tizianocavigliablog
Habemus blogger.

YouTube lancia i contenuti premium con film e serie tv 18.04.09

Google ha annunciato di aver siglato accordi con Sony, CBS, MGM, Lionsgate, Starz e BBC per la pubblicazione di film e serie tv su YouTube.
I contenuti, inseriti in una apposita sezione premium, comprenderanno annunci pubblicitari.

La mossa prevista da tempo è da leggersi nell'ottica dell'accesa sfida tutta americana con Hulu.

Chi è Jens Stoltenberg 28.03.14

La risposta alla violenza è ancora più democrazia. Ancora più umanità. Ma mai ingenuità.

Il nuovo segretario generale della NATO, ex presidente della Norvegia durante la strage di Utoya, che succederà a Anders Fogh Rasmussen a partire dal primo ottobre nel profilo della Reuters.

Alle 18:00 arriva la Tigre 29.04.05

Il cd di Mac OS X 10.4 'Tiger'L'ora "X" stà per scattare.
L'aggiornamento di Mac OS X, atteso spasmodicamente dagli utenti della "Mela", finalmente è qualcosa di reale.

Tiger arriva carico di novità sia a livello grafico sia sotto l'aspetto delle funzionalità.
Quelle nuove sono oltre 200.

Si presenta come il sistema operativo migliore del mondo.
Beh non vedo l'ora di metterci le mani sopra per confermare o smentire tale affermazione.

Liberate i mastini della guerra 26.04.11

Il Governo è pronto a bombardamenti mirati sulla Libia, con La Russa ministro della difesa e Frattini agli esteri.
Vi vedo fiduciosi.

Libero Blog: l'aggregatore atipico 22.02.05

Beh c'è che Libero ha attivato questo nuovo canale: Libero Blog.
Embeh? Direte voi.
Tanto meglio finalmente un canale che riguarda i bloggers.

Il fatto che questo nuovo canale si basa su una redazione che "setaccia e costituisce una base di blogger affidabili e competenti e utilizza i loro contenuti per la compilazione di Libero Blog".
In pratica un aggregatore.

Sono arrivato a scoprire tutto questo grazie ai referrer, dato che è stato pubblicato un mio post.

Ora non che mi faccia schifo essere pubblicato, anzi ne sono lusingato e non me lo sarei mai più aspettato che Libero mi considerasse un "blogger di fiducia", ma mi stupisce francamente il comportamento della redazione.

Avrei gradito ricevere preventivamente una e-mail informativa.
Preciso: è chiaro che avrei dato immediatamente il consenso.

Tuttavia non capisco il motivo di fare tutto questo di nascosto.

Gizoogle: il primo search engine hip-hop 21.02.05

Tradurre pagine web e trovare parole in slang hip-hop oggi è possibile grazie a questo simpatico clone di Google:

Gizoogle

Vieni avanti cretino 20.02.05

Il popolo della pace ancora una volta fa rosicare l'inutile cretino.
Per Luciana, Florence e Hussein.

Gli interessi in Libia e l'intervento militare 21.03.11

C'è almeno un punto su cui il fronte dei pacifisti ha assolutamente ragione, gli interessi in Libia giocano un ruolo fondamentale. E questo vale per tutti gli schieramenti.

Se Russia, Cina, India, Germania e Brasile si sono astenute in Consiglio di Sicurezza alle Nazioni Unite lo hanno fatto non certo per amore della fratellanza dei popoli, ma altresì per specifici interessi economici e geopolitici.
La Russia ha ancora il dente avvelenato per aver dovuto rinunciare a milioni di euro di commesse militari in Libia.
La Cina mal sopporta le rivolte africane. La paura che la democrazia dilaghi mina la sua stabilità interna e rischia di indebolire la sua penetrazione nel continente.
L'India persegue la sua politica di neutralità terzista portata avanti sin dalla fine della seconda guerra mondiale alla testa dei paesi non allineati.
Il Basile ha sempre più bisogno di smarcarsi, senza contrapporsi frontalmente, dal potente alleato nordamericano per ritagliarsi il suo spazio di manovra come potenza regionale emergente.
In Germania si sente odore di elezioni.
In molti di questi paesi poi esistono forti componenti secessioniste che mosse dagli sviluppi politici nel mondo arabo potrebbrero generare nuove fonti di instabilità. Pensiamo alla Cecenia, agli Uiguri e al Tibet, solo per citare i più noti.
Persino nel nostro piccolo giardinetto recintato di prostitute e ricatti federalisti l'unico interesse della Lega Nord contro l'intervento militare è dettato dalla mera paura di ondate immigratorie.

