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Breve storia del conflitto israelo-palestinese 22.01.16

La storia del conflitto fra arabi e israeliani e il debunking di 11 miti sul conflitto che infiamma il Medio Oriente.

Google riconosce la Palestina 03.05.13

Screenshot di Google

Google ha cambiato l'intestazione della sua homepage all'indirizzo google.ps da Territori Palestinesi a Palestina.
La decisione del motore di ricerca di Mountain View segue le indicazioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite dopo il riconoscimento, lo scorso novembre, della Palestina come Stato non membro.

Louis Vuitton Cup: manca il vento 19.04.07

Tre giorni senza commenti.
Tre giorni (quattro?) senza la Louis Vuitton Cup.
Non c'è vento a Valencia e le regole sono chiare, sotto i sette nodi non si parte.

E così non si può fare altro che aspettare.
A poco vale recriminare se la sfida si disputi nelle acque iberiche invece che nei nostrani specchi di Napoli o Trapani.
Al più si può sperare nel miracolo di vedere un giorno la coppa in Liguria grazie a Luna Rossa.

Nel tempo che vi resta tra una preghiera ed una toccatina agli amuleti di famiglia, soffiate.
Non si sa mai...

Gingrich e l'invenzione del popolo palestinese 27.01.12

Newt Gingrich durante il recente dibattito per le primarie in Florida ha affermato che i palestinesi sono un popolo inventato.
In seguito ha cercato di correggere il tiro ribadendo la sua posizione, ma aggiungendo che la definizione di "palestinesi" è stata inventata nel 1970, dato che prima di quella data erano semplicemente identificati come arabi.

Nick Clegg sugli insediamenti israeliani 18.01.12

Secondo il vice premier britannico gli insediamenti israeliani costituiscono un atto di vandalismo deliberato.

There is ample justification for his remarks in two recent internal EU reports covered in this newspaper. The latest, disclosed today, warns that Israel's actions are making the idea of Jerusalem as a shared capital - which the EU rightly regards as a sine qua non of a two-state solution - "increasingly unlikely and unworkable". The continued growth of settlements already housing 500,000 Israelis in occupied territory - almost 200,000 of them in East Jerusalem - is not the only such action, but is the biggest obstacle to successful negotiations.

L'UNESCO e la Palestina 31.10.11

Tatticismi in vista del pronunciamento all'Assemblea Generale per il riconoscimento dello stato di Palestina hanno portato allo storico voto di oggi dell'UNESCO, a Parigi, che ha riconosciuto il ruolo del paese medio orientale come membro a pieno titolo dell'organismo culturale delle Nazioni Unite.

Contrari gli americani - che congeleranno per protesta la prossima tranche di finanziamenti all'UNESCO - e altri 13 stati, tra cui ovviamente Israele.
L'Europa si presenta divisa con la Francia a condurre il fronte del sì, la Germania a votare no e l'Italia che si astiene indebolendo la sua storica forte relazione con il Medio Oriente.

Un voto che regolarizza uno status quo in seno all'UNESCO, ma che complica e non poco il percorso di pace tra Israele e stato palestinese.

La Palestina alle Nazioni Unite 16.09.11

Daniel Levy tenta di ricostruire i possibili scenari che si svilupperanno quando Mahmoud Abbas, presidente dell'ANP, presenterà la richiesta per un seggio palestinese all'Assemblea Generale dell'ONU.

While the relentless pace of developments in the Middle East shows little sign of flagging, the region will briefly cast its gaze to New York next week -- with the backdrop for the next installment on Israel-Palestine being provided by Manhattan's East side digs of the United Nations. Any thoughts of the Arab awakening "proving" that Palestine was in fact a marginal concern in the region were unequivocally banished in recent weeks. To imagine that a popular Arab push for democracy, freedom, and dignity would ignore Israel's denial of those same aspirations for Palestinians was a flight of fancy. The opposite is unsurprisingly proving true -- Arab democracy will be less tolerant of Palestinian disenfranchisement than was Arab autocracy.

