tizianocavigliablog
Fa il quarto uomo a mahjong.

Infographic 23.04.09

Un esempio di infographic

E altri 50 straordinari esempi di infographics.

Google Latitude 04.02.09

Villariade 19.01.09

Villari:

non vogliono che la Commissione funzioni, ma esclusivamente la disponibilità del mio incarico, la poltrona.

Loro, eh?

L'accordo sul nucleare iraniano spiegato in breve 02.04.15

Il riassunto di Vox sull'accordo quadro tra l'Iran e i 5+1 per rimandare di qualche lustro la minaccia atomica di Teheran.

An important note: the deal is not yet finalized, and it is not particularly detailed. Thursday's announcement is only for the basic framework. Negotiators will continue to meet over the coming months to develop a complete, detailed agreement based on these terms. The deadline is June 30, but negotiations could collapse before then. However, this is a major step toward reaching a full agreement and thus potentially ending the world's yearslong standoff with Iran over its nuclear program.

Essere femminista 23.09.14

Quello di Emma Watson è uno dei discorsi più potenti mai pronunciati all'ONU sull'uguaglianza di genere e sul femminismo.

Io voglio che gli uomini si prendano questo mantello. Così le loro figlie, sorelle e madri potranno essere libere da pregiudizi, ma anche i loro stessi figli avranno il permesso di sentirsi vulnerabili e recuperare quelle parti di sé che hanno abbandonato ritornando così ad essere completi.

Un discorso che ha anche la qualità di far emergere il machismo ipocrita dell'uomo della strada; a leggere i commenti a riguardo sul Corriere della Sera si capisce infatti quanto il maschilismo sia strisciante e che non lo si avverta come tale, nascondendolo tra le pieghe di una più moralmente accettabile esaltazione della diversità.
Il sessismo come ultimo baluardo di persone terrorizzate, perché impreparate ai naturali cambiamenti dell'evoluzione sociale. Niente che una buona dose di istruzione (a suo tempo) non avrebbe potuto sanare.

Le Nazioni Unite condannano l'annessione della Crimea 27.03.14

La votazione sulla Crimea alle Nazioni Unite

Con 100 voti a favore, 11 contrari e 58 astenuti l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione non vincolante nella quale si condanna il referendum in Crimea e l'annessione russa della penisola.
Tra i dieci sostenitori della Russia si annoverano alcune tra le più acclamate dittature e oligarchie mondiali: Siria, Corea del Nord, Venezuela, Bielorussia, Cuba, Bolivia, Armenia, Sudan, Nicaragua e Zimbabwe. Il club Putin.

L'hanno rubato a Putin e Barilla 11.10.13

Oggi c'è gente che si indigna (si indigna!) nell'apprendere la notizia del Premio Nobel per la pace assegnato all'OPCW, l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di contenere, verificare e debellare la minaccia delle armi di distruzione di massa chimiche.
Devono essere gli stessi convinti che sia bastato evitare l'intervento americano per fermare la guerra in Siria.

Le Nazioni Unite di Lego 06.10.13

Il Palazzo di Vetro dell'ONU in Lego

Il Palazzo di Vetro e il quartier generale delle Nazioni Unite a New York entra nella collezione Lego Architecture. Da avere.

Hari Seldon vive in Arizona 19.10.07

A me questa notizia dell'algoritmo che è in grado di prevedere le reazioni di gruppi di persone sa tanto di psicostoria.

La messa al bando delle mutilazioni genitali femminili 21.12.12

Un gran bel giorno per le donne, i diritti civili, l'impegno politico e la comunità internazionale.
Lo storico voto di ieri all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili nelle parole di Emma Bonino.

Con il voto di oggi sulla Risoluzione di messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite potrà decidere se schierarsi dalla parte del diritto e contribuire al suo perfezionamento, o dell’impunità di chi taglia e/o cuce le bambine e le adolescenti nella convinzione che questo salvaguardi l’onorabilità della “famiglia”. Un voto positivo espresso per consenso, avrà il valore di una presa di coscienza di portata analoga al riconoscimento dello stupro etnico e di massa come crimine di guerra e contro l'umanità, interrompendo una tendenza che spesso vede l'Onu sacrificare la tutela dei diritti umani in nome di altre e più "stringenti" questioni internazionali.

Ci sono voluti dodici anni di campagna e la straordinaria generosità d’impegno di molte persone, alcune attiviste altre con responsabilità istituzionali, perché il mondo riconoscesse che le mutilazioni genitali femminili, proprio perché lesive dell’integrità fisica e psichica della donna, con le note conseguenze sul piano sanitario e della vita sessuale, costituiscono una violazione dei diritti umani da prevenire e sanzionare penalmente.

Costruire il consenso politico e diplomatico attorno a questo risultato non è stato facile; non solo per la consueta reticenza di alcuni paesi sulle questioni che riguardano la garanzia dei diritti umani, ma anche per l'atteggiamento lassista di chi, in Occidente, confonde il rispetto delle tradizioni altrui con la compiacenza verso pratiche criminali dannose per la vita delle persone. Da Radicale sostengo da tempo che l'unico modo che abbiamo oggi, in una società sempre più interdipendente a livello globale, di creare i presupposti della pacifica e democratica convivenza dei popoli, non sia di chiudersi in un dato identitario, ma saper fare tesoro della ricchezza che culture diverse dalla nostra possono portare al vissuto di ciascuno. In altre parole, penso che nel XXI secolo dobbiamo imparare a vivere insieme nella diversità. Questo però non significa chiudere gli occhi dinanzi a comportamenti violenti che non hanno alcuna attinenza con la cultura, poiché impediscono il pieno sviluppo della persona privandola del controllo del proprio corpo, o rimanere sordi alle richieste di aiuto di chi non ha strumenti per difendersi perché non ha diritti di cui pretendere il rispetto.

