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Res Publica archivio

Wasabi

Res publica   07.10.16  

La maggior parte del wasabi che si mangia al ristorante non è in realtà ravanello giapponese, ma più semplicemnte rafano.
La Wasabia japonica è considerata una pianta estremamente difficile da coltivare tra quelle in commercio.
Great Big Story ci porta nel Giappone più profondo alla scoperta di questa pianta così apprezzata della cucina nipponica.

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8 anni di Obama

Res publica   03.10.16  

Barack Obama nel 2008 e nel 2016

8 anni di presidenza Obama ripercorsa passo passo dal New York Magazine.

All presidencies are historic. But no president since at least LBJ, and probably FDR, has arrived in Washington at a moment of greater historic urgency than Barack Obama. The man who took that oath of office seemed cut from American folklore — a neophyte politician elected senator only four years before, a prodigious and preacherly orator from the "Land of Lincoln" and the South Side of Chicago of the Great Migration. An embodiment not just of the American Dream as it had been imagined by the Greatest Generation of his own maternal grandparents but of a new version, too, one that might be embraced by his daughters — global, utopian-ish, post-boomer, "post-racial."

More than "hope," Obama's candidacy promised "one America." It is the deep irony of his presidency, and for Obama himself probably the tragedy, that the past eight years saw the country fiercely divided against itself. The president still managed to get a ridiculous amount done, advancing an unusually progressive agenda. But however Americans end up remembering the Obama years decades from now, one thing we can say for sure is that it did not feel, at the time, like an unmitigated liberal triumph. It felt like a cold civil war.

Or a never-breaking political fever. There was the tea-party rage and Occupy Wall Street. Every other week, it seemed, a new shooting. Each movement was met by a countermovement, and yet, somehow, both the left and the right were invigorated, watched over by a president marked so deeply by temperamental centrism even his supporters called him Spock. Whether you noticed or not, our culture was shaken to its core. There was a whole new civil-rights era, both for those whose skin color and for those whose love was long met by prejudice. The first iPhone was released during the 2008 campaign. We got our news from Facebook, debated consent, and took down Bill Cosby. Elon Musk built a spaceship to Mars.

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101 iniziative per migliorare la tua città

Res publica   27.09.16  

101 piccole soluzioni per aumentare la qualità della vita e migliorare la percezione delle nostre città e dei nostri quartieri, raccolte nella lista stilata da Curbed.

5. Start documenting your street. Share the beauty of your surroundings, whether it's through an Instagram hashtag or a personal photo project. Once you start snapping pictures of everyday life there’s no telling what you’ll find or who you'll meet.

[...] 17. Turn infrastructure into t-shirts. It's a simple way to achieve instant street cred. German art group Raubdruckerin uses a "pirate printing" technique that, in essence, screenprints manhole covers, a process that creates graphic T-shirts with a clever connection to different European cities.

[...] 79. Screen a movie outdoors. An impromptu movie night isn't as hard to organize as it may sound. From a small gathering with neighbors to a larger, site-specific, artistic spectacular, cinema can expand horizons and bring people together. This guide on how to set up your own screening offers tips on how to host your owns screening, whether it's on an actual screen or the side of a building.

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Essere base jumper

Res publica   21.09.16  

Divertimento, adrenalina e una dose di paura. La realtà del base jumping in un documentario di 20 minuti girato tra gli splendidi paesaggi del Colorado.

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Ciampi e l'euro

Res publica   16.09.16  

L'eredita politica di Carlo Azeglio Ciampi nella creazione della moneta unica europea.

Una vita nel solco dell'euro. Prima come governatore della Banca d'Italia, poi come presidente del Consiglio e ministro del Tesoro e, infine, come presidente della Repubblica. E' dal Quirinale che Carlo Azeglio Ciampi assistette all'entrata in circolazione della moneta unica europea il primo gennaio 2002. Un traguardo storico, raggiunto grazie agli sforzi dell'allora ministro del Tesoro che tra il 1996 e il 1999 aiutò i governi Prodi e D'Alema a centrare gli obiettivi fissati da Maastricht per entrare subito nell'euro.

L'economista con l'intuito politico di un grande statista.

Ciampi si definì un giorno "cittadino europeo nato in terra d'Italia". Nel solco dei grandi europeisti, cercava con passione una unità del continente che avrebbe debellato per sempre le guerre che per secoli avevano insanguinato l'Europa. Da economista, sapeva che i fili degli scambi e del commercio sono le corde più resistenti per tenere i popoli stretti in un abbraccio produttivo. Ma ci voleva di più. Ci voleva un simbolo di unità possente e permanente. E cosa di meglio che rinunciare a quel potente simbolo identitario che è la moneta nazionale?

La vittoriosa battaglia condotta da Ciampi sul tasso di cambio del rientro della lira nel Sistema Monetario Europeo.

Ciampi allora aveva già 76 anni, ma condusse il negoziato fino a notte fonda con un’energia impressionante. Riuscì a chiudere l’accordo su un tasso di cambio centrale lira-marco nello Sme a quota 990, gettando le basi per la conversione nell’euro a 1936,27 lire che sarebbe rimasta fino ad oggi. Quella notte determinò il futuro del Paese. Win Duisenberg, il governatore della Banca d'Olanda che sarebbe diventato il primo presidente della Banca centrale europea, uscì apparentemente infuriato per quella che era stata una vittoria dell'Italia. Fingeva per la platea dei giornalisti: vecchio amico di Ciampi, al quale doveva preziosi favori, quella notte aveva ricambiato aiutandolo nel negoziato a porte chiuse.

L'intervista, pubblicata su Il Sole 24 Ore del 4 maggio 1998, nel giorno della nascita dell'euro.

