immagini e video di creature marine dai colori e dalle forme così straordinarie da assomigliare a Pokémon.

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Il rapporto di Apple sulla mobilità durante la pandemia di COVID-19

Geek   15.04.20  
Il rapporto di Apple sulla mobilità durante la pandemia di COVID-19
Il rapporto di Apple sulla mobilità durante la pandemia di COVID-19

Come Google anche Apple ha analizzato i dati di localizzazione aggregati anonimamente dagli iPhone per stilare un rapporto sui cambiamenti avvenuti nella mobilità delle persone in seguito alla pandemia globale di COVID-19 e al distanziamento sociale.

In dettaglio la situazione in Italia.

Il rapporto di Apple sulla mobilità in Italia durante la pandemia di COVID-19
Il rapporto di Apple sulla mobilità in Italia durante la pandemia di COVID-19
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I progetti originali della Statua della Libertà

Geek   15.04.20  
Il progetto originale della Statua della Libertà di Gustave Eiffel
Il progetto originale della Statua della Libertà di Gustave Eiffel

La Smithsonian Magazine racconta la storia dei progetti originali, creduti perduti per sempre e ritrovati lo scorso anno, e dei disegni preparatori per la costruzione della Statua della Libertà, firmati da Gustave Eiffel e annotati dello scultore Frédéric Auguste Bartholdi.

Berenson pensa che i disegni possano definire qualcosa che gli storici sospettavano da tempo ma non sono stati in grado di dimostrare: che Bartholdi ha ignorato i piani ingegneristici di Eiffel quando si è trattato del braccio rialzato della statua, scegliendo di renderlo più sottile e inclinato verso l'esterno per un aspetto drammatico ed estetico. Diversi disegni sembrano rappresentare una spalla più voluminosa e un braccio più verticale, una disposizione più strutturalmente solida. Ma uno di questi schizzi [...] è stato contrassegnato da una mano non identificata con inchiostro rosso che inclina il braccio verso l'esterno, come voleva Bartholdi. "Questo potrebbe essere la prova di un cambiamento decisivo per la realizzazione della vera Statua della Libertà", afferma Berenson. "Sembra che qualcuno stia cercando di capire come cambiare l'angolazione del braccio senza distruggere il supporto."

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Le tradizioni di Pasqua nel mondo

Geek   12.04.20  

Dalle uova di cioccolato alle campane volanti. Google racconta su Arts & Culture otto tipiche tradizioni pasquali di vari paesi del mondo.

Se tornassimo indietro di 200 anni, le uniche uova di Pasqua disponibili erano uova vere (sebbene splendidamente decorate). Fu solo agli inizi del XIX secolo che i pasticcieri europei escogitarono furbamente un piano per crearne un'alternativa dolce.

Sono i cioccolatieri francesi e tedeschi ad avere il merito di aver inventato le uova di cioccolata, sebbene fossero molto scure e amare quando furono realizzate per la prima volta. A quell'epoca il cioccolato era così costoso che le uova potevano essere acquistate solo dalle famiglie più abbienti. Inoltre, le uova di Pasqua disponibili al tempo non erano vuote all'interno, perché i pasticcieri del tempo non avevano ancora trovato il modo di modellare il cioccolato con facilità.

Nel 1828, l'inventore olandese Van Houten creò una pressa in grado di separare efficacemente il burro di cacao necessario per ottenere un cioccolato più morbido e modellabile a partire dai semi di cacao. In seguito, nel 1866, i fratelli Cadbury introdussero un metodo per produrre burro di cacao in grandi quantità. A questo punto le uova potevano essere prodotte in serie e potevano anche essere vuote all'interno, per poi essere riempite con mandorle caramellate o dolci.

La vendita delle uova di Pasqua diventò una vera e propria tradizione grazie a Cadbury, che introdusse uova di cioccolato al latte nel 1905, le quali si rivelarono estremamente popolari.

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La missione dell'Apollo 13 in diretta

Geek   11.04.20  
La Terra vista dall'orbita lunare
La Terra vista dall'orbita lunare

In occasione del 50° anniversario del lancio dell'Apollo 13, la NASA ha ricreato la missione trasmettendo in streming l'audio e i video originali per rivivere l'incredibile storia di quel fallimento di successo.

L'incidente

Dopo 55 ore dal lancio della missione, a 321.860 chilometri dalla Terra, il serbatoio 2, uno dei quattro serbatoi di ossigeno del modulo di comando e servizio (CSM) esplose dopo la richiesta del Controllo missione, fatta all'equipaggio, di miscelare l'ossigeno nei serbatoi per impedirne la stratificazione. All'avvio della miscelazione, i cavi che portavano corrente al miscelatore andarono in corto circuito, creando una scintilla che, nell'ambiente ricco di ossigeno del serbatoio, incendiò l'isolamento del cavo.