Ricordo ancora con emozione la gioia delle donne di Tourela, un villaggio del Mali dove venni invitata nel 2000 per assistere ai canti e balli tradizionali che avevano preso il posto della mutilazione genitale come celebrazione rituale del passaggio delle ragazze dall'adolescenza all'età adulta. In quella occasione, e in altri incontri che ebbi al Parlamento europeo con donne che avevano subito questa pratica, quello che mi veniva chiesto era di usare le mie libertà per promuovere le loro.

All'epoca la campagna contro le mutilazioni genitali andava avanti da circa un ventennio, tra scarsi risultati e crescente frustrazione delle attiviste. Il loro lavoro consisteva nell'andare di villaggio in villaggio a spiegare gli effetti nefasti della pratica, cercando di convincere le comunità locali della necessità di abbandonarla. Immaginate cosa significhi un lavoro così capillare da espletare su un territorio grande quasi quanto un intero continente. Occorreva pertanto un cambio di strategia che coinvolgesse le istituzioni nazionali dei singoli paesi; bisognava portare la battaglia sul piano dei diritti della persona. Da allora il Partito Radicale e Non c'è Pace Senza Giustizia hanno lavorato con caparbietà per aiutare le attiviste a recuperare un dialogo con i rispettivi governi, spingendoli a dotarsi dei necessari strumenti normativi. Negli ultimi dieci anni, 21 su 28 paesi hanno approvato leggi che puniscono le mutilazioni genitali come reato contro la persona.

Il voto di oggi alle Nazioni Unite, segna la vittoria del coraggio e della tenacia ed è un risultato di cui essere orgogliosi, in particolare noi italiani, cittadini ed istituzioni, che abbiamo contribuito più di chiunque altro a questa conquista di civiltà.

Louis Vuitton Cup: manca il vento 19.04.07

Tre giorni senza commenti.
Tre giorni (quattro?) senza la Louis Vuitton Cup.
Non c'è vento a Valencia e le regole sono chiare, sotto i sette nodi non si parte.

E così non si può fare altro che aspettare.
A poco vale recriminare se la sfida si disputi nelle acque iberiche invece che nei nostrani specchi di Napoli o Trapani.
Al più si può sperare nel miracolo di vedere un giorno la coppa in Liguria grazie a Luna Rossa.

Nel tempo che vi resta tra una preghiera ed una toccatina agli amuleti di famiglia, soffiate.
Non si sa mai...

Le Nazioni Unite a Damasco 04.04.12

Un portavoce di Kofi Annan, mediatore delle Nazioni Unite per la crisi siriana, ha annunciato l'arrivo a Damasco entro giovedì degli inviati dell'ONU che spianeranno la strada a un dispiegamento di Caschi blu con compiti di peacekeeping.

Perché votare il male minore? 13.03.06

Il 9-10 Aprile perché votare per il male minore, quando si può scegliere Cthulhu?

Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh Wgah'nagal fthan.

Nota: l'autore di questo blog vi rammenta che comunque vada: "Nella Sua Casa in R'lyeh il Morto Cthulhu attende sognando, eppure Egli risorgerà ed il Suo regno coprirà la Terra."
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Il clima di Durban 11.12.11

Dalla conferenza COP17 sui cambiamenti climatici a Durban emergono tre punti chiave.

Oltre il protocollo di Kyoto c'è un domani e da oggi ha il cappello delle Nazioni Unite.
Principalmente lo si deve a una presa di coscienza globale sulle potenzialità ormai certe della rivoluzione verde. L'economia verde trainerà il mondo nei prossimi decenni e nessuno vuole perdersi la festa.
L'ambiente salvato dal capitalismo. A qualche distratto suonerà strano.

La sempre bistrattata Europa detta legge e resta il faro mondiale dello sviluppo sostenibile e delle energie rinnovabili.
Autorevole nel mediare tra posizioni divergenti e capace di assumersi la responsabilità di porsi sempre all'avanguardia nella difesa dell'ambiente.

L'Italia torna protagonista, all'interno del quadro della diplomazia europea, lasciandosi alle spalle la politica ambientale di stampo tardo medievale dei governi Berlusconi.
Una ventata di aria fresca respirata anche a Durban.

Google Page Creator 23.02.06

Google tira fuori dal cilindro una nuova applicazione web.
Si tratta di Google Page Creator, ovvero un editor wysiwyg per creare siti web.

Non è certo paragonabile a software come Dreamweaver, ma di sicuro permetterà a chiunque di costruire la propria pagina web semplicemente editando i testi ed usufruendo delle possibilità offerte dai pulsanti di comando laterali.
Le pagine create verranno poi hostate direttamente da Google, che offre 100Mb di spazio, e saranno disponibili all'indirizzo:
http://nomeutente.googlepages.com/home

4 i layout disponibili (ovvero tutte le scelte possibili che riguardano il posizionamento delle colonne), 41 combinazioni di colore già pronte all'uso.
L'utilizzo è per forza di cose estremamente intuitivo e adatto a chi si affaccia per la prima volta al mondo dello sviluppo di pagine web.

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Crosspost su Rhadamanth.net Weblog, Voice over IT.