What is actually likely to happen to the Palestinian effort at the United Nations and what might it mean for all concerned?

Even at this late stage it is unclear exactly which U.N. option, if any, the Palestinian Liberation Organization (for it is the PLO that is still the diplomatic-political address for the Palestinians) will pursue. That should not be such a surprise -- opacity is part of any negotiation and last minute decisions are the bread and butter of international diplomacy, in this case compounded by the uncertainty and absence of a clear strategy on the part of the Palestinian leadership. Their U.N. options basically fall into three baskets: do nothing, go for membership at the Security Council, or go for an upgrade at the General Assembly.

L'hotel a cinque stelle di Gaza 09.08.11

L'hotel al-Mashtal, iniziato negli anni '90, è pronto all'apertura dopo essere diventato di proprietà del gruppo spagnolo ArcMed.
Costruito vicino a un campo di addestramento militare di Hamas in quella che è una delle regioni più depresse del mondo, questo albergo potrebbe diventare il simbolo della rinascita.
Di certo è simbolo di un rinnovato ottimismo palestinese.

I confini del '67 19.05.11

Il piano Obama per riportare la pace in Medio Oriente. Due stati con il ritorno ai confini del '67 e riconoscimento dello Stato Ebraico.

Hamas e Israele si dicono contrari, non potrebbe essere altrimenti in questa fase. Stupisce, ma solo fino ad un certo punto, l'apertura dell'ANP.

Restiamo umani 15.04.11

La manifestazione a Roma per ricordare Vittorio Arrigoni

Vittorio Arrigoni nel ricordo delle piazze italiane.

Chi è Vittorio Arrigoni 14.04.11

Vittorio Arrigoni

Attivista per i diritti umani dell'International Solidarity Movement. Giornalista e inviato del Manifesto. Blogger. Vive a Gaza da tre anni.

E' stato rapito dal gruppo islamico salafita Brigata Mohammed Bin Moslama che minaccia di ucciderlo se entro 30 ore, a partire dalle ore 11 locali di oggi, il governo di Hamas non libererà terroristi salafiti.

Stay human.

[15/04 07:32] Il corpo senza vita di Arrigoni è stato ritrovato dalle forze di sicurezza di Hamas in una casa abbandonata nel rione Qarame a Gaza. I terroristi lo hanno ucciso senza evidentemente rispettare il loro stesso ultimatum.

Uno stato palestinese a settembre 13.04.11

E' probabile che a settembre, quando si riunirà l'Assemblea Generale dell'ONU, una forte maggioranza di stati possa pronunciarsi - così come chiesto dall'Autorità nazionale palestinese - a favore del riconoscimento di uno stato di Palestina all'interno dei confini del 1967.

L'analisi del giornalista francese Bernard Guetta ripresa da Internazionale.

La crisi di governo in Palestina 14.02.11

Secondo la tv satellitare al-Arabiya il primo ministro palestinese Salam Fayyad, in carica dal 2007, ha presentato le dimissioni del suo governo.
Il presidente dell'ANP, Mahmoud Abbas, sarebbe comunque intenzionato a riconsegnare alle stesso Fayyad l'incarico per formare un nuovo esecutivo di emergenza, in grado di durare fino a settembre quando sono previste nuove elezioni politiche.

Si aggrava la situazione politica e sociale in una Palestina sempre più divisa tra West Bank e Striscia di Gaza, con la seconda controllata da Hamas che rifiuta sistematicamente il riconoscimento della figura istituzionale di Abbas.
Una crisi interna, che nel clima di incertezza portato dai recenti moti rivoluzionari che stanno attraversando il mondo arabo, rischia di indebolire ancora di più il già fragilissimo ecosistema palestinese minandone la credibilità.