Sarebbe stupido negare che anche l'occidente ha il suo interesse ad essere presente in Libia, ma non bisogna dimenticare che già da anni faceva affari con il rais di Tripoli e con enorme profitto.

L'intervento militare non è privo di rischi, ma è probabilmente la scelta più giusta - e forse tardiva - sul piatto delle opzioni.
La via politica e diplomatica è fallita per l'impermeabilità di Gheddafi alla trattativa. Più volte e da più parti pressioni e offerte di uscite di scena onorevoli sono state poste di fronte al rais e tutti conosciamo le sue risposte, un misto di minacce e farneticamenti.
La guerra civile mieteva vittime inermi ben prima che gli aerei della coalizione scaldassero i motori.
La no fly zone per essere imposta ha bisogno di smantellare la capacità dell'avversario di accedere liberamente al cielo e inibire i suoi tentativi di forzare il blocco, per questo è necessario rendere inoffensive basi, aerei, postazioni mobili e contraerea del nemico. E lo si fa sganciando bombe, disturbando le comunicazione e lanciando razzi.

Giovedì il colonnello Gheddafi era sul punto di schiacciare in modo definitivo la rivolta e aveva iniziato a mettere in pratica la minaccia di stanare e giustiziare i ribelli. Oggi il rischio maggiore è che lo scenario di guerra possa di nuovo impantanassi in uno stallo con una nuova, ma non decisiva, avanzata del fronte rivoluzionario.

La missione, al contrario della guerra del 2003 mossa contro Saddam Hussein, ha il preventivo avvallo delle Nazioni Unite, l'esplicita richiesta dei rivoltosi e il benestare della Lega Araba con tanto di aerei del Qatar che prendono parte all'operazione Odyssey Dawn. I recenti ripensamenti di quest'ultima vanno letti nell'ambito della strategia di tenere il piede in due staffe: non scontentare i popoli arabi desiderosi di riforme e democrazia, ma neppure gettare troppa enfasi sull'invio della cavalleria. In fondo molti dei membri del consesso sono alle prese con manifestazioni analoghe e rivolte interne che potrebbero degenerare e richiedere nuovi interventi mirati.
Qui non si tratta di esportare la democrazia bensì di proteggere un popolo che ha chiesto il nostro aiuto per mettere fine ai massacri, gettando quindi le basi per attuare in futuro quelle riforme che creino le potenzialità per un ripristino dei diritti umani.

Restano i dubbi se l'intervento militare sortirà gli effetti previsti, come anticipato prima non è detto che i ribelli siano in grado di sconfiggere le truppe lealiste sul campo. Eppure proprio l'intervento potrebbe sortire effetti prima insperati di nuove e determinanti defezioni tra le file del regime. E se anche tutto dovesse concludersi per il meglio rimane il dubbio su quale volto assumerà la Libia di domani. Anche se a bocce ferme un mondo in cui Gheddafi non può più nuocere è sempre preferibile a quello in cui il colonnello ha in mano le leve del comando.

Restare a guardare il massacro libico senza alzare un dito sarebbe, al netto di ogni interesse, ignavia.
Reiterare gli errori di un passato di disimpegno di fronte a massacri di civili, basti pensare al Ruanda, sarebbe stato inaccettabile.

Inizia l'operazione Odyssey Dawn sulla Libia 19.03.11

Caccia francesi al decollo

Lancio di un missile Tomahawk da una nave americana

La diretta dell'attacco delle forze aero navali NATO contro gli obiettivi sensibili dell'esercito libico del colonnello Gheddafi per istituire la no fly zone decisa dalle Nazioni Unite.

Un idolo assoluto 18.12.05

Edgardo Piantieri, componente della direzione provinciale DS di Teramo, "ringrazia" il governo per gli aumenti in busta paga.
E' un idolo.

La risposta del mondo alla crisi libica 09.03.11

Resta confusa la situazione strategica nella parte occidentale della Libia, dove le truppe fedeli al colonnello Gheddafi da quasi una settimana tentano una controffensiva per riprendere le città conquistate dai ribelli.
Zone d'ombra che si riproporrebbero anche all'interno della stessa famiglia del leader libico, dove non tutti sarebbero d'accordo a continuare il sistematico massacro contro i rivoltosi.