L'UNESCO e la Palestina 31.10.11

Tatticismi in vista del pronunciamento all'Assemblea Generale per il riconoscimento dello stato di Palestina hanno portato allo storico voto di oggi dell'UNESCO, a Parigi, che ha riconosciuto il ruolo del paese medio orientale come membro a pieno titolo dell'organismo culturale delle Nazioni Unite.

Contrari gli americani - che congeleranno per protesta la prossima tranche di finanziamenti all'UNESCO - e altri 13 stati, tra cui ovviamente Israele.
L'Europa si presenta divisa con la Francia a condurre il fronte del sì, la Germania a votare no e l'Italia che si astiene indebolendo la sua storica forte relazione con il Medio Oriente.

Un voto che regolarizza uno status quo in seno all'UNESCO, ma che complica e non poco il percorso di pace tra Israele e stato palestinese.

Diritto di reprimere 05.10.11

Il voto contrario di Russia e Cina alla risoluzione, proposta dall'Europa, che chiedeva la cessazione delle repressioni in Siria, dove le vittime sono ormai più di 2.700, evidenzia una volta ancora il problema di avere due dittature in seno al Consiglio di Sicurezza dell'ONU con diritto di veto.

La riforma in senso democratico delle Nazioni Unite è quanto mai urgente.

La Palestina alle Nazioni Unite 16.09.11

Daniel Levy tenta di ricostruire i possibili scenari che si svilupperanno quando Mahmoud Abbas, presidente dell'ANP, presenterà la richiesta per un seggio palestinese all'Assemblea Generale dell'ONU.

While the relentless pace of developments in the Middle East shows little sign of flagging, the region will briefly cast its gaze to New York next week -- with the backdrop for the next installment on Israel-Palestine being provided by Manhattan's East side digs of the United Nations. Any thoughts of the Arab awakening "proving" that Palestine was in fact a marginal concern in the region were unequivocally banished in recent weeks. To imagine that a popular Arab push for democracy, freedom, and dignity would ignore Israel's denial of those same aspirations for Palestinians was a flight of fancy. The opposite is unsurprisingly proving true -- Arab democracy will be less tolerant of Palestinian disenfranchisement than was Arab autocracy.

What is actually likely to happen to the Palestinian effort at the United Nations and what might it mean for all concerned?

Even at this late stage it is unclear exactly which U.N. option, if any, the Palestinian Liberation Organization (for it is the PLO that is still the diplomatic-political address for the Palestinians) will pursue. That should not be such a surprise -- opacity is part of any negotiation and last minute decisions are the bread and butter of international diplomacy, in this case compounded by the uncertainty and absence of a clear strategy on the part of the Palestinian leadership. Their U.N. options basically fall into three baskets: do nothing, go for membership at the Security Council, or go for an upgrade at the General Assembly.

L'Europa parlerà all'ONU 04.05.11

Le Nazioni Unite cambiano idea concedendo il diritto di parola all'Assemblea Generale al rappresentante dell'Unione Europea, grazie al nuovo status di super osservatore.
Nessun diritto di voto e il candore di Catherine Ashton sul futuro diplomatico dell'UE all'ONU.

I believe in the collaboration between the European Union and the United Nations and I have made it part of my remit to ensure that the European Union works as closely as possible with the United Nations as we seek to rise to the challenges that we face across the world.

Una svolta epocale che inciderà sulla struttura stessa dell'organizzazione.
Permettere a Herman Von Rompuy di parlare dal palco dell'Assemblea rappresentando buona parte del continente apre le porte ai blocchi regionali dall'Unione Africana alla Lega Araba, superando il concetto di Stati.

Liberate i mastini della guerra 26.04.11

Il Governo è pronto a bombardamenti mirati sulla Libia, con La Russa ministro della difesa e Frattini agli esteri.
Vi vedo fiduciosi.

Uno stato palestinese a settembre 13.04.11

E' probabile che a settembre, quando si riunirà l'Assemblea Generale dell'ONU, una forte maggioranza di stati possa pronunciarsi - così come chiesto dall'Autorità nazionale palestinese - a favore del riconoscimento di uno stato di Palestina all'interno dei confini del 1967.

L'analisi del giornalista francese Bernard Guetta ripresa da Internazionale.

Firefox reloaded 03.03.05

Forse con questo post ho davvero visto giusto.
C'è davvero chi a toccargli Firefox inizia a vedere tutto rosso e ad uscire con post di questa e questa caratura.

Situazione pericolosa, si rischia di riaprire le ferite mai del tutto rimarginate della "guerra dei browser" lei cui conseguenze sono a tutt'oggi visibili: un browser dominante, stop allo sviluppo del software in assenza di rivali, poco interesse a seguire nuovi standard e al contrario a favorire tecniche proprietarie.

Ciò che ho scritto non intendeva minimamente sminuire Firefox (lo uso quotidianamente), ma far comprendere che non lo si può considerare la panacea di tutti i mali per atto di fede.

Richiarisco un attimo i punti chiave:

Ciò che Firefox ha di buono

  • Sicurezza accettabile (attenzione la sicurezza in un browser dovrebbe essere considerata la norma non l'eccezzione);
  • supporta il DOM (con qualche stranezza), i CSS1 e gran parte di CSS2;
  • navigazione a tab;
  • notevole supporto all'accessibilità;
  • supporto completo a HTML e XHTML.

Ciò che Firefox ha di cattivo

  • Sono emersi numerosi bug al crescere delle percentuale degli utenti che lo utilizzano. Potrebbe essere un caso, come no;
  • inserisce proprietà dei CSS non standard.