Colloqui di pace 07.09.10

Un anno di tempo per il Medio Oriente 20.08.10

E' l'intervallo stabilito per giungere ad un accordo duraturo di pace in Medio Oriente, risolvendo la questione dello status finale della Palestina a partire dal 2 settembre.

L'impegno dell'amministrazione Obama è chiaro: appoggiare la creazione di due stati che vivano in pace e sicurezza l'uno accanto all'altro, attraverso negoziati diretti che dovranno svolgersi senza precondizioni (come richiesto da Israele).

Dopo il fallimento di Annapolis la road map sembra essere tutta in salita.
E se dal terzetto composto da UE, ONU e Russia c'è poco da aspettarsi, la ferrea volontà dell'amministrazione Obama di raccogliere un successo potrebbe favorire la spinta necessaria - e si spera decisiva - verso la volontà di progettare in comune un nuovo assetto della regione.

Accelerazione per il Medio Oriente 08.04.10

Secondo David Ignatius, Obama vorrebbe imprimere un'accelerazione al processo di pace in Medio Oriente abbandonando la posizione di mediatore tenuta sinora per proporre una sua road map.

Il filo spezzato in Palestina 16.03.10

David Bromwich su Huffington Post cerca di far luce sulle tese relazioni tra Washington e Israele.

There have been some voices in the past decade to remind us that the United States is endangered by the aggressive expansionist policies of Israel. Amy Goodman, Philip Weiss, M.J. Rosenberg, Glenn Greenwald, Tony Karon, Daniel Luban --- but it is an ungrateful subject and not many have had the nerve or the pockets to look at it steadily. And yet, if one takes stock of more recent stories and columns, one has to add to the list Bill Moyers, Joe Klein, Chris Matthews. It seems possible that a nationwide self-censorship which has lasted more than forty years, on a subject of enormous importance -- a "friendly silence" that is contrary to the spirit of democracy itself -- is at last beginning to lift.

And those, from the vice president down, who have now begun to speak openly, have a new ally in General David Petraeus. For what Biden said behind closed doors to Netanyahu---that your actions are "dangerous for us"--did not come from Biden alone or from himself and the president but also from General Petraeus. A recent story in Stars and Stripes reported, that Petraeus has been struck by clear evidence that American troops are at risk from America's supply of weapons and approval to a policy that grinds down the Palestinians.

Goldberg ha una sua idea su come l'amministrazione Obama sta tentando di forzare la mano a Netanyahu per costringerlo a lasciare a terra gli estremisti e formare un governo più moderato con Kadima e Tzipi Livni.

So what is the goal? The goal is force a rupture in the governing coalition that will make it necessary for Netanyahu to take into his government Livni's centrist Kadima Party (he has already tried to do this, but too much on his terms) and form a broad, 68-seat majority in Knesset that does not have to rely on gangsters, messianists and medievalists for votes. It's up to Livni, of course, to recognize that it is in Israel's best interests to join a government with Netanyahu and Barak, and I, for one, hope she puts the interests of Israel ahead of her own ambitions.

Mentre Andrew Sullivan parte da lontano.

By the end of the British mandate, and an influx of Jewish refugees and Zionists, the proportions were roughly 70 percent Muslims and 30 percent Jews. Jews were concentrated in urban areas along the coast but, as the first map shows, some were indeed in the West Bank, although as a tiny minority.

This isn't propaganda; it's fact.

The maps show what has happened since - in sixty years in terms of growing sovereignty and accelerating Israeli control. The Muslim population is expanding as the geographic extent of their political self-government keeps diminishing. While Jerusalem was once in the center of Palestinian territory - and the Israelis agreed to this, while the Arabs refused - it is now not only in Israel but all of it will soon be under sole Israeli control, as Netanyahu continues, despite pleas from his American benefactors and allies, merely to freeze them.