Il fuoco causò un aumento di pressione sopra il massimo consentito di 7 MPa nel serbatoio, che esplose danneggiando diverse parti del Modulo di Servizio, incluso il serbatoio dell'ossigeno numero 1. All'epoca del fatto, però, la causa non fu subito chiara e ci fu chi ipotizzò l'impatto con un meteorite. L'equipaggio comunicò al Mission Control l'evento con il messaggio che divenne celebre, letteralmente "Okay, Houston, abbiamo avuto un problema qui".

Conseguenze dell'incidente

A causa della perdita di due serbatoi dell'ossigeno del Modulo di Servizio e considerata la quantità di ossigeno richiesta dalle apparecchiature della navicella Apollo, si decise l'interruzione immediata della missione. Stante l'incertezza circa l'integrità dell'unico propulsore che equipaggiava il CSM, fu scelto di eseguire un passaggio attorno alla Luna e di riprendere la rotta verso la Terra, utilizzando quindi una traiettoria circumlunare di ritorno libero. Considerando la grande pressione a cui erano sottoposti sia i tre astronauti a bordo sia i tecnici a terra, fu necessaria una considerevole ingegnosità per portare in salvo l'equipaggio, con tutto il mondo che seguiva l'avvicendarsi dei drammatici eventi in televisione. Il rifugio che salvò la vita all'equipaggio fu il Modulo Lunare (attraccato al Modulo di Comando e utilizzato come "scialuppa di salvataggio"). Uno dei problemi principali del salvataggio fu che il LEM, che era predisposto per ospitare due persone per due giorni, si ritrovava invece a dover ospitare tre persone per quattro giorni di viaggio. I filtri dell'anidride carbonica del LEM non erano sufficienti per un carico di lavoro simile ed i filtri di ricambio del Modulo di Comando non erano compatibili al LEM; un adattatore fu costruito dagli astronauti con i materiali presenti sulla navicella. Fu scelto di utilizzare il LEM come modulo di salvataggio perché il Modulo di Servizio (che sarebbe stato teoricamente preferibile) aveva subito gravi danni al sistema di alimentazione e quindi sarebbe stato impossibile renderlo operativo. Le batterie di emergenza avevano una durata di dieci ore, quindi il Modulo di Comando sarebbe stato utilizzabile solo nella fase di rientro in atmosfera.

Per compiere un ritorno sicuro sulla Terra, la traiettoria della navicella venne cambiata notevolmente. Tale cambio di rotta non sarebbe stato difficile utilizzando la propulsione del motore del Modulo di Servizio. Tuttavia i controllori dalla Terra, non sapendo l'esatta entità del danno, preferirono evitare l'uso di tale propulsore, e per correggere la traiettoria del rientro venne utilizzato il motore di discesa del Modulo Lunare. Solo dopo lunghe ed estenuanti discussioni gli ingegneri decisero che era fattibile una manovra di quel tipo, quindi gli astronauti accesero una prima volta il motore del LEM dopo l'attraversamento della Luna, per acquistare velocità, e una seconda per una correzione in corsa. Questo destò non poche preoccupazioni, dato che il motore di discesa del LEM non era stato progettato per essere acceso più di una volta.

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La quarantena lunare delle missioni Apollo

Geek   10.04.20  

Vox racconta perché si rese necessaria una quarantena per gli equipaggi delle prime missioni del programma Apollo che raggiunsero la Luna.

L'immagine dei tre astronauti rinchiusi in un caravan Airstream, convertito nel Mobile quarantine facility, a colloquio con il presidente Nixon è entrata nella storia.
Neil Armstrong, Michael Collins e Buzz Aldrin rimasero in isolamento per 21 giorni dopo il loro ritorno sulla Terra e Armstrong festeggiò anche il suo compleanno all'interno del MQF.
La preoccupazione per una qualche forma di malattia aliena o "peste lunare" era tale da consigliare un eccesso di zelo negli ambienti della NASA per proteggere la vita sul nostro pianeta.
Anche gli equipaggi dell'Apollo 12 e 14 subirono la stessa sorte, mentre per l'Apollo 13 non fu necessaria nessuna quarantena visto che non raggiunse mai la superficie del nostro satellite naturale per una serie di sfortunati eventi.
Per tutte le successive missioni lunari, dall'Apollo 15 al 17, la NASA non ritenne più necessario imporre la quarantena forzata al ritorno degli astronauti.

Ancora oggi agli equipaggi di missioni spaziali viene imposta una quarantena, normalmente di una durata di due settimane prima della partenza, per limitare possibili rischi di contagi o di insorgenza di malattie una volta decollati.

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Dare un nome a ogni colore del modello RGB

Geek   09.04.20  

Classificare il mondo che ci circonda è una delle cose che ci riesce meglio, dunque perché non applicare la tassonomia anche ai colori?
Colornames si propone di dare un nome ai milioni di colori che compongono il modello RGB grazie alla collaborazione di tutti. Ognuno può infatti proporre e votare un nuovo nome per un colore particolare.

Al momento il progetto ha trovato un nome a oltre un milione di colori, poco più del 6% dell'obiettivo finale.

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