Quello che mi auspico mi pare sia lampante: una maggiore dispersione dell'utenza su più browser contro una migrazione da un monopolio Microsoft ad un monopolio Mozilla.

Perché? Molto semplice.
In una situazione in cui più soggetti detengono quote analoghe di mercato, la sfida ad innovarsi e a favorire ciò che più chiedono gli utenti (standard web, usabilità, accesibilità, portabilità, sicurezza) è costante.
Questo permette di avere software, sempre aggiornati ed in tempi rapidi. Pena la perdita di credibilità e di fette del mercato.

In una situazione di monopolio, la sfida all'innovazione è invece pari a zero.
Perché spendere soldi per sviluppare un browser migliore quando già tutti gli utenti già lo utilizzano?
E' ciò che prima Netscape e poi IE hanno fatto.

Guarda caso ora che Firefox rosicchia quote di mercato a IE la casa di Redmond si rifà sotto con lo sviluppo di un nuovo browser, dopo 4 anni di nulla.

In ultima analisi vorrei ritornare sul problema sicurezza.
Attenti a dire: "ho installato FF adesso posso stare traquillo".

Potreste avere brutte sorprese. Il caso recente riguardate gli IDN è solo un esempio.

Detto ciò non è certo mia intenzione difendere IE, solo affermare che è meglio non farsi troppe illusioni su facili e definitivi rimedi a tutti i problemi del web.

Vieni avanti cretino 20.02.05

Il popolo della pace ancora una volta fa rosicare l'inutile cretino.
Per Luciana, Florence e Hussein.

Google fight 20.02.05

Volete sapere quale di due query è la più presente su Google?
Questo è un metodo simpatico per scoprirlo.

Andiamo a prendere Gheddafi 17.03.11

Il ministro francese Alain Juppé alle Nazioni Unite

Mentre le truppe del colonnello Gheddafi si preparano a bombardare Bengasi, in quello che fino a qualche ora fa era considerato l'atto finale della rivoluzione libica, le Nazioni Unite approvano la risoluzione 1973 che prevede tutte le misure necessarie per proteggere i civili in Libia, tranne l'occupazione militare. Dieci i voti a favore e cinque gli astenuti, Russia, India, Brasile, Germania e Cina.
Via dunque alla no fly zone. Le operazioni per istituirla potrebbero partire già dalle prossime ore.
NATO, Lega Araba e paesi africani saranno i principali attori sul campo.
Sigonella e Napoli molto probabilmente potrebbero diventare le basi di punta per le missioni di guerra e ricognizione.

Le sorti del leader libico si ribaltano ancora una volta e ora nella città assediata la folla può tornare a scendere in strada per festeggiare.

Mandolino e Berlusconi 17.02.05

La tv svedese Svt manda in onda questo spot.
Si tratta di un filmato autoprodotto che mostra l'immagine del nostro premier insieme alle note di un mandolino.

Il messaggo è chiaro:
"Non siamo come Berlusconi, la TV di stato svedese si fa pubblicità come televisione libera e indipendente".

La risposta del mondo alla crisi libica 09.03.11

Resta confusa la situazione strategica nella parte occidentale della Libia, dove le truppe fedeli al colonnello Gheddafi da quasi una settimana tentano una controffensiva per riprendere le città conquistate dai ribelli.
Zone d'ombra che si riproporrebbero anche all'interno della stessa famiglia del leader libico, dove non tutti sarebbero d'accordo a continuare il sistematico massacro contro i rivoltosi.

Si delinea meglio invece, ad ogni ora che passa, la strategia della comunità internazionale in risposta alla crisi. USA e UE sembrano ormai d'accordo nello stabilire una zona di interdizione al volo sopra la Libia.
Una risoluzione per istituirla sarebbe pronta per essere presentata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Unione Africana e Lega Araba - in un primo momento contraria all'ipotesi - avrebbero raggiunto un accordo di massima per un intervento a guida NATO, ascoltate anche le richieste degli stessi ribelli.
La Cina fa sapere, in via del tutto confidenziale, di essere pronta a sostenere la no-fly zone. La Russia tentenna in attesa di capire quale opzione favorirebbe maggiormente i suoi interessi.
Verrebbe esclusa per il momento ogni azione militare di terra, considerata controproducente sia sotto il profilo politico dall'Unione Europea sia dal punto di vista militare dalla stessa Alleanza atlantica.

Per rendere efficace e sicura la no-fly zone sarebbe comunque necessaria una preventiva missione aereo navale per colpire stazioni radar, difese antiaeree e antimissile e un bombardamento delle piste di decollo dei caccia libici.
Una missione che necessariamente vedrebbe in prima linea le basi aeree italiane e il upporto logistico della portaerei Cavour, nonché l'impiego di unità navali della NATO con manovre dalla base di Napoli. Gli USA sono già presenti davanti alle coste della Libia con due navi portaelicotteri e intercettori a decollo verticale.

Questo spiega la confusione delle dichiarazioni ministeriali in una crescente paura per la mancanza di capacità e strategie che possano preservare gli interessi del paese davanti agli impegni internazionali e dall'imbarazzo per gli stretti legami personali tra il premier Berlusconi e Gheddafi. ENEL intanto fa sapere che il protrarsi della crisi potrebbe causare problemi di approvigionamento a partire dal prossimo inverno.

Ora l'ONU bracca Gheddafi 27.02.11

L'ONU si esprime all'unanimità. La risoluzione numero 1.970 stabilisce le sanzioni contro Gheddafi e i suoi familiari, mentre Stati Uniti e Unione Europea sono pronti a sostenere gli insorti.