Non volevano stravincere 18.01.09

I palestinesi hanno trionfato contro le truppe israeliane registrando una grande vittoria. [...]
Dio ci ha dato una grande vittoria, non solo per una fazione, o un partito o un movimento ma per il nostro intero popolo. Abbiamo fermato l'aggressione e il nemico non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi.

Ismail Haniyeh, leader di Hamas a Gaza.

La guerra di Michele 16.01.09

Si ricorda a Santoro Michele che tra la piazza e i politici, a metà strada, c’è il punto esatto dove dovrebbe stare sempre un giornalista. Certo che il martellamento della destra italiana su Santoro/Medio Oriente deve essere una roba da impazzire, lo capisco, visto anche che dietro ci sono tassi di ipocrisia e opportunismo politico che sono da defibrillatore. Ma questa puntata era costruita coi piedi. Il titolo La guerra dei bambini parlava chiaro.

Via Freddy Nietzsche.

Scopri l'intruso 14.01.09

Le foto contraffatte del conflitto a Gaza.

Indignazione da salotto 11.01.09

E' quella che non vorrei vedere mai. E' quella che preferirei non leggere. E' quella che desidererei non sentire.

E' quella che immancabilmente riemerge ad ogni accenno di conflitto mostrato in tv per poi spegnersi appena perde il suo hype mediatico.

E' successo per il Darfur, per il Libano, per il Tibet e per mille altri conflitti.
A sto giro tira Gaza.

L'erba di Gaza 07.01.09

Al di là delle grida isteriche e delle parole al vento, per capire Gaza e la guerra che la insanguina da decenni, basterebbe soffermarsi a confrontare questi dati con questi altri.

Sta tutto lì. E arriva prima della fede, dell'ideologia e della diversa cultura.

La ragione e il torto 07.01.09

Ecco un'altra lista che andrebbe appesa nella propria cameretta e letta un paio di volte al giorno.

In sei punti Bernard Henry-Levy riassume le regioni e le asimmetrie della guerra in medio oriente.

Abu Mazen presidente 10.01.05

Il presidente palestinese Abu MazenNelle prime dichiarazioni del dopo voto in Palestina con la vittoria schiacciante di Abu Mazen, Hamas e la Jihad islamica assicurano che coopereranno con lui.

L'esito definitivo della votazioni doveva essere annunciato nella mattinata, ma è slittato di alcune ore.

Secondo la stampa odierna sembra confermato che Abu Mazen abbia ricevuto circa il 70% delle preferenze.

Da Israele giungono primi segnali positivi.

L'ONU accoglie la Palestina come stato osservatore 29.11.12

Abu Mazen alle Nazioni Unite

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in una seduta storica, ha accolto la Palestina come stato osservatore non membro con 139 voti favorevoli, tra cui l'Italia, 9 contrari e 41 astenuti.

La liberazione del caporale Shalit 18.10.11

Il caporale Gilad Shalit

Dopo oltre cinque anni di prigionia nella Striscia di Gaza, il caporale dell'esercito israeliano Gilad Shalit oggi 25enne è stato liberato grazie ad uno scambio con mille prigionieri palestinesi.

La maratona di Gaza 05.05.11

Un passaggio della maratona di Gaza

Dal confine con Israele al confine con l'Egitto. Il percorso accidentato della prima maratona di Gaza.

Fonte: Guardian

Hanno ucciso Vittorio Arrigoni 15.04.11

Vittorio Arrigoni

Il gruppo terrorista islamico salafita Brigata Mohammed Bin Moslama ha rapito e ucciso l'attivista italiano Vittorio Arrigoni, da tre anni residente a Gaza e da sempre partecipe alle sofferenze di quella regione nonché corrispondente per il quotidiano Il Manifesto.

Nuovi insediamenti a Gerusalemme Est 09.11.10

Dimostranti palestinesi protestano contro gli insediamenti i

La costruzione di nuovi insediamenti a Gerusalemme Est infiamma gli animi palestinesi.