Si delinea meglio invece, ad ogni ora che passa, la strategia della comunità internazionale in risposta alla crisi. USA e UE sembrano ormai d'accordo nello stabilire una zona di interdizione al volo sopra la Libia.
Una risoluzione per istituirla sarebbe pronta per essere presentata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Unione Africana e Lega Araba - in un primo momento contraria all'ipotesi - avrebbero raggiunto un accordo di massima per un intervento a guida NATO, ascoltate anche le richieste degli stessi ribelli.
La Cina fa sapere, in via del tutto confidenziale, di essere pronta a sostenere la no-fly zone. La Russia tentenna in attesa di capire quale opzione favorirebbe maggiormente i suoi interessi.
Verrebbe esclusa per il momento ogni azione militare di terra, considerata controproducente sia sotto il profilo politico dall'Unione Europea sia dal punto di vista militare dalla stessa Alleanza atlantica.

Per rendere efficace e sicura la no-fly zone sarebbe comunque necessaria una preventiva missione aereo navale per colpire stazioni radar, difese antiaeree e antimissile e un bombardamento delle piste di decollo dei caccia libici.
Una missione che necessariamente vedrebbe in prima linea le basi aeree italiane e il upporto logistico della portaerei Cavour, nonché l'impiego di unità navali della NATO con manovre dalla base di Napoli. Gli USA sono già presenti davanti alle coste della Libia con due navi portaelicotteri e intercettori a decollo verticale.

Questo spiega la confusione delle dichiarazioni ministeriali in una crescente paura per la mancanza di capacità e strategie che possano preservare gli interessi del paese davanti agli impegni internazionali e dall'imbarazzo per gli stretti legami personali tra il premier Berlusconi e Gheddafi. ENEL intanto fa sapere che il protrarsi della crisi potrebbe causare problemi di approvigionamento a partire dal prossimo inverno.

L'interventismo in Libia 24.02.11

Le ragioni di Rocca, dalle pagine del Sole 24 Ore, per un auspicato intervento italiano e internazionale in Libia, mentre il regime di Gheddafi è intento a sedare la rivolta a colpi di artiglieria ad al-Zawiyah, trenta chilometri a ovest di Tripoli.

Le dichiarazioni italiane, le prese di posizione europee, le condanne delle Nazioni Unite non bastano. Mettere in guardia sul rischio del fondamentalismo islamico, nel caso il regime quarantennale di Muammar Gheddafi dovesse finalmente cadere, non serve assolutamente a nulla se, nel frattempo, a Bengasi e a Tripoli e nelle altre città libiche le milizie del Colonnello continuano a sparare ad altezza d'uomo sui manifestanti. La priorità è fermare il massacro, poi contenere gli effetti dell'inevitabile caduta del regime e, infine, aiutare il processo di ricostruzione del paese. Questo è il nostro interesse nazionale, oltre che la cosa giusta, etica e morale da fare.

[...] L'idea del ministro Franco Frattini, secondo cui non è compito dell'Europa interferire negli affari interni della Libia, non è solo miope, sbagliata e fondata sull'illusione che il regime alla fine si salverà. E' anche diametralmente opposta a un'ormai consolidata politica estera italiana, condivisa dai governi di centro-sinistra (Somalia, Serbia, Albania, Libano) e di centro-destra (Iraq e Afghanistan) e incentrata sul diritto all'ingerenza democratica e sul dovere d'intervenire per fermare i massacri a pochi chilometri di distanza da casa nostra.

[14:34] Secondo Anders Fogh Rasmussen, segretario generale della NATO, l'Alleanza atlantica non ha alcun piano di intervento in Libia.

La NATO post Guerra Fredda 20.11.10

The citizens of our countries rely on NATO to defend Allied nations, to deploy robust military forces where and when required for our security, and to help promote common security with our partners around the globe. While the world is changing, NATO's essential mission will remain the same: to ensure that the Alliance remains an unparalleled community of freedom, peace, security and shared values.

Difendere gli interessi dell'Occidente dentro e fuori i suoi confini. L'Alleanza Atlantica supera gli schematismi della Guerra Fredda per prepararsi alle sfide asimmetriche del nuovo millennio.

Istituzioni, ruoli e regole nella nuova UE 29.10.04

L'EuroparlamentoPARLAMENTO EUROPEO Esercita, insieme al Consiglio, le funzioni legislative e di bilancio. Elegge il presidente della Commissione e ratifica la nomina del ministro degli esteri e dei commissari. Vede aumentati i suoi poteri di co-decisione ed ha l'ultima parola su tutte le spese dell'Unione. E' composto da un massimo di 750 membri. Gli stati, in base alla popolazione, avranno un minimo di sei deputati ed un massimo di 96.