In dettaglio si prevede il blocco dei beni del rais, otto dei suoi figli, due cugini e undici esponenti del regime di Tripoli.
L'embargo alle vendite di armi.
Un possibile e auspicabile coinvolgimento della Corte penale internazionale dell'Aja per i crimini di guerra e contro l'umanità.
Per il momento l'uso delle armi è escluso esplicitamente nel documento. Il riferimento esplicito all'articolo 41 della Carta non lascia dubbi. A volerlo Russia e Cina.

Il mondo non concederà l'impunità al leader libico per i suoi crimini. Il messaggi è forte. Il Consiglio di Sicurezza compatto.
E' un primo passo, ma è quello nella giusta direzione.

A Bengasi si forma il governo provvisorio sotto la guida dei comitati che gestiscono le città liberati e l'influenza dell'ex ministro della Giustizia Mustafa Abdeljalil.
Il governo provvisorio ha decretato che la capitale resterà Tripoli e che il clan Gheddafi è stato perdonato. Solo il rais pagherà per le sofferenze del popolo.
Intanto nella capitale regna una clama irreale, mentre truppe fedeli al regime cercano di sfondare con una controffensiva a Misurata.

L'interventismo in Libia 24.02.11

Le ragioni di Rocca, dalle pagine del Sole 24 Ore, per un auspicato intervento italiano e internazionale in Libia, mentre il regime di Gheddafi è intento a sedare la rivolta a colpi di artiglieria ad al-Zawiyah, trenta chilometri a ovest di Tripoli.

Le dichiarazioni italiane, le prese di posizione europee, le condanne delle Nazioni Unite non bastano. Mettere in guardia sul rischio del fondamentalismo islamico, nel caso il regime quarantennale di Muammar Gheddafi dovesse finalmente cadere, non serve assolutamente a nulla se, nel frattempo, a Bengasi e a Tripoli e nelle altre città libiche le milizie del Colonnello continuano a sparare ad altezza d'uomo sui manifestanti. La priorità è fermare il massacro, poi contenere gli effetti dell'inevitabile caduta del regime e, infine, aiutare il processo di ricostruzione del paese. Questo è il nostro interesse nazionale, oltre che la cosa giusta, etica e morale da fare.

[...] L'idea del ministro Franco Frattini, secondo cui non è compito dell'Europa interferire negli affari interni della Libia, non è solo miope, sbagliata e fondata sull'illusione che il regime alla fine si salverà. E' anche diametralmente opposta a un'ormai consolidata politica estera italiana, condivisa dai governi di centro-sinistra (Somalia, Serbia, Albania, Libano) e di centro-destra (Iraq e Afghanistan) e incentrata sul diritto all'ingerenza democratica e sul dovere d'intervenire per fermare i massacri a pochi chilometri di distanza da casa nostra.

[14:34] Secondo Anders Fogh Rasmussen, segretario generale della NATO, l'Alleanza atlantica non ha alcun piano di intervento in Libia.

Maroni: manca la copertura per la previdenza complementare del 2005 15.12.04

Il ministro MaroniIl ministro del Welfare Roberto Maroni:

"Il ministero dell'economia ci ha fatto sapere che nel maxiemendamento non c'è copertura per la previdenza complementare del 2005.
Nonostante le reiterate assicurazioni fatte fino all'altro ieri.
Penso che sia incomprensibile e ne prendo atto.
Ma tutto ciò mi convince che questa finanziaria è sempre peggio".

Maroni ha poi sottolineato:

"Anche le oltre due ore di incontro che ho avuto ieri con l'Abi su questo tema, sono diventate inutili.
Sulla mancata copertura le ragioni sono incomprensibili".

Prima di parlare contare sino a tre 04.12.04

In politica si sà, smentite e fraintendimenti sono all'ordine del giorno, ma a tutto c'è un limite.

In gioco c'è la credibilità...
Sul condono edilizio Lunardi ha smentito il ministro del Tesoro.

Dopo le precisazioni del dicastero dell'Economia, che ancora due giorni fa escludevano "nella maniera più assoluta" la proroga dei termini, il titolare delle Infrastrutture ha rivelato che ieri, in Consiglio dei ministri, si è lavorato "per vedere se si può dare una proroga".

Non contento Alemanno smentisce:
"Non mi risulta e in ogni caso non mi sembrerebbe opportuno", che poi ha aggiunto: "ieri non ne ho sentito parlare in Consiglio dei ministri".

E Palazzo Chigi...
"l'ipotesi di una riapertura dei termini del condono edilizio è assolutamente destituita di ogni fondamento."

Ma Paniz (FI) afferma, sostenuto da Salerno (AN):
"I termini per la presentazione delle domande di sanatoria scadono il 10 Dicembre 2004 per il condono edilizio e il 31 Gennaio 2005 per il condono ambientale. Potrebbero essere prorogati di sei mesi, di questo si sta parlando."

Sciopero 2 30.11.04

A margine di una giornata di lotta, con milioni di lavoratori in sciopero, non poteva mancare l'ironia da "Premiata Ditta" di un esponente della maggioranza:

Italo Bocchino, vicecoordinatore di An, docet:

"Presenterò un emendamento alla Finanziaria per permettere a coloro che oggi hanno partecipato allo sciopero generale di avere la facoltà di rinunciare alla riduzione delle aliquote sul proprio imponibile Irpef".

Sottofondo di risate e scrosci di applausi da Bondi, Cicchitto e Schifani.
Il Cabaret delle Libertà prosegue lo spettacolo.

