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Spazio, ultima frontiera.

La caduta dell'imperatore Claudio 04.05.10

Repubblica prepara il conto alla rovescia per le dimissioni di Scajola.

Dicevano non sarebbe mai finita 04.05.10

Le dimissioni del ministro Scajola

Ricordando Scajola.

Aspettando Scajola 03.05.10

Tra la mozione di sfiducia chiesta da Di Pietro e l'attesa per l'audizione del 14 maggio, con il successivo passaggio alle camere, l'affaire Scajola diventa sempre più incontenibile ogni giorno che passa.
Sempre più indifendibile. Sempre più isolato.

Mascroscopiche menzogne 30.04.10

Si allarga l'inchiesta di Repubblica attorno all'affaire Scajola e ai 900 mila euro in nero che avrebbe ricevuto da Diego Anemone - uno dei costruttori al centro dello scandalo che interessa la Protezione Civile - per l'acquisto di una casa nel centro storico di Roma, di fronte al Colosseo.

Quattro testimonianze, un atto notarile e numerose tracce bancarie documentano ora che il ministro per lo Sviluppo economico conosceva la provenienza degli 80 assegni "neri" che, nel luglio del 2004, per un valore di 900 mila euro, pagarono più della metà della sua casa al 2 di via del Fagutale. Le testimonianze – oggi agli atti dell'inchiesta di Perugia sulla "cricca" dei Grandi Appalti – provano che di quegli assegni, il giorno del rogito, il ministro era materialmente in possesso. Di più: dimostrano che Scajola, pure assolutamente consapevole del prezzo reale di vendita – 1 milione e 710 mila euro – di quel magnifico appartamento che affaccia sul Colosseo, dispose che quella cifra venisse dissimulata, dichiarando di fronte a un notaio che era pari a soli 600 mila euro. Perché il Fisco non vedesse, ma, soprattutto, perché venisse così cancellata ogni traccia di almeno due circostanze: i 200 mila euro in contanti che, poco tempo prima dell'acquisto, aveva consegnato alle venditrici e il suo legame con l'architetto Angelo Zampolini, la "tasca" del costruttore Diego Anemone, il professionista, oggi indagato per riciclaggio, da cui aveva ricevuto quegli 80 assegni.

Appaltato al caffè 11.02.10

Berlusconi "Bertolaso non si tocca". C'è chi è pagato profumatamente per farlo al posto suo.

Via demopazzia.