CONSIGLIO EUROPEO Tale organismo viene ora istituzionalizzato. Ha l'incarico di dare all'Unione gli impulsi necessari al suo sviluppo e definire orientamenti e priorità politiche generali. Non esercita alcuna funzione legislativa. E' composto dai capi di stato e di governo degli stati membri, dal suo presidente e da quello della Commissione. Il ministro degli esteri partecipa ai lavori.

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO Novità introdotta dalla Costituzione: presiede i lavori del Consiglio europeo, ne assicura preparazione e continuità. Ha la rappresentanza esterna dell'Unione "senza pregiudizio delle responsabilità del ministro degli esteri". E' eletto dal Consiglio europeo per un mandato di 30 mesi, rinnovabile una volta. Può far parte di altre istituzioni europee, non può avere mandati nazionali.

CONSIGLIO DEI MINISTRI Insieme all'Europarlamento svolge funzioni legislative e di bilancio. E' composto da un rappresentante di ogni stato membro a livello ministeriale per ciascuna delle sue formazioni. Ad eccezione di quello Esteri la presidenza di ogni consiglio viene fatta a rotazione ugualitaria da un gruppo di tre paesi per diciotto mesi.

COMMISSIONE EUROPEA Promuove l'interesse generale europeo e prende le iniziative appropriate a tale fine. Verifica il rispetto della Costituzione e l'applicazione del diritto dell'Unione sotto il controllo della Corte di giustizia. Promuove ogni atto legislativo salvo quelli per cui la Costituzione dispone altrimenti. Assicura la rappresentanza esterna dell'Unione tranne su politica estera e difesa comune, promuove la programmazione annuale e pluriennale. E' composta da un commissario per ogni stato membro fino alla seconda legislatura dopo l'approvazione della Costituzione. Successivamente (presumibilmente dal 2014) i suoi componenti saranno ridotti ai due terzi degli stati membri, salvo diversa decisione presa all'unanimità dal Consiglio europeo.

PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE Definisce gli orientamenti nel quadro in cui la Commissione esercita la sua missione, sceglie i commissari, può nominare dei vicepresidenti della Commissione. E' eletto dall'Europarlamento su proposta del Consiglio europeo.

MINISTRO DEGLI ESTERI Contribuisce all'elaborazione di una politica estera, di sicurezza e di difesa comune. Presiede il Consiglio affari esteri. E' vicepresidente della Commissione. Viene eletto dal Consiglio europeo d'accordo con il presidente della Commissione e con ratifica dell'Europarlamento.

PROCEDURE LEGISLATIVE La Costituzione provvede ad una drastica riduzione. Erano oltre venti sono state limitate ad un terzo.

CORTE DI GIUSTIZIA Assicura il rispetto dei diritti nell'interpretazione e l'applicazione della Costituzione. Comprende anche il tribunale di grande istanza ed i tribunali speciali. E' formata da un giudice per ogni stato membro.

MAGGIORANZA QUALIFICATA A partire dal 2009 sara' basata sul 55 per cento degli stati membri, con un minimo transitorio di quindici che rappresentino almeno il 65 per cento della popolazione complessiva. Quando le decisioni riguardano provvedimenti che non sono proposti dalla Commissione o dal ministro degli esteri, per la maggioranza occorrono il 72 per cento degli stati, pari ad almeno il 65 per cento della popolazione. Resta il diritto di veto in tema di fiscalità e ci sono formule di maggioranza diverse per la cooperazione giudiziaria, la politica sociale sociale e quella estera. Sono facilitate, in alcuni settori, le cooperazioni rafforzate.

GOVERNANCE ECONOMICA La Costituzione attribuisce più poteri alla Commissione nella sorveglianza dei conti pubblici nella sola fase di verifica di deficit eccessivo, ma non in quella sulle misure per ridurlo. Ai paesi dell'eurozona è attribuito il potere di valutare l'ingresso di nuovi membri in Eurolandia. Viene allegata una dichiarazione in cui si riafferma l'impegno a rispettare il dettato del Patto di stabilità.

DIRITTO DI INIZIATIVA POPOLARE Se un milione di cittadini europei, suddivisi su un numero di paesi ancora da determinare, lo richiede, la Commissione sarà invitata ad adottare un' iniziativa legislativa.

Indovina chi viene a Kabul 20.10.10

Trattative segrete tra il governo Karzai e leader talebani della shura di Quetta e Peshawar e la rete Haqqani, con il supporto della NATO, sarebbero in corso nei pressi di Kabul. E' quanto rivela lo scoop del New York Times.