L'accordo di Cancun sul clima 11.12.10

L'accordo che il mondo, Bolivia esclusa, ha raggiunto sul clima a Cancun poggia su tre aspetti politici fondamentali.

Gli Stati Uniti tornano pienamente in gioco e lavorano attivamente per ottenere risultati e gettare i ponti per raggiungere compromessi.
Solo tre anni fa l'amministrazione Bush negava persino che esistesse un problema climatico.

La Cina muove i primi passi. Esce dall'isolamento. Gli effetti del riscaldamento globale stanno investendo il gigante asiatico e il regime non può che prenderne atto agendo di conseguenza.
Le posizioni più morbide di uno dei maggiori inquinatori del mondo non possono che essere una buona notizia.

I paesi emergenti hanno capito che lo sviluppo passa anche dal rispetto ambientale.

Non parliamo di Europa solo perché l'Unione è già all'avanguardia sul difesa dell'ambiente e sulle politiche di efficienza energetica.

Gli stessi che oggi grideranno al fallimento del summit sono gli stessi che si lamentavano dei compromessi al ribasso del Protocollo di Kyoto; protocollo che oggi difendono a spada tratta.

E tuttavia non sarà la politica a lanciare la rivoluzione verde. Sarà il mercato.
Come sempre è successo per ogni rivoluzione tecnologica e industriale della storia.

Non esiste nessun ambasciatore ONU per gli alieni 28.09.10

Diversamente da quanto segnalato dal Post non esiste nessun ambasciatore ONU accreditato per eventuali contatti extraterrestri.
La diretta interessata, l'astrofisica Mazlan Othman, se mai ce ne fosse stato il bisogno ha smentito tutta la vicenda.

Un semplice controllo delle fonti avrebbe evitato l'ennesima bufala, non sfuggita all'occhio attento dell'ottimo Paolo Attivissimo.

Niente diritto di parola per l'UE all'ONU 15.09.10

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha deciso di non concedere lo status speciale all'Unione Europea, che le avrebbe permesso di partecipare attivamente e in prima persona ai lavori dell'aula.
L'Europa unita fa paura a molti.

Il diritto di voto dell'Unione Europea 24.08.10

Bruxelles

Il prossimo mese l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite potrebbe concedere all'Unione Europea uno status speciale che le permetta il diritto di intervento.

La svolta di questo evento sarebbe epocale.
Finora infatti alla UE era riconosciuto solo lo status di "osservatore", al pari dello Stato Vaticano, della Lega Araba o della Croce Rossa.
Una condizione che costringeva l'Unione Europea a parlare solo per mezzo del suo presidente di turno. Se invece passerà la risoluzione sarà la signora PESC, Catherine Ashton, a reggere le file della diplomazia europea in prima persona al Palazzo di Vetro.

Il tema è tuttavia delicato a partire proprio dalle resistenze europee di Francia e Regno Unito, superate solo dall'assicurazione che i rapporti di forza all'interno del Consiglio di Sicurezza non verranno intaccati.
Inoltre per alcuni si scoperchierebbe un vaso di pandora in grado di aprire la strada ad altre richieste del genere da organizzazioni come appunto la Lega Araba, l'Unione Africana o l'Organizzazione degli Stati Americani. Paure tuttavia infondate, secondo gran parte della diplomazia internazionale, in quanto queste organizzazioni sono ben diverse da quello che sempre più è il super stato europeo.

Secondo il Vice Segretario Generale dell'ONU Mark Malloch Brown, la piena partecipazione della UE ai lavori dell'Assemblea Generale è un processo storico inevitabile.
Un processo che diventerà sempre più evidente a partire da dicembre quando anche il corpo diplomatico dell'Unione (SEAE) prenderà ufficialmente il via.

La guerra dei campi estivi di Gaza 26.07.10

E' estate anche nella Striscia di Gaza; e come ogni estate l'ONU organizza attraverso la sua agenzia UNRWA campi estivi per le ragazze e i ragazzi palestinesi.

Hamas, temendo di perdere consenso tra i più giovani, accusa le Nazioni Unite di spingere bambini e ragazzi verso i licenziosi costumi occidentali e non sono mancate minacce e atti intimidatori contro le strutture ricreative.
Gli estremisti islamici, con l'appoggio di alcuni influenti Imam, hanno cercato di correre ai ripari organizzando campi estivi "rispettosi della tradizione islamica" che tuttavia hanno riscosso uno scarso successo.

Nella tormentata terra di Gaza anche il divertimento è materia di scontro di civiltà.

Il Kosovo indipendente è legale 23.07.10

La proclamazione unilaterale dell'indipendenza del Kosovo non viola il diritto internazionale e dunque risulta legale.
In attesa di leggere le motivazioni, questa è la sintesi della sentenza a cui è giunta Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite. Di fatto un nulla osta alla secessione dato dal collegio dei 15 giudici riuniti all'Aja.

Il parere della corte era stato richiesto dalla Serbia che sperava in una bocciatura per poter riprendere in mano la situazione di tensione con il Kosovo.
Bocciatura che non è arrivata e anzi ora potrebbe spianare la strada a nuovi riconoscimenti dopo i 69 Stati che già intrattengono relazioni diplomatiche con Pristina.

Ora la palla passerà in settembre all'Assemblea generale dell'ONU per una, si spera, decisione definitiva e politica sullo status della neonata repubblica balcanica.

Le Nazioni Unite intervengono sulla legge bavaglio 13.07.10

Secondo Frank La Rue, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di espressione, il progetto di legge sulle intercettazioni se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia.

E' un ceffone che lascia il segno.