Guardi, vorrei ricordare quanto ha detto il cancelliere dello Scacchiere, Gordon Brown, nel chiudere la seconda riunione dell'Ecofin. Ha sottolineato il valore storico di quanto è stato deciso, e lo ha fatto con forza e convinzione, ancor più apprezzabile se si considera che tale giudizio viene dal rappresentante di un Paese che non prende parte almeno per ora alla moneta unica. Questa per me è la migliore risposta agli interrogativi che vengono posti sull'esito del Consiglio europeo.

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La vittoria politica della rivoluzione degli ombrelli

Res publica   05.09.16  

I leader della proteste di piazza a Hong Kong nel 2014, tra cui Nathan Law Kwun-chung, entrano per la prima volta nel Consiglio legislativo, il parlamento della Regione Amministrativa Speciale, dopo una vittoria senza precedenti del fronte democratico, in un'elezione caratterizzata da un'alta affluenza accolta con una certa freddezza dal regime di Pechino.

I 70 seggi del Consiglio legislativo sono eletti con un sistema multiplo che consente ai cittadini di eleggerne 35. Altri 30 sono vengono nominati da grandi elettori corporativi, mentre i restanti 5 sono considerati super seggi aperti solo a gruppi professionali.

From student leader to legislator, Nathan Law Kwun-chung transformed himself into one of the most popular Legislative Council candidates this year – and the youngest ever elected.
That title was previously held by veteran Democrat James To Kun-sun when he was elected in 1991 at the more advanced age of 28.

The 50,818 votes that swept Law into a legislative seat on Hong Kong Island reflected "support as well as trust" he said on Monday as he celebrated the first electoral victory of a student leader of the 2014 Occupy protests.

Law, who now heads the new Demosisto political party, became secretary-general of the Federation of Students following the 79-day pro-democracy movement in the city two years ago. He was one of five student leaders back then who sat at the negotiating table opposite Hong Kong's leading officials, led by Chief Secretary Carrie Lam Cheng Yuet-ngor.

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Apple, l'Irlanda e il fisco in Europa

Res publica   31.08.16  

La decisione della Commissione Europea, per iniziativa della commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, che intima al governo irlandese di riscuotere ad Apple fino a 13 miliardi di euro più interessi di presunte tasse arretrate riassume la sclerotica politica fiscale del Vecchio Continente.

La Commissione Europea ha lanciato un'iniziativa che vuole riscrivere la storia di Apple in Europa, ignorare le normative fiscali irlandesi e sovvertire così l’intero meccanismo fiscale internazionale. Il parere della Commissione emesso il 30 agosto sostiene che l'Irlanda avrebbe riservato a Apple un trattamento fiscale di favore. È un’affermazione che non trova alcun fondamento nei fatti o nella legge. Noi non abbiamo mai chiesto, né tantomeno ricevuto, alcun trattamento speciale. Ora ci troviamo in una posizione anomala: ci viene ordinato di versare retroattivamente tasse aggiuntive a un governo che afferma che non gli dobbiamo niente più di quanto abbiamo già pagato.

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La storia dell'alfabeto hangul

Res publica   23.08.16  

Sino al XV secolo il coreano esisteva solo come una lingua parlata. La scrittura era basata su caratteri cinesi la cui complessità limitava l'alfabetizzazione alle sole elite del paese.
Damn Interesting racconta come a partire dal 1430 Sejong Daewang, quarto re della dinastia Joseon, sviluppò l'idea di creare un alfabeto coreano basato sui suoni della lingua parlata, l'hangul, rendendo la scrittura accessibile alle masse.

In the late 1430s and early 1440s, a certain Korean scholar embarked on a massively ambitious project, working almost single-handedly and spurred on largely by personal interest. Although the Korean language had existed for almost 1,500 years, it had never had its own dedicated writing system. Korean writers had long tended to rely on Chinese writing, which was logographic—that is, it was a system of symbols that stood for concepts. Adapting the Chinese characters to Korean meant borrowing some Chinese symbols because of the way they were pronounced, and others because of the concept they conveyed.

This approach had centuries of tradition behind it, but it was not ideal. In particular, Korean had more prefixes, suffixes, and short grammatical words (e.g., prepositions) than Chinese did, and Chinese logographs were not well-suited to capturing these. More practically, learning the thousands of Chinese characters required a good deal of study, which meant that only the most well-educated Koreans could read and write. The Korean scholar in question was determined to bring literacy to the masses. His insight was that they needed an alphabet—that is, a writing system based entirely on pronunciation, and one that required far fewer characters than the logographs.

A differenza del sistema di scrittura cinese, basato su logogrammi, l'hangul è un alfabeto fonetico. Ogni carattere rappresenta una sillaba che è la composizione grafica di due o tre suoni elementari che la compongono; a ciascuno di questi suoni elementari corrisponde un simbolo, detto jamo.

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L'Unione Europea ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro 2016

Res publica   22.08.16  

Bandiera olimpica dell'Unione Europea

Ecco come sarebbe andata se l'Unione Europea avesse partecipato con una squadra unificata ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro 2016.
Il totale medaglie segna un nuovo massimo assoluto dal 1992. Gli ori sono 14 in più rispetto all'edizione casalinga di Londra, superando per la prima volta quota 100.

Rio de Janeiro 2016 Tot.
Unione Europea 106 109 110 325
Stati Uniti d'America 45 37 38 120
Cina 26 18 26 70
Russia 19 18 19 56
Giappone 12 8 21 41

Com'è andata l'Europa da Barcellona 1992 a Pechino 2008 e a Londra 2012.

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