Farli partecipare attivamente alla vita politica del paese, cambiarli dall'interno invece di stanarli grotta per grotta.
La nuova illuminata strategia per cercare una pace duratura nel pantano afghano potrebbe davvero essere la chiave di volta dopo nove anni di conflitto.

Sempre in fuga sulla motoretta 06.07.10

Le voci sulla cattura del Mullah Omar si rincorrono incontrollate come qualche mese fa.

Sulle tracce del Mullah Omar 22.04.10

L'agenzia cinese Xinhua riporta che il Mullah Omar e altri leader taliban sarebbero stati catturati dalle forze della NATO.

[19:21] Non sono emerse altre notizie sulla vicenda che a questo punto si può derubricare tra le voci incontrollate. Mi piace pensare al Mullah Omar ancora una volta in fuga sulla sua motocicletta e la benda nera sull'occhio.

Tuli tulipan 22.02.10

La crisi politica nei Paesi Bassi, con la conseguente caduta del governo di Balkenende, mette in allarme la NATO e in discussione la missione in Afghanistan.

Mi ami? E mi pensi? Ma quanto mi pensi? 04.04.09

The Italian leader has developed a reputation for gaffes, outspoken comments and playful behaviour, even on the world stage.

Il salto dei paracadutisti 12.04.16

Paracadutisti della NATO durante l'esercitazione Saber Junction 16

Paracadutisti dalla US Army 173 ° Airborne Brigade, della 16 Air Assault Brigade del Regno Unito e della Brigata paracadutisti Folgore dell'Esercito Italiano saltano in formazione nell'ambito dell'esercitazione congiunta della NATO Saber Junction 16, nel campo di Hohenfels in Germania. Oltre 1.200 paracadutisti e decine di automezzi ed equipaggiamento aviotrasportato hanno partecipato a una delle più grandi esercitazioni svolte regolarmente dalla NATO. Alla Saber Junction 16 partecipano 16 nazioni, tra paesi membri dell'Alleanza Atlantica e partner europei, con quasi 5.000 uomini.

La NATO in azione nel porto di Tripoli 20.05.11

La nave della marina libica colpita dalla NATO

Nella notte jet della NATO hanno bombardato, danneggiando gravemente cinque imbarcazioni della guardia costiera e una nave da guerra della marina libica ancorate nel porto di Tripoli

Fonte: PhotoBlog

I ribelli libici tornano ad avanzare 27.03.11

Ribelli libici festeggiano la nuova avanzata

Nuovo capovolgimento di fronte nella guerra libica. I ribelli sono tornati ad avanzare riconquistando città e posizioni abbandonate dall'esercito lealista del colonnello Gheddafi, concentrato ora sul bombardamento di Misurata. Il nuovo comando NATO, con sede a Napoli, ha preso in carico la gestione strategica della no fly zone cambiando nome in codice all'operazione, da Odyssey Dawn a Unified protector.

Fonte: Guardian

Alla Nato il controllo della no-fly zone 24.03.11

Passaggio di munizioni su di un tank libico

Nel giorno in cui un caccia francese abbatte il primo jet libico che ha infranto l'area di non volo, l'Alleanza atlantica riceve il consenso unanime a guidare e pianificare il mantenimento della no fly zone. Alla coalizione per il momento resta il comando per le operazioni contro obiettivi a terra. Gli insorti tornano a guadagnare terreno. Ad Ajdabiya una brigata lealista starebbe trattando la resa con i ribelli.

Ruolo chiave della NATO in Libia 22.03.11

Un ribelle libico prega con a fianco un lanciarazzi

Sul fronte libico fallisce l'offensiva lealista a Zintan, mentre caccia dell'alleanza ingaggiano un aereo del regime diretto a Bengasi. Intanto l'alleanza decide di consegnare alla NATO a guida della missione ONU per imporre la no fly zone sui cieli libici.

La NATO colpisce i primi obiettivi in Libia 19.03.11

Caccia NATO pronto al decollo

La NATO sfera l'attacco aero navale contro obiettivi militari in Libia. L'operazione internazionale Odyssey Dawn, sotto il cappello delle Nazioni Unite, ha l'obiettivo di creare una no fly zone per impedire a Gheddafi di reiterare i bombardamenti sulla popolazione civile.

Fonte: Guardian

La nuova NATO e l'Europa 19.11.10

Il summit della NATO a Lisbona

Scudo antimissile, ritiro dall'Afghanistan entro il 2014, nuovo ruolo per l'Unione Europea e una partnership con la Russia. La nuova NATO riparte da Lisbona.

Fonte: Guardian