I diritti delle donne passano per l'Iran 30.04.10

L'Iran è stato eletto come membro della Commissione delle Nazioni Unite in difesa dei diritti delle donne. L'Iran.

Ha solo salvato il mondo (notes for dummies) 19.12.09

Basterebbe ricordare che non più tardi di un anno fa la maggior parte delle potenze che ieri hanno trovato un accordo a Copenaghen si dividevano tra chi non considerava il riscaldamento globale una priorità e chi semplicemente lo bollava come fantasie pseudoscientifiche.

Il mondo intero, come forse mai è accaduto in passato, si è trovato d'accordo sul considerare possibile e auspicabile uno sviluppo diverso e sostenibile.
Rimangono divergenze su come raggiungere questo obiettivo, ma l'obiettivo in se non è più oggetto di discussione. Pensare che 193 nazioni trovassero un accordo senza compromessi è utopia
L'impronta lasciata dall'amministrazione Obama, multilaterale e di completa rottura con le posizioni precedenti, è evidente.

A chi si lamenta del basso profilo tenuto dall'Unione Europea dovrebbe essere fatto presente che nessun altro paese è così sensibile all'ambiente e così determinato e preparato a preservarlo come il Vecchio Continente e la sua tanto criticata classe politica di Bruxelles.

Infine solo un mese fa nessuno avrebbe scommesso un centesimo su una possibile intesa. Tutti erano certi di un completo fallimento. Nessun accordo. Nessun obiettivo.
Ieri invece, a dispetto di ogni previsione, abbiamo fatto il primo passo. Piccolo e malfermo, ma decisivo per il nostro futuro.

Ha solo salvato il mondo 18.12.09

Un primo importante passo verso un mondo più verde.

White House Announces "Meaningful" Climate Deal
The U.S., China, India and South Africa have reached a deal at the Copenhagen climate change conference, an Obama administration official said.

Spiegare il global warming ai caribù 09.12.09

Sarah Palin, lanciatissima nelle ultime settimane, non ci fa mancare la sua visione demagogica e populista sul summit di Copenaghen e più in generale sul tema del riscaldamento globale.

Inseguire il popolo degli scettici e dei contrari-per-scelta sembra l'unica arma in mano alla destra in questo momento. Un'arma che può solo fare danni.

But while we recognize the occurrence of these natural, cyclical environmental trends, we can't say with assurance that man's activities cause weather changes. We can say, however, that any potential benefits of proposed emissions reduction policies are far outweighed by their economic costs. And those costs are real. Unlike the proposals China and India offered prior to Copenhagen -- which actually allow them to increase their emissions -- President Obama's proposal calls for serious cuts in our own long-term carbon emissions. Meeting such targets would require Congress to pass its cap-and-tax plans, which will result in job losses and higher energy costs (as Obama admitted during the campaign). That's not exactly what most Americans are hoping for these days. And as public opposition continues to stall Congress's cap-and-tax legislation, Environmental Protection Agency bureaucrats plan to regulate carbon emissions themselves, doing an end run around the American people.

La deadline da Copenaghen a Bonn 07.12.09

Oggi 56 giornali in 45 paesi parleranno con un'unica voce dei cambiamenti climatici nel giorno di apertura del summit di Copenaghen.

Today 56 newspapers in 45 countries take the unprecedented step of speaking with one voice through a common editorial. We do so because humanity faces a profound emergency.

Unless we combine to take decisive action, climate change will ravage our planet, and with it our prosperity and security. The dangers have been becoming apparent for a generation. Now the facts have started to speak: 11 of the past 14 years have been the warmest on record, the Arctic ice-cap is melting and last year's inflamed oil and food prices provide a foretaste of future havoc. In scientific journals the question is no longer whether humans are to blame, but how little time we have got left to limit the damage. Yet so far the world's response has been feeble and half-hearted.

Invertire la marea 22.09.09

The journey is long. The journey is hard. And we don't have much time left to make it. It is a journey that will require each of us to persevere through setback, and fight for every inch of progress, even when it comes in fits and starts. So let us begin. For if we are flexible and pragmatic; if we can resolve to work tirelessly in common effort, then we will achieve our common purpose: a world that is safer, cleaner, and healthier than the one we found; and a future that is worthy of our children.

Via TPM.

Antifrasi 16.05.09

La Russa e le figure retoriche:

L'Alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati conta come il due di picche, cioè un vero e proprio fico secco.

ONU: inchiesta "Oil for food" 08.12.04

Il segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha ribadito che non si dimetterà come invece auspicato da alcuni parlamentari americani del Partito Repubblicano.

Le critiche ad Annan sono state mosse per le reticenze mostrate nei confronti degli investigatori del Congresso che indagano su presunti abusi nella gestione del programma umanitario "Oil for food".

Su questo programma sta indagando anche l'Onu attraverso una commissione indipendente guidata dall'ex presidente della Federal Reserve, Paul Volcker.

La Giornata della Terra alle Nazioni Unite 22.04.16

La Giornata della Terra alle Nazioni Unite

Nella Giornata della Terra, la ricorrenza organizzata dalle Nazioni Unite per porre l'accento sull'ambiente e la salvaguardia del pianeta che viene celebrata ogni anno il 22 aprile (un mese e due giorni dopo l'equinozio di primavera), 175 leader mondiali hanno siglato il trattato uscito dall'accordo sul clima raggiunto alla COP 21 di Parigi.

Il mondo si illumina d'azzurro per le Nazioni Unite 24.10.15

La Torre di Pisa illuminata d'azzurro per il giorno delle Nazioni Unite

La Torre di Pisa azzurra come la bandiera che da 70 anni sventola sulle Nazioni Unite. Oltre 300 monumenti in tutto si sono uniti nel celebrare l'anniversario dell'entrata in vigore della Carta dell'ONU.

La sede dell'ONU si colora con gli obiettivi globali 23.09.15

La sede dell'ONU si colora con gli obiettivi globali

Il Palazzo delle Nazioni Unite a New York illuminato con le proiezioni degli obiettivi globali di sviluppo sostenibile in vista del vertice speciale di tre giorni che inizierà venerdì.

Malala Yousafzai alle Nazioni Unite 12.07.13

Malala Yousafzai alle Nazioni Unite

Malala Yousafzai, la ragazza pakistana che i talebani tentarono di uccidere lo scorso ottobre per chiudere la bocca alla dirompente minaccia della libertà di pensiero, ha pronunciato un discorso forte e commovente davanti alle Nazioni Unite contro l'odio e per il diritto delle donne allo studio nel giorno del suo sedicesimo compleanno.

Fonte: ASCA

L'ONU accoglie la Palestina come stato osservatore 29.11.12

Abu Mazen alle Nazioni Unite

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in una seduta storica, ha accolto la Palestina come stato osservatore non membro con 139 voti favorevoli, tra cui l'Italia, 9 contrari e 41 astenuti.

L'accordo di Durban 11.12.11

Delegati ONU a Durban

I delegati delle Nazioni Unite hanno raggiunto un accoro per difendere la stabilità del clima. La road map prevede che il piano complessivo verrà definito entro il 2015 e coinvolgerà tutti il mondo Le misure di riduzione degli agenti inquinanti e di salvaguardia dell'ambiente diventeranno esecutive a partire dal 2020.

Il clima visto da Durban 02.12.11

Attivisti di Greenpeace a Durban

Il mondo si ritrova a Durban, in Sud Africa, per discutere di cambiamenti climatici e del superamento del Protocollo di Kyoto alla conferenza delle Nazioni Unite.

Fonte: La Stampa

Gbagbo è stato catturato 11.04.11

Il dittatore ivoriano Gbagbo catturato

La svolta in costa d'Avorio, tormentata dalla guerra civile, è stata compiuta dalle milizie del presidente eletto Ouattara in collaborazione con i Caschi blu delle Nazioni Unite e l'esercito francese. Il vecchio dittatore che rifiutava di riconoscere l'esito delle elezioni è stato arrestato nella sua residenza.

Fonte: Le Monde

Ruolo chiave della NATO in Libia 22.03.11

Un ribelle libico prega con a fianco un lanciarazzi

Sul fronte libico fallisce l'offensiva lealista a Zintan, mentre caccia dell'alleanza ingaggiano un aereo del regime diretto a Bengasi. Intanto l'alleanza decide di consegnare alla NATO a guida della missione ONU per imporre la no fly zone sui cieli libici.

Tripoli sotto attacco 21.03.11

Aereo danese della coalizione internazionale decolla da Sigo

Sotto attacco, da parte degli aerei della coalizione internazionale, la zona del porto di Tripoli e l'aeroporto di Sirte. Intanto in Europa si discute su chi debba prendere il comando della missione ONU.

Le Nazioni Unite pronte a colpire Gheddafi 17.03.11

Il voto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

L'ONU ha approvato l'intervento in Libia per difendere i civili sotto attacco delle truppe fedeli al colonnello Gheddafi. Il via alle operazioni per rendere effettiva la no fly zone potrebbero partire già questa notte. Dieci i voti favorevoli, nessun contrario e 5 astenuti, India, Germania, Cina, Russia e Brasile.

Fonte: Guardian

L'ONU approva le sanzioni contro Gheddafi 27.02.11

Il Consiglio di Sicurezza delel Nazioni Unite in seduta sull

Con la risoluzione 1.970 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approva all'unanimità le sanzioni contro il leader libico, i suoi parenti più stretti e l'apparato del regime. Embargo delle armi, blocco dei conti esteri e possibile incriminazione al tribunale internazionale con l'accusa di crimini di guerra e contro l'umanità. Intanto a Bengasi si insedia il governo provvisorio delle città liberate, mentre si attende lo scontro finale.

Fonte: TLUC Blog

Hezbollah fa cadere il governo libanese 12.01.11

Sostenitori libanesi di Hezbollah

11 ministri di Hezbollah si sono dimessi facendo cadere il governo libanese per fare pressioni contro il tribunale delle Nazioni Unite che indaga sull'omicidio dell'ex primo ministro.

Alta tensione al confine tra le due Coree 19.12.10

Militari sudcoreani nell'isola di Yeonpyeong

Le Nazione Unite sono impegnate in un difficile negoziato per scongiurare l'innalzarsi tensione nella penisola coreana, dopo il bombardamento dell'isola di Yeonpyeong da parte della Corea del Nord. Nel frattempo Seul prepara manovre militari e Pyongyang aumenta le truppe al confine.

Il mondo trova l'accordo sul clima 11.12.10

Attivisti del WWF

Taglio delle emissioni del 25-40% rispetto al livello del 1990 entro il 2020. Impegno per evitare che l'aumento di temperatura superi i 2 gradi. Fondo di 100 miliardi per il trasferimento delle tecnologie pulite e il mantenimento delle foreste tropicali. L'assunzione di responsabilità di USA, Unione Europea, Cina e paesi emergenti sulla difesa dell'ambiente. Questi i risultati dl vertice di Cancun.

Fonte